Guerra Civile Americana: Settembre 1861

Nel Settembre del 1861 il governo confederato cercò di imprimere uno sforzo maggiore nelle campagne di terra, soprattutto nel settore del Trans-Mississippi. Per fare questo la prima mossa fu quella di far entrare un buon numero di truppe confederate nel Kentucky, che fino a quel momento era rimasto neutrale. L’ingresso delle truppe avvenne il 3 Settembre 1861, al che l’Unione ripose tre giorni dopo facendo entrare dei suoi reparti ed occupando la cittadina di Paducah, città strategicamente importante poiché a metà strada da St. Louis (Missouri) e Nashville (Tennessee).

Approfittando di questa manovra le milizie del Missouri cinsero d’assedio al città di Lexington conquistandola Enel corso della Prima Battaglia di Lexington (12-20 Settembre 1861), andando a consolidare la loro posizione all’interno dello stato. Vi fu inoltre un altro scontro parallelo che avvenne il 17 Settembre 1861, tra delle milizie confederate di rinforzo dirette a Lexington e delle truppe federali: la Battaglia di Liberty, vinta sempre dagli uomini del sud.

Se i Confederati vincevano ad ovest non avevano però la stessa fortuna ad est. Nell’attuale West Virginia le truppe confederate subirono due sconfitte minori nella Battaglia di Carnifex Ferry (10 Settembre 1861) e negli scontri di Cheat Mountain (11-15 Settembre 1861)… a dimostrazione una volta di più che il potere della confederazione non aveva attecchito nella parte occidentale della Virginia.

Guerra Civile Americana: Agosto 1861

Dopo la prima grande vittoria confederata gli opposti governi cercano di aumentare il proprio sforzo bellico, nell’intento di piegare i rivali rapidamente.

I confederati cercavano una vittoria di terra anche nel teatro del Trans-Mississippi e puntualmente la trovarono in Missouri, nella Battaglia di Wilson’s Creek del 10 Agosto 1861. Lo scontro vide contrapporsi le milizie del Missouri e quelle dell’Arkansas contro le truppe federali. Gli uomini di Washington si produssero in una precisa manovra a tenaglia volta a spazzare vie le truppe avversarie, arroccatesi su posizioni difensive. Ma la residenza dei confederati rese vana la manovra. Inoltre un tremendo errore portò alla sconfitta dei soldati federali: una brigata confederata riuscì ad avvicinarsi indisturbata alle truppe nordiste, venendo scambiata per truppa amica… un errore che costò caro agli Yankees e del quale si accorsero solo dopo la prima scarica di fucile. Il risultato fu che le truppe federali si dovettero ritirare a nord in attesa dell’arrivo di forze di supporto inviate dal governo. Le perdite complessive furono di 2600 uomini, dei quali 600 morti, equamente ripartiti.

Battaglia di Wilson’s Creek

I federali invece puntarono molto sulla dimostrazione pratica dell’efficacia del blocco navale che avevano imposto al sud. Una prova di forza in questo senso avrebbe avuto in primo luogo effetti pratici nel danneggiare l’economia del sud, la quale dipendeva molto dalle importazioni europee, in secondo luogo avrebbe generato un danno morale non indifferente ale truppe confederate che fin lì si erano dimostra fin troppo fiduciose nella vittoria della propria causa. La dimostrazione di forza avvenne nella Carolina del Nord, dove tra il 28 ed il 29 Agosto 1861 i federali conquistarono due importanti forti costieri: Fort Clark e Fort Hatteras. Questo gettò la base per una lunga serie di scontri costieri che durarono per buona parte della guerra.

Guerra Civile Americana: Luglio 1861

Il 4 luglio 1861 il presidente Lincoln parlando pubblicamente, come d’uso per la festa d’indipendenza, aveva chiesto i pieni poteri per affrontare la guerra in atto, senza però formalizzare la dichiarazione di guerra. Questo perché per l’Unione una dichiarazione di guerra avrebbe comportato il riconoscimento dei secessionisti come un’entità statale realmente autonoma.

