Sturm und Drang: I passi

Restano le tracce delle anime del passato nei luoghi in cui hanno dimorato?

Credo proprio di si.

E si manifestano… e cercano un contatto.

Perchè cercano un contatto?

Cosa vogliono comunicarci?

La prima notte pensi sia stato solo un sogno, un parto della tua mente.

La seconda notte sai di averla vista, ma ti illudi che non sia reale.

La terza notte è chiaro ormai che la presenza dimori lì… è lei di cassa, tu sei l’ospite.

La quarta notte? Passi… passi nel buio…

Sturm und Drang: Del divorare e dell’essere divorati…

Il lento masticare della bestia dentro di noi, il rumore… quel rumore, quei denti che ci divorano da dentro, un lembo di carne alla volta, un organo alla volta, un arto dopo l’altro. Ed è lì, nella nostra mente, nelle nostre orecchie, nei nostri neuroni. Ci mangia… sempre e da sempre. Non lo sapremo mai da dove parta, dove si nasconda, dove viva la masticatrice notturna delle nostre anime.

Lei vive. Vive cibandosi di noi, vive in noi, ma non per noi. Forse noi viviamo per lei… siamo cibo, oggi per lei e domani per i vermi. Sempre che ai vermi venga lasciato qualcosa. Tempi duri anche per i vermi. 

Mangiare ed essere mangiati, divorare ed essere divorati, morire ed esser morti o di morte morire morendo morti. E’ nella mia testa e da lì non esce. Mai. Mangia e mai si ferma, mai dorme, mai mi da tregua, mai mi da pace. Lei mangia e io mi lascio mangiare. Anche adesso.

Sturm und Drang: Succubus

Con che strana aggressività mi devi richiamare in questa ora tarda. Cosa brami ancora oltre a quello che già hai avuto… altro sangue? Altri sogni? Altre ore della notte perse a vagare senza meta?

Come puoi ancora chiedere dopo tutti questi secoli di incubi e tormenti?

Stavi facendo la spesa per cosa? Compravi Martini e olive… un ricordo di mille anni fa, o forse di ieri. E se fossero dieci anni diventati quindici? Persi nel remoto scorrere delle ere del mondo…

Mi hai odiato al punto da divorare le mie carni la notte?

Ti cercavo e non ti trovavo… non è stata colpa mia. E se lo è stato… ma lo è stato? Ho visto quello sguardo carico di odio… sento i tuoi morsi sulla mia carne. Anche questa notte la stai divorando. 

Ma forse avrò la mia vendetta, nelle nebbie delle strade che ben conosco. Ancora una volta a caccia del cacciatore, ora dopo ora, finora sino ad ora.