Storia: Maggio 1917

Il Generale Nivelle

Il 9 Maggio 1917 terminava l’Offensiva Nivelle sul fronte occidentale, secondo le aspettative dei generali che l’avevano progettata la perdita di un massimo di 10.000 soldati avrebbe portato a conquiste territoriali significative. La realtà dei fatti fu tragicamente diversa. Le perdite francesi superarono le 180.000 unità e le conquiste a fronte della conquista di posizioni per lo più irrilevanti. L’intera macchina da guerra francese era al collasso e diventarono sempre più numerosi i casi di ammutinamento. Dall’inizio del conflitto erano caduti sui vari campi di battaglia 978.000 soldati francesi (conteggio che ovviamente esclude i caduti francesi di provenienza coloniale). Interi reggimenti cominciarono a rifiutarsi di combattere, coadiuvati anche dalla propaganda socialista che riportava le notizie della situazione in Russia. A partire dalla conclusione dell’Offensiva Nivelle vennero costituite diverse corti marziali (almeno 3.400) con l’obiettivo di giudicare e condannare gli ammutinati. Il tutto avveniva senza che l’opinione pubblica ne venisse informata.

Provvidenzialmente il 15 Maggio 1917 Nivelle venne rimpiazzato da Pétain al comando dell’esercito francese… provvidenzialmente perché la sua linea nei confronti dei soldati fu decisamente mite e ben più accorta del suo predecessore: aumentò le licenze e migliorò il sistema della rotazione delle truppe in prima linea, inoltre limitò fortemente il numero di offensive nell’attesa dell’arrivo delle truppe degli Stati Uniti. Secondo stime ufficiali si contarono 2.878 sentenze a lavori forzati e 629 condanne a morte (di cui solo 43 realmente eseguite). Il polso tenero voluto da Pétain lo rese popolare tra i soldati, ma parimenti impopolare tra gli altri generali ed alcuni uomini politici.

Gli Stati Uniti dal conto loro si preparavano a raggiungere i campi di battaglia europei e il 18 Maggio 1917 venne emanato il provvedimento di coscrizione militare (Selective Service Act). L’idea iniziale del presidente Wilson era di inviare un massiccio corpo volontario in Europa, ma dopo tre settimane dall’entrate in guerra i volontari che si erano arruolati non superavano le 32.000 unità, a fronte di questo insuccesso venne emanato l’atto di cui sopra.

Sul fronte macedone il 9 Maggio 1917 terminò la Battaglia di Doiran e in contemporanea si svolse la Battaglia dell’ansa del Crna (5 – 9 Maggio 1917) nella quale i Bulgari respinsero le truppe congiunte di Francia, Italia e Russia. La Bulgaria non intendeva cedere il passo agli Alleati. Sul fronte Macedone tra il 1916 e il 1918 l’Italia ebbe oltre 52.000 perdite.

Nel tentativo di spezzare il fronte e raggiungere così Trieste il 12 Maggio 1917 iniziò la Decima Battaglia dell’Isonzo. La prima fase del piano prevedeva un bombardamento rilevante su tutto il fronte, finalizzato a non far capire agli Austriaci dove si sarebbe concentrato l’attacco principale. Finito il bombardamento l’attacco (seconda fase) sarebbe cominciato nel settore di Plava (oggi Slovenia) e di Gorizia. A seguire (terza fase) ci sarebbe stato l’attacco dal settore del fiume Vipacco a scendere verso il mare e quindi verso Trieste. Il bombardamento cominciò il 12 Maggio e fini due giorni dopo, a quel punto la fanteria cominciò ad avanzare. Il 21 Maggio infine si entrò nella terza fase con le offensive carsiche. Al 29 Maggio 1917 l’avanzata si arrestò definitivamente, su entrambe le direttrici dei combattimenti si erano registrati buoni avanzamenti, ma non tali da liberare Trieste. Pochi giorni dopo, il 3 Giugno 1917, gli Austriaci lanciarono un pesante contrattacco che sortì pochi effetti nel settore del Carso, ma che vanificò tutte le conquiste dei giorni precedenti nell’altro settore. L’Italia soffrì 160.000 perdite, di cui 36.000 morti, mentre l’Austria-Ungheria ebbe 125.000 perdite, di cui 17.000 morti.

