Storia: Gennaio e Febbraio 1917

“Abbiamo intenzione di cominciare il primo di febbraio una guerra sottomarina illimitata. Tenteremo però di far rimanere neutrali gli Stati Uniti d’America. Nel caso non riuscissimo, facciamo una proposta di alleanza al Messico sulle seguenti basi: condurre la guerra comunemente, siglare la pace comunemente, un generoso supporto finanziario e l’accettazione da parte nostra della riconquista messicana dei territori perduti del Texas, del Nuovo Messico e dell’Arizona. La discussione dei dettagli viene lasciata a voi. Informerete il Presidente di quanto sopra riportato nella maniera più segreta, non appena si profili la certezza della guerra contro gli Stati Uniti d’America, aggiungerete suggerimenti su vostra iniziativa, inviterete il Giappone ad un’adesione immediata ed allo stesso tempo farete da mediatore tra il Giappone e voi stessi. Per favore richiami l’attenzione del Presidente sul fatto che l’utilizzo illimitato dei nostri sottomarini ci offre la prospettiva di costringere l’Inghilterra a siglare la pace in pochi mesi. Firmato, Zimmermann.”

Questo è il testo integrale del celebre telegramma Zimmermann inviato il 16 Gennaio 1917 dal Ministro degli Esteri tedesco (Zimmermann appunto) al suo ambasciatore a Città del Messico. Il messaggio venne telegrafato in codice, ma gli Inglesi riuscirono a captarlo e a decifrarlo grazie ad un enorme lavoro di Intelligence. Il messaggio venne reso noto al governo degli Stati Uniti solo il 24 Febbraio 1917, dopo che una spia inglese era riuscita a sottrarre una copia cartacea del medesimo anche a Città del Messico. La rivelazione di questo telegramma giungeva in un momento di estrema tensione tra la Germania e gli Stati Uniti. Il 1 Febbraio 1917 le forze navali del Kaiser avevano ripreso la guerra sottomarina indiscriminata contro tutte le navi che facevano rotta verso il Regno Unito, affondando un numero consistente di mercantili americani, due giorni dopo gli Stati Uniti avevano interrotto i rapporti diplomatici con Berlino. Dopo che il telegramma decifrato arrivò sulla scrivania del presidente Wilson la situazione non fece altro che precipitare.

Il Messico, ancora immerso in una profonda instabilità politica, non era particolarmente interessato ad entrare in guerra contro l’ingombrante vicino del nord. C’era una forte tensione tra i due paesi, ma era impensabile per l’esercito messicano impegnarsi in una guerra di riconquista contro un avversario tecnologicamente più avanzato… e difficilmente la Germania avrebbe potuto dare un reale apporto in al di là dell’Atlantico. Se i diplomatici tedeschi avessero analizzato meglio la situazione del Messico si sarebbero risparmiati il dannosissimo telegramma.

Sui campi di battaglia europei si respirava una certa quiete, dopo la fine della Battaglia di Verdun e con l’inverno a farla da padrone.

Sul fronte della Mesopotamia e della Palestina invece c’era un discreto fermento, con l’esercito ottomano sempre più stremato da una guerra che diventava ogni giorno più disperata. Il 9 Gennaio 1917 con la vittoria nella Battaglia di Rafa le truppe dell’Impero Britannico cominciarono a penetrare con decisione proprio in Palestina. Il 23 Febbraio 1917 si combatté la Seconda Battaglia di Kut (luogo del lungo assedio durato dal 15 Dicembre 1915 al 29 Aprile 1916) risoltasi con una netta vittoria britannica. Le truppe impegnate erano 55.000 soldati di origine indiana agli ordini del generale Maude. Le truppe ottomane riuscirono comunque a ritirarsi lungo il corso del Tigri, cosa che non era riuscita ai 13.000 soldati di Sua Maestà catturati alla fine del precedente assedio.