Il giorno dopo ci fu un altro importante scontro nel Missouri, vicino a Carthage. Le truppe dell’Unione, dopo la vittoria a Booneville, volevano allontanare definitivamente i ribelli da quel territorio. Favorevole ai confederati era però il governatore dello stato, Claiborne Fox Jackson, il quale guidò la milizia statale alla vittoria in questo scontro. La battaglia fu di piccola entità, ma ebbe grande importanza a livello morale dal momento che molti cittadini del Missouri cominciarono a vedere le truppe federali come degli invasori, favorendo il reclutamento nell’esercito confederato.

George McClellan

L’altro fronte caldo, come abbiamo già detto, era quello dell’attuale West Virginia. Nelle giornate comprese tra l’11 ed il 13 Luglio 1861 si consumarono due scontri collegati tra loro e che videro l’importante affermazione dell’Unione: la Battaglia di Rich Mountain e la Battaglia di Carrick’s Ford. Le truppe dell’Unione erano guidate da George B. McClellan, mentre quelle confederate da Robert S. Garnett. Nel primo scontro l’evento più rilevante fu la cattura del generale confederato John Pegram, il primo ufficiale ribelle ad essere catturato durante la guerra. Mentre nel secondo scontro l’evento principale fu la morte dello stesso Garnett, ucciso mentre cercava di coprire la ritirata delle sue truppe, egli diventò il primo generale ad essere ucciso durante le ostilità. Con queste due vittorie si consolidò il controllo dell’Unione su quella porzione della Virginia e per McClellan si aprì la possibilità di comandare l’importante armata del Potomac.

Se le cose per l’Unione andavano bene nella Virginia occidentale lo stesso non si poteva dire nella parte orientale dello stato, dove i sentimenti confederati erano più forti. Molti a Washington erano convinti che si potesse mettere fine alla guerra in tempi brevi catturando la capitale confederata, Richmond, che distava appena 160 chilometri dall’altra. Per questo motivo si cercò di sfondare più volte nella zona dell’importante snodo di Manassas. Il 18 Giugno 1861 una brigata unionista venne inviata in avanscoperta per scoprire la posizione dei confederati nella zona, ma venne intercettata da una brigata nemica e quello che ne seguì passa alla storia come la Battaglia di Blackburn’s Ford. Le truppe unioniste si ritirarono dopo alcune ore di combattimenti, le perdite complessive si aggirarono intorno ai 150 soldati tra morti e feriti. Il comandante dell’armata unionista, Irvin McDowell, decise a quel punto di affrontare direttamente su campo aperto l’armata avversaria, comandata da Pierre G.T. de Beauregard. Quella che ne scaturì fu la Prima battaglia di Bull Run.

La vicinanza con la capitale ed il sentore che potesse essere una battaglia decisiva, se non addirittura quella finale della guerra, fece si che molti cittadini benestanti di Washington si recassero nei pressi del campo di battaglia per poter godere della vista diretta della battaglia, facendo un picnic… era il 21 Luglio 1861.

Thomas Jackson

La battaglia iniziò al mattino e per diverse ore sembrò che le truppe unioniste potessero avere la meglio, ma l’arrivo verso mezzogiorno delle truppe confederate di Thomas J. Jackson, che in quella battaglia si guadagnò l’epiteto di Stonewall, cambiò completamente le sorti dello scontro. L’abile generale riuscì a frenare la rotta delle truppe confederate ed a respingere l’attacco nemico, lanciandosi poi in un fulmineo contrattacco. Le truppe dell’Unione non si aspettavano una reazione del genere e vennero prese alla sprovvista, in un maldestro tentativo di ripiegamento lasciarono scoperte le loro batterie di cannoni che vennero catturate rapidamente dai soldati di Jackson. Chiaramente la conquista dei cannoni ribaltò il rapporto di forze in campo e le truppe di McDowell dovettero ritirarsi in fretta e furia… rallentate da questo anche dagli spettatori civili che, vedendo l’avanzata dei Confederati, vennero presi dal panico andando ad intasare le strade che l’esercito doveva utilizzare come vie di fuga.

Solo un disaccordo tra i generali confederati fece si che non si mettessero all’inseguimento dell’esercito dell’Unione.

