Lemuria Dixit: Guido von List

L’uomo è da sempre alla ricerca della forma migliore in cui esprimere la propria spiritualità: lo fa sin dagli albori e lo fa ancora oggi, nonostante il fermento materialista dell’ateismo. Nei millenni si sono percorse le strade più disparate e si sono confrontate le impostazioni di ogni singolo popolo. L’uomo occidentale in particolare ha cercato in ogni dove la “verità” andando spesso a cercarla in Oriente (questo non è un qualcosa che accade unicamente ai giorni nostri). In origine gli uomini europei avevano una loro spiritualità ben precisa e codificata in una serie di religioni politeiste, l’avvento del Cristianesimo ha di fatto stravolto questa spiritualità, andando ad imporre una visione del mondo e dell’universo appartenente ad una cultura molto diversa da quella autoctona. La volontà di potenza del primo Cristianesimo e il suo messaggio convogliarono la spiritualità dell’uomo europeo in un recinto dal quale più volte egli cercò di scappare. Perchè questo? Perchè in fondo la spiritualità della Palestina non poteva soddisfare a pieno l’anima e la mente dell’uomo europeo. E così tanti, rimasti orfani delle proprie antiche fedi, si sono sentiti incompleti nel corso dei secoli. Da qui la ricerca di una via diversa… una via che spesso li ha portati a cercare la “verità” molto lontano da casa, quando sarebbe bastato recuperare l’importanza delle proprie radici.

Guido von List

Tra coloro che cercarono di recuperare l’eredità spirituale originaria della propria gente vale la pena ricordare Guido Karl Anton List, meglio conosciuto come Guido von List, nato a Vienna nel 1848 e deceduto a Berlino nel 1919. Come tante famiglie austriache la sua era di religione Cattolica, ma l’insegnamento cristiano lo lasciò contrariato sin da giovane, non sentendo in esso la vera voce del proprio popolo, della propria gente. Cominciò quindi ad avvicinarsi alle antiche religioni tradizionali germaniche, andando infine a convertirsi al paganesimo nel 1862 (aveva 14 anni). Emblematico fu in quell’anno il momento in cui, nelle catacombe della cattedrale di Santo Stefano, si inginocchiò davanti ad un vecchio altare ripromettendosi di costruire in quel luogo un tempio dedicato a Wotan.

Iniziò così l’avventura esoterica di Guido von List. Egli provò a conciliare esoterismo, occultismo gnostico, teosofia, scritti della società segreta dei Rosacroce e gli scritti di Helena Blavatsky. Questo suo studio lo portò a delineare una visione storico-religiosa contrapposta a quella della società in cui si trovava a vivere… e di riamando anche di quella in cui noi ci troviamo a vivere. Secondo lui la terra era governata da una casta di re-sacerdoti, appartenenti ad una razza superiore: quella Ariana. Questa casta deteneva le basi del sapere ariosofico, le cui tracce potevano essere riscontrate nell’antica letteratura germanica: l’Edda, l’Havamal e la Voluspa. In questa ricerca della “verità” egli farà un approfondito studio interpretativo dell’alfabeto runico.

Wotan

Il risultato dei suoi studi e di tanti altri esoteristi coevi è il medesimo: il Cristianesimo, originario della terra dei Semiti, è un corpo estraneo all’uomo tedesco e gli stessi Semiti sono avversi al sapere ariosofico ed agli Ariani. Su queste basi nacque nel 1908, fondata da alcuni suoi sostenitori, la “Società Guido von List“, che riuniva tutti i grandi nomi dell’esoterismo tedesco ed austriaco di quel periodo, oltre ad un notevole numero di appartenenti alla Società Teosofica. Lo scopo era quello di ricercare un sistema filosofico che potesse essere da guida alla futura classe politica di una grande “nazione tedesca” (quindi un connubio di religione e politica). Queste idee erano pienamente in sintonia con quelle “Volkisch” dell’epoca ed ebbero un grande successo. All’interno di questo gruppo di studiosi von List individuò 10 persone che entrarono a far parte di una cerchia elitaria nota come Hoher Armanen-Orden (“Alto Ordine Armanico”), questi viaggiarono con lui per la Germania alla ricerca delle tracce di Wotan, visitando luoghi in cui si rendesse manifesta la vera sapienza ariana. La maggior parte delle ricerca avvenivano tramite meditazione ed alcune particolari pratiche occultiste, questo gli permetteva di avere visioni dell’antichità ariana e di coglierne il sapere.

Heinrich Himmler

E’ innegabile come il suo pensiero fu di ispirazione per la creazione degli aspetti religiosi del Nazional-socialismo, soprattutto per quello che riguarda la figura di Heinrich Himmler, il quale si prodigò per la creazione di una élite occulta che potesse fare da guida al III Reich. In quest’ottica va intesa la creazione dell’Ordine Nero (SS) nelle sue impostazioni religiose, le quali ancora oggi sono poco studiate ed approfondite.

