Prossima Fermata: Anguillara Sabazia

E poi improvvisamente arrivi in un paesino e ti guardi intorno ed inizi a chiederti: in che secolo siamo? Peccato che la presenza dell’uomo e dei suoi infernali mezzi di inquinamento acustico sempre più sofisticati ti riportino immediatamente alla mente la data attuale. Ma lasciamo perdere la presenza dell’uomo e cerchiamo per un attimo di fare tabula rasa nella nostra mente. Pronti?

Chiudete gli occhi e pensate al Lazio, ehi… non ho detto Roma, non siate precipitosi. Immaginate un grande lago di origine vulcanica di circa 58 kmq chiamato lago di Bracciano ed immaginate di seguire una strada in mezzo ad un bosco che parte proprio dal paese di Bracciano e si dirige verso sud-est. Bene. Ad un certo punto uscite da una radura ed in lontananza iniziate a vedere un paese tutto arroccato su un promontorio, una casa dopo l’altra, una casa sopra all’altra, tutte in pietra: già da lontano si respira un’aria di tempi antichi. Siete circondati da una natura splendida e si respira un’aria straordinariamente decontaminata, sembra quasi di stare in una sorta di piccolo paradiso. Vi rendete subito conto di essere davanti ad un patrimonio storico culturale davvero importante… poi vi rendete conto che quel piccolo paese in realtà non è governato dagli uomini bensì dai gatti. Infatti in ogni angolo di quel piccolo meraviglioso centro abitato ci sono dei felini che dormono, osservano, giocano e litigano nella più totale tranquillità e senza dare troppa importanza a tutti gli esseri umani che li circondano: un qualcosa di incredibile.

Questo paese del Lazio si chiama Anguillara Sabazia, ma sulle indicazioni stradali troverete solo il primo nome dato che il secondo è in uso solo per distinguerlo da un omonimo paese del Veneto. E’ una meta turistica molto rinomata nella bella stagione e di fatto nella sua parte più vicina alle acque del lago ne presenta tutte le caratteristiche tipiche. L’interno del paese richiede delle buone gambe per essere esplorato, dato che si tratta di antichi stradellini tutti in salita, ma è una fatica che si può sostenere tranquillamente e che ripaga con uno spettacolo meraviglioso una volta che si è arrivati in cima al paese e si può osservare il panorama dalla terrazza di fianco alla Chiesa della Collegiata, del ‘500.

Prossima Fermata: Ragusa

Vi prendete dalla vostra terra natale e salite su un treno sapendo di avere davanti a voi un viaggio di 12 ore abbondanti. Passate una notte travagliata in un vagone letto dalla discutibile comodità. Vi svegliate poco prima che il vostro treno venga diviso in porzioni e caricato su un traghetto ed iniziate a domandarvi se  non vi stiate trasferendo in un’altra dimensione. Decidete di mettere fuori il naso e andata a guardare un po’ il panorama, siete in mezzo allo “stretto”, davanti a voi c’è Messina e dietro di voi c’è Reggio Calabria, il vento è fortissimo e iniziate a farvi domande sulla sanità mentale delle persone che parlano della possibilità di creare un “ponte sullo stretto”… voi, folli! Quello è il primo impatto con la terra bellissima che state per scoprire, una terra che ho visto solo per pochi giorni, ma che in proporzione è riuscita a darmi veramente tanto.  Il mio primo giorno in Sicilia mi ha trasportato in una dimensione lontanissima da quella della nebbiosa pianura in cui sono cresciuto.

Ora mettetevi in viaggio e attraversate paesi e terre che sembrano inesplorate, dove incontrate poche anime furtive, è una terra silenziosa quella che state scoprendo. E il destino a messo sulla vostra strada la più silenziosa tra le città: Ragusa.

Vi scaricano proprio in mezzo a Ragusa Ibla e rimanete completamente senza fiato, il posto è talmente bello da non trovare le parole per descriverlo, per le strade non si vede nessuno e vi mettete a girare alla ricerca di un posto in cui consumare il pranzo. Girate per le sue vie ora strette ora larghe e ad ogni passo vi innamorate dei profumi che sentite delle costruzioni che vi circondano, vi sembra di vivere in una città perfetta. Iniziate a riconoscere i posti. In televisione Ragusa è stata riproposta in tutte le salse tra telefilm e pubblicità eppure vi rendete conto che nessuna immagine le può rendere giustizia, anzi ogni presenza di telecamere ed obiettivi rappresenterebbe solo una contaminazione dell’antichità che si respira nelle strade di Ibla.

Il vero viaggiatore non sempre segue le strade e le cartine, anzi lo scopo principale di ogni viaggio ben riuscito dovrebbe essere quello di perdersi un po’ per strada in modo da scoprire qualcosa in più sul luogo che si sta visitando. A Ragusa se vi perdete e siete fortunati potreste arrivare al Giardino Ibleo! In realtà ci si arriva facilmente seguendo le piantine della città, ma se ci si arriva girando senza una cartina ha di certo un sapore più magico e di inaspettata romanticità.

Comunque sia Ragusa non è descrivibile a parole, va vista e vissuta intensamente così come richiede la sua sconvolgente bellezza.