Storia: Novembre e Dicembre 1916

Carlo d’Asburgo

Gli ultimi 60 giorni dell’anno 1916 furono sicuramente tra i più intensi di tutto l’intero conflitto, sia sul piano bellico che su quello politico. Il 1917 avrebbe riservato moltissime sorprese che avrebbero pesato non solo sulla storia del conflitto, come ad esempio la Rivoluzione Russa. Ad ogni modo il 21 Novembre 1916 accadde un qualcosa di imprevisto che avrebbe minato definitamente il vacillante Impero Austro-Ungarico: la morte dell’Imperatore Francesco Giuseppe. La forte leadership del sovrano aveva tenuto insieme i brandelli della gloria viennese negli ultimi decenni, nonostante le infinite crisi che si erano susseguite e diverse tragedie famigliari che l’avevano colpito; la figura di Francesco Giuseppe meriterebbe un articolo a parte, che sicuramente prepareremo a breve. La sua morte destabilizzò tutto l’Impero e il successore designato, Carlo d’Asburgo, non sembrava una figura in grado di reggere l’enorme pressione della situazione politica di quei sanguinosi anni. Il nuovo Imperatore avrebbe dato il via a trattati di pace segreti con la Francia e l’Inghilterra, di nascosto dalla Germania, ma con la strenua opposizione dell’Italia; inoltre avrebbe devoluto un’autonomia sempre maggiore alle minoranze etniche in seno all’Impero innescando la miccia finale della sua dissoluzione. Sarebbero stati gli ultimi due anni di una storia iniziata nell’anno 962…

L’instabilità viennese giungeva nel momento più inatteso, proprio quando nei Balcani gli Imperi Centrali conseguivano importanti vittorie ai danni dei Rumeni, sconfitti il 3 Dicembre 1916 nella Battaglia di Bucarest. La “piccola Parigi dell’Est” cadde nelle mani nemiche il 6 Dicembre 1916.

Nel frattempo restava problematica la situazione in Grecia, dove i dissensi tra la monarchia e le forze politiche degenerarono in una sorta di guerra civile al seguito di uno sbarco di truppe anglo-francesi ad Atene, avvenuto tra il 1 e il 3 Dicembre 1916. Il monarca Costantino non voleva più ingerenze degli Alleati sul suo territorio al fine di mantenere la massima neutralità nel conflitto, mentre il navigato politico Venizelos caldeggiava un’ingresso nel conflitto ai danni della Bulgaria e dell’Impero Ottomano. Nei disordini di quei giorni le truppe di Francia e Gran Bretagna si reimbarcarono. Ma la resa dei conti all’interno del Regno di Grecia era solo rimandata all’anno successivo.

Sul fronte del Sinai gli Inglesi riuscirono ad occupare posizione strategicamente rilevanti ai danni delle truppe ottomane  grazie alla vittoria nella Battaglia di Magdhaba del 23 Dicembre 1916. Il 1917 sarebbe stato l’anno buono per puntare all’assalto della Palestina.

Robert Nivelle

Sul fronte occidentale il 1916 era stato un anno estremamente sanguinoso per tutti i contendenti, ma chi aveva patito più di tutti era stato l’esercito francese. Nonostante la conclusione della Battaglia di Verdun, il 19 Dicembre 1916 con la riconquista di molte posizione perse a vantaggio dei Tedeschi, c’era molto fermento delle insanguinate armate francesi. il 13 Dicembre 1916 venne destituito il comandante in capo dell’esercito francese Joseph Joffre, giudicato troppo molle nel comando. Al suo posto venne messo Robert Nivelle, che sarebbe diventato tristemente famoso durante le giornate degli ammutinamenti del 1917.

