Storia: Novembre 1914 – parte prima

In quei giorni si stava muovendo il fronte meridionale dove gli Austriaci il 5 Novembre si cimentavano nella terza invasione della Serbia dall’inizio del conflitto. Ma la situazione era molto calda ancora più a sud. L’Impero Ottomano si era reso responsabile di alcuni atti di guerra contro i Russi pur non avendo dichiarato nessuna ostilità a livello diplomatico. La tensione causata da questi attacchi “a tradimento” portarono la Russia a dichiarare guerra al Sultano il 1 Novembre 1914, seguita dal Montenegro il 3 Novembre e da Francia e Impero Britannico il 5 Novembre. Si trattava di un epilogo inevitabile. Le forza russe passarono immediatamente all’offensiva nella zona del Caucaso  con l’offensiva Bergmann iniziata il 2 Novembre e terminata dopo due settimane con la sostanziale vittoria ottomana.

Nelle colonie tedesche la situazione diventava sempre più drammatica con la perdita della colonia di Tsingtao ad opera dei Giapponesi. In compenso nell’attuale Tanzania venne combattuta la Battaglia di Tanga tra il 2 e il 5 Novembre risoltasi con una vittoria dei Tedeschi contro gli Inglesi… anche se sarebbe più corretto parlare di vittoria degli Ascari tedeschi contro i soldati Indiani dell’Impero Britannico.

Nel frattempo ci furono due scontri navali di una certa importanza. La Battaglia di Coronel (1 Novembre 1914) al largo delle coste cilene che vide le navi tedesche battere quelle inglesi. A comandare la squadra navale tedesca era il celebre Maximilian Graf von Spee. Inoltre il 3 Novembre 1914 ci fu una prima, inconcludente, incursione tedesca lungo le coste britanniche con il bombardamento di Yarmouth.

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Truppe Ottomane 1914

L’Impero Ottomano era in fase decadente già da oltre un secolo e la sua alleanza con gli Imperi Centrali non fece altro che precipitarlo dalla padella alla brace. Il bombardamento dei porti Russi non poteva certamente passare sotto il silenzio degli Alleati e del resto era ben noto l’interesse delle potenze occidentali per i ricchi (nel sottosuolo) territori dell’impero del Sultano. Gli Inglesi, sempre avidi di terre e risorse, non si fecero scappare l’occasione e studiarono subito un piano per attaccare la parte più vulnerabile e potenzialmente ricca dell’Impero Ottomano: la Mesopotamia. Il 6 Novembre 1914 gli Inglesi sbarcarono a Fao (Al-Faw) nell’odierno Iraq e, grazie ai rinforzi ottenuti due giorni dopo, ebbero la meglio sulla guarnigione ottomana. Iniziava in questo modo la campagna di Mesopotamia che sarebbe terminata solo con la fine del conflitto.

Nel frattempo il giorno 11 Novembre 1914 i Russi si lanciavano in una importante e presuntuosa offensiva in Slesia nel tentativo di destabilizzare gli Austriaci ed i Tedeschi. La chiave di volta era l’importantissimo settore di Lodz! Ancora una volta su questo fronte si distinse in uomo di cui presto avremo modo di parlare in maniera più diffusa: August von Mackensen.

E mentre attaccavano da terra a nord tentavano anche di imporsi a sud nel Mar Nero fronteggiando le congiunte marine tedesca ed ottomana ottenendo un primo successo nella Battaglia di Capo Sarych al largo della penisola di Crimea del 18 Novembre 1914.

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Storia: Ottobre 1914 – parte seconda

La “corsa al mare” al suo culmine. Le armate tedesche continuavano a cercare un varco decisivo per mandare in frantumi l’asse difensivo formato dagli Anglo-francesi, ma per quanto si sforzassero non sembrava arrivare mai il successo decisivo, la battaglia finale. Allo stesso modo gli Alleati cercavano una vittoria decisiva per ricacciare indietro la marea tedesca. Di battaglia in battaglia il teatro decisivo sembrava essersi spostato dall’Alsazia-Lorena alle Fiandre. Nella giornata del 12 Ottobre 1914 cominciò la Battaglia di Messines alla quale presero parte truppe provenienti dall’India Britannica. Fu l’ennesima battaglia dall’esito inconcludente combattuta nei pressi di Mesen che oggi è famosa per essere la città più piccola del Belgio, con appena un migliaio di abitanti. Questa battaglia poteva essere una vittoria Alleata, ma lo scontro cominciato a Ypres il 21 Ottobre 1914 convogliò lì tutte le energie degli schieramenti coinvolti.

