Il Grimorio di Odenwald #35

XXI – HIERUSALEM CAMPANIAE (Gerusalemme di Champagne) – Urbano IV (1261 – 1264), nato a Troyes nella regione dello Champagne-Ardenne (Francia) col nome di Jacques Pantaléon. Studiò teologia a Parigi.

E’ stato il 182° Papa ed il suo pontificato durò tre anni.

Eletto a sorpresa non riuscì mai a fissare la sede pontificia a Roma, restando a vivere tra Viterbo ed Orvieto. Proseguì la politica anti-imperiale dei suoi predecessori, avvicinando il Papato al Regno di Francia. Morì prematuramente a causa di un malore, mentre attendeva l’arrivo degli aiuti militari francesi. Prima di morire istituì la solennità religiosa del Corpus Domini.

Durante il suo pontificato ha creato 14 cardinali nel corso di 2 distinti concistori.

Il Grimorio di Odenwald #28

XVI – CANONICUS DE LATERE (Il canonico a latere) – Onorio III (1216 – 1227), nato ad Albano Laziale, ma di lui si sa ben poco della sua vita prima di diventare Pontefice, anche se pare abbia ricoperto alcune cariche importanti, tra cui quella di tesoriere sotto Clemente III e Celestino III.

E’ stato il 177° Papa ed il suo pontificato durò quasi 11 anni.

Come Papa si impegnò a fondo nella Crociata albigese, iniziata dal suo predecessore, riuscendo nell’intento di catturare Avignone dopo un lungo assedio. Diede molta importanza alla formazione culturale dei membri della Chiesa contribuendo attivamente allo sviluppo delle Università di Bologna e Parigi. Sotto di lui si svolse la fallimentare Quinta Crociata e si fecero i preparativi per quella successiva, ma Onorio III morì prima che finissero.

Durante il suo pontificato ha creato 9 cardinali nel corso di 6 distinti concistori.

Il Grimorio di Odenwald #25

XV – COMES SIGNATUS (Il conte segnato) – Innocenzo III (1198 – 1216), nato a Gavignano (provincia di Roma) col nome di Lotario dei conti di Segni, studiò teologia a Parigi e diritto canonico a Bologna.

E’ stato il 176° Papa ed il suo pontificato durò 18 anni.

Sotto il suo pontificato si svolse la Quarta Crociata (1202 – 1204), la quale non arrivò mai in Terra Santa e culminò col sacco di Costantinopoli del 1204, cosa che fece naufragare definitivamente i progetti papali di riunire una volta per tutte la Chiesa di Roma con la Chiesa di Costantinopoli. Iniziò sotto il suo pontificato la Crociata albigese contro i Catari. Nel 1215 convocò il IV concilio lateranense col quale veniva istituito il tribunale dell’Inquisizione contro le eresie, inoltre venivano legittimati gli Ordini Mendicanti (tra cui quello di San Francesco d’Assisi).

Durante il suo pontificato ha creato 41 cardinali nel corso di 10 distinti concistori.

Volksgeist: 29 Maggio 1982

Muore a Parigi Rosemarie Magdalena Albach-Retty, meglio conosciuta come Romy Schneider, attrice austriaca nota per aver interpretato più volte il ruolo dell’Imperatrice Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach, detta Sissi.

Storia: La morte di Luigi XVI

Immaginate una piazza gremita di persone urlanti. Immaginate una piazza davvero grande, se siete mai passati per Parigi forse avrete visto Place de la Concorde e ne avrete apprezzato la grandezza degli spazi oltre che la bellezza. Siamo nel 1793 e questa piazza è diventata un luogo simbolo della rivoluzione francese, vi si eseguono infatti le condanne a morte a mezzo ghigliottina. La rivoluzione francese si è trasformata in un bagno di sangue e sembra non bastare mai all’esagitato popolo parigino, bisogna abbattere i nemici della rivoluzione ovunque essi siano e la caccia al controrivoluzionario  è serrata, ma non si è ancora arrivati al regime del “terrore” che inizierà nel Luglio dello stesso anno.