Miklós Horthy ferito

Nella notte tra il 14 e il 15 Maggio 1917 navi della marina austriaca (k.u.k. kriegsmarine) al comando di Miklós Horthy (poi a capo dell’Ungheria durante la Seconda Guerra Mondiale) tentò di forzare il blocco del canale di Otranto per aprire la strada agli U-boot, nell’ottica di una più ampia guerra navale nel Mediterraneo. A fronteggiare questo tentativo c’era una flotta congiunta italo-franco-britannica al comando di Alfredo Acton. L’azione di Horthy (che rimase seriamente ferito) ebbe successo e di conseguenza gli Alleati dovettero ripensare in maniera consistente il blocco navale nel canale. La marina da guerra austriaca non sfruttò questa vittoria come avrebbe dovuto, per cui il suo impatto nel proseguimento della guerra fu quasi nullo.

Storia: Marzo 1917

La guerra sarebbe durata solo pochi mesi. A Natale tutti sarebbero stati pacificamente a festeggiare nelle proprie case accanto ai propri cari. Questo era lo spirito che aveva animato sia i politici che i militari nelle prime settimane di guerra del 1914. La realtà nei primi mesi del 1917 era quanto di più lontano da quelle previsioni. Mantenere lo sforzo bellico su più fronti era un costo economico-umano altissimo per tutte le nazioni chiamate in causa e tutte cominciavano a risentire di una certa “stanchezza” sociale che creava legittime problematiche sul “fronte interno” di ogni nazione. Chiaramente le nazioni meglio organizzate erano in grado di fronteggiare queste problematiche in maniera da non farle crescere in qualcosa di più problematico, ma le nazioni che vivevano già un dissapore sociale antecedente al 1914 non potevano che trasformarsi in pericolosissime polveriere.

La Russia degli Zar era un gigante. Uno stato enorme pieno di contraddizioni e di disuguaglianze sociali tremendamente lampanti. La nobiltà e la classe agiata era lontana anni luce dalle problematiche delle fabbriche e delle campagne… e questo era già un grosso problema prima della guerra. Inoltre a livello infrastrutturale il paese era molto arretrato e questo si sarebbe dimostrato un problema enorme per gli approvvigionamenti durante il conflitto. Lo Zar era mal consigliato dai suoi ministri e a nulla era valso il parere di Rasputin di non entrare in guerra.

La guerra era cominciata e la Russia si era rivelata un gigante troppo debole per competere con degli Stati moderni… nel 1917 lo Zar non possedeva più la Polonia, la Bielorussia, la Lituania e buona parte dell’Ucraina e della Lettonia; l’unica campagna veramente vittoriosa era quella del Caucaso contro l’altro grande impero malato, quello Ottomano. L’esercito aveva sottratto oltre diciassette milioni di uomini ai vari settori produttivi e questo aveva avuto un effetto estremamente negativo sulla, già precaria, economia  del paese. Le battaglie, le sconfitte, le inutili tattiche massacranti e le enormi perdite avevano creato dei conflitti insanabili all’interno dello stesso apparato militare, il quale non riceveva più nemmeno i rifornimenti necessari a proseguire i combattimenti. Nelle città la situazione non era migliore: la situazione nelle fabbriche e nel commercio era disperata. Cominciarono le diserzioni dell’esercito e i grandi scioperi politici nelle città. Lo Zar non era in grado di invertire la rotta della sua nave e la tempesta l’avrebbe investito in pieno.

A San Pietroburgo (allora Pietrogrado) il giorno 8 Marzo 1917 cominciarono i primi grandi scioperi. [In Russia non era in vigore il calendario gregoriano in quegli anni bensì quello giuliano, per cui quando si parla di Rivoluzione di Febbraio e di Ottobre in realtà i  mesi di riferimento sono Marzo e Novembre]. Dai 90.000 scioperanti del 8 Marzo 1917 si passò ai 200.000 del giorno successivo. Le autorità non sapevano bene come reagire e nelle prime giornate la polizia si limitò più che altro a controllare che la situazione non degenerasse, ma era ormai evidente che qualcosa si era rotto nella macchina russa. Il 10 Marzo 1917 il numero degli scioperanti era salito a 240.000 e la polizia cominciò a reagire utilizzando le armi da fuoco, ma la folla rispose con le medesime armi. L’esercito chiamato a reprimere le manifestazioni, congiuntamente alla polizia, non intervenne contro gli insorti e già dal 11 Marzo 1917 cominciarono diverse sparatorie e scontri in molte zone della città, tanto che a sera il governo decretò lo stato d’assedio. Il 12 e il 13 Marzo 1917 le truppe di guarnigione a Pietrogrado si unirono ufficialmente agli insorti e in città presero a formarsi i primi Soviet (consigli). Nel frattempo la protesta si era estesa anche a Mosca.