Mentre gli Inglesi fronteggiavano i Tedeschi anche i Francesi e i Belgi non erano da meno respingendo un’offensiva germanica nella Battaglia dell’Yser cominciata il 17 Ottobre 1914. Le truppe del Kaiser assaltarono le posizioni dell’ormai sparuto esercito belga (6 divisioni in tutto) spalleggiate dai Francesi. Gli Alleati in questo caso condussero una battaglia difensiva magistrale, ritirandosi progressivamente senza mai concedere una netta vittoria agli invasori. Fecero saltare i ponti sull’Yser (l’ultimo il 23 Ottobre) costringendo i Tedeschi ad un rallentamento dell’avanzata. Poi allagarono tutta la zona che portava alla ferrovia Nieuwpoort a Diksmuide per creare un’ulteriore rallentamento ai Tedeschi. Tra il 25 e il 30 ottobre gli allagamenti diedero il tempo ai Francesi di inviare un buon numero di truppe di difesa in maniera tale da respingere l’attacco tedesco del giorno 31. I Tedeschi a questo punto si ritirarono al di là dell’Yser, anche in questo caso fu importante l’inizio dello scontro a Ypres.

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Truppe Sikh a Ypres

La Battaglia di Ypres (21 ottobre – 22 Novembre) iniziò con un attacco alleato con obiettivo Bruges guidato dal generale Haig. Questo scontro è da sempre considerato una vittoria degli Alleati, ma in realtà si trattò dell’ennesimo scontro finito in sostanziale parità con gli eserciti che si fronteggiarono per interminabili giorni senza mai giungere ad uno sfondamento decisivo. La situazione di stallo portò gli eserciti a trincerarsi e a rendere sempre più stabili le loro linee difensive. I Tedeschi si dimostrarono più abili dei Francesi nell’uso delle artiglierie e questa sarebbe stata una costante per quasi tutto il resto del conflitto. La fine della Battaglia di Ypres ha un’importanza storica fondamentale perché segna la fine della prima parte del conflitto (la guerra di movimento) per giungere alla seconda fase (la guerra di trincea). Parlando di numeri i Tedeschi lasciarono sul campo 20.000 morti, mentre gli Alleati nel loro complesso quasi 70.000!

Nel frattempo il 20 Ottobre 1914 il sommergibile tedesco U-17 affondò il piroscafo inglese Glitra, realizzando così il primo affondamento di un mercantile della guerra. Questo importante fatto marittimo avvenne davanti alle coste della Norvegia.

Il 29 Ottobre 1914 navi dell’Impero Ottomano insieme a navi tedesche bombardarono i porti russi sul Mar Nero, questo atto non venne preceduto da nessuna dichiarazione di guerra da parte del Sultano!

Il 31 Ottobre 1914 ha ufficialmente termine la Battaglia della Vistola dopo un mese di violenti combattimenti tra i Russi e gli Austro-tedeschi. La vittoria delle truppe dello Zar non cambiò molto l’assetto del fronte orientale dove i generali del Kaiser erano comunque decisi a conquistare Varsavia, ci sarebbero stati altri sanguinosi tentativi nei mesi successivi.

Deep Space 19: Spazio chiama Tunisia

L’agenzia russa Gk Launch Services ha da poco siglato un nuovo interessante accordo con il magnate tunisino Mohamed Frikha (fondatore della holding tecnologica Telnet). In base al contratto nel 2020 verrà lanciato in orbita il primo satellite della Tunisia, con il supporto del razzo russo Soyuz-2-1, ma l’obiettivo finale riguarda il lancio di almeno 30 satelliti. Il primo sarà il Challenge One.

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Il vettore Soyuz 2-1B

Questo accordo getta le basi per una proficua cooperazione tra la Russia e la Tunisia sulle questioni spaziali e porterà un notevole sviluppo in diversi settori tecnologici del paese africano, già all’avanguardia in molti settori. L’accordo è stato firmato nella città di Sfax, presso il locale Centro di ricerca digitale, lo stesso centro ha firmato un ulteriore contratto di collaborazione nel settore aerospaziale con la Telnet.

