Riletture di Pasqua 2021

In occasione della Pasqua ecco qualche rilettura per questo pomeriggio di relax.

1) Prossima Fermata: Digione

2) Sehnsucht: Darvaza, la porta dell’inferno

3) Storia: Dopo la Grande Guerra

4) Lemuria Dixit: Axis Mundi

5) Dal Mondo: Pulite l’Everest!

BUONA RILETTURA

Film: 10 consigli

Dal momento che si sta concludendo la narrazione degli avvenimenti della Prima Guerra Mondiale, ho pensato di mettere un elenco di 10 film a tema che consiglio vivamente di vedere. E’ chiaro che per un argomento come questo i titoli siano tantissimi, ma reputo questi imprescindibili.

1) La grande guerra (1959), regia di Mario Monicelli.

2) Gli anni spezzati (Gallipoli, 1981), regia di Peter Weir.

3) Lawrence d’Arabia (1962), regia di David Lean.

4) Il Barone Rosso (Der rote Baron, 2008), regia di Nikolai Müllerschön.

5) Capitan Conan (Capitaine Conan, 1996), regia di Bertrand Tavernier.

6) 1917 (2019) regia di Sam Mendes.

7) Uomini contro (1971), regia di Francesco Rosi.

8) Una lunga domenica di passioni (Un long dimanche de fiançailles, 2004), regia di Jean-Pierre Jeunet.

9) Joyeux Noël (2005), regia di Christian Carion.

10) My Boy Jack (2007) regia di Brian Kirk.

Storia: Caduti della Grande Guerra

Di Seguito l’elenco dei caduti della Prima Guerra Mondiale

ALLEATI

Belgio Belgio e sue colonie 120.637

Francia Francia e sue colonie 1.697.800

Giappone Giappone 415 

Grecia Grecia 176.000

Italia Italia 1.240.000

Flag of Montenegro (1905–1918).svg Montenegro 13.325

Portogallo Portogallo e sue colonie 89.222

Regno Unito Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda e sue colonie 1.228.167

Romania Romania 680.000

Russia Russia 3.754.369

Regno di Serbia Regno di Serbia 969.815

Stati Uniti Stati Uniti 117.465

 

IMPERI CENTRALI

Austria-Ungheria Austria-Ungheria 1.567.000

Bulgaria Bulgaria 187.500

Germania Germania e sue colonie 2.475.617

Impero ottomano Impero ottomano 2.921.844

 

PAESI NEUTRALI

Danimarca Danimarca 722

Norvegia Norvegia 2.000

Svezia Svezia 877

Storia: Novembre 1918… la fine

La guerra stava finendo e con essa anche gli Imperi Centrali, dopo gli eventi di settembre ed ottobre, non restavano praticamente più alternative al governo di Berlino. L’unico alleato rimasto ancora in guerra era il “malato terminale” viennese. Ma i primi giorni del Novembre 1918 spazzarono via anche quel che restava dell’Impero degli Asburgo. Il 1 Novembre 1918 le forze franco-serbe liberano Belgrado dall’occupazione austro-ungarica, mentre alcuni sabotatori italiani penetrano nella base navale di Pola e affondano la corazzata austro-ungarica SMS Viribus Unitis. Al governo di Vienna non restò altra scelta che siglare l’armistizio (a Villa Giusti) con gli alleati, l’accordo sarebbe entrato in vigore alle 15:00 del 4 Novembre 1918… giorno in cui il generale italiano Diaz trasmise il famoso “Bollettino della Vittoria”. L’Austria sarebbe diventata una repubblica il 12 Novembre 1918.

Armistizio di Villa Giusti

In Germania nel frattempo si faceva sempre più caldo il clima politico, per cui già il 3 Novembre 1918 ci fu la rivolta generale della flotta tedesca ancorata a Kiel, dando il via alla “rivoluzione di novembre“. Nel frattempo, il 4 Novembre 1918, gli Alleati assestavano il colpo finale sul fronte occidentale con la vittoriosa Seconda Battaglia della Sambre, il fronte tedesco non era più in grado di reggere. Di conseguenza il 8 Novembre 1918 iniziarono diverse rivolte popolari in Germania, costringendo il giorno successivo il Kaiser all’abdicazione. Guglielmo II si sarebbe poi recato in esilio in Olanda, rimanendovi fino alla sua morte. Il 9 Novembre 1918 la Germania divenne una repubblica.