Guerra Civile Americana: Giugno 1861

Come avremo modo di vedere nelle prossime settimane i teatri di guerra del conflitto furono diversi, alcuni resi particolarmente noti dalla letteratura e dal cinema, altri semi sconosciuti ai non statunitensi. Nelle prime fasi il conflitto si sviluppo principalmente in Virginia, questo per l’estrema vicinanza dello stato alla città di Washington. Il governo federale non poteva tollerale la minaccia confederata a così poca distanza dalla città più importante della nazione e per questo, lungo tutta la guerra, questo fu uno dei teatri più dinamici e cruenti.

La Virginia si era staccata formalmente dall’Unione, ma nella parte occidentale del suo territorio (l’odierno West Virginia) gli abitanti erano principalmente fedeli al governo di Washington. Per sfruttare questa situazione l’esercito nordista diede il via alla Campagna del West Virginia (combattuta sino a Dicembre 1861). La Campagna alla fine si rivelò un successo per l’Unione proprio per il grande appoggio della popolazione locale, cosa che il governo confederato della Virginia aveva abbondantemente sottostimato.

Fairfax Courthouse oggi

Nel Giungo del 1861 iniziarono dunque i primi scontri terrestri di tutta la guerra, si combatterono tante piccole battaglie dall’esito spesso alterno. Si cominciò il 1 Giugno 1861 con lo scontro, inconcludente, presso la Fairfax Courthouse, al quale presero parte poco più di 150 uomini, due dei quali persero la vita. Il 3 Giugno 1861 l’Unione vinse la Battaglia di Philippi, nell’omonima cittadina, la stampa del Nord presentò lo scontro come un qualcosa di epico, anche se di proporzioni contenute. La città di Philippi fu una delle prime a subire la devastazione della guerra, sia in termini di edifici distrutti che di saccheggi ad opera delle truppe vincitrici. Il 10 Giugno 1861 ci fu invece la Battaglia di Big Bethel, uno scontro di dimensioni simile a quello di Philippi, ma che vide la vittoria della Confederazione. Big Bethel fu uno dei primi segnali allarmanti per il governo dell’Unione, in quanto impreparazione degli ufficiali nordisti causò un mezzo disastro… basti pensare che la battaglia ebbe inizio con uno scontro tra due reparti nordisti che non si erano riconosciuti… ai Confederati bastò restare sulla difensiva, allertati dal rumore dello scontro tra le truppe avversarie.

Nel frattempo il 8 Giugno 1861 i cittadini del Tennessee approvarono col proprio voto la secessione.

Iniziarono poi le ostilità in un altro teatro bellico, quello del Trans-Mississippi, ossia dei territori ad ovest del fiume Mississippi (ma non comprendente la fascia del Pacifico, che rappresentò un teatro a se stante): Texas, New Mexico, Arizona, Territori Indiani, Kansas, Arkansas, Missouri e Lousiana. In questo teatro il primo scontro fu la Battaglia di Booneville nel Missouri del 17 Giugno 1681. Si tratto di uno scontro di piccola portata per il numero di soldati impiegati, ma di enorme portata ai fini strategici: la vittoria delle truppe dell’Unione permise di allontanare le forze confederate dal centro dello stato, lasciandolo quindi in pieno controllo del governo di Washington. Più volte poi gli eserciti si sarebbero scontrati di nuovo in questo luogo, ma di fatto il Missouri fu quasi sempre controllato dal Nord.

Guerra Civile Americana: Maggio 1861

A seguito dello scoppio delle ostilità ad opera dei Confederati gli altri stati del Sud capirono che era arrivato il momento di operare una scelta di campo non più rimandabile.

Il 6 Maggio 1861 l’Arkansas uscì formalmente dall’Unione, mentre nel Tennessee il congresso locale chiese il voto popolare circa la secessione.

L’occupazione di Baltimora

Il governo federale cercò di prendere della rapide contromisure, tra queste vi fu l’immediata occupazione militare di Baltimora nel Maryland (dopo che in Aprile vi erano già scoppiate diverse rivolte) e la messa in sicurezza di alcune fortificazioni nel Missouri, da quest’ultima mossa nacque una ribellione popolare filo-confederata a St. Louis.

