Tu lo dici #167

La guerra civile era dovuta al fatto che il paese era praticamente diviso in due, come si era visto nelle elezioni di febbraio [1936]; l’intervento straniero la fece durare due anni e mezzo. Su nessun episodio degli anni Trenta si sono dette tante menzogne, e solo in anni recenti gli storici hanno incominciato a scavare nella montagna di falsità per recuperare ciò che era rimasto sepolto per una generazione. Fu una tragedia generale, non una lotta tra il bene e il male. I generali insorti stabilirono rapidamente il controllo a sud e a ovest, ma non conquistarono Madrid, e il governo continuò a controllare vaste zone del nord e dell’est fino al 1938. Dietro alle linee così stabilite ogni fazione commise terribili atrocità contro i suoi nemici, reali o immaginari.

(Paul Johnson)

Film: The Mission (1986, Roland Joffé)

E’ più giusto servire Dio nella preghiera ed accettare mansuetamente le brutalità del mondo che ci circonda nella speranza della vita ultraterrena o è più giusto servire Dio sia nella preghiera che nella lotta (eventualmente violenta) contro le ingiustizie del mondo? Questa resta decisamente una bella domanda a cui è difficile dare una risposta su due piedi ed è la domanda che sorge spontanea in questo capolavoro della cinematografia. E’ un film amaro, a tratti poetico ed a tratti straziante. E’ un film in cui in pochi possono dire di fare una bella figura.

Siamo in Sud America agli inizi del ‘700 e la storia si svolge nei territori tra gli odierni Brasile, Argentina e Paraguay, dove si trovava il confine tra i territori spagnoli e quelli portoghesi. Si parla di Indios, di mercanti di schiavi, di Gesuiti, di politici dalla pance piene e di ecclesiasti in parte impotenti ed in parte complici. Ci sono tutti gli ingredienti per un dramma, ma il dramma vero è che tutto è ispirato da fatti realmente accaduti.

I veri protagonisti del film sono appunto gli Indios e i pochi padri Gesuiti che cercano di convertirli e di tenerli lontani dai mercanti di schiavi. La semplicità e la linearità dei nativi americani fa da contraltare alla mentalità ottusa ed opportunista degli Europei accecati dall’avidità. E’ un mondo crudele dove non c’è scampo per i sentimenti puri, dove a nulla valgono i tentativi di dimostrare che anche gli Indios sono esseri umani, dove la loro attinenza al canto ed alla musica viene addirittura derisa… è il mondo reale in cui le storie possono anche avere una fine amara… molto amara. E qui si torna alla domanda iniziale, come si serve meglio Dio?

N.B. i Gesuiti della storia appartengono al primo ordine gesuita, che poco ha a che spartire con quello attuale, se non il nome.

Il Grimorio di Odenwald #76

La storia del mondo è una ruota che gira, riproducendo nei millenni quello che accade nella vita di ogni singolo animale e pianta del pianeta. L’età dell’oro, dei primordi, dei paradisi universali, dell’infanzia, dell’apprendimento e della scoperta… che poi diventa maturità, disincanto se non disinteresse, allontanamento dal mondo, dalla natura, dalle cose buone… sacrificate sull’altare di esigenze aleatorie. Cosa rimane della bellezza del primordio quando si è sulla strada del tramonto?

Si decade…  il corpo, la società, le cose umane, i vizi e le virtù, le idee e le innovazioni, tutto decade un giorno dopo l’altro.  Non si migliora col tempo, non è nella natura delle cose, la natura delle cose è progredire sino a spegnersi, arrivare sino al culmine per morire. E’ la morte la natura delle cose e quanto più ci avviciniamo alla fine tanto più il progresso ha il sapore della morte… della carne e dello spirito.

L’eterno ritorno delle nostre anime in questo mondo, senza alcuna memoria delle ere passate, è la condanna inflitta ad ogni generazione per la presunzione di essersi voluti innalzare ben oltre al lecito. Divenire è marcire… e non necessariamente è un male.

Storia: Le mummie del Tarim

La storia è una materia estremamente complessa, molto più di quello che potrebbe sembrare ad una rapida occhiata profana… non si tratta semplicemente di mettere in fila un elenco di eventi, di ricordare delle date e dei nomi… si tratta invece di ricostruire il percorso fatto dall’umanità dagli albori sino ai giorni nostri, andando alla ricerca di tutti i tasselli del puzzle. E quando i pezzi non si trovano, quando mancano dei mattoncini, non ci si può limitare all’improvvisazione… non basta avanzare delle ipotesi o mantenere in piedi delle teorie… prima o poi bisogna giungere alla verità. Compresa quella che ancora non conosciamo, compresa quella che teniamo nascosta, compresa quella imprevista!