Il giorno dopo la Romania dichiarò nuovamente guerra alla Germania, una pura formalità in realtà, dato che il 11 Novembre 1918 il governo di Berlino firmò l’armistizio di Compiègne con gli Alleati, ponendo fine alla Grande Guerra.

Armistizio di Compiègne

Il 21 Novembre 1918 la flotta tedesca si consegnava agli Alleati e veniva internata a Scapa Flow. Il 27 Novembre 1918 le truppe tedesche completavano l’evacuazione del Belgio ed il 1 Dicembre 1918 le truppe alleate entravano in territorio tedesco occupando militarmente la Renania.

Il 18 Gennaio 1919 cominciava la Conferenza di Parigi la quale avrebbe portato al trattato di pace noto come Trattato di Versailles. Nel prossimo articolo, la prossima settimana analizzeremo le conseguenze mondiali della fine del conflitto.

I morti totali della guerra erano stati oltre 17 milioni, di cui 10 per gli Alleati e 7 per gli Imperi Centrali.

Storia: Ottobre 1918

Negli articoli precedenti abbiamo analizzato tutte le tappe che portarono la Grande Guerra verso la sua conclusione, a partire dalla fallita offensiva tedesca della primavera 1918 sino allo scatenarsi della potenza di fuoco degli Alleati. Dopo l’uscita dalla guerra della Bulgaria anche gli membri degli Imperi Centrali cominciavano a vacillare, soprattutto l’Impero Ottomano e l’Impero Austro-Ungarico, minacciati nella loro stessa integrità territoriale.

L’Impero Ottomano non esisteva quasi più. Gli Inglesi avevano conquistato buona parte dei domini meridionali del Sultano e il 1 Ottobre 1918 catturarono anche Damasco, in Siria. Un durissimo colpo giunse anche con la Battaglia di Sharqat (23-30 Ottobre 1918) con la quale l’Impero Britannico conquistò Mosul (Iraq) con tutti i suoi giacimenti di petrolio. Il 25 Ottobre i ribelli arabi uscivano vittoriosi dalla Battaglia di Aleppo… il 30 Ottobre 1918 l’Impero Ottomano siglava l’armistizio di Mudros cessando le ostilità con gli Alleati: tutte le restanti guarnigioni ottomane al di fuori dell’Anatolia furono richiamate; agli alleati fu concesso il diritto di occupare i forti sullo stretto dei Dardanelli e del Bosforo. L’esercito ottomano fu smobilitato, e porti, ferrovie, e altri punti strategici furono resi disponibili per l’uso da parte degli Alleati. Nel Caucaso, la Turchia dovette ritirarsi sulle frontiere pre-belliche.

La situazione sul fronte occidentale era sempre più allarmante ed ebbe un forte impatto anche sulla politica interna tedesca. Fu così che il 3 Ottobre 1918 venne scelto come nuovo cancelliere tedesco Massimiliano di Baden; succede a Georg von Hertling, dimessosi tre giorni prima, e assume anche l’incarico di ministro degli Esteri. Con lui al comando la Germania cominciò a valutare l’idea di giungere ad un armistizio. Il lavoro della diplomazia non fermava quello dei militari al fronte! Si susseguirono una serie di vittorie alleate: la Battaglia di Courtrai (14-19 Ottobre 1918) con la quale venne sfondato il fronte delle Fiandre e riconquistate Lilla, Bruges e Gand; la Battaglia della Selle (17-25 Ottobre 1918) grazie alla quale gli Inglesi inflissero uno sonora sconfitta alle truppe tedesche in ritirata sulla linea Hindenbug. Il 20 ottobre 1918 la Germania decise di sospendere la guerra sottomarina nell’Oceano Atlantico, per facilitare il processo di pace, ma già il 29 Ottobre 1918 la situazione interna aveva cominciato a farsi esplosiva con l’ammutinamento degli equipaggi delle truppe navali tedesche ancorate a Wilhelmshaven.

A dover affrontare una situazione ancora peggiore era il governo di Vienna. L’Impero Austro-ungarico nel corso della guerra aveva visto aumentare le spinte centrifughe delle varie comunità etniche che lo componevano. Negli ultimi mesi di guerra si susseguirono episodi di aperta ribellione nei confronti del governo centrale. In concomitanza con l’Offensiva alleata sul fronte italiano, cominciata il 24 Ottobre 1918 con la Battaglia di Vittorio Veneto, l’impero cominciò a sgretolarsi da dentro. Il 28 Ottobre 1918 la Cecoslovacchia proclamò la sua indipendenza, seguita il 29 Ottobre 1918 dallo Stato degli Sloveni, Croati e Serbi (la futura Jugoslavia) e il 31 Ottobre 1918 dall’Ungheria… quest’ultimo fu un colpo fatale per Vienna.