Mohamed Frikha oltre ad essere un uomo d’affari è anche deputato dal 2014 per il partito “Movimento della Rinascita”, federato dei Fratelli Musulmani, è nativo proprio di Sfax.

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Sfax – Tunisia

Storia: Settembre 1914 – parte terza

Nel panorama della “corsa al mare”, della quale abbiamo già parlato in precedenza, si consumò tra il 25 ed il 29 Settembre 1914 la Battaglia di Albert che terminò con un nulla di fatto. Tutte le offensive di quei giorni sul fronte occidentale ebbero praticamente il medesimo risultato. L’unico evento di una certa nota in quei giorni fu l’inizio dell‘assedio di Anversa (28 Settembre 1914) da parte delle truppe tedesche. Anversa era una città di primaria importanza per il suo porto ed era difesa da una serie di fortificazioni imponenti, per questo motivo i Tedeschi avevano preferito accerchiarla e continuare l’avanzata verso ovest prima di attaccarla. L’assedio sarebbe durato un paio di settimane e avrebbe visto la vittoria degli assedianti, anche se pagata a caro prezzo, mentre una grossa parte dell’esercito belga riuscì a ritirarsi dalla città prima di cadere in una eventuale trappola.

Sull’altalenante fronte orientale cominciò la Battaglia della Vistola tra gli Austro-ungarici (ai quali poi si aggiunsero i Tedeschi) ed i Russi. Fu una lunga battaglia per il controllo della regione di Varsavia. A questa battaglia prese parte un uomo del quale parleremo molto presto: August von Mackensen. La battaglia non ebbe esito positivo per gli Imperi Centrali e fu solo la prima di una lunga serie di azioni volte alla conquista di Varsavia.

Nel frattempo qualcosa di estremamente importante accadeva a sud. Il 27 Settembre 1914 l’Impero Ottomano chiudeva l’accesso ai Dardanelli alle navi alleate. Sino a quel momento il Sultano non aveva preso parte attiva agli eventi bellici dei suoi alleati tedeschi, ma questa era una netta presa di posizione che non sarebbe di certo stata ignorata da Inglesi e Francesi, tanto più che era a netto svantaggio dei Russi.

In Africa continuava l’assalto alle colonie tedesche. Il 26 Settembre cominciò la Campagna dell’Africa Tedesca del Sud-Ovest (Namibia) da parte delle truppe del Sudafrica, originando una serie di scontri etnici che si sono protratti di fatto sino al 1990 quando finalmente il Sudafrica rinunciò al controllo ufficiale sull’ex colonia tedesca. Il 27 Settembre le truppe francesi completarono l’occupazione di tutta la fascia costiera del Camerun isolando così il resto della colonia.

Storia: Settembre 1914 – parte seconda

Coma abbiamo già visto, sul fronte orientale,  la situazione per le forze degli Imperi Centrali era altalenante. Nella zona sud si fronteggiavano gli “eserciti di disperati” di Russia e Austria e al nord invece i Tedeschi continuavano a dimostrare tutta la loro forza e preparazione tattica. Tra il 7 e il 14 Settembre venne combattuta la Prima Battaglia dei Laghi Masuri che vide trionfare i Tedeschi sui Russi, fu una battaglia vecchio stile, vinta proprio da un tipo di formazione destinata pian piano a sparire nei decenni successivi: la cavalleria. A fronte di quasi 40.000 perdite tedesche se ne contarono oltre 125.000 tra le fila russe. Mentre le truppe del Kaiser trionfavano le truppe di Vienna continuavano la loro progressiva ritirata in Galizia, che sarebbe terminata il 24 Settembre nel momento in cui i Russi posero l’assedio alla fortezza di Przemyśl (sarebbe durato sino alla fine del Marzo 1915, con una “vittoria di Pirro” per i Russi).