Nel frattempo gli Inglesi si preparavano a sferrare l’ennesima offensiva nella zona della Somme, che poi sarebbe passata alla storia come l’ultima battaglia decisiva della serie di scontri iniziati il 1 Luglio 1916. Il culmine fu la Battaglia di Ancre, combattuta dal 13 al 18 Novembre 1916. L’intera operazione, durata cinque mesi risultò un importante successo strategico per gli Alleati, che avevano in questo modo allentato la pressione tedesca su Verdun. Nei fatti si trattò di una delle più sanguinose operazioni di tutta la storia bellica mondiale… basti pensare che nei lunghi mesi di scontri si ebbero più di 630.000 perdite per parte, per un totale di oltre 1.200.000 uomini morti, feriti e/o dispersi. Secondo le stime degli storici ogni centimetro di terreno conquistato durante gli scontri costò la vita ad un soldato.

Truppe Inglesi sulla Somme

Storia: Ottobre 1916

Sul fronte italiano alla Settima Battaglia dell’Isonzo ne seguirono altre due. Il generale Cadorna diede l’avvio all’Ottava Battaglia dell’Isonzo, con particolare irruenza nella zona di Monfalcone, chiave per aprirsi la via verso Trieste. Tra il 10 e il 12 Ottobre 1916 le truppe italiane riuscirono a conquistare alcune posizioni, ma essendo malamente coordinate non raggiunsero i successi sperati… ancora una volta l’impreparazione degli alti comandi italiani vanificava il sacrificio di migliaia di soldati (24.000 morti per l’Italia e quasi 40.000 per l’Austria-Ungheria). Alla fine del mese cominciò la Nona Battaglia dell’Isonzo, la quale si risolse in un velleitario avanzamento di 5 Km in 5 giorni di battaglia, dal 31 Ottobre al 4 Novembre 1916.

Tra la fine dell’Ottobre e il mese di Novembre 1916 la situazione sul fronte occidentale cominciò ad assumere un aspetto meno tetro per le potenze Alleate. Un primo duro colpo alle aspettative tedesche arrivò dalla riconquista di Fort Douaumont (caduto il 25 Febbraio 1916) il 24 ottobre 1916, da parte di soldati marocchini inquadrati nell’esercito francese come truppe coloniali.

La desolazione di Fort Douaumont

Nel frattempo sul fronte rumeno si consumò la seconda, decisiva, Battaglia di Cobadin tra il 19 e il 25 Ottobre 1916. Questa volta le truppe di Bucarest, aiutate dai Russi, non riuscirono a reggere l’urto degli Imperi Centrali. La città di Costanza cadde in mano nemica e così anche la fondamentale ferrovia che viaggiava verso l’interno della Dobrugia. Ora la minaccia al delta del Danubio diventava pressante. Quanto a lungo avrebbe retto la Romania contro la potenza spropositata dei suoi avversari?

Storia: Agosto 1916

Il 28 Luglio 1914 iniziava la Prima Guerra Mondiale. Iniziava nella tormentata terra dei Balcani. Due anni dopo la guerra continuava senza sosta presentando un conto sempre più caro in termini di vite umane. Nel frattempo la guerra si era allargata ad ogni fronte possibile immaginabile, ma due anni dopo i Balcani erano pronti a tornare protagonisti degli eventi bellici. La Romania aveva deciso di schierarsi con le potenze alleate contro gli Imperi Centrali e questa scelta avrebbe incendiato ancora una volta l’intera regione. La Bulgaria, che già aveva capito qualcosa, cominciò ad assumere un atteggiamento aggressivo nei confronti della neutrale Grecia, il cui re Costantino I in realtà era favorevole agli Imperi Centrali. La Grecia però ruotava troppo nell’ottica della Gran Bretagna e della Francia e poteva rappresentare un pericoloso punto di partenza di una poderosa campagna alleata verso nord.