Il 20 Maggio 1861 fu la Carolina del Nord ad uscire formalmente dall’Unione.

Il 23 Maggio 1861 i cittadini della Virginia approvarono elettoralmente la decisione del proprio congresso statale di secedere, che ricordiamo era stata presa un mese prima. Il governo federale pose quindi l’assedio alla città virginiana di Alexandria, sulla riva ovest del fiume Potomac, a soli 10 km dalla capitale Washington. La città venne occupata militarmente dall’Unione per tutta la durata della guerra e fu quasi più per una questione d’immagine che altro: dal tetto di un grande hotel cittadino sventolava infatti da giorni una grande bandiera della Confederazione, di tale dimensione da poter esser vista sin dalla Casa Bianca… una cosa che di certo il governo federale non poteva tollerare. Il colonnello nordista Elmer E. Ellsworth salì sul tetto del hotel rimuovendo la bandiera, mentre scendeva venne ucciso dal proprietario del albergo James W. Jackson, il quale a sua volta venne freddato dai soldati federali. A livello propagandistico sia il Nord che il Sud usarono questo fatto per elevare i due uomini a martiri dell’una o dell’altra causa. Ellsworth era l’eroe federale morto per l’Unione, mentre Jackson era l’eroe confederato morto in divesa del suo diritto di scegliere cosa esporre a casa propria.

La morte di Ellsworth

Guerra Civile Americana: Aprile 1861

Ad inizio Aprile era ormai chiaro che la priorità del governo federale non poteva che essere quella di rafforzare i forti presenti nei vari stati ribelli, sia che avessero già dichiarato la secessione sia che fossero ancora in fase decisionale. Tanti arsenali erano già caduti in mano ai ribelli, quasi senza colpo ferire, e per questo ogni azione andava impostata ed eseguita nel minor tempo possibile. Tra questi ne abbiamo già nominato uno destinato a passare alla storia: Forte Sumter, nelle vicinanze del porto di Charleston nella Carolina del Sud, il primo tra gli stati ribelli.

de Beauregard

Il forte, secondo i rapporti, era decisamente sguarnito e lo stesso Lincoln decise per un approvvigionamento immediato da effettuarsi mediante l’inno di un convoglio navale nel porto di Charleston, questa decisione venne presa il 4 Aprile 1861. Venuto a conoscenza di questo imminente rifornimento il governo confederato, riunito a Montgomery (Alabama) decise per la linea dura: attaccare il forte prima dell’arrivo della flotta di soccorso.

Era chiaro a tutti che quell’azione avrebbe avuto gravi conseguenze, mettendo il governo confederato in una posizione scomoda e criticabile, sarebbe stato meglio per loro se ad aprire il fuoco fossero state le truppe federali, ma in quel frangente parve essere l’unica cosa da fare.

Anderson

Il comandante delle truppe confederate, il generale Pierre Gustave Toutant de Beauregard, inviò emissari a trattare col comandante del forte, Robert Anderson, ma questi rifiutò seccamente i termini dell’ultimatum. Il giorno dopo, alle 3:20 del mattino del 12 Aprile 1861, Anderson venne informato dai confederati che questi avrebbero aperto il fuoco entro un’ora. Cosa che puntualmente avvenne ad opera di ben 43 mortai. Il bombardamento durò circa 36 ore, causando molti danni ed appena 2 morti tra gli 80 a disposizione di Anderson, il quale dovette consegnare il forte ottenendo di non essere fatto prigioniero né lui né i suoi uomini. Saputa questa notizia Lincoln cominciò a preparare i piani per una vera e propria guerra.

Qualche giorno dopo, il 17 Aprile 1861, la Virginia uscì formalmente dall’Unione. In tutta risposta due giorni dopo il governo federale dichiarò il blocco navale su tutte le coste degli Stati meridionali, blocco che sarebbe durato per tutto il conflitto.

Il 29 Aprile 1861 il congresso del Maryland decise di respingere l’ipotesi di secessione avanzata da parte della sua classe politica.