Ad occidente la situazione invece iniziava a diventare problematica per la Germania. Il piano di invasione rapida della Francia stava fallendo e la rapida successione di battaglie di quel Settembre 1914 stava rendendo evidente a tutti che le vecchi battaglie campali non sarebbero state in grado di risolvere il conflitto. Cominciò una serie di manovre di accerchiamento da parte di tutti gli eserciti coinvolti che portò a quella che è passata alla storia come “corsa al mare”. Di fatto di manovra in manovra e di battaglia in battaglia si giunse a creare due linee parallele di trincee e fortificazioni che si estendevano dalla neutrale Svizzera sino al Mare del Nord (anche se in alcuni punti il fronte resterà discontinuo sino alla primavera del 1915). Fu così che dopo la Prima Battaglia della Marna si giunse alla Prima Battaglia dell’Aisne alla Battaglia di Flirey e al conseguente avvicinamento dei Tedeschi alla fortezza francese di Verdun. ma per quante battaglie venissero combattute e per quanti uomini morissero la situazione era quasi sempre di stallo; certo le truppe di Berlino erano riuscite a conquistare alcuni avamposti di una certa importanza, ma gli Anglo-francesi resistevano con coraggio e spirito di sacrificio. Il fallimento dell’offensiva lampo in Francia (piano Schlieffen) portò alla destituzione del generale tedesco Helmuth von Moltke in favore del generale Erich von Falkenhayn alla guida delle truppe del Kaiser.

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La “corsa al mare” del 1914

Il 17 Settembre la Germania perdeva completamente la sua colonia della Nuova Guinea Tedesca, conquistata dalle truppe australiane per conto dell’Impero Britannico.

Storia: Settembre 1914 – parte prima

Con la rovinosa ritirata verso Carpazi l’unica speranza su questo fronte era riposta al nord dalle truppe tedesche. La prima conseguenza della battaglia fu l’ingresso delle truppe russe a Leopoli il 3 Settembre. Nel fronte sud le cose non andavano meglio con le forze armate della Serbia che tenevano in scacco gli eserciti di Vienna anche nei territori della Bosnia; la situazione non era drammatica come in Galizia, ma occorreva dare al più presto un colpo mortale a Belgrado per poter agire tranquillamente contro i Russi.

La spinta tedesca verso la Marna portò gli eserciti dei contendenti a scontrarsi duramente tra il 5 e il 12 Settembre nella Prima Battaglia della Marna, combattuta a non molta distanza da Parigi. I Tedeschi speravano di infliggere un colpo mortale alle difese nemiche, ma invece si ritrovarono impantanati in quella che stava per trasformarsi in una tremenda guerra di posizione. Attacchi e contrattacchi, l’uso smodato dell’assalto frontale, l’impiego di oltre 6.000 cannoni e di 1.800.000 soldati (tra entrambe le parti chiaramente) la resero la più grande battaglia sino ad allora combattuta, mai si erano visti tanti uomini affrontarsi in uno scontro di pochi giorni. La vittoria tattica fu per gli Anglo-francesi, ma sul campo rimasero oltre 150.000 morti. Nel corso dei decenni gli storici sono riusciti ad analizzare a pieno le cause dell’insuccesso tedesco e molta della colpa è da attribuire alla confusione dell’alto comando del fronte occidentale e ad alcune inutili rivalità tra i generali del Kaiser.

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Prima Battaglia della Marna

Storia: Agosto 1914 – parte terza

Il 24 Agosto il successo tedesco sul fronte occidentale era chiaro a tutti e cominciava la“grande ritirata” delle truppe anglo-francesi dai territori del Belgio e della Francia settentrionale. Questo progressivo arretramento del fronte portò i combattimenti sino alla Marna a pochi chilometri da Parigi. Nell’insieme la manovra tedesca stava causando grosse perdite agli avversari sia in termini di uomini che di materiale bellico. Il primo risultato di questa situazione fu che le truppe del Kaiser posero l’assedio alla fortezza francese di Maubeuge, questa piazzaforte cadde il 7 Settembre consegnando ai Tedeschi 40.000 prigionieri e oltre 350 pezzi di artiglieria. Maubeuge rimarrà in mano tedesca sino al 9 Novembre 1918!

Il 25 Agosto si muoveva di nuovo il Giappone che dichiarava guerra anche all’Austria-ungheria e due giorni dopo poneva il blocco al porto cinese di Tsingtao, da tempo colonia tedesca. Sempre lo stesso giorno truppe britanniche invasero il Camerun tedesco passando dalla Nigeria. Come già accennato in precedenza nei territori coloniali la Germania non fu mai in grado di opporre una resistenza continuativa contro gli attacchi dei suoi avversari. Sempre in tema di colonie africane il 26 Agosto cadde definitivamente la colonia del Togoland dopo venti giorni di combattimenti.

