Tu lo dici #84

L’origine dei nostri atti sta nella propensione inconscia a ritenerci il centro, la ragione e l’esito del tempo. I nostri riflessi e il nostro orgoglio trasformano in pianeta la briciola di carne e di coscienza che noi siamo. Se avessimo il giusto senso della nostra posizione nel mondo, se confrontare fosse inseparabile dal vivere, la rivelazione della nostra infima presenza ci schiaccerebbe. Ma vivere significa ingannarsi sulle proprie dimensioni…

(Cioran E.)

Storia: Settembre 1916

Battaglia di Turtucaia

Gli scontri nei Balcani continuavano senza sosta. Il primo risultato dell’entrata in guerra della Romania fu l’assedio della fortezza rumena di Turtucaia, ad opera di un contingente misto tedesco-ottomano-bulgaro, durato dal 2 al 6 Settembre 1916 con conseguente resa delle truppe di Bucarest. Era iniziata la Campagna di Romania. A comandare le truppe tedesche durante l’assedio c’era August von Mackensen. Da un lato gli Imperi Centrali facevano di tutto per far rimpiangere alla Romania l’infausta idea di prendere parte al conflitto, dall’altra gli Alleati cercavano di farsi strada da sud per sferrare un colpo mortale principalmente ai Bulgari. Il 12 Settembre 1916 cominciò l’offensiva di Monastir (conclusasi a Dicembre dello stesso anno) a cui presero parte congiuntamente Inglesi, Francesi, Russi, Italiani e Serbi; alla fine la città di Monastir venne presa, ma non si ebbero altri rilevanti progressi nel settore… i Bulgari reggevano bene l’urto.

I Rumeni invece avevano sempre più problemi e a partire dal 18 Settembre 1916 cominciarono ad essere ricacciati verso le posizioni di partenza… segnale di una catastrofe imminente. Tra il 17 e il 19 Settembre 1916 si consumò la Prima Battaglia di Cobadin (nel sud della Romania) dove le truppe rumene e quelle russe riuscirono a porre un fermo temporaneo (a Ottobre 1916, sarebbe ricominciato l’attacco) all’offensiva bulgaro/tedesca/turca in quell’area (la Dobrugia). Il comandante rumeno, generale Alexandru Averescu, cercò di sferrare un decisivo attacco contro le basi di partenza delle truppe nemiche nel territorio bulgaro… la conseguente Offensiva di Flămânda (29 Settembre 1916 – 5 Ottobre 1916) si risolse però in un nulla di fatto grazie anche al pessimo tempo atmosferico che danneggiò il fondamentale ponte di barche posto sul Danubio dai soldati di Bucarest. I Rumeni rientrarono nel loro territorio anche perché da nord era sempre più pressante la minaccia austro-ungarica dalla Transilvania.

Sul fronte occidentale, nel settore della Somme, il 15 Settembre 1916 fece per la prima volta la comparsa un’arma che avrebbe cambiato per sempre il modo di concepire ed interpretare la guerra: il carro armato. Nella Battaglia di Flers-Courcelette vennero impiegati i primi 50 carri Mark I, anche se con modesti risultati. Di questi 50 infatti solo 32 riuscirono a partire all’attacco (gli altri restarono fermi per guasti meccanici)… dei 32 la metà rimase bloccata da guasti o dentro delle buche in mezzo alla terra di nessuno, mentre un altra decina si dimostrò estremamente lenta… in poche parole solo 5/6 carri furono realmente efficaci, incutendo un discreto terrore nelle truppe tedesche che non avevano mai visto nulla di simile.

Nel frattempo sul fronte italiano falliva miseramente l’offensiva italiana della Settima Battaglia dell’Isonzo principalmente a causa del maltempo. Lo scontro durò brevemente dal 14 al 18 Settembre 1916.

Il 4 Settembre 1916 cadeva Dar er Salam (in Tanzania) capitale dell’Africa Orientale Tedesca nelle mani degli Inglesi, Il comandante tedesco si ritirò nell’interno della colonia dove continuò una intensa guerra contro gli Alleati, che durò fino alla fine delle ostilità nel 1918, restando per lo più imbattuto ed entrando nella leggenda dei grandi comandanti coloniali, il suo nome era Paul Emil von Lettow-Vorbeck.