Bombardamento di Forte Sumter

Guerra Civile Americana: Gennaio – Marzo 1861

Come abbiamo visto nel precedente articolo la situazione politica nell’Unione era precipitata al seguito dell’elezione di Abraham Lincoln e l’inerzia (più o meno voluta) del Presidente uscente Buchanan non aveva fatto altro che peggiorare la situazione. Ecco cosa accadde nei primi tre mesi del 1861, ossia il trimestre che precedette lo scoppio delle ostilità.

Gennaio 1861

2 Le truppe della Carolina del Sud prendono il controllo del Fort Jackson, nei pressi di Charleston.

4-5 Truppe ribelli dell’Alabama cominciano a prendere il controllo degli arsenali federali nella zona di Mobile. La stessa cosa avviene dal 6 al 12 di gennaio in Florida, ad opera della milizia locale, con l’arsenale di Saint Augustine.

9 Il Mississippi esce formalmente dall’Unione.

10 La Florida esce formalmente dall’Unione.

11 L’Alabama esce formalmente dall’Unione.

19 La Georgia esce formalmente dall’Unione.

21 I senatori Clement Claiborne Clay e Benjamin Fitzpatrick dell’Alabama, David Levy Yulee e Stephen Russell Mallory della Florida ed infine Jefferson Davis del Mississippi si ritirano dal Senato Federale.

26 La Louisiana esce formalmente dall’Unione.

29 Il Kansas viene ammesso all’Unione come “Stato libero”, sarebbe dunque il 34° Stato. [Liberi 19 –  Schiavisti 15]

Febbraio 1861

Prima Bandiera Confederata

1 Il Texas esce formalmente dall’Unione.

4 Si riunisci a Montgomery (Alabama) la prima assemblea del Congresso Provvisorio Confederato, partecipano anche delegati della Virginia, anche se lo stato rimane per il momento nell’Unione. Nel frattempo la stessa Virginia indice una “Conferenza di pace” nel tentativo di impedire lo scoppio delle ostilità.

7 La “Nazione Choctaw” presente nel Territorio indiano si allinea alle posizioni espresse dai Sudisti.

8 Nascono gli Stati Confederati d’America, i quali non ricevono il riconoscimento da alcun paese estero oltre a non essere riconosciuti dall’Unione.

9 Viene eletto presidente della Confederazioni Jefferson Davis del Mississippi, uno dei politici che si era speso nei vani tentativi di evitare la secessione.

L’annuncio dell’elezione di Davis

Da quel momento in poi in tutti gli stati meridionali rimasti nell’unione e in tutti gli stati di confine, come il Missouri e l’Arkansas, iniziano dei feroci dibattiti sulla linea politica da seguire.

Marzo 1861

2 Il Senato dell’Unione respinge le proposte della “Conferenza di pace” indetta dalla Virginia.

4 Insediamento del Presidente Lincoln. Nel suo discorso inaugurale ribadisce le proprie intenzioni di non voler interferire con la pratica schiavista là ove essa ancora esiste, ma anche sottolinea con fermezza di essere pronto a preservare l’integrità dell’Unione con ogni mezzo disponibile.

Jefferson Davis

Dal 8 al 13 di marzo i commissari confederati presentano le loro condizioni per evitare la guerra. Il Presidente Lincoln non vorrà incontrare i commissari confederati in quanto ciò avrebbe potuto sembrare un riconoscimento di fatto dell’avvenuta separazione degli Stati secessionisti dall’Unione.

11 Il Congresso Confederato adotta la Costituzione degli Stati confederati, ratificata poi da tutti gli stati membri.

21 Parlando a Savannah (Georgia) il Vicepresidente confederato Alexander Hamilton Stephens pronuncia un discorso in cui dichiara che lo schiavismo negriero è la “pietra angolare” del governo secessionista: è il discorso della pietra angolare.