Il 26 Agosto fu una delle giornate più “piene” di quel primo mese di furiosi combattimenti, infatti vennero combattute ben tre battaglie importanti e vittoriose per gli Imperi Centrali. Nel complesso della “grande ritirata” venne combattuta la Battaglia di Le Cateau dove gli Inglesi soffrirono pesanti perdite dovendo ritirarsi ulteriormente, ma nonostante questo inflissero gravi danni alle truppe tedesche grazie alluso dei cannoni campali a fuoco rapido che sparavano shrapnel! Sul fronte orientale gli Austriaci sconfissero i Russi nella Battaglia di Komarów (26 Agosto – 2 Settembre) in Galizia, mentre i Tedeschi li battevano nella Battaglia di Tannenberg (26 Agosto – 1 Settembre). Tutte le debolezze dell’esercito dello Zar furono evidenziate in quelle drammatiche giornate dove si persero 70.ooo mila uomini tra morti e feriti e dove ci furono più di 100.000 prigionieri. I piani del comando congiunto degli Imperi Centrali puntava a costringere i Russi alla ritirata per poter poi marciare rapidamente verso Varsavia.

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Prigionieri Russi a Tannenberg

Il 28 Agosto ci fu anche un primo significativo scontro navale tra le forze britanniche e quelle tedesche. La superiorità marittima di Londra fu un punto focale durante tutta la guerra e che portò la Germania a sviluppare mezzi diversi per la guerra navale, fu enorme lo sviluppo dei sommergibili. La Battaglia di Helgoland, una baia al largo dello Schleswig-Holstein segno le prime perdite per la Kaiserliche Marine: ben 3 incrociatori leggeri affondati insieme a 2 torpediniere, mentre gli Inglesi non subirono affondamenti e solo 3 navi messe fuori uso! Senza la supremazia navale la Germania sarebbe rimasta chiusa in un sostanziale embargo economico senza la possibilità di collegarsi con continuità con le proprie colonie.

Il 30 Agosto 1914 per la prima volta un aereo tedesco bombardò Parigi: era un ulteriore segnale di un latente cambiamento nell’arte della guerra dovuto al progresso tecnologico di quegli anni; certo le incursioni aeree su zone civili nella Grande Guerra non ebbero lo stesso peso tremendo del 1939-45. Nel frattempo sul fronte occidentale i tedeschi ottenevano un’altra importante vittoria a San Quintino costringendo i Francesi e gli Inglesi a continuare la ritirata verso l’entroterra, sempre più spinti verso la Marna e verso Parigi. Nelle colonie le notizie per Berlino non erano altrettanto buone dal momento che i Neozelandesi (sotto il controllo britannico) avevano invaso le colonie del Kaiser in Samoa.

Sul fronte orientale l’impreparazione bellica austriaca portò alla sconfitta nella Battaglia di Gnila Lipa il 30 Agosto e alla rovinosa ritirata verso i Carpazi durante la quale l’armata di Vienna rischiò addirittura di essere annientata.

Storia: Agosto 1914 – parte seconda

L’infuriare delle prime battaglie teneva col fiato sospeso le popolazioni del Vecchio Continente, a completare il quadro dell’intreccio bellico il giorno 11 Agosto la Francia dichiarò guerra all’Austria-Ungheria e il giorno seguente la Gran Bretagna faceva la stessa cosa.

L’unico fronte realmente attivo in questi primi giorni d’Agosto era quello occidentale dove Francesi e Tedeschi si affrontavano nelle battaglie che sarebbero passate alla storia col nome di Battaglia delle frontiere e di cui abbiamo già visto un primo episodio rilevante riguardante la regione dell’Alsazia. Ebbene, il 14 Agosto 1914 le truppe francesi cominciarono ad invadere la Lorena, altra regione di lunga contesa con gli odiati vicini. Iniziava così una lunga e sanguinosa battaglia che si sarebbe conclusa solo il 25 Agosto con la vittoria tedesca. Sin da subito i Francesi dimostrarono tutti i loro limiti tattici e la loro invasione divenne immediatamente un grave insuccesso. Già nei primi giorni di battaglia i soldati di Parigi furono costretti a ripiegare su Nancy. A fronteggiare le truppe francesi furono schierati gli ottimi reparti bavaresi.