Paul Emil von Lettow-Vorbeck

Storia: Agosto 1916

Il 28 Luglio 1914 iniziava la Prima Guerra Mondiale. Iniziava nella tormentata terra dei Balcani. Due anni dopo la guerra continuava senza sosta presentando un conto sempre più caro in termini di vite umane. Nel frattempo la guerra si era allargata ad ogni fronte possibile immaginabile, ma due anni dopo i Balcani erano pronti a tornare protagonisti degli eventi bellici. La Romania aveva deciso di schierarsi con le potenze alleate contro gli Imperi Centrali e questa scelta avrebbe incendiato ancora una volta l’intera regione. La Bulgaria, che già aveva capito qualcosa, cominciò ad assumere un atteggiamento aggressivo nei confronti della neutrale Grecia, il cui re Costantino I in realtà era favorevole agli Imperi Centrali. La Grecia però ruotava troppo nell’ottica della Gran Bretagna e della Francia e poteva rappresentare un pericoloso punto di partenza di una poderosa campagna alleata verso nord.

Truppe Rumene 1916

Sul fronte della Macedonia tra  il 9 e il 18 Agosto 1916 si combatté la prima Battaglia di Doiran che vide trionfare le truppe di Sofia. Nel frattempo la Romania si stava accordando per entrare in guerra al fianco della Francia e della Gran Bretagna, con la promessa di ottenere a fine guerra la Transilvania, il Maramureș, la Crișana, il Banato (in mano al Regno di Ungheria, ma abitate principalmente da Rumeni) e la Bucovina. Gli accordi vennero firmati il 17 Agosto 1916 con il Trattato di Bucarest. Il 18 Agosto 1916, dopo la Battaglia dello Struma, le truppe bulgare invasero la Tracia e la occuparono tutta entro il 23 dello stesso mese. La reazione dell’opinione pubblica greca fu enorme e alla fine le truppe di stanza a Salonicco diedero il via ad una ribellione che in poche ore portò alla formazione di un nuovo governo provvisorio vicino agli interessi di Londra. Infine il 27 Agosto 1916 la Romania dichiarò guerra all’Austria-Ungheria e cominciò ad invadere il lato ungherese della Transilvania. La reazione a catena non si fece attendere: il 28 Agosto 1916 la Germania dichiarò guerra alla Romania, seguita il 30 Agosto 1916 dall’Impero Ottomano e il 1 Settembre 1916 dalla Bulgaria.

La Campagna di Anatolia tra Russi e Ottomani continuava ad infiammare le remote regioni vicine al Caucaso e l’ennesimo contro, la Battaglia di Bitlis del 25 Agosto 1916, vide i Russi ormai vittoriosi nonostante la strenue resistenza ottomana. Insieme alle truppe russe combatterono diversi gruppi di volontari armeni. Le truppe ottomane subivano ripetute sconfitte sia su questo fronte che su quello egiziano dove le truppe Inglesi si imposero nella Battaglia di Romani, del 3 Agosto 1916, nel Sinai.

L’estate del 1916 vedeva una fervente attività bellica su tutti i fronti. A occidente imperversavano i mattatoi di Verdun e della Somme, con i Francesi impegnati in una serie di contrattacchi a partire dal 4 Agosto 1916 nel tentativo di recuperare porzioni di terra perdute durante le offensive germaniche.

Sul fronte italiano le truppe austriache vennero sconfitte nella sesta Battaglia dell’Isonzo (4-17 Agosto 1916). Gli Italiani, seppur con gravissime perdite, riuscirono a conquistare Gorizia, ma si dimostrarono impreparati ad affrontare con prontezza gli attacchi coi gas. Il 27 Agosto 1916 l’Italia dichiarò guerra alla Germania, mentre due giorni dopo ci fu un cambio ai vertici dell’esercito tedesco con il generale von Falkenhayn che venne sostituito da von Hindenburg (che poi sarebbe stato l’ultimo presidente della Repubblica di Weimar durante l’ascesa di Hitler).

Gorizia 1916

Statistiche 2019

Nell’anno 2019 il blog ha avuto 21.332 visite. Escludendo l’Italia (con 10.264 visite) i paesi da cui sono provenuti più visitatori sono: Spagna (2.197), Romania (1.173) ed Stati Uniti (1.135).

Tra i paesi inaspettati abbiamo l’Arabia Saudita (415).