Storia: Settembre 1918 – parte seconda

Il primo degli Imperi Centrali a cedere sotto i colpi degli Alleati fu la Bulgaria. Il Settembre 1918 fu particolarmente problematico per le truppe di Sofia, le quali fino a quel momento non avevano di certo sfigurato sui campi di battaglia. Il 18-19 Settembre 1918 si combatté la Terza battaglia di Doiran, nella quale gli Inglesi ed i Greci presero d’assalto il fronte bulgaro ad est senza però riuscire a sfondarlo, l’alto comando bulgaro decise però una ritirata generale da tutto il fronte macedone. Durante questa manovra di disimpegno le truppe in ritirata vennero attaccate per via aerea il 21 Settembre 1918 al passo di Kosturino, questa incursione causò moltissime perdite e portò alla disgregazione delle truppe. Il 29 Settembre 1918 le truppe della Serbia e della Francia entrarono a Skopje, capitale della Macedonia, e continuarono ad avanzare a nord, verso il Danubio. Il giorno dopo, il 30 Settembre 1918 la Bulgaria firmava l’armistizio di Salonicco con gli Alleati, uscendo in via definitiva dalla guerra.

L’Impero Ottomano non se la cavava molto meglio ed il 25 Settembre 1918 i Turchi perdevano anche Amman, capitale della Giordania, dopo la Seconda Battaglia di Amman.

Nel frattempo proseguiva l’Offensiva dei cento giorni sul fronte occidentale. Il 26 Settembre 1918 iniziò l’Offensiva della Mosa-Argonne, che sarebbe proseguita sino a Novembre, condotta dalle truppe franco-statunitensi in modo vittorioso. Il 27 Settembre 1918 iniziò la Battaglia di Cambrai-San Quintino, condotto invece dalle truppe anglo-statunitensi, le quali riuscirono a sfondare la linea Hindenburg. Il 28 Settembre 1918 iniziava la Quinta Battaglia di Ypres, dove le truppe congiunte di Francia, Belgio ed Impero Britannico riuscirono a conquistare importanti posizioni ai Tedeschi. La Germania era sempre più in un vicolo cieco… la notizia del disimpegno bulgaro avrebbe gettato nuovo sconforto nelle truppe e nell’alto comando di Berlino.

Ritirata Tedesca 1918

Storia: Agosto 1918

In piena estate iniziò il 8 Agosto 1918, sul fronte occidentale, il contrattacco degli Alleati, passato alla storia come Offensiva dei cento giorni. Questa si sarebbe rivelata essere lo scontro definitivo in grado di porre fine una volta per tutte alle ostilità. Il primo episodio importante in questa offensiva fu la Battaglia di Amiens, combattuta dal 8 al 16 Agosto 1918la prima giornata di scontri venne definita dal generale tedesco Erich Ludendorff “il giorno più nero per l’esercito tedesco” (Schwarzer Tag des deutschen Heeres). Alla fine di questo primo scontro le truppe Alleate avevano distrutto completamente il saliente tedesco creato davanti ad Amiens e le truppe del Kaiser avevano iniziato una manovra di lento ripiegamento. Alcuni giorni dopo, il 21 Agosto 1918, cominciò la Seconda Battaglia della Somme ad opera delle truppe anglo-statunitensi, la quale avrebbe portato allo sfondamento della linea difensiva nota come linea Hindenburg. Nell’ambito di questi scontri le truppe australiane si distinsero nella Battaglia di Mont Saint-Quentin, strappando ai Tedeschi importanti postazioni nella zona di Péronne.

Prigionieri tedeschi nella Battaglia di Amiens

Sul fronte italiano Gabriele d’Annunzio compì il famoso volo su Vienna (9 Agosto 1918) lanciando volantini con stampato il tricolore, dimostrando la totale inefficacia delle difese aeree dell’aviazione austro-ungarica. Lo smacco propagandistico fu molto forte per quello che era stato uno dei colossi della storia europea degli ultimi secoli.

Nel Caucaso continuava il caos dovuto alla Rivoluzione Russa, il 26 Agosto 1918 cominciò la Battaglia di Baku, che vide contrapposte le truppe ottomane e della Repubblica Democratica di Azerbaigian avverse a quelle britanniche e della Dittatura Centrocaspiana. Lo scontro si risolse il mese dopo a favore degli Ottomani.