Il grande errore dei generali francesi era quello di usare tattiche ormai superate fatte di attacchi frontali di fanteria, che però dovevano scontrarsi contro le più moderne artiglierie e il grande uso di mitragliatrici… il risultato fu un massacro immane di soldati. Molti reparti si sfaldarono completamente in seguito alla controffensiva tedesca del 20 Agosto e questo portò la stampa a scagliarsi con veemenza contro il comportamento dei soldati (non sarebbe stata l’ultima volta durante il corso della guerra… forse avrebbero dovuto spedire gli scribacchini in prima linea). Un dato rilevante: in questa battaglia i Tedeschi persero 66.500 uomini, mentre le perdite dei Francesi sono rimaste sconosciute, ma di certo altissime.

Sino al 15 Agosto 1914 la guerra si era sviluppata principalmente sul fronte occidentale con le battaglie tra Tedeschi, Francesi e Belgi. Il 16 Agosto, mentre cadeva la determinante fortezza belga di Liegi, gli Austriaci assaltarono la Serbia restando però sconfitti nella tre giorni di Battaglia del Cer dimostrando tutti i limiti dell’esercito di Vienna.

Il giorno 17 Agosto iniziavano le ostilità anche sul fronte orientale con l’invasione russa della Prussia Orientale. I soldati dello Zar vennero sconfitti nella Battaglia di Stallupönen, ma continuarono ad avanzare in territorio tedesco e pochi giorni dopo sconfissero i Tedeschi nella Battaglia di Gumbinnen. Come vedremo più avanti questa campagna si concluderà il mese successivo con la sconfitta dei Russi. Mentre i cannoni tuonavano in Prussia il 23 Agosto iniziarono le operazioni militari in Galizia tra gli Austriaci e i Russi con la prima vittoria di Vienna nella Battaglia di Kraśnik.

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Il Fronte Orientale nel 1914

Come ho accennato prima il 16 Agosto cadde la piazzaforte di Liegi. Il Belgio a questo punto aveva i giorni contati e per questo motivo sia i Francesi che gli Inglesi decisero di intervenire direttamente nel piccolo paese. I Francesi erano già in difficoltà dopo le due fallimentari battaglie in Alsazia e Lorena e tra il 21 e il 23 Agosto persero due importanti Battaglie a Charleroi e nelle Ardenne. Tutto questo mentre gli Inglesi affrontavano per la prima volta i Tedeschi nella Battaglia di Mons mettendo in seria difficoltà i soldati del Kaiser. In questa occasione si verificò per la prima volta una situazione imbarazzante che sarebbe stata un pò la costante della guerra: le truppe britanniche erano meglio organizzate e meglio comandate di quelle francesi e spesso e volentieri questa disparità portò ad uno sfasamento del fronte, in questo caso specifico gli Inglesi si comportarono egregiamente a Mons, ma furono costretti a ritirarsi per non disassare la linea con i Francesi che invece stavano perdendo a Charleroi. Questa situazione avrebbe causato non pochi guai e dissensi sul fronte occidentale. Avremo modo di parlare meglio nei prossimi giorni di questa ritirata passata alla storia come la“grande ritirata”.

Nel frattempo il 22 Agosto l’Austria-Ungheria aveva dichiarato guerra al Belgio e il 23 Agosto il Giappone dichiarava guerra alla Germania, nella speranza di acquistare influenza e colonie nel Pacifico.

Storia: Luglio 1914 – parte terza

Dopo la dichiarazione di guerra dell’Austria-Ungheria contro la Serbia la prima nazione a reagire fu la Russia zarista. Nicola II decise di mobilitare l’esercito nelle regioni confinanti con l’impero viennese (29 Luglio 1914) senza però dichiarare ufficialmente guerra. Una mossa come questa avrebbe quasi certamente comportato la mobilitazione della Germania in difesa dell’alleato… e a Berlino alcuni funzionari del governo cominciarono ad intuire la pericolosità della situazione che si stava generando, ma sembrava impossibile arrestare la macchina bellica che già si era messa in moto. Del resto il 29 luglio l’Austria aveva già iniziato a cannoneggiare Belgrado con l’artiglieria.

La risposta tedesca fu la dichiarazione di “stato di pericolo di guerra”… che non era proprio una mobilitazione generale, ma quasi. La Russia di tutta risposta dichiarò la mobilitazione generale di tutto il paese, su grande spinta dei militari, mentre lo Zar era titubante. A questo punto la Germania iniziò a pensare sia a mobilitare completamente il proprio esercito sia a inviare ingenti somme all’alleato italiano per farlo entrare in guerra (cosa che poi non accadde).