E’ il caso delle origini della razza umana e degli spostamenti della medesima nei continenti agli albori della nostra specie. Siamo comparsi in più posti contemporaneamente? Ci siamo evoluti in un luogo per poi colonizzarne altri? L’unico modo per trovare risposte a questi interrogativi è la ricerca sul campo… la ricerca dei reperti.

Ad esempio è capitato qualcosa di molto interessante nella valle del fiume Tarim, il principale corso d’acqua della regione autonoma uigura dello Xinjiang, nella cina occidentale a nord del Tibet. In questa regione, dove sono predominanti le popolazioni di origine mongola, sono state ritrovate una serie di antiche mummie dai tratti decisamente insoliti, conservatesi grazie al clima desertico della regione. Le mummie sono databili dal 2.000 a.C. sino a circa il 1.000 a.C. ed hanno caratteristiche caucasiche, come i capelli biondi o tendenti al rossiccio, nonchè il tipo di tessitura dei vestiti ed un certo uso dei tatuaggi… tutte tracce che lasciano presupporre un’origine europea dei defunti. Considerando che le popolazioni mongole arrivarono in quella zona intorno all’anno 842 d.C. si tratterebbe dei primi abitanti di quell’area, arrivate con tuta probabilità intorno al 5.000 a.C. attraverso le montagne del Pamir.

Sia in antichi testi cinesi, un tempo considerati semplici leggende, si parla di popolazioni con questi tratti somatici diffuse in certe aree occidentali della Cina, come testimoniato anche dagli scritti di Zhang Qian del 126 a.C. … ma anche dalle testimonianze di Plinio il Vecchio.

Lo studio più approfondito è stato quello fatto sul DNA delle mummie, dal quale risulterebbe una certa mescolanza all’origine di questa popolazione: un mix tra Europa, Mesopotamia e valle dell’Indo. Pare che questa mescolanza sia comune ad altri ritrovamenti avvenuti nella valle del Volga, la quale potrebbe essere l’origine prima di questa popolazione. Un mistero che di certo sarà chiarito dopo altri anni di studio ed analisi.

Una cosa è certa… tanto di quello che l’uomo contemporaneo ha bollato come “leggenda” un giorno potrebbe dimostrare più di un fondo di verità….

Tu lo dici #134

La democrazia non si identifica con la sottomissione della minoranza alla maggioranza. La democrazia è uno Stato che riconosce la sottomissione della minoranza alla maggioranza, cioè l’organizzazione della violenza sistematicamente esercitata da una classe contro un’altra, da una parte della popolazione contro l’altra.

(Lenin)

Il Grimorio di Odenwald #61

Nel sangue e nelle radici troviamo l’armonia della nostra natura, nel rinnovato legame col mondo antico rinasciamo e diventiamo portatori di luce eterna. Illuminiamo il cammino con la nostra luce interiore, cantando le canzoni dei nostri avi e dei popoli che furono.

Custodi eterni dell’antica sapienza e dell’antica storia, raccogliamo le testimonianze divenute leggende e tracciamo su bianche pagine segni a perpetua memoria. Informare, testimoniare, trasmettere… questi i nostri compiti, affinché si recuperi l’autentica essenza dell’umanità.

La verità è lontana dagli affanni di questi tempi meccanici, bisogna saper osservare, saper ascoltare, avere il cuore pronto a grandi balzi e la mente aperta, non al progresso bensì alla conservazione. Anzi… al recupero. Nella forza della tradizione e con l’aiuto degli antichi Dei.

Dopo la Prima Guerra Mondiale

Soldati Tedeschi – Giugno 1916

Siamo giunti quasi alla fine della narrazione della Prima Guerra Mondiale, nella rubrica dedicata alla Storia non restano che poche settimane per concludere questo ciclo. Una volta chiusa questa opera sarà tempo di affrontare un ulteriore ciclo… ma quale?

L’idea che mi è venuta è quella di raccontare la Guerra Civile Americana, allo stesso modo con cui ho raccontato la Prima Guerra Mondiale! Sarà un altro percorso lungo, ma non meno interessante, ed in questo caso partiremo dalle origini del conflitto. Quasi certamente si comincerà a Dicembre.

Restate sintonizzati!

We are almost at the end of the story of the First World War, in the column dedicated to History … there are only a few weeks left to conclude this cycle. Once this work has been completed, it will be time to face another cycle … but which one?

The idea that came to me is to tell the American Civil War, the same way I told the First World War! It will be another long path, but no less interesting, and also in this case we will start from the origins of the conflict. It will almost certainly begin in December.

Stay tuned!