Storia: Luglio 1918

Nell’estate del 1918 tutti i paesi coinvolti nel conflitto erano stremati, appesi tutti alla flebile speranza che ogni battaglia fosse l’ultima, che ogni scontro diventasse quello determinante per poter costringere i propri rivali al tavolo della pace. A livello economico le potenze più provate erano quelle degli Imperi Centrali, le quali non avevano il controllo dei mari e stavano andando esaurendo le materie prime fondamentali… Germania, Austria-Ungheria, Bulgaria ed Impero Ottomano sapevano di non poter tirare la corda ancora a lungo. Quello più in difficoltà era l’antico impero dei Sultani, il quale vedeva i propri territori sempre più risicati a causa della spinta offensiva delle forze britanniche proveniente dalla Mesopotamia. Gli Inglesi sapevano di dover colpire anche nella zona del Caucaso, per impedire agli Imperi Centrali di mettere mano sopra i pozzi petroliferi della zona. Per questo motivo le truppe di Londra occuparono Baku il 26 Luglio 1918, cacciando il governo bolscevico che vi si era insediato. Nasceva così l’effimero stato fantoccio noto come Dittatura Centrocaspiana.

La famiglia dello Zar Nicola II

Nella Russia sconvolta dalla guerra civile si consumava l’eccidio della famiglia reale: il 17 Luglio 1918, nella bella Ekaterinburg, lo zar Nicola II e la sua famiglia  venivano passati per le armi. L’esecuzione fu estremamente cruenta e le vittime (7 membri della casa reale, il loro cuoco, il loro medico, il segretario ed una dama di compagnia) vennero finite a colpi di baionetta e calci di fucile. La reazione degli Alleati a questo eccidio sarebbe stata quella di finanziare ed aiutare militarmente le Truppe Bianche impegnate a combattere contro i Comunisti.

Sul fronte occidentale la Germania tentava l’ultima spallata alle truppe alleate. L’assalto per le truppe tedesche era conosciuto col nome di Friedensturm, l’assalto della pace, proprio nella speranza che un’ultima vittoria servisse a porre fine della guerra… iniziò così la Seconda Battaglia della Marna il 15 Luglio 1918. 52 divisioni tedesche, con 1.656 cannoni, si scontrarono contro 62 divisioni alleate, con 768 cannoni e ben 346 carri armati. L’attacco però venne quasi subito respinto e già dal 18 Luglio 1918 cominciarono i contrattacchi, inizialmente franco-statunitensi, con la Battaglia di Soissons e la Battaglia di Château-Thierry. Il fiato della Germania era sempre più corto.

Nel frattempo il 12 Luglio 1918 Haiti dichiarava guerra alla Germania, seguita il 19 Luglio 1918 da Honduras.

Storia: Giugno 1918

La situazione nel Caucaso continuò ad essere molto delicata anche nel Giugno del 1918. La Repubblica Democratica di Armenia raggiunse un accordo di pace con l’Impero Ottomano, passato alla storia come Trattato di Batumi del 4 Giugno 1918, ma fu costretta a cedere una vasta fetta di territorio. Questa soluzione scontentò parte dell’esercito armeno che si ribellò costituendo la Repubblica dell’Armenia montanara. Nel frattempo la Germania ne approfittò per espandere la sua influenza in quella zona, andando a supportare militarmente la Repubblica Democratica di Georgia, la quale divenne protettorato tedesco (8 Giugno 1918).

Sul fronte occidentale, tra il 1 Giugno ed il 26 Giugno 1918 si combatté la Battaglia di Bosco Belleau, una manovra congiunta delle truppe francesi, britanniche e statunitensi contro i tedeschi attestati sulla Marna; l’azione fu un successo e bloccò l’offensiva tedesca e vide inoltre distinguersi i Marines degli Stati Uniti. Più a nord tra il 9 ed il 12 Giugno 1918 iniziava la Battaglia di Montdidier-Noyon, un attacco tedesco contro le linee francesi a Compiègne, ma l’esito fu favorevole alla Francia.