I Tedeschi sapevano benissimo che la Russia era alleata della Francia ed una guerra contro lo Zar avrebbe comportato inevitabilmente una guerra anche contro Parigi: una guerra su due fronti poteva essere molto pericolosa. Bisognava rendere inoffensiva la Francia o con la diplomazia o con l’arte militare (invadendola sia dai confini diretti sia attraverso il neutrale Belgio, stringendola con una rapida manovra a tenaglia). In questo clima di fermento il 31 Luglio la Germania inviò due ultimatum. Il primo era diretto alla Russia e accusava il governo dello Zar di aver mobilitato l’esercito con l’idea di attaccare la Germania, si chiedeva quindi di interrompere la mobilitazione entro 12 ore, pena la guerra. Il secondo ultimatum era diretto alla Francia e riguardava la sua eventuale neutralità in uno scontro tra Russi e Tedeschi: i Francesi però fecero orecchie da mercante dichiarando addirittura di non aver notizia della mobilitazione generale russa. Nel frattempo l’Austria sentendosi in pericolo dichiarò la mobilitazione generale.

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Storia: Luglio 1914 – parte seconda

Come abbiamo visto la settimana scorsa il governo di Vienna aveva inviato un ultimatum alla Serbia. Le richieste erano molto pesanti. Le reazioni internazionali furono le più disparate. Le alte cariche del governo francese erano di ritorno da un viaggio diplomatico in Russia e non poterono dare una risposta adeguata. Gli Inglesi contattarono i Tedeschi chiedendo che facessero pressione per rinviare i termini dell’ultimatum proponendo che Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia facessero da mediatori della crisi (l’Italia in quel momento era ancora alleata di Germania ed Austria). Il governo serbo si rivolse alla Russia che però si dimostrò tiepida nel condannare l’azione austriaca. Cosa poteva fare la piccola Serbia? Il 25 Luglio era già chiaro ai Tedeschi che una risposta negativa alle richieste austriache avrebbe comportato lo scoppio di una guerra.

La risposta di Belgrado non tardò a venire. Nel precedente articolo vi ho riportato il testo dell’ultimatum austriaco, la Serbia accettò senza remore alcuni punti (8 e 10) ed altri solo parzialmente(1, 2 e 3)… ma cercò di eluderne altri (4, 5, 7 e 9). Un secco rifiuto venne invece dato al punto 6: “Adottare misure giudiziarie contro i complici del complotto del 28 giugno che si trovano sul territorio serbo; delegati del governo austro-ungarico prenderanno parte all’indagine a ciò attinente”. La Serbia ordinò la mobilitazione generale nel primo pomeriggio del 25 Luglio e poco prima delle ore 18 dello stesso giorno (poco prima quindi che scadesse l’ultimatum) consegnò la propria risposta all’ambasciatore austriaco. La risposta non soddisfaceva le richieste austriache e per questo tutto il personale diplomatico imperiale abbandonò la sera stessa Belgrado, comportando la rottura diplomatica tra le due nazioni. La guerra era più vicina.

Il 26 luglio gli Inglesi invitarono tutte le potenze a ritrovarsi per trovare una soluzione diplomatica, ma gli unici a rispondere con favore a questa proposta furono gli Italiani, tutti gli altri o declinarono l’offerta (come la Germania) o presero tempo (come la Francia e la Russia). Quello che le diplomazie di molti paesi non sapevano era che la Germania spingeva sull’alleato austriaco affinché risolvesse militarmente la diatriba con la Serbia il più in fretta possibile, onde scongiurare la mobilitazione diplomatica (o militare) degli altri paesi… ma Vienna tentennava, l’esercito non era pronto a scendere in campo prima del 10 Agosto e questo per i Tedeschi era inammissibile. In realtà in Germania c’erano due voci contrastanti: da un lato il governo premeva per la guerra, mentre il Kaiser Guglielmo II riteneva soddisfacente la risposta serba all’ultimatum e spingeva per una soluzione diplomatica.

Il 28 Luglio alle ore 12 l’Austria dichiarò guerra alla Serbia.

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Quello che sarebbe successo nei giorni successivi avrebbe portato alla più grande guerra mai combattuta sino ad allora.