Il Grimorio di Odenwald #107

Apocalisse 13,11-18

11 Vidi poi salire dalla terra un’altra bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago.

12 Essa esercita tutto il potere della prima bestia in sua presenza e costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare la prima bestia, la cui ferita mortale era guarita.

13 Operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini.

14 Per mezzo di questi prodigi, che le era permesso di compiere in presenza della bestia, sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla bestia che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta.

15 Le fu anche concesso di animare la statua della bestia sicché quella statua perfino parlasse e potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della bestia.

16 Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte;

17 e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome.

18 Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei.

Il Grimorio di Odenwald #91

A volte vengono da noi come bambini, in certa di sapienza e di risposte. Sperduti e ciechi, assuefatti dai lunghi secoli di litanie da schiavi, imposte e ripetute. Guardano in alto, verso cieli incomprensibili, senza neppure sapere che cosa cercare esattamente.

Sentono un vuoto. Ed è comprensibile. Le belle parole do un tempo si sono perdute, le buone intenzioni hanno ceduto il passo alle cattive azioni. E se i maestri si dimostrano cattivi che fine può mai fare il loro messaggio?

Si perde, inevitabilmente. Ed è giusto che si perda e che sparisca da questo mondo allo stesso modo in cui ci fu imposto. Cosicché si possa ricostruire sulle loro macerie, costruite a loro volta sulla nostre. Nei secoli