Truppe Rumene 1916

Sul fronte della Macedonia tra  il 9 e il 18 Agosto 1916 si combatté la prima Battaglia di Doiran che vide trionfare le truppe di Sofia. Nel frattempo la Romania si stava accordando per entrare in guerra al fianco della Francia e della Gran Bretagna, con la promessa di ottenere a fine guerra la Transilvania, il Maramureș, la Crișana, il Banato (in mano al Regno di Ungheria, ma abitate principalmente da Rumeni) e la Bucovina. Gli accordi vennero firmati il 17 Agosto 1916 con il Trattato di Bucarest. Il 18 Agosto 1916, dopo la Battaglia dello Struma, le truppe bulgare invasero la Tracia e la occuparono tutta entro il 23 dello stesso mese. La reazione dell’opinione pubblica greca fu enorme e alla fine le truppe di stanza a Salonicco diedero il via ad una ribellione che in poche ore portò alla formazione di un nuovo governo provvisorio vicino agli interessi di Londra. Infine il 27 Agosto 1916 la Romania dichiarò guerra all’Austria-Ungheria e cominciò ad invadere il lato ungherese della Transilvania. La reazione a catena non si fece attendere: il 28 Agosto 1916 la Germania dichiarò guerra alla Romania, seguita il 30 Agosto 1916 dall’Impero Ottomano e il 1 Settembre 1916 dalla Bulgaria.

La Campagna di Anatolia tra Russi e Ottomani continuava ad infiammare le remote regioni vicine al Caucaso e l’ennesimo contro, la Battaglia di Bitlis del 25 Agosto 1916, vide i Russi ormai vittoriosi nonostante la strenue resistenza ottomana. Insieme alle truppe russe combatterono diversi gruppi di volontari armeni. Le truppe ottomane subivano ripetute sconfitte sia su questo fronte che su quello egiziano dove le truppe Inglesi si imposero nella Battaglia di Romani, del 3 Agosto 1916, nel Sinai.

L’estate del 1916 vedeva una fervente attività bellica su tutti i fronti. A occidente imperversavano i mattatoi di Verdun e della Somme, con i Francesi impegnati in una serie di contrattacchi a partire dal 4 Agosto 1916 nel tentativo di recuperare porzioni di terra perdute durante le offensive germaniche.

Sul fronte italiano le truppe austriache vennero sconfitte nella sesta Battaglia dell’Isonzo (4-17 Agosto 1916). Gli Italiani, seppur con gravissime perdite, riuscirono a conquistare Gorizia, ma si dimostrarono impreparati ad affrontare con prontezza gli attacchi coi gas. Il 27 Agosto 1916 l’Italia dichiarò guerra alla Germania, mentre due giorni dopo ci fu un cambio ai vertici dell’esercito tedesco con il generale von Falkenhayn che venne sostituito da von Hindenburg (che poi sarebbe stato l’ultimo presidente della Repubblica di Weimar durante l’ascesa di Hitler).

Gorizia 1916

Storia: Giugno 1916 – parte seconda

Per distogliere i Tedeschi da Verdun anche gli Inglesi avevano preparato un piano operativo da realizzare sul fronte occidentale e più precisamente nella valle della Somme in Piccardia (estremo nord del fronte). La preparazione su vasta scala di un’offensiva di disimpegno fu estremamente macchinosa, tanto che in breve tempo i Tedeschi si resero conto che un attacco sarebbe stato sferrato proprio verso il lato nord del fronte. Nonostante questa consapevolezza il 23 Giugno 1916 essi raggiunsero la massima penetrazione nel settore di Verdun.

Soldati Tedeschi – Giugno 1916

Della Somme parleremo meglio nel prossimo articolo sul Luglio 1916.

Sul fronte italiano il 29 Giugno 1916 avvenne il primo attacco col gas al danno delle truppe italiane che, essendo totalmente impreparate ad una eventualità del genere, subirono perdite altissime (7.000 uomini nelle primissime ore dell’attacco). Le truppe austro-ungariche avanzarono nelle trincee nemiche finendo i soldati intossicati dai gas a colpi di mazze ferrate. Le truppe italiane per vendetta presero l’abitudine di fare prigionieri solo i grossi gruppi di soldati che si arrendevano, mentre i piccoli gruppetti o il singolo soldato che si arrendevano venivano uccisi sul posto.

