Storia: Oman, qualche cenno interessante

Il sultanato di Oman è un paese che nel corso dei secoli ha saputo rendersi indipendente dalle mire espansioniste delle potenze straniere, le quali di volta in volta si alternarono nel tentativo di occuparne i porti commerciali, importantissimi snodi per i traffici tra Asia ed Africa. Per secoli fece parte dell’Impero Persiano per poi finire (insieme al resto dell’area) sotto l’influenza araba grazie alle conquiste di Maometto e dei suoi successori. Interessati a controllare le ricche vie commerciali i Portoghesi occuparono alcune zone di vitale importanza per il paese, come il porto di Mascate, l’attuale capitale del paese, ma la loro avventura in quel paese durò appena un secolo e mezzo a causa dell’arrivo degli Ottomani.

Nel 1741 una rivolta popolare guidata da Ahmed ibn Said scacciò questi stranieri e diede vita al sultanato così come lo conosciamo oggi. Da quel momento il paese cominciò ad espandersi verso l’esterno arrivando a controllare la zona del Belucistan (tra Iran e Pakistan). Alla rapida crescita seguì però un periodo di alterne fortune che portò prima alla perdita del porto di Zanzibar, per mere questioni di successione, e poi alla perdita del Belucistan e della stessa indipendenza del paese in favore dell’Impero Britannico: Oman divenne formalmente uno dei tanti protettorati britannici. Solo nel 1970 il paese tornò totalmente indipendente e cominciò una lenta progressione verso la modernità sino ad arrivare alla concessione dei diritti civili alla popolazione nel 1996, nonostante questo il sultanato resta una monarchia assoluta.

Si tratta di un tipico paese dell’area arabica, con una serie di bellezze paesaggistiche non indifferenti e dal clima caldo, le poche grandi città danno sempre l’impressione di essere un pò delle cattedrali nel deserto. Gli usi ed i costumi sono quelli tipici dei paesi islamici, tanto che la quasi totalità della popolazione è di religione musulmana. Nella foto più in alto una veduta di Mascate la capitale del paese.

Dal Mondo: novità per le donne dell’Arabia Saudita

Pare che il progresso sia inarrestabile anche in Arabia Saudita! Dopo che è stato concesso alle donne di poter assistere alle partite di calcio maschili pare che verrà concesso loro anche il diritto di poter viaggiare senza la supervisione di un uomo della famiglia. La possibile riforma sembra nascere più da esigenze economiche (attirare nuovi investitori occidentali) che fa una reale apertura nei confronti delle donne e in molti restano scettici sulla reale portata di provvedimenti come questo.

L’Arabia Saudita è da sempre uno degli attori più complessi e controversi dell’intera penisola arabica, alleata degli Stati Uniti e finanziatrice del terrorismo, conduce una politica di ingerenza politica ed economica verso gli altri paesi dell’area, basti pensare alle guerre in Iraq, Siria e Yemen, nonché alla grande rivalità (in primis religiosa) con l’Iran.

Giusto un anno fa alle donne è stato concesso anche il diritto di guidare. Non male per un paese in cui la schiavitù è ancora praticata alla luce del sole. In questo, almeno, non si può tacciare l’Arabia Saudita di ipocrisia.