Di fatto il 14 Marzo 1917 i Soviet consegnarono il potere nelle mani del Comitato della Duma, il parlamento russo che doveva restare sciolto sino ad Aprile secondo le disposizioni dello zar. Il Comitato si mise subito a lavorare e il 15 Marzo 1917 aveva già provveduto ad individuare i nomi dei futuri ministri, mentre come Presidente del Consiglio e ministro dell’Interno venne scelto il principe L’vov. Vista la situazione allo Zar non restò che abdicare in favore del fratello Michele, quest’ultimo però il giorno successivo (16 Marzo 1917) abdicò a sua volta lasciando il paese nella mani del governo provvisorio e dei Soviet. Nasceva la Repubblica Russa, che avrebbe avuto una vita breve ed estremamente instabile.

La famiglia dello Zar Nicola II

Baghdad venne fondata nel 762 su ordine del Califfo Al-Mansur, diventando presto un fiorente centro politico, culturale ed economico. Nella sua storia è stata più volte conquistata, saccheggiata, diroccata e ricostruita; a partire dalla conquista mongola del 1258 sino alla più recente occupazione americana del 2003. Sotto l’Impero Ottomano la città era una roccaforte chiave per il controllo della regione del Iraq e la sua perdita avrebbe spianato la strada alle forze Inglesi nella corsa verso nord, senza considerare l’enorme importanza dei pozzi petroliferi della regione… aspetto ancora oggi tremendamente rilevante nella drammatica quotidianità del popolo iracheno.

La Battaglia per Baghdad fu invero poca cosa rispetto agli scontri che l’avevano preceduta. Si risolse tutto nel giro alcune ore del 8 Marzo 1917, quando le truppe ottomane, numericamente inferiori, non riuscirono a respingere i soldati di Maude a 50 km a sud della città. La scelta per il comandante Khalil Pasha era obbligata: ripiegamento su Baghdad e successiva evacuazione della città. Tre giorni dopo, 11 Marzo 1917, le truppe britanniche occupavano Baghdad e allontanavano la minaccia ottomana dai possedimenti persiani di Sua Maestà.

Successivamente iniziava l’Offensiva di Samarrah cominciata il 13 Marzo 1917, nel tentativo di scacciare gli Ottomani anche dal nord della regione. Le truppe di Maude il 19 Marzo 1917 conquistarono Fallujha e continuarono ad incalzare gli avversari. Sul fronte della Palestina invece il 26 Marzo 1917 i Britannici persero la Prima Battaglia di Gaza, non riuscendo a penetrare efficacemente in quel settore.

In Europa il 1 Marzo 1917 il governo di Vienna cercava di dare un nuovo corso alle campagne belliche austriache con il cambio in corsa del comandante in capo dell’esercito: passando dal generale von Hötzendorf al generale von Straussenburg. La scelta dell’imperatore Carlo I fu sia di natura politico-militare che religiosa, in quanto il destituito era notoriamente un ateo materialista al contrario del sovrano fervente cattolico.

Sehnsucht: Isole Aleutine

Forse in pochi sanno che l’Alaska in origine era una colonia russa in terra americana! Furono infatti i Russi ad interessarsi con maggiore concretezza all’esplorazione dello stretto che separa l’Asia dall’America e delle isole che vi si trovano, note oggi come Isole Aleutine. Nello specifico un primo viaggio esplorativo venne condotto da Ivan Fedorov nel 1732, egli toccò terra per primo nell’Alaska settentrionale. Il buon Fedorov però non divenne così famoso quanto il suo successore: il danese Vitus Bering.

Bering di fatto esplorò tutta la zona nel tentativo di capire se i due continenti fossero di fatto uniti, arrivando invece a scoprire lo stretto che oggi porta il suo nome e scoprendo inoltre le isole appena citate. Il viaggio di Bering trovò una tragica conclusione nel 1741 con la morte per malattia dell’esploratore e di buona parte dell’equipaggio. Bering diede il nome, oltre che allo stretto, anche al mare che separa i due continenti e all’isola in cui furono trovati i suoi resti nel 1991 (si, non è un errore di scrittura).

Alla fine del ‘700 i Russi iniziarono a colonizzare l’Alaska creandovi alcuni insediamenti, senza mai arrivare a popolare massicciamente la zona ed interessandosi soprattutto alla caccia delle lontre per commerciarne le pregiate pellicce. Ma tale commercio non si rivelò redditizio e nel 1867 gli Stati Uniti acquistarono la regione per un valore di circa 7 milioni di dollari di allora. Nell’acquisto erano comprese anche le Isole Aleutine.

Durante la Seconda Guerra Mondiale due di esse sarebbero state teatro di sanguinose battaglie tra Giapponesi ed Americani, di fatto le isole di Attu e di Kiska furono gli unici due territori degli Usa su cui si combatterono battaglie terrestri nel corso di tutta la guerra.