Battaglia di Bosco Belleau

Sul fronte italiano si combatté tra il 15 ed il 22 Giugno 1918 la Seconda Battaglia del Piave, poi ribattezzata da Gabriele D’Annunzio col nome di Battaglia del solstizio. Le truppe austro-ungariche si lanciarono all’offensiva, riuscendo anche a superare il Piave. La reazione italiana trasformò l’operazione in una sanguinosa disfatta per le truppe di Vienna. Nel complesso vi furono 20.000 ed oltre 200.000 perdite complessive tra entrambi gli schieramenti.

Nel frattempo, il 10 Giugno 1918, Luigi Rizzo a bordo di MAS affondò la nave da battaglia austro-ungarica SMS Szent István nelle vicinanze di Premuda, l’azione passerà alla storia come “Impresa di Premuda“.

Dopo la Prima Guerra Mondiale

Soldati Tedeschi – Giugno 1916

Siamo giunti quasi alla fine della narrazione della Prima Guerra Mondiale, nella rubrica dedicata alla Storia non restano che poche settimane per concludere questo ciclo. Una volta chiusa questa opera sarà tempo di affrontare un ulteriore ciclo… ma quale?

L’idea che mi è venuta è quella di raccontare la Guerra Civile Americana, allo stesso modo con cui ho raccontato la Prima Guerra Mondiale! Sarà un altro percorso lungo, ma non meno interessante, ed in questo caso partiremo dalle origini del conflitto. Quasi certamente si comincerà a Dicembre.

Restate sintonizzati!

We are almost at the end of the story of the First World War, in the column dedicated to History … there are only a few weeks left to conclude this cycle. Once this work has been completed, it will be time to face another cycle … but which one?

The idea that came to me is to tell the American Civil War, the same way I told the First World War! It will be another long path, but no less interesting, and also in this case we will start from the origins of the conflict. It will almost certainly begin in December.

Stay tuned!

Storia: Maggio 1918

Il progressivo disimpegno della Russia dal conflitto, causato dalla Rivoluzione di stampo comunista, diede l’occasione all’Impero Ottomano di mettere a segno alcuni colpi di mano nel Caucaso: gli ultimi guizzi di un colosso morente! Il 21 Maggio 1918 l’Impero Ottomano invase i territori armeni della neonata Repubblica Federale Democratica Transcaucasica, perdendo però i primi due scontri contro gli Armeni nella Battaglia di Sardarapat e nella Battaglia di Abaran. Gli Ottomani colsero una vittoria pirrica qualche giorno dopo (27 Maggio 1918) nella Battaglia di Kara Killisse. Sotto le pressioni dell’invasione la giovane repubblica non riuscì a mantenere la sua integrità, andandosi a dividere, il 28 Maggio 1918, in tre diversi stati: la Repubblica Democratica di Armenia, la Repubblica Democratica di Georgia e la Repubblica Democratica di Azerbaigian. Proprio in questi giorni si sta consumando un conflitto sanguinoso tra Armenia ed Azerbaigian… con lo zampino della Turchia, a dimostrazione di come la storia sia una delle materia più importanti da studiare, poiché non ci dice solo da dove veniamo, ma anche dove stiamo andando. 

Nel frattempo sul fronte orientale i ribelli polacchi cercavano di cacciare dal loro territorio e da quello dell’Ucraina le truppe dell’Impero Tedesco, risultando però sconfitti il 11 Maggio 1918 nella Battaglia di Kaniów.

A sud, nel fronte dei Balcani, la Romania era costretta a concedere parte dei suoi territori a Bulgaria e Austria-Ungheria, trovandosi inoltre sottomessa economicamente alla Germania. Il trattato di pace con gli Imperi Centrali venne firmato il 7 Maggio 1918.

Firma del Trattato di Bucarest

Sul fronte occidentale continuavano le offensive tedesche nel vano tentativo di piegare una volta per tutte le difese avversarie. Il 27 Maggio 1918 iniziò così la Terza Battaglia dell’Aisne, nel settore di Reims e Soissons. I Tedeschi inizialmente guadagnarono molto terreno, raggiungendo nuovamente la Marna, ma vennero bloccati definitamente il 6 Giugno. Nel frattempo, il 28 Maggio 1918, veniva effettuata la prima operazione offensiva delle forze statunitensi con la Battaglia di Cantigny, gli Yankees riconquistarono alcuni villaggi precedentemente in mano ai tedeschi.

Battaglia di Cantigny

A livello di diplomazia internazionale il 8 Maggio 1918 il Nicaragua dichiarava guerra alla Germania e all’Austria-Ungheria, mentre il 23 Maggio 1918 la Costa Rica dichiarava guerra alla Germania.