Lemuria Dixit: Nephilim

In principio erano i giganti. Ci sono molte leggende che parlano della presenza di giganti sulla terra, sembra che nella memoria di molte antiche popolazioni ritorni spesso questo mito. Sempre che di mito si tratti perché, diciamocelo, quando la memoria collettiva è pressoché univoca in ogni angolo del globo allora siamo di fronte a qualcosa che va oltre la semplice leggenda. Ovviamente si può raccontare tutto ed il contrario di tutto, soprattutto quando la scienza ufficiale non ci fornisce nessuna prova concreta in merito. Speculiamo? Sempre.

Perché spesso la verità è davanti ai nostri occhi, laddove i luminari spengono volutamente la luce.

In principio erano i giganti. Ma secondo alcune teorie non si tratterebbe del “principio” bensì della “fine”. Noi siamo un nuovo “principio” che è seguito ai giganti, quando anche noi ci faremo giganti allora sarà la nostra “fine”… e ad essa seguirà un nuovo “principio”.

Conosciamo tutti l’episodio di Davide che sconfigge il gigante Golia, campione dei Filistei. Ed è proprio la Bibbia a darci alcune preziose informazioni sulla presenza dei giganti sulla terra, ovviamente inquadrandoli nel più vasto campo della teologia ebraica. Si parla quindi dei Nephilim, presenti nella Torah ed in diversi altri scritti sia giudaici che cristiani. Il termine viene utilizzato per indicare ad esempio i giganti che abitavano la terra di Canaan (Numeri 13:33). Questo popolo di giganti avrebbe avuto origine dall’incrocio tra i “figli del vero Dio” (parte degli angeli che si ribellarono insieme a Lucifero, i caduti) e le “figlie degli uomini”. I giganti nascerebbero quindi da un atto di perversione, almeno secondo la concezione ebraica dell’universo.

La caduta di Lucifero

Il termine Nephilim e la sua origine hanno dato il via ad una serie di dibattiti sia nel mondo antico che in quello contemporaneo. Il nocciolo della questione ruota tutto intorno alla traduzione ed all’origine aramaica della parola. Si va da chi vuole vedere a tutti i costi l’origine extraterrestre dell’umanità a chi vorrebbe preservare il senso spirituale della lotta tra il bene ed il male. Ad ogni modo possiamo prendere per buono questo presupposto: i giganti hanno avuto origine dai “caduti”, dai “precipitati”, che poi fossero angeli o alieni non sta a noi deciderlo in questa sede.

La stessa idea che degli esseri di origine divina, ancorché rinnegati, potessero essersi accoppiati con gli esseri umani ha suscitato da sempre forti dissensi all’interno delle comunità cristiane. Nei secoli si è giunti a riconoscere i “figli del vero Dio” come i figli di Set, mentre i “figli degli uomini” sarebbero i discendenti di Caino. Nessuna origine angelica. Per altri ancora i Nephilim sarebbero i figli di persone possedute dal demonio, degli indemoniati piuttosto che degli angeli caduti.

Chi erano dunque i Nephilim? Erano gli ultimi appartenenti ad una razza di ominidi (neandetaliani) poi soppiantata con successo dal Homo Sapiens? Erano forse degli esseri venuti dal cielo come tanti speculatori vorrebbero? Erano gli ultimi superstiti di Atlantide (altra ipotesi molto in voga in certi ambienti)?

Personalmente credo che la visione teosofica, in merito ai cicli dell’universo, sia quella che più si avvicina alla reale spiegazione della presenza dei Nephilim sulla terra. I giganti erano tra noi, i giganti eravamo noi ed i giganti saremo noi. Leggere e scoprire il mondo degli antichi è un mestiere arduo perché richiede un’apertura mentale tale da non escludere nulla a priori. Non ci interessa quello che “dice la scienza”, ci interessa quello che non vuole dire e che non può dire. Senza scadere nella faciloneria dell’alieno a tutti i costi.

La verità non è al di fuori della terra, bensì al suo interno.

Tu lo dici #69

L’altro giorno son venuti a trovarmi tre pii egoisti. Il primo era un sanyasi, un uomo cioè che aveva rinunciato al mondo; il secondo, un orientalista e fermo credente nella fratellanza del genere umano; e il terzo un saldo fautore di una meravigliosa utopia. Ognuno dei tre era un fervente apostolo della sua fede e considerava gli atteggiamenti e le azioni altrui un po’ dall’alto, e attingeva forza dalle sue proprie convinzioni. Ognuno amava ardentemente il suo credo e tutti e tre erano, in uno strano loro modo, spietati. 

(Krishnamurti J.)