Soldati Giapponesi nel 1943

Volksgeist: 9 Dicembre 1979

Il vaiolo viene dichiarato scomparso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). L’ultimo caso era stato registrato in Somalia nel 1977. Nonostante ciò restano ampie riserve di tale virus in alcuni laboratori negli Stati Uniti ed in Russia…

Volksgeist: 3 Novembre 1957

La celebre cagnetta Laika viene inviata nello spazio, dai Sovietici, a bordo dello Sputnik 2. L’animale morì dopo quasi 7 ore di viaggio a causa dei forti sbalzi di temperatura a cui venne sottoposta. I Sovietici allora dissero che era sopravvissuta per ben 4 giorni.

Storia: Marzo 1915

All’inizio del Marzo 1915 si facevano sempre più insistenti le voci di un possibile ingresso dell’Italia nella guerra in corso e sembrava sempre più evidente che il giovane regno sabaudo avrebbe ricusato la sua alleanza con la Germania e l’Impero Austro-Ungarico per schierarsi al fianco degli Alleati. L’ottica italiana era quella di liberare i territori irredenti ancora in mano al vecchio nemico viennese. L’apertura di un nuovo fronte meridionale sarebbe stato un grosso problema per gli Imperi Centrali e per questo motivo l’8 Marzo 1915 l’Impero Austro-Ungarico si disse dispoto (su spinta tedesca) a discutere con l’Italia una serie di compensi territoriali legati alla sua neutralità. L’Italia, che aveva già preso una strada ben diversa, prese tempo. Gli eventi erano già in moto.

Nel frattempo sul fronte occidentale  i Britannici vincevano la Battaglia di Neuve-Chapelle (10-13 Marzo 1915), rivelatasi una vittoria inutile e tatticamente insignificante, un bilancio complessivo di 20.000 perdite per pochi metri di terreno guadagnato. Il comando inglese lamentò un scarso apporto dell’artiglieria come causa di un mancato reale sfondamento del fronte nemico. Le polemiche politiche dei gironi successivi portarono alla crisi del governo Asquith e la nomina di Lloyd George come Ministro delle munizioni. L’Impero Britannico era avvisato: tutti gli sforzi dovevano essere concentrati sulla vittoria della guerra.

Nel frattempo nei Dardanelli infuriava la battaglia. La flotta navale combinata anglo-francese tentò un attacco contro le postazioni ottomane il 18 Marzo 1915, ma il tutto si risolse in un disastro anche a causa delle numerosissime mine navali disseminate nel canale.

Il 22 Marzo 1915 terminò l’assedio di Przemyśl con la costosissima vittoria russa. Per le forze di Vienna fu un durissimo colpo morale e per un certo periodo tutti gli occhi dell’Impero rimasero puntati sull’Ungheria ormai data come certo teatro di una successiva offensiva degli uomini dello Zar… ma quella offensiva non arrivò mai, la vittoria dei Russi fu una vittoria di Pirro. Troppo costosa per permettere un seguito vittorioso.

Storia: Febbraio 1915

Sul fronte orientale i Tedeschi impiegarono per la prima volta le armi chimiche ai danni dei Russi nella Battaglia di Bolimów combattuta tra il 31 Gennaio 1915 e il 5 Febbraio 1915. Il primo gas impiegato (con effetti quasi nulli a causa della bassissima temperatura ambientale) fu un tipo di lacrimogeno. L’insuccesso nell’utilizzo di questa arma da parte dei Tedeschi fece si che i Russi non ritennero necessario informare i loro alleati dell’accaduto… qualche tempo dopo in molti ebbero modo di rimpiangere questa mancata comunicazione.

Il 4 Febbraio 1915 la Germania dichiarò le acque territoriali britanniche teatro di guerra sottomarina indiscriminata dando il via all’epopea degli U-Boot.

Sul fronte orientale tra il 7 e il 22 Febbraio 1915 si combatté una battaglia estremamente sanguinosa tra le forze russe e quelle tedesche nel complesso di una offensiva ad ampio raggio che coinvolgeva l’intero fronte. Il generale von Hindenburg pensava di sferrare un attacco su vasta scala per penetrare le difese russe, ma all’alto comando il generale von Falkenhayn era convinto che le sorti della guerra fossero legate soprattutto all’andamento del fronte francese per cui esitava a sostenere nella dovuta maniera le strategie del collega. Per questo motivo tutte le grandi offensive del 1914-15 sul fronte orientale non produssero mai gli effetti sperati, pur riuscendo ad arrecare perdite enormi all’esercito zarista. In questo scontro, passato alla storia come Seconda Battaglia dei Laghi Masuri, i Tedeschi uscirono vittoriosi contro i  Russi pur non riuscendo a penetrare a fondo nel territorio nemico. Ancora una volta fu evidente la disparità della preparazione dei due eserciti resa ancora più palese dalle perdite affrontate dai due eserciti: I Tedeschi soffrirono appena un quarto delle perdite rispetto ai Russi, i quali ebbero anche 100.000 prigionieri.