Luigi XVI di Francia

Il 21 Gennaio 1793 sale sul patibolo un uomo non comune. Non è il solito nobile monarchico inviso al popolo o l’ennesimo reazionario, no, questa volta si tratta di un pesce grosso, del pesce più grosso di tutti: Sua Maestà di Francia Re Luigi XVI. Il re è stato processato e condannato a morte per tradimento nei confronti della rivoluzione, il re ha cospirato con i nobili monarchici ed i nemici stranieri per riprendere il controllo della nazione. Il re è chiaramente colpevole, lo sa bene lui e lo sanno benissimo i suoi accusatori, non c’è modo di evitare la pena di morte, anche se le forze politiche più moderate vorrebbero evitare di compiere un atto che potrebbe rivelarsi controproducente per la causa rivoluzionaria: l’uccisione del re causerebbe l’intervento armato straniero e questo lo sanno tutti.

Ma il re viene condannato lo stesso.

Con grande dignità sale al patibolo e negli ultimi istanti trova anche il coraggio di rivolgersi al popolo accorso per gioire della sua morte. Non ha parole di rabbia o di vendetta, di fatto si augura che tutto questo non abbia a ricadere sulle spalle della Francia. Detto questo il re viene preparato ed infine la condanna è eseguita. Il popolo festeggia, balla e canta come ad una festa paesana, sono tutti euforici come se finalmente fosse finito un incubo… ma in realtà l’incubo deve ancora cominciare. A breve le potenze straniere scateneranno la guerra contro la Francia, nei territori della Vandea inizierà la rivolta della fazione monarchica (qui la rivoluzione si manifesterà in tutta la sua cieca violenza sterminatrice) e presto si apriranno le porte al regime del “terrore”.

La decapitazione

Storia: Ottobre 1914 – parte prima

E’ sempre straordinario pensare ala breve distanza temporale che ci separa da questi eventi, 105 anni non sono tanti se ci pensate. Terminato un sanguinosissimo mese di Settembre, la guerra rapida ideata dagli alti comandi tedeschi si stava trasformando in una lenta e progressiva guerra di trincea. In effetti, col senno di poi, è facile capirne le motivazioni. Pensiamo al livello tecnologico degli eserciti del 1914: chi poteva prevalere sugli altri in maniera netta in Europa? Nessuno. E questo perché a fronte di tecnologie paritarie lo erano anche le impostazioni tattiche degli eserciti. Cosa c’era di nuovo? Forse che l’attaccare la Francia passando dal Belgio fosse un qualcosa di innovativo? Assolutamente no dato che era già stato fatto durante le guerre successive alla Rivoluzione Francese e credo di non dover ricordare a nessuno che Waterloo si trova in Belgio. La verità è che la guerra del 1914 era un ibrido di guerra del ‘800 e di guerra moderna, era un qualcosa in via di sviluppo che si sarebbe determinato solo 25 anni dopo con la Seconda Guerra Mondiale. Normale quindi che Francesi, Inglesi, Russi, Tedeschi ed Austriaci si trovassero impantanati in una serie di scontri campali che non portavano quasi mai a dei risultati concreti. Ci si ammazzava per avanzare di qualche chilometro sul fronte occidentale, mentre su quello orientale si poteva avanzare molto di più, ma in lande prevalentemente desolate. Per le colonie il discorso era diverso, si trattava di una guerra per forza di cose più dinamica e non poteva che volgere a favore degli Inglesi, dato il loro netto dominio dei mari. In Africa ed in Asia l’esito della guerra era scontato e gli alti comandi lo sapevano in partenza… vincere in Europa, quello si che avrebbe cambiato per sempre lo scacchiere internazionale. Una partita difficile, la più difficile di tutte!

Ad inizio Ottobre però l’unico risultato che si stava ottenendo era quello di portare avanti la “corsa al mare” sul fronte occidentale. Tale corsa si sarebbe arrestata solo il 19 Ottobre 1914 davanti al canale della Manica. I Tedeschi erano sempre decisi a tentare di sfondare le linee nemiche per piombare su Parigi, mentre gli Alleati resistevano strenuamente per contrastarli. Ne fu un esempio la Battaglia di Arras scatenata dai Francesi tra il 1 e il 4 Ottobre nel tentativo di sfondare le linee tedesche nel settore di Douai. Risultato? Vittoria dei soldati del Kaiser, perdita della città di Lens e conseguente spostamento a nord delle ostilità. Se la terra delle Fiandre fosse proseguita ininterrottamente sino al Polo Nord gli eserciti si sarebbero spinti sin là? Forse.

Il 10 Ottobre Anversa cadde in mano tedesca dopo un lungo assedio, parte dei difensori riuscirono a ripiegare. Lo stesso giorno inizio una lunga (inconcludente) Battaglia a La Bassée nel nord della Francia, questa si sarebbe conclusa il 2 Novembre con una sostanziale stabilizzazione del fronte.

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Storia: Agosto 1914 – parte terza

Il 24 Agosto il successo tedesco sul fronte occidentale era chiaro a tutti e cominciava la“grande ritirata” delle truppe anglo-francesi dai territori del Belgio e della Francia settentrionale. Questo progressivo arretramento del fronte portò i combattimenti sino alla Marna a pochi chilometri da Parigi. Nell’insieme la manovra tedesca stava causando grosse perdite agli avversari sia in termini di uomini che di materiale bellico. Il primo risultato di questa situazione fu che le truppe del Kaiser posero l’assedio alla fortezza francese di Maubeuge, questa piazzaforte cadde il 7 Settembre consegnando ai Tedeschi 40.000 prigionieri e oltre 350 pezzi di artiglieria. Maubeuge rimarrà in mano tedesca sino al 9 Novembre 1918!

Il 25 Agosto si muoveva di nuovo il Giappone che dichiarava guerra anche all’Austria-ungheria e due giorni dopo poneva il blocco al porto cinese di Tsingtao, da tempo colonia tedesca. Sempre lo stesso giorno truppe britanniche invasero il Camerun tedesco passando dalla Nigeria. Come già accennato in precedenza nei territori coloniali la Germania non fu mai in grado di opporre una resistenza continuativa contro gli attacchi dei suoi avversari. Sempre in tema di colonie africane il 26 Agosto cadde definitivamente la colonia del Togoland dopo venti giorni di combattimenti.

Il 26 Agosto fu una delle giornate più “piene” di quel primo mese di furiosi combattimenti, infatti vennero combattute ben tre battaglie importanti e vittoriose per gli Imperi Centrali. Nel complesso della “grande ritirata” venne combattuta la Battaglia di Le Cateau dove gli Inglesi soffrirono pesanti perdite dovendo ritirarsi ulteriormente, ma nonostante questo inflissero gravi danni alle truppe tedesche grazie alluso dei cannoni campali a fuoco rapido che sparavano shrapnel! Sul fronte orientale gli Austriaci sconfissero i Russi nella Battaglia di Komarów (26 Agosto – 2 Settembre) in Galizia, mentre i Tedeschi li battevano nella Battaglia di Tannenberg (26 Agosto – 1 Settembre). Tutte le debolezze dell’esercito dello Zar furono evidenziate in quelle drammatiche giornate dove si persero 70.ooo mila uomini tra morti e feriti e dove ci furono più di 100.000 prigionieri. I piani del comando congiunto degli Imperi Centrali puntava a costringere i Russi alla ritirata per poter poi marciare rapidamente verso Varsavia.

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Prigionieri Russi a Tannenberg

Il 28 Agosto ci fu anche un primo significativo scontro navale tra le forze britanniche e quelle tedesche. La superiorità marittima di Londra fu un punto focale durante tutta la guerra e che portò la Germania a sviluppare mezzi diversi per la guerra navale, fu enorme lo sviluppo dei sommergibili. La Battaglia di Helgoland, una baia al largo dello Schleswig-Holstein segno le prime perdite per la Kaiserliche Marine: ben 3 incrociatori leggeri affondati insieme a 2 torpediniere, mentre gli Inglesi non subirono affondamenti e solo 3 navi messe fuori uso! Senza la supremazia navale la Germania sarebbe rimasta chiusa in un sostanziale embargo economico senza la possibilità di collegarsi con continuità con le proprie colonie.

Il 30 Agosto 1914 per la prima volta un aereo tedesco bombardò Parigi: era un ulteriore segnale di un latente cambiamento nell’arte della guerra dovuto al progresso tecnologico di quegli anni; certo le incursioni aeree su zone civili nella Grande Guerra non ebbero lo stesso peso tremendo del 1939-45. Nel frattempo sul fronte occidentale i tedeschi ottenevano un’altra importante vittoria a San Quintino costringendo i Francesi e gli Inglesi a continuare la ritirata verso l’entroterra, sempre più spinti verso la Marna e verso Parigi. Nelle colonie le notizie per Berlino non erano altrettanto buone dal momento che i Neozelandesi (sotto il controllo britannico) avevano invaso le colonie del Kaiser in Samoa.

Sul fronte orientale l’impreparazione bellica austriaca portò alla sconfitta nella Battaglia di Gnila Lipa il 30 Agosto e alla rovinosa ritirata verso i Carpazi durante la quale l’armata di Vienna rischiò addirittura di essere annientata.