Truppe Montane Italiane 1916

Storia: Giugno 1916 – parte prima

La più grande vittoria alleata durante la Prima Guerra Mondiale? Con tutta probabilità l’offensiva Brusilov cominciata il 4 Giugno 1916 e terminata il 24 Settembre dello stesso anno. L’attacco delle forze dello Zar aveva il duplice obiettivo di distogliere l’attenzione tedesca dal settore di Verdun e quella austriaca dalla Battaglia degli Altipiani. L’attacco investì un fronte di quasi 500km e cominciò nel lato compreso tra l’area paludosa di Pryp’jat’ (nei pressi della tristemente famosa Černobyl’) e la Bucovina. Il successo fu in larga parte dovuto ad una nuova tecnica di guerra che prevedeva l’utilizzo di piccole unità specializzate che si infiltravano facilmente tra le linee nemiche e colpivano specifici obiettivi, limitando l’inutile spreco di soldati degli assalti di fanteria.

Cavalleria Russa 1916

L’esercito dello Zar era in realtà al suo canto del cigno… il paese era già sull’orlo della rivoluzione a causa dell’immenso costo di una guerra che ai più sembrava ormai inutile, la Russia tra il 1914 e il Giugno 1916 aveva già perso 5.000.000 di uomini e il malcontento era sempre più evidente anche tra le truppe. Nonostante questo per tre mesi interi l’esercito russo inflisse una dura lezione ai propri rivali causando perdite complessive di oltre 780.000 uomini tra Austriaci e Tedeschi (ai quali vanno aggiunti anche 400.000 prigionieri) e raggiungendo l’obiettivo di alleggerire gli altri due fronti alleati. Inoltre l’efficacia dell’attacco convinse il Regno di Romania ad entrare in guerra la fianco degli Alleati. Il prezzo della vittoria fu comunque alto. La Russia ebbe perdite complessive per oltre 1.400.000 uomini e non sarebbe più stata in grado di realizzare grosse offensive.

Nel settore di Verdun, nel frattempo, il 7 Giugno 1916 Fort Vaux cadde in mano dei Tedeschi dopo una settimana di micidiali combattimenti quasi sempre corpo a corpo negli infiniti cunicoli del forte. Le truppe francesi, ai comandi dell’eroico Maggiore Sylvain Eugène Raynal, si dovettero arrendere a causa della scarsità di acqua potabile e di munizioni.

Nel Mare del Nord il 1 Giugno 1916 si consumava la Battaglia dello Jutland. La marina tedesca si scontrava con quella britannica nel tentativo di spezzare il blocco navale creato dagli Inglesi. Nonostante i gravi danni inflitti alla marina di Sua Maestà i Tedeschi non riuscirono nel loro intento e nei mesi successivi si limitarono principalmente a condurre la guerra marina coi sommergibili. Prima illustre vittima della guerra sottomarina fu il ministro della guerra britannico Horatio Kitchener che perse la vita il 5 Giugno 1916, mentre si trovava in viaggio verso la Russia a bordo dell’incrociatore HMS Hampshire. La nave centrò in pieno una mina posata proprio da un sommergibile tedesco. Solo 12 dei 655 uomini a bordo si salvarono.

Sul fronte meridionale dell’Impero Ottomano l’8 Giugno 1916 lo Sceriffo della Mecca (al-Ḥusayn ibn ʿAlī) siglò l’alleanza con gli Inglesi ed i Francesi dando vita alla Rivolta Araba che avrebbe visto tra i suoi grandi protagonisti Thomas Edward Lawrence.