A sud nel frattempo l’alto comando inglese era deciso a dare l’assalto all’Impero Ottomano nel cuore dei suoi possedimenti cercando di prendere il controllo dell’importantissimo stretto dei Dardanelli. Se gli Alleati avessero occupato la penisola di Gallipoli avrebbero avuto la strada spianata verso Istanbul e se avessero preso la capitale ottomana i Tedeschi avrebbero perso un prezioso alleato. Il primo tentativo in questo senso venne fatto il 19 Febbraio 1915 quando una flotta navale anglo-francese cominciò a bombardare le postazioni difensive turche sullo stretto… la campagna dei Dardanelli sarebbe durata oltre un anno. Drammaticamente.

Il settore dei Dardanelli

Storia: Dicembre 1914 – parte prima

Sul fronte sud-orientale invece si registrarono degli importanti progressi da parte degli Imperi Centrali. Il 6 Dicembre 1914, con la fine della Battaglia di Lodz, l’offensiva russa in Slesia veniva bloccata. Nel frattempo il 2 Dicembre 1914 le truppe austriache entravano vittoriose a Belgrado, capitale della Serbia.

Truppe tedesche per le strade di Lodz

Il giorno 8 Dicembre 1914 ci fu un importante scontro navale alle isole Malvinas tra una squadra navale inglese, comandata dal vice ammiraglio Sturdee, e la squadra navale tedesca di Maximilian Graf von Spee che si era imposta nello scontro di Coronel il 1 Novembre. La battaglia si risolse con l’annientamento della forza navale tedesca che perse 4 navi su 5.

Sul fronte orientale si registrò la Battaglia di Limanowa terminata il 13 Dicembre 1914 con la vittoria degli Austro-ungarici contro i Russi. Questo importante scontro fu un successo importantissimo per gli Imperi Centrali che allontanarono la minaccia zarista dalla pianura ungherese e dalla città di Cracovia. Il 1914 in questo settore si chiudeva quindi con un discreto vantaggio di Tedeschi e Austriaci.

I Russi erano impegnati anche sul fronte Ottomano in una duplice posizione. Nel Caucaso dovevano difendersi dalle incursioni turche culminate nella Battaglia di Sarıkamış svoltasi tra il 22 Dicembre 1914 e il 17 Gennaio 1915 nei territori confinanti con l’odierna Armenia, quindi in un territorio impervio e principalmente montuoso. Lo scontro vide uscire i Russi vittoriosi, ma fu un vero e proprio massacro dovuto soprattutto alle pessime condizione climatiche in cui dovevano svolgersi i combattimenti. Le truppe turche al comando di Enver Pascià lasciarono sul campo 60.000 uomini, ossia oltre il 50% degli effettivi ad inizio offensiva. In Persia i Russi si trovarono ad affrontare congiuntamente agli Inglesi una invasione turca; questa campagna, volta a sollevare le popolazioni dell’odierno Iran contro i Britannici, si sarebbe conclusa solo alla fine della guerra, nel 1918.

Sul fronte meridionale continuava il braccio di ferro tra la piccola Serbia e l’Impero Austro-ungarico. L’ennesimo bagno di sangue tra i due contendenti si risolse in favore dei Serbi, che scongiurarono per l’ennesima volta l’invasione del paese da parte del nemico, pagando però un prezzo altissimo nella Battaglia di Kolubara terminata il 15 Dicembre 1914.

Sul fronte occidentale cominciarono due grandi battaglie che sarebbero terminate solo l’anno successivo. Nella regione dell’Artois i Francesi cercarono di sfondare le linee tedesche tra il 17 Dicembre 1914 e il 4 Gennaio 1915. L’offensiva portò ad un nulla di fatto e venne interrotta a causa delle pessime condizioni climatiche. In contemporanea (20 Dicembre 1914) le truppe francesi passarono all’offensiva nella regione dello Champagne, ma anche in questo caso si giunse ad un nulla di fatto, anche se le operazioni terminarono solo il 17 Marzo 1915. Quest’ultima battaglia fu un’importante dimostrazione di come il ruolo della cavalleria in una guerra moderna fosse ormai in fase di decadimento.

In mare non si svolsero grosse operazioni sotto Natale, anche se il 16 Dicembre una squadra navale tedesca bombardò alcuni porti inglesi tra i quali Scarborough, Hartlepool e Whitby.