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Pierce

Franklin Pierce

Alla fine della presidenza Taylor/Fillmore si tennero le elezioni del 1852. La vittoria andò al candidato del Partito Democratico, Franklin Pierce, il quale si impose con il 50,8% dei voti popolari, ma con ben 254 grandi elettori contro i 42 dello sfidante del Partito Whig, Winfield Scott. In buona parte l’esito della tornata elettorale venne determinato dall’avversione degli stati del sud per Scott, noto abolizionista. Poco prima dell’insediamento a presidente Pierce venne colpito da una tremenda tragedia famigliare: il 6 gennaio del 1853 la famiglia del presidente eletto viaggiava da Boston in treno quando il loro convoglio deragliò precipitando lungo una scarpata, lui e la moglie si salvarono, ma per il loro unico figlio di undici anni non ci fu nulla da fare (il corpo era quasi completamente decapitato). Questa tragedia influì enormemente su tutta la sua gestione presidenziale, dal momento che sia lui che la moglie caddero in un profondo stato depressivo. L’insediamento avvenne il 4 marzo 1853.

1853: Vengo stabilite le prime relazioni commerciali con l’Impero del Giappone, fino a quel momento estremamente isolazionista.

1854: Viene approvato il Kansas-Nebraska Act, per la creazione dei due nuovi territori divisi dal 40° parallelo. La questione spinosa fu da subito quelle dalla possibilità di schiavitù nei due territori, da decidere se regolare secondo il Compromesso del Missouri (quindi no schiavismo) o mediante il Compromesso del 1950 (rimandando quindi al voto popolare). Il voto di questa legge spaccò in due il Partito Whig, portando di fatto alla sua fine ed alla strutturazione del Partito Repubblicano (nel quale già si faceva notare la figura di Abraham Lincoln). La situazione in Kansas divenne esplosiva e i coloni pro o contro la schiavitù cominciarono a scontrarsi in modo sistematico, dando il via al periodo conosciuto come Bleeding Kansas, di fatto il preludio della guerra civile.

1856: L’abolizionista John Brown guida il massacro di Pottawatomie in Kansas contro coloni schiavisti in risposta ai soprusi di quest’ultimi. L’episodio fu uno dei più incisivi del Bleeding Kansas.

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Harrison/Tyler

William Henry Harrison

Alla fine della presidenza Van Buren  si tennero le elezioni del 1840. Il presidente uscente si ripresentò, ma venne sconfitto dal candidato del Partito Whig, William Henry Harrison, il quale ottenne il 52,9% dei voti e ben 234 grandi elettori contro i 60 dello sfidante. Il nuovo presidente si insediò il 4 marzo 1841.

Pare che quel giorno fosse particolarmente freddo ed umido e che il presidente si fosse presentato vestito in modo troppo leggero alla cerimonia, nella quale tenne un discorso di oltre due ore… sta di fatto che tre settimane dopo contrasse una forte polmonite che lo portò a morire ad un mese esatto dal suo insediamento, il 4 aprile 1841. Divenne quindi presidente il suo vice John Tyler, era la prima volta nella storia americana che veniva applicata questa norma costituzionale. Tyler sarebbe morto nel 1862 da membro del Congresso Confederato.

John Tyler

1841: Un gruppo di schiavi prende il controllo di una nave durante un trasferimento dalla Virginia alla Louisiana, riuscendo a riparare nel territorio britannico delle Bahamas, dove otterranno asilo politico. Dopo anni di polemiche le autorità di Londra pagheranno un indennizzo ai proprietari orinali degli schiavi (1855).

1843: si mette in viaggio verso ovest, sulla pista dell’Oregon, la prima grande carovana di carri, composta da oltre 1.000 pionieri. Viene inoltre fondata la B’nai B’rith, la prima organizzazione non governativa degli ebrei nel mondo.

1844: L’attivista afroamericano Charles Lenox Remond dichiara pubblicamente che sarebbe meglio sciogliere l’Unione piuttosto che mantenerla viva conservando la schiavismo, detta opinione susciterà molto scalpore ed approvazione nel Nord. Lo stesso anno viene promulgata la “Exclusion Law“, che proibiva agli afroamericani (compresi gli schiavi) di rimanere o entrare nell’Oregon Country;

1845: La Florida viene ammessa nell’Unione come “Stato schiavista”. [Liberi 13 –  Schiavisti 14]