Pensieri della sera #19

La passeggiata è l’arte del saper soppesare i propri pensieri come i propri passi, in quanto ci permette di attraversare luoghi e tempi del mondo, lasciando ovunque le nostre orme invisibili. E’ quando camminiamo che prendiamo decisioni cruciali. Soprattutto se camminiamo da soli ed in silenzio.

Ed io cammino da sempre, come tutti voi, come tutti noi. E faccio spesso gli stessi giri, osservando le stesse porzioni di mondo variare nei giorni e negli anni. Esiste una dimensione della mia esistenza nella quale costeggio sempre il cimitero e il canale accanto ad esso. Parlo coi morti nel silenzio dei miei pensieri.

Torno sempre sui miei passi, ma mai sulle mie idee e decisioni. I morti mi parlano da tempo, forse da tutta una vita e mi rendo sempre più conto che l’unica cosa che alla fine conta, che alla fine ritorna, che alla fine mi pervade, è il lento rumore delle ossa dentro al cimitero.

Il Grimorio di Odenwald #31

Elevandosi laddove nessun altro può elevarsi, lasciando il proprio spirito libero nelle spire del vento. Ondeggia placidamente nel triste canto di questo mondo morente, sognando dell’antichità e dei popoli che furono. Sogna piccolo angelo lontano.

Giacché tu mai sarai, se non nei pensieri di chi ti ha sognato, di chi ti ha sperato, di chi ti ha desiderato. Sparito all’improvviso come un’ombra sulla sabbia a mezzogiorno. Un ricordo flebile di ciò che poteva essere. Un pensiero fisso e silenzioso, lancinante e straziante

Si muore un poco a poco, distesi sotto a questo albero sperando di trasformare il proprio corpo in nutrimento, la propria manchevolezza in forza, la propria disperazione in elevazione. Puntando al cielo… guardando qualcuno che ci guarda. 

Sturm und Drang: Le ore dei morti

Tic tic tic… tic

Tic… sono le 3 e stai dormendo, sono le tre e stai… tic… tic… sto dormendo? Sto sognando?

Tic… sono sveglio e guardo il soffitto… tic… tic… è l’insonnia!

Tic tic… sono le 4 e ancora respiri, in silenzio, con vergogna e parsimonia… tic… respiri.

Tic tic tic… hai sognato? Hai accarezzato un sogno? Tic… 4 e 30 minuti, nell’oblio del tic…

Tic tic… perché questo orologio non fa tac e toc? Domande… tic…

Sono le 5, tic… non dormirai mai più… tic tic tic… a che serve dormire quando non si è vivi? 

Tic… tic… tic… luce dalle finestre. L’alba non ti porterà risposte. Tic…

Dicevi che ti saresti riposato da morto, ora sai che non è così.

Sturm und Drang: Marcovaldo

Ci sono quelle giornate in cui, osservando la pazzia del mondo, mi domando cosa farebbe Marcovaldo in mezzo a questo improbabile susseguirsi di eventi.

Un tempo leggendo Marcovaldo lo consideravo un buffo omino al di fuori del mondo, qualcuno di lontano, appartenente ad un’Italia che sentivo lontana. Ad un mondo che sentivo lontano.

Ora so che era il mondo ad essere lontano da Marcovaldo, come da tutti noi.

Siamo tutti dipendenti della Sbav, i più fortunati ne sono felici e contenti… i più non potrebbero chiedere di meglio.

Io continuo a guardare il mondo con aria malinconica, come faceva Marcovaldo, con la consapevolezza che la verità sia altrove… lontano da qui.

La verità è lontana da tutti voi.

La verità non appartiene mai agli schiavi.