Gli articoli che sono stati letti maggiormente sono:

DIANA SPENCER

VALLI DI COMACCHIO

ERICH “BUBI” HARTMANN

 

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Film: A Est di Bucarest (2006, Corneliu Porumboiu)

Vaslui è una piccola città della Romania orientale, nella regione storica della Moldavia. Siamo nel periodo delle feste natalizie, ma per gli abitanti della Romania le giornate festive coincidono con le storiche giornate della rivoluzione che nel 1989 portò alla fine del regime di Ceausescu. Una data in particolare è estremamente importante: il 22 Dicembre, il giorno in cui il dittatore comunista fuggì dal palazzo presidenziale assediato dalla folla; la rivoluzione aveva vinto.

Vaslui in una scena del film

Siamo nel 2005. L’emittente televisiva locale di Vaslui organizza una trasmissione il 22 Dicembre per ricordare i fatti del 1989 e per porre una semplice domanda alla cittadinanza tutta: c’è stata rivoluzione anche a Vaslui come in altre città oppure no? La domanda è quanto mai spinosa. La gente della città è scesa in piazza a protestare prima che Ceausescu abbandonasse il suo palazzo a Bucarest oppure sono scesi tutti in piazza dopo aver visto in televisione le immagini dell’elicottero del dittatore in fuga? E’ una domanda che costringe anche ad un esame di coscienza…

I primi invitati alla trasmissione danno buca e quindi il direttore dell’emittente deve correre ai ripari invitando un alcolizzato professore di storia (che si vanta di essere stato uno dei primi a scendere in piazza quando il dittatore non era ancora in fuga, ma che poi nelle notti da ubriaco canta canzoni del passato regime) e un anziano famoso per essere stato per anni il Babbo Natale nelle feste delle scuole della città (che ammette candidamente di essere sceso in piazza a rivoluzione già fatta, come tutta la città).

La trasmissione diventa presto una farsa, i telespettatori che chiamano da casa sono tutti concordi su una questione: la gente è scesa in piazza solo dopo aver visto le immagini di Ceausescu in fuga, non c’è stata rivoluzione a Vaslui, solo gioia per la caduta del regime. Nel corso delle telefonate il professore alcolizzato viene sbugiardato (verrà difeso solo da un negoziante cinese, che però non era presente ai fatti del 1989 e che viene invitato in quanto non Rumeno a farsi gli affari suoi). Emergono racconti di quella giornata e in parte si introduce il problema di chi era colluso col passato regime e che ora ricopre ancora ruoli di potere e ricchezza nella città.

Le strade di Vaslui, sempre nel film

Il vero filo conduttore del film però è la neve. La neve come simbolo delle feste, come simbolo della purezza e del candore che cade sulle città e sulle vite delle persone. La neve che però una volta caduta si trasforma presto in fango e sporcizia. La gente ricorda che in passato le nevicate erano più abbondanti, che suona quasi come un “si stava meglio quando si stava peggio” (sottolineato da un telespettatore che a fine telefonata afferma proprio che si stava meglio con Ceausescu). C’è chi fa notare che a Bucarest la neve diventa subito fango, ossia che la vicinanza col potere corrompe anche l’anima delle persone migliori.

A Vaslui a quanto pare non c’è stata la rivoluzione. Forse perchè la vera rivoluzione parte sempre dal centro del potere e si estende poi alle sue periferie, lo spettro della manipolazione, del predominio della capitale nella vita politica del paese, della candida mancanza di coraggio dell’uomo comune, la voglia di festeggiare la caduta del regime solo quando si ritiene di essere al sicuro e la sensazione che le cose non siano andate come si sperava in un primo momento… del resto anche la decadenza che si respira in ogni fotogramma del film lascia questa idea.

A chiudere il dibattito sarà la telefonata di una donna. Dice che suo figlio è morto a Bucarest, nella rivoluzione, il 23 Dicembre. Non vuole portare nessun apporto al dibattito in corso vuole solo dire che:

“Fuori nevica, come una volta… siate felici per questa neve, perchè domani sarà di nuovo tutto fango…”

Come nel 1989.

Il dibattito alla televisione

Riletture interessanti Settembre-Ottobre 2018

Ad un anno dall’apertura del blog vorrei ricordarvi alcuni interessanti articoli: i primi con i quali abbiamo iniziato questa nuova avventura.

A year after the opening of the blog I would like to remind you of some interesting articles: the first with which we started this new adventure.

1 – TITANO ED IL SUO HABITAT

2 – IL GENOCIDIO DEGLI ARMENI

3 – TAMERLANO

4 – IL SOGNO RUMENO

5 – IL PONTE DI HONG KONG

6 – LA PRIMA GUERRA BALCANICA

Grazie per la visitaThanks for visiting us