Storia: Aprile 1916

La Grande Guerra affrontava la sua seconda primavera di combattimenti nel pieno sviluppo dell’intenso massacro di Verdun. Fiumi di sangue scorrevano su tutti i fronti, senza che il pesante tributo pagato portasse ad un reale risultato tattico o territoriale. Tutte le risorse umane venivano lanciate nel tritacarne delle trincee. Al fronte combattevano uomini di tutti i continenti, chiamati a combattere per una patria lontana che il più delle volte era una semplice potenza colonizzatrice. E così la Francia schierava fucilieri del Senegal, truppe dal Nord Africa e soldati della lontana Indocina. La Gran Bretagna aveva impegnato a fondo gli Australiani e i Neozelandesi nel massacro di Gallipoli e non lesinava nell’utilizzo dei Canadesi e della moltitudine di etnie provenienti dall’India. Il vasto Impero zarista schierava nelle sue fila etnie estremamente differenti, ma tutto sommato fedeli a Santa Madre Russia. Al contrario l’esercito di Vienna era composto da troppe etnie che non vedevano l’ora di affrancarsi dal morente impero. Leggermente differente la situazione dell’Impero Ottomano. La Germania e l’Italia potevano permettersi di usare le truppe coloniali solo nei territori delle colonie e non altrove.

Soldati indocinesi in Francia

Come è facile immaginare non tutti gli uomini erano felici di andare a combattere nei pantani europei per aiutare i propri colonizzatori a conquistare duecento metri di fango in più. E se non si trattava del fango europeo poteva benissimo essere il deserto della Mesopotamia. La propaganda britannica continuava a ripetere che la missione principale dei suoi eserciti era quella di liberare le popolazioni che subivano l’occupazione delle truppe del Sultano… chissà cosa ne pensavano i soldati Indiani costretti ad affrontare le mortali battaglie nel deserto per liberare altri popoli senza essere a propria volta liberi. Il 29 Aprile 1916 terminò l’assedio di Kut (di cui abbiamo già parlato diverse volte) e circa 13.000 soldati tra Inglesi ed Indiani furono fatti prigionieri dopo 147 giorni di disperata resistenza. Durante la prigionia ad Aleppo il 60% di loro perse la vita sopratutto a causa della malnutrizione e delle malattie.

Combattere durante la Grande Guerra portò molti uomini delle colonie a sviluppare un forte sentimento indipendentista che nei decenni successivi sarebbe emerso con sempre maggiore forza. Ma non c’era bisogno di andare troppo lontano dai campi di combattimento delle Fiandre per trovare un popolo sottomesso da una potenza straniera, costretto a subirne le angherie e a dover servire nelle “sue” guerre… no, bastava recarsi a Dublino, in Irlanda.

Rivolta di Pasqua 1916

L’Irlanda di inizio ‘900 stava cercando di muovere i passi istituzionali per cercare di emanciparsi dalla corona inglese, la quale non aveva alcuna intenzione di lasciare libera l’isola, nonostante avesse concesso alcune timide forme di autogoverno. In ogni caso l’Irlanda si trovava nelle stesse identiche condizioni dell’Australia, della Nuova Zelanda e del Canada: doveva inviare i suoi uomini a combattere per la causa britannica. Per gli Inglesi questo obbligo divenne un boomerang in grado di generare un fortissimo malcontento nella popolazione irlandese. La Germania colse l’occasione al volo (come avrebbe fatto l’anno successivo finanziando Lenin) per destabilizzare il suo grande nemico e fece in modo di far arrivare sulle coste irlandesi una buona dose di armi ad uso e consumo dei gruppi ribelli già attivi sull’isola. Il 24 Aprile 1916 gli Irish Volunteers di Patrick Henry Pearse insieme alla Irish Citizen Army di James Connolly diedero il via all’insurrezione occupando i punti chiave di Dublino. Venne proclamata la Repubblica Irlandese. Gli Inglesi per tutta risposta attaccarono le postazioni dei ribelli utilizzando anche una nuova arma che non aveva ancora avuto un vero e proprio impiego sui campi europei: il carro armato. In 5 giorni la rivolta venne sedata e i principali insorti catturati. Pearse, Connolly ed altri 14 patrioti vennero passati per le armi. L’esperienza della Rivolta di Pasqua (perchè nel 1916 quella fu la settimana di Pasqua) sarebbe stata propedeutica al successivo sviluppo della causa irlandese e la violenta reazione britannica non fece altro che alienarle le simpatie di molti paesi occidentali che cominciavano a capire la reale portata del disegno britannico: gli Inglesi non si erano mossi in guerra per liberare i popoli domati da potenze straniere malvagie… gli Inglesi erano dominatori come tutti gli altri e forse pure peggio degli altri.

