Deep Space 19: TOI 674b

Partiamo dalla considerazione basilare: