Sturm und Drang: Inferno e Notte

Urla che nessuno può sentire, lanciate nella notte in direzione del cielo. Dolore… sempre e solo dolore, fisico, mentale, spirituale… sento le belve che mi divorano un pezzo per volta, attente a non farmi morire per poter prolungare ancora di più questa agonia. Quando finirà? Finirà?

E se poi non finisse? Forse è una condanna a cui non posso sottrarmi, un’espiazione eterna per le mie colpe. E allora mi rendo conto di essere già morto da tempo e questo non può che essere il mio angolo di inferno, il mio antro della punizione. Sto pagando e non avrà mai fine.

Ecco allora che tutto si spiega. L’aver voltato le spalle agli angeli nell’ultimo istante in cui ancora mi tendevano la mano. Ed ora il gelido tocco del demonio si appropria di ogni millimetro della mia esistenza, divorando avidamente le mie carni putrefatte, la mia anima marcia, il mio essere immondo. Non c’è fine… ne mai ci sarà

Pensieri della sera #18

Il Futuro è incerto come è normale che sia. La volontà di pianificazione si scontra con l’amara realtà delle cose, giorno dopo giorno, fino a fiaccarsi inesorabilmente. Come onde contro gli scogli muoiono i nostri pensieri protesi verso il divenire. Non sarò, non saremo, non sarete.

Il Presente è un guizzo cristallino, come l’acqua di un torrente di montagna tra le rocce si muove e si allontana. Viene dal conosciuto per recarsi all’ignoto. Assaporato e già svanito, un impellente senso di impotenza infinita, mentre il tutto sfugge tra le dita delle nostre timide mani. Non sono, non siamo, non siete.

Il Passato ha l’unico sapore riconoscibile di tutta l nostra esistenza, eppure è un sapore vincolato al tempo in cui fu percepito e da esso non scindibile. Era lì, in quel preciso momento e forse non l’abbiamo neppure gustato appieno. Eppure torna nella nostra mente per torturarci con ciò che sarebbe potuto essere e magari non è stato. Non sono stato, non siamo stati, non siete stati.