Storia: Marzo 1916

Naufrago Tedesco 1916

Nell’Oceano Atlantico sin dal 1914 si combatteva una guerra nella guerra tra la marina tedesca e le flotte da rifornimento che facevano la spola tra gli Stati Uniti e l’Inghilterra. Gli Stati Uniti erano un paese giovane ed emergente, guardavano ai fatti europei come ad un qualcosa di lontano e scarsamente interessante dal punto di vista politico, ma dal punto di vista economico portare aiuto agli Inglesi poteva rivelarsi molto vantaggioso. Per questo motivo lo sforzo bellico degli Alleati si reggeva in parte sempre maggiore su questi aiuti. L’unica risposta possibile della marina da guerra tedesca era la caccia ai convogli di rifornimento tramite i sommergibili. Era una guerra spietata e senza quartiere, fatta di ansia e frustrazione proprio come sul fronte di terra. La marina britannica si dava da fare per stanare i sommergibili tedeschi, ma gli Alleati avevano anche un altro problema da risolvere: la marina tedesca partiva per le sue incursioni anche dai porti di alcuni paesi neutrali, dal momento che il Mare del Nord era pesantemente controllato dalla marina di Sua Maestà. Uno di questi paesi era il Portogallo, per cui la diplomazia britannica (e non solo) cominciò un lento lavoro di convincimento nei confronti del governo lusitano che culminò proprio nel marzo del 1916. Le autorità portoghesi, su pressione alleata, avevano deciso di internare alcune navi da guerra tedesche ferme nel porto di Lisbona. La risposta tedesca fu l’immediata dichiarazione di guerra nei confronti del Portogallo del 9 Marzo 1916, seguita il 15 Marzo 1916 da un’identica dichiarazione dell’Austria-Ungheria. Nello stesso mese i rapporti tra gli Stati Uniti e la Germania andarono peggiorando perché l’opinione pubblica americana si stava mobilitando contro gli affondamenti eseguiti ai danni di navi americane ad opera dei sommergibilisti del Kaiser. In parole povere gli Stati Uniti volevano guadagnare sulla guerra altrui senza pagarne alcun prezzo…

Manifesto Tedesco per l’arruolamento

Chi invece pagò un prezzo altissimo fu la Russia dello Zar che il 18 Marzo 1916 decise di scatenare un’offensiva in Bielorussia, nei pressi del lago Naroch, con l’intento di alleggerire la pressione tedesca su Verdun. L’idea era quella di piombare con 370.000 uomini sui 80.000 Tedeschi presenti in quel settore in maniera che i generali del Kaiser si trovassero costretti a togliere truppe preziose dal tritacarne di Verdun. L’offensiva in iniziò con un lunghissimo (ma altrettanto impreciso) bombardamento dell’artiglieria durato più di due giorni. L’offensiva durò un mese, ma non produsse l’effetto sperato. L’esercito russo venne ricacciato indietro con gravissime perdite (oltre 90.000 uomini), mentre i tedeschi non spostarono alcuna unità per supportare i 80.000 uomini presenti nel settore, i quali si fecero valere perdendo circa 30.000 effettivi. Il morale delle truppe dello Zar colò a picco.

Sul fronte italiano tra il 9 e il 15 Marzo 1916 si svolse la Quinta Battaglia dell’Isonzo. Anche questa offensiva era volta a distogliere energie preziose dal settore di Verdun. A causa delle pessime condizioni atmosferiche non fu una vera e propria battaglia articolata bensì una serie di scontri, spesso brevi, su tutto il settore dell’Isonzo. E non produsse alcun effetto concreto. L’unico punto caldo rimase la città di Gorizia presso la quale gli scontri continuarono per diversi mesi.