Storia: Novembre 1914 – parte prima

In quei giorni si stava muovendo il fronte meridionale dove gli Austriaci il 5 Novembre si cimentavano nella terza invasione della Serbia dall’inizio del conflitto. Ma la situazione era molto calda ancora più a sud. L’Impero Ottomano si era reso responsabile di alcuni atti di guerra contro i Russi pur non avendo dichiarato nessuna ostilità a livello diplomatico. La tensione causata da questi attacchi “a tradimento” portarono la Russia a dichiarare guerra al Sultano il 1 Novembre 1914, seguita dal Montenegro il 3 Novembre e da Francia e Impero Britannico il 5 Novembre. Si trattava di un epilogo inevitabile. Le forza russe passarono immediatamente all’offensiva nella zona del Caucaso  con l’offensiva Bergmann iniziata il 2 Novembre e terminata dopo due settimane con la sostanziale vittoria ottomana.

Nelle colonie tedesche la situazione diventava sempre più drammatica con la perdita della colonia di Tsingtao ad opera dei Giapponesi. In compenso nell’attuale Tanzania venne combattuta la Battaglia di Tanga tra il 2 e il 5 Novembre risoltasi con una vittoria dei Tedeschi contro gli Inglesi… anche se sarebbe più corretto parlare di vittoria degli Ascari tedeschi contro i soldati Indiani dell’Impero Britannico.

Nel frattempo ci furono due scontri navali di una certa importanza. La Battaglia di Coronel (1 Novembre 1914) al largo delle coste cilene che vide le navi tedesche battere quelle inglesi. A comandare la squadra navale tedesca era il celebre Maximilian Graf von Spee. Inoltre il 3 Novembre 1914 ci fu una prima, inconcludente, incursione tedesca lungo le coste britanniche con il bombardamento di Yarmouth.

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Truppe Ottomane 1914

L’Impero Ottomano era in fase decadente già da oltre un secolo e la sua alleanza con gli Imperi Centrali non fece altro che precipitarlo dalla padella alla brace. Il bombardamento dei porti Russi non poteva certamente passare sotto il silenzio degli Alleati e del resto era ben noto l’interesse delle potenze occidentali per i ricchi (nel sottosuolo) territori dell’impero del Sultano. Gli Inglesi, sempre avidi di terre e risorse, non si fecero scappare l’occasione e studiarono subito un piano per attaccare la parte più vulnerabile e potenzialmente ricca dell’Impero Ottomano: la Mesopotamia. Il 6 Novembre 1914 gli Inglesi sbarcarono a Fao (Al-Faw) nell’odierno Iraq e, grazie ai rinforzi ottenuti due giorni dopo, ebbero la meglio sulla guarnigione ottomana. Iniziava in questo modo la campagna di Mesopotamia che sarebbe terminata solo con la fine del conflitto.

Nel frattempo il giorno 11 Novembre 1914 i Russi si lanciavano in una importante e presuntuosa offensiva in Slesia nel tentativo di destabilizzare gli Austriaci ed i Tedeschi. La chiave di volta era l’importantissimo settore di Lodz! Ancora una volta su questo fronte si distinse in uomo di cui presto avremo modo di parlare in maniera più diffusa: August von Mackensen.

E mentre attaccavano da terra a nord tentavano anche di imporsi a sud nel Mar Nero fronteggiando le congiunte marine tedesca ed ottomana ottenendo un primo successo nella Battaglia di Capo Sarych al largo della penisola di Crimea del 18 Novembre 1914.

Storia: Ottobre 1914 – parte seconda

La “corsa al mare” al suo culmine. Le armate tedesche continuavano a cercare un varco decisivo per mandare in frantumi l’asse difensivo formato dagli Anglo-francesi, ma per quanto si sforzassero non sembrava arrivare mai il successo decisivo, la battaglia finale. Allo stesso modo gli Alleati cercavano una vittoria decisiva per ricacciare indietro la marea tedesca. Di battaglia in battaglia il teatro decisivo sembrava essersi spostato dall’Alsazia-Lorena alle Fiandre. Nella giornata del 12 Ottobre 1914 cominciò la Battaglia di Messines alla quale presero parte truppe provenienti dall’India Britannica. Fu l’ennesima battaglia dall’esito inconcludente combattuta nei pressi di Mesen che oggi è famosa per essere la città più piccola del Belgio, con appena un migliaio di abitanti. Questa battaglia poteva essere una vittoria Alleata, ma lo scontro cominciato a Ypres il 21 Ottobre 1914 convogliò lì tutte le energie degli schieramenti coinvolti.

