Storia: Seconda Guerra Balcanica (1913)

In precedenza abbiamo parlato della delicata situazione dei Balcani all’inizio del ‘900 e della situazione esplosiva che portò alla Prima guerra balcanica, tutti eventi da inserire a pieno titolo tra le avvisaglie della Prima Guerra Mondiale che sarebbe scoppiata nel 1914. La guerra nei Balcani del 1912-13 si era conclusa con una sconfitta ed un ridimensionamento dell’Impero Ottomano, il quale aveva perso la quasi totalità dei suoi rimanenti territori europei. Tra i vincitori serpeggiava però del malcontento, ad essere insoddisfatta era principalmente la Bulgaria che rivendicava i territori della Macedonia finiti sotto il controllo della Serbia.

La Bulgaria attaccò i suoi ex alleati (Grecia, Montenegro e Serbia) il 29 Giugno 1913 ad un mese dalla fine della precedente guerra. Le tre nazioni resistettero però agli attacchi delle truppe dello Zar Ferdinando I. In uno scenario così incerto ed esplosivo era inevitabile che altri paesi interessati all’area si inserissero nella disputa, fu così che la Romania e l’Impero Ottomano intervennero al fianco di Grecia, Montenegro e Serbia, facendo pendere l’ago della bilancia in favore della coalizione. Gli Ottomani riconquistarono immediatamente Adrianopoli, persa nel corso del precedente conflitto. I Rumeni invece con rapide manovre attraversarono il Danubio puntando direttamente sulla capitale del Regno di Bulgaria: Sofia.

bulgarian defeated by greece
Truppe Greche vittoriose sui Bulgari a Kavala

Il 10 Agosto 1913 il conflitto terminò con la sconfitta della Bulgaria. Una pace venne siglata a Bucarest tra le varie potenze, una pace velleitaria destinata a disperdersi nel mare di sangue della Grande Guerra. La Serbia ottenne l’annessione di tutta la Macedonia eccetto le porzioni rimaste alla Grecia, per cui la Bulgaria non controllava più nessun lembo di quella terra (le truppe di Sofia durante la Prima Guerra Mondiale combatteranno infatti insieme ad Austro-Ungarici e Tedeschi contro i Rumeni ed i Serbi). Il Montenegro ottenne alcuni lembi del neonato stato di Albania (restava comunque aperta la problematica del mancato sbocco sull’Adriatico della Serbia). La Grecia ottenne Salonicco, l’Epiro e Creta. La Romania ottenne quasi tutta la Dobrugia e parte della costa bulgara sul Mar Nero.

La pace dei Balcani non era destinata a durare a lungo…

27f_romanian_army_entering_bulgaria
Truppe rumene entrano in Bulgaria
Annunci

Sturm und Drang: Capodanno in Romania

Ed eccovi catapultati in una strada un pò accidentata dove l’asfalto non ha conosciuto rinnovi da diverse stagioni, tutto intorno sono palazzi popolari dall’aspetto povero e trasandato. Pezzi di intonaco scrostato ovunque. I colori che ci circondano sono pochi e ripetitivi. Sembra di guardare uno di quei film moderni che vuole simulare l’atmosfera del passato, come se i nostri antenati avessero avuto capacità visive diverse dalle nostre. Stupidità hollywoodiana. Bene. Ci siete? Ottimo. Ci siete? Ottimo. Ecco dove mi sono ritrovato in questo pazzo mondo: una disastrata strada di periferia di una qualche città rumena, ho come il ricordo che si parlasse di Târgoviște.

targoviste
If you’re going to Târgoviște…

Cosa ci faccio in Romania? A quanto pare sono arrivato sin qui per passare l’ultimo dell’anno con degli amici del luogo (ma non ho amici di Târgoviște), in particolare c’è una signora che di lavoro fa la farmacista che mi scrive spesso delle lettere… lettere a penna, roba d’altri tempi. Dall’ultima lettera mi fa capire che avrà bisogno per preparare la festa, dovrei aiutarla nelle pulizie della casa scelta per la festa.

Questa abitazione si trova proprio in uno dei palazzoni che mi circondano, ma è rimasta chiusa per anni e vi sono vistose perdite d’acqua in cucina ed in bagno. Cerco di fare ordine insieme a questa signora rumena, ma più lavoriamo e più il tutto si incasina; anche perché spesso e volentieri passano degli altri amici a portare oggetti per la festa creando ulteriore casino. Abbastanza disarmante. Mi concedo un attimo di pausa ed esco in cortile a fumare una sigaretta. Mi lascio incuriosire da un parco pubblico, anch’esso dall’aria decadente e grigia. Tutto sommato mi sento bene qui, ho sempre amato quell’aria un pò decadente dell’est europeo, un qualcosa di tragico e senza tempo che sento molto mio.

All’interno del parco trovo una scuola ancora aperta. I muri sono pieni di scritte e tra queste comincio a riconoscere degli interi pezzi della lettere mandatemi dalla signora rumena. La cosa è abbastanza misteriosa, ma non inquietante. Ovunque sento un senso di pace e tranquillità. Ad ogni modo decido di volerne sapere di più e cerco di entrare nella scuola per parlare con qualcuno. Riesco a trovare una porta aperta in quella che ha tutta l’aria di essere una torre. Entrando scopro che si tratta di una sala insegnanti un pò retrò. Ci sono tanti professori e stanno tutti parlando di arredamento antico, mi siedo in un angolo e resto ad ascoltarli per un tempo indefinito. Qualcosa però attrae la mia attenzione, o meglio qualcuno. Una professoressa anziana mi sembra un volto noto e guardandola meglio mi accorgo che si tratta sempre della signora rumena, solo che qui è invecchiata di almeno vent’anni. Come è possibile? Lei si accorge della mia presenza e mi invita a seguirla all’esterno.

marilena_cecilia_barbora__large
L’attrice rumena Cecilia Bârbora

Mi prende per mano e mi porta lungo una strada di campagna senza mai dire una parola. Ora il paesaggio ha assunto colori più vivaci e sembra che in lontananza ci sia una fiera di paese. Târgoviște rimane alle nostre spalle. Strada facendo incontriamo un uomo anziano fermo in mezzo alla strada circondato da mobili antichi: sta cercando di venderli e intorno a lui ci sono già dei possibili acquirenti. Ci fermiamo anche noi e osserviamo attentamente la roba esposta. Un oggetto in particolare colpisce la nostra attenzione: un letto meccanico con la “turca”, uno strano affare in grado di spostarsi semplicemente in giro per la stanza o per la strada. Mi avvicino all’anziano e gli offro 30.000 euro. Lui, con mia grande sorpresa, ribatte a 27.000! A quel punto gliene offro 25.000 e troviamo l’accordo. Il letto è nostro, ci verrà consegnato a Târgoviște presso la casa della festa.

Con aria soddisfatta riprendiamo la strada verso la festa di paese. Allegri. Felici. Spensierati. Târgoviște è alle spalle.

Târgoviște è alle spalle?