Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Quincy Adams

Alla fine della seconda presidenza di James Monroe si tenenro le elezioni del 1824. Queste elezioni furono estremamente controverse… il Partito Democratico-Repubblicano era ormai l’unico partito della scena statunitense, nonostante le forti divisioni al suo interno, e in quella tornata presentò ben 4 candidati. Il voto popolare venne vinto da Andrew Jackson col 41,4% dei voti ed il favore di 99 grandi elettori, secondo arrivato era John Quincy Adams con il 30,9% dei voti ed 84 grandi elettori. Per ottenere l’elezione ci voleva una maggioranza di 131 grandi elettori, ma questa non c’era… per cui in base al Dodicesimo emendamento della costituzione, il presidente venne eletto dalla Camera dei Rappresentanti, la quale elesse John Quincy Adams! Il nuovo presidente si insediò il 4 marzo 1825.

Quincy Adams aveva un ambizioso programma da realizzare, ma la spaccatura in seno al suo partito caratterizzò gli anni della sua presidenza, di fatto precludendo la realizzazione dei suoi obiettivi. La spaccatura in seguito avrebbe portato alla scissione del partito ed alla nascita in prima battuta del Partito Democratico.

1827: Nasce il “Partito Democratico del Maryland” a Baltimora, a sostegno della candidatura di Andrew Jackson per le elezioni presidenziali dell’anno successivo.

1828: Nasce ufficialmente il Partito Democratico. Nello stesso anno il Congresso promulga la “Tariffa del 1828” con la quale aumenta le tasse doganali fino al 60%. Questa legge nasceva dall’esigenza di favorire le piccole industrie del Nord nei confronti delle merci straniere, ma andava a colpire di traverso i rapporti commerciali del Sud. La prima ad opporsi fortemente a questo norma fu la Carolina del Sud, la quale parlò apertamente di secessione dall’Unione. Quincy Adams legò in modo indissolubile il suo nome a questa legge e per questo uscì sconfitto dalla successiva tornata elettorale.

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Monroe

Alla fine della seconda presidenza di James Madison si tennero le elezioni del 1816. Il partito del presidente uscente (Partito Democratico-Repubblicano) candidò il Virginiano James Monroe, il quale sconfisse il candidato del Partito Federalista Rufus King. La vittoria venne ottenuta col 68,2% dei voti e 183 grandi elettori contro i 34 dello sfidante. Il nuovo presidente si insediò il 4 marzo 1817. Monroe verrà rieletto in modo plebiscitario anche alle elezioni del 1820, con 80,61% dei voti e ben 228 grandi elettori su 229!

Monroe era un Massone sin dall’età di 18 anni. Da lui prende il nome la teoria secondo la quale gli Stati Uniti debbano avere la supremazia su tutto il continente americano ed essere isolati dalle faccende politiche europee, detta appunto “Dottrina Monroe“, anche se tale teoria venne elaborata da John Quincy Adams… Monroe ebbe il merito di enunciarla pubblicamente al Congresso il 2 Dicembre 1823.

1817: Il Mississippi viene ammesso nell’Unione come “Stato schiavista”. [Liberi 10 –  Schiavisti 10]

1818: L’Illinois viene ammesso nell’Unione come “Stato libero”. Inizia un lungo dibattito per concedere l’ingresso al Missouri come “Stato schiavista”. [Liberi 11 –  Schiavisti 10]

1819: L’Alabama entra nell’Unione come “Stato schiavista”. I Senatori del Sud rallentano il processo istituzionale per far entrare nell’Unione un nuovo “Stato libero”, il Maine, come ritorsione per i ritardi ed i contrasti sull’ammissione del Missouri (un deputato della Georgia minaccia addirittura la secessione del suo stato). [Liberi 11 –  Schiavisti 11]

1820: Gli schiavi sono 1.538.000. Il Missouri viene accolto nell’Unione come “Stato schiavista” ed il Maine come “Stato libero”, questo avviene tramite il “Compromesso Missouri” che viete l’introduzione della Schiavitù in tutto il West al di sopra del confine proprio del nuovo stato. [Liberi 12 –  Schiavisti 12]

1821: Viene fondata Monrovia, capitale dello stato africano della Liberia, da parte di un gruppo di ex schiavi afroamericani, mediante incentivi statali di Washington.

1823: enunciazione della Dottrina Monroe.

1824: creazione del Bureau of Indian Affairs, l’agenzia federale demandata ad occuparsi della gestione delle popolazioni native assoggettate dagli Stati Uniti.

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Madison

Alla fine della seconda presidenza di Thomas Jefferson si tennero le elezioni del 1808. Il partito del presidente (Partito Democratico-Repubblicano) uscente candidò James Madison il quale sconfisse il candidato del Partito Federalista Charles C. Pinckney, già uscito sconfitto dalle elezioni del 1804. La vittoria fu raggiunta col 64,7% dei voti 3 122 grandi elettori contro i 47 dello sfidante. Il nuovo presidente si insediò il 4 marzo 1809. Madison verrà rieletto anche alle elezioni del 1812, battendo DeWitt Clinton, candidato per un ramo dissidente (rappresentante alcuni Stati del nord) dello stesso partito del presidente. In questo caso particolare la vittoria fu decisamente meno netta ed arrivò con il 50,4% dei voti e con 128 grandi elettori a 89.

L’evento più importante della sua presidenza fu indubbiamente la guerra anglo-americana (o guerra del 1812) che durò ben 3 anni e che vide fronteggiarsi la giovane nazione e l’ex madrepatria. La guerra nasceva da una serie di dispute economiche legate alla situazione bellica europea delle guerre napoleoniche. La guerra si concluse con il mantenimento dello status quo precedente al conflitto. Nel corso degli scontri la stessa Washington venne occupata dai britannici e la Casa Bianca data a fuoco.

La Battaglia di New Orleans – 1815

1812: La Louisiana, territorio acquistato nel 1803, viene ammessa nell’Unione come “Stato schiavista”. [Liberi 9 –  Schiavisti 9]

1816: L’Indiana viene ammessa nell’Unione come “Stato libero”. [Liberi 10 –  Schiavisti 9]