Mentre gli Inglesi fronteggiavano i Tedeschi anche i Francesi e i Belgi non erano da meno respingendo un’offensiva germanica nella Battaglia dell’Yser cominciata il 17 Ottobre 1914. Le truppe del Kaiser assaltarono le posizioni dell’ormai sparuto esercito belga (6 divisioni in tutto) spalleggiate dai Francesi. Gli Alleati in questo caso condussero una battaglia difensiva magistrale, ritirandosi progressivamente senza mai concedere una netta vittoria agli invasori. Fecero saltare i ponti sull’Yser (l’ultimo il 23 Ottobre) costringendo i Tedeschi ad un rallentamento dell’avanzata. Poi allagarono tutta la zona che portava alla ferrovia Nieuwpoort a Diksmuide per creare un’ulteriore rallentamento ai Tedeschi. Tra il 25 e il 30 ottobre gli allagamenti diedero il tempo ai Francesi di inviare un buon numero di truppe di difesa in maniera tale da respingere l’attacco tedesco del giorno 31. I Tedeschi a questo punto si ritirarono al di là dell’Yser, anche in questo caso fu importante l’inizio dello scontro a Ypres.

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Truppe Sikh a Ypres

La Battaglia di Ypres (21 ottobre – 22 Novembre) iniziò con un attacco alleato con obiettivo Bruges guidato dal generale Haig. Questo scontro è da sempre considerato una vittoria degli Alleati, ma in realtà si trattò dell’ennesimo scontro finito in sostanziale parità con gli eserciti che si fronteggiarono per interminabili giorni senza mai giungere ad uno sfondamento decisivo. La situazione di stallo portò gli eserciti a trincerarsi e a rendere sempre più stabili le loro linee difensive. I Tedeschi si dimostrarono più abili dei Francesi nell’uso delle artiglierie e questa sarebbe stata una costante per quasi tutto il resto del conflitto. La fine della Battaglia di Ypres ha un’importanza storica fondamentale perché segna la fine della prima parte del conflitto (la guerra di movimento) per giungere alla seconda fase (la guerra di trincea). Parlando di numeri i Tedeschi lasciarono sul campo 20.000 morti, mentre gli Alleati nel loro complesso quasi 70.000!

Nel frattempo il 20 Ottobre 1914 il sommergibile tedesco U-17 affondò il piroscafo inglese Glitra, realizzando così il primo affondamento di un mercantile della guerra. Questo importante fatto marittimo avvenne davanti alle coste della Norvegia.

Il 29 Ottobre 1914 navi dell’Impero Ottomano insieme a navi tedesche bombardarono i porti russi sul Mar Nero, questo atto non venne preceduto da nessuna dichiarazione di guerra da parte del Sultano!

Il 31 Ottobre 1914 ha ufficialmente termine la Battaglia della Vistola dopo un mese di violenti combattimenti tra i Russi e gli Austro-tedeschi. La vittoria delle truppe dello Zar non cambiò molto l’assetto del fronte orientale dove i generali del Kaiser erano comunque decisi a conquistare Varsavia, ci sarebbero stati altri sanguinosi tentativi nei mesi successivi.

Deep Space 19: Spazio chiama Tunisia

L’agenzia russa Gk Launch Services ha da poco siglato un nuovo interessante accordo con il magnate tunisino Mohamed Frikha (fondatore della holding tecnologica Telnet). In base al contratto nel 2020 verrà lanciato in orbita il primo satellite della Tunisia, con il supporto del razzo russo Soyuz-2-1, ma l’obiettivo finale riguarda il lancio di almeno 30 satelliti. Il primo sarà il Challenge One.

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Il vettore Soyuz 2-1B

Questo accordo getta le basi per una proficua cooperazione tra la Russia e la Tunisia sulle questioni spaziali e porterà un notevole sviluppo in diversi settori tecnologici del paese africano, già all’avanguardia in molti settori. L’accordo è stato firmato nella città di Sfax, presso il locale Centro di ricerca digitale, lo stesso centro ha firmato un ulteriore contratto di collaborazione nel settore aerospaziale con la Telnet.

Mohamed Frikha oltre ad essere un uomo d’affari è anche deputato dal 2014 per il partito “Movimento della Rinascita”, federato dei Fratelli Musulmani, è nativo proprio di Sfax.

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Sfax – Tunisia

Storia: Settembre 1914 – parte terza

Nel panorama della “corsa al mare”, della quale abbiamo già parlato in precedenza, si consumò tra il 25 ed il 29 Settembre 1914 la Battaglia di Albert che terminò con un nulla di fatto. Tutte le offensive di quei giorni sul fronte occidentale ebbero praticamente il medesimo risultato. L’unico evento di una certa nota in quei giorni fu l’inizio dell‘assedio di Anversa (28 Settembre 1914) da parte delle truppe tedesche. Anversa era una città di primaria importanza per il suo porto ed era difesa da una serie di fortificazioni imponenti, per questo motivo i Tedeschi avevano preferito accerchiarla e continuare l’avanzata verso ovest prima di attaccarla. L’assedio sarebbe durato un paio di settimane e avrebbe visto la vittoria degli assedianti, anche se pagata a caro prezzo, mentre una grossa parte dell’esercito belga riuscì a ritirarsi dalla città prima di cadere in una eventuale trappola.

Sull’altalenante fronte orientale cominciò la Battaglia della Vistola tra gli Austro-ungarici (ai quali poi si aggiunsero i Tedeschi) ed i Russi. Fu una lunga battaglia per il controllo della regione di Varsavia. A questa battaglia prese parte un uomo del quale parleremo molto presto: August von Mackensen. La battaglia non ebbe esito positivo per gli Imperi Centrali e fu solo la prima di una lunga serie di azioni volte alla conquista di Varsavia.

Nel frattempo qualcosa di estremamente importante accadeva a sud. Il 27 Settembre 1914 l’Impero Ottomano chiudeva l’accesso ai Dardanelli alle navi alleate. Sino a quel momento il Sultano non aveva preso parte attiva agli eventi bellici dei suoi alleati tedeschi, ma questa era una netta presa di posizione che non sarebbe di certo stata ignorata da Inglesi e Francesi, tanto più che era a netto svantaggio dei Russi.

In Africa continuava l’assalto alle colonie tedesche. Il 26 Settembre cominciò la Campagna dell’Africa Tedesca del Sud-Ovest (Namibia) da parte delle truppe del Sudafrica, originando una serie di scontri etnici che si sono protratti di fatto sino al 1990 quando finalmente il Sudafrica rinunciò al controllo ufficiale sull’ex colonia tedesca. Il 27 Settembre le truppe francesi completarono l’occupazione di tutta la fascia costiera del Camerun isolando così il resto della colonia.

Storia: Settembre 1914 – parte seconda

Coma abbiamo già visto, sul fronte orientale,  la situazione per le forze degli Imperi Centrali era altalenante. Nella zona sud si fronteggiavano gli “eserciti di disperati” di Russia e Austria e al nord invece i Tedeschi continuavano a dimostrare tutta la loro forza e preparazione tattica. Tra il 7 e il 14 Settembre venne combattuta la Prima Battaglia dei Laghi Masuri che vide trionfare i Tedeschi sui Russi, fu una battaglia vecchio stile, vinta proprio da un tipo di formazione destinata pian piano a sparire nei decenni successivi: la cavalleria. A fronte di quasi 40.000 perdite tedesche se ne contarono oltre 125.000 tra le fila russe. Mentre le truppe del Kaiser trionfavano le truppe di Vienna continuavano la loro progressiva ritirata in Galizia, che sarebbe terminata il 24 Settembre nel momento in cui i Russi posero l’assedio alla fortezza di Przemyśl (sarebbe durato sino alla fine del Marzo 1915, con una “vittoria di Pirro” per i Russi).

Ad occidente la situazione invece iniziava a diventare problematica per la Germania. Il piano di invasione rapida della Francia stava fallendo e la rapida successione di battaglie di quel Settembre 1914 stava rendendo evidente a tutti che le vecchi battaglie campali non sarebbero state in grado di risolvere il conflitto. Cominciò una serie di manovre di accerchiamento da parte di tutti gli eserciti coinvolti che portò a quella che è passata alla storia come “corsa al mare”. Di fatto di manovra in manovra e di battaglia in battaglia si giunse a creare due linee parallele di trincee e fortificazioni che si estendevano dalla neutrale Svizzera sino al Mare del Nord (anche se in alcuni punti il fronte resterà discontinuo sino alla primavera del 1915). Fu così che dopo la Prima Battaglia della Marna si giunse alla Prima Battaglia dell’Aisne alla Battaglia di Flirey e al conseguente avvicinamento dei Tedeschi alla fortezza francese di Verdun. ma per quante battaglie venissero combattute e per quanti uomini morissero la situazione era quasi sempre di stallo; certo le truppe di Berlino erano riuscite a conquistare alcuni avamposti di una certa importanza, ma gli Anglo-francesi resistevano con coraggio e spirito di sacrificio. Il fallimento dell’offensiva lampo in Francia (piano Schlieffen) portò alla destituzione del generale tedesco Helmuth von Moltke in favore del generale Erich von Falkenhayn alla guida delle truppe del Kaiser.

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La “corsa al mare” del 1914

Il 17 Settembre la Germania perdeva completamente la sua colonia della Nuova Guinea Tedesca, conquistata dalle truppe australiane per conto dell’Impero Britannico.