Carabinieri Gorizia

Nel frattempo in Mesopotamia continuava l’assedio Ottomano di Kut e i vani tentativi dei britannici di rompere tale accerchiamento, come la Battaglia di Dujaila del 8 Marzo 1916, questa sconfitta costò il posto al comandante degli Inglesi: generale Aylmer. Kut avrebbe resistito quasi per altri due mesi prima di capitolare in mano ottomana.

Storia: Febbraio 1916

21 Febbraio 1431 – Inizia formalmente il processo a Giovanna d’Arco

21 Febbraio 1440 – Nasce la Confederazione Prussiana

21 Febbraio 1804 – Primo viaggio di una locomotiva a vapore

21 Febbraio 1848 – Marx e Engels pubblicano il Manifesto del Partito Comunista

21 Febbraio 1916 – Inizia la Battaglia di Verdun ad opera dei Tedeschi

Verdun. Ore 8:12 del mattino del 21 Febbraio 1916. L’artiglieria tedesca comincia un intenso fuoco contro le posizioni francesi e contro la città e i forti che la difendono (60 in tutto). Verdun era considerata la fortezza inespugnabile del Fronte Occidentale, difesa da una fitta rete di trincee e fortilizi; strategicamente impostata in maniera perfetta, difesa da pesanti artiglierie e dalle truppe migliori dell’esercito di Francia. O almeno così sarebbe dovuto essere. Verdun l’inespugnabile era più che altro un pensiero di riflesso legato ai primi mesi di guerra del 1914, quando la “Corsa al mare” stava per cominciare e le truppe del Kaiser pensavano ancora di riuscire a sfondare sulla Marna. Allora un assalto a Verdun era risultato impossibile da sostenere. All’inizio del 1915 la posizione era stata notevolmente rafforzata, ma poi nella seconda metà dell’anno era successo qualcosa: le difese erano state notevolmente indebolite per spostare uomini e cannoni in altri settori del fronte dove la guerra era entrata nel vivo. La Verdun del 1916 era solo apparenza. Ma era pur sempre un simbolo dell’orgoglio nazionale francese e questo avrebbe fatto di questa battaglia una delle pagine più sanguinose di tutta la storia dell’umanità. Il 21 Febbraio 1916 l’offensiva tedesca ebbe inizio e già dopo quattro giorni era stato raggiunto uno dei primi obiettivi dell’attacco: Fort Douaumont, occupato dai Tedeschi il 25 Febbraio 1916. Lo smacco di Fort Douaumont fu amplificato dal fatto che con un’azione rocambolesca erano bastati 10 soldati tedeschi a conquistarlo… 10 soldati per catturarne quasi 500 e praticamente senza sparare un colpo!

Soldati francesi avanzano sotto il fuoco dell’artiglieria nemica

Fu l’inizio vero e proprio di una tragedia che si sarebbe protratta per 10 mesi, e che sarebbe costata la vita ad almeno 300.000 soldati, considerando le perdite complessive in oltre 750.000 soldati (morti, feriti e dispersi).

Verdun 1916 – Terra di Nessuno

La continua pressione sull’Impero Ottomano nei premi mesi del 1916 ebbe il culmine soprattutto nella zona di attacco delle forze dello Zar di Russia: il Caucaso e di rimando l’Anatolia Orientale. Mentre in tutti gli altri settori i Turchi resistevano e talvolta ricacciavano gli Alleati, in quell’angolo di Asia le problematiche da affrontare erano innumerevoli. La Campagna di Trebisonda cominciata il 5 Febbraio 1916 (e terminata il 15 Aprile dello stesso anno) fu una devastante sinergia di sbarchi e manovre di terra che misero in ginocchio le difese del Sultano.

Nelle colonie il 18 Febbraio 1916 le poche truppe tedesche rimaste si arresero nel Camerun. La Germania aveva ormai perso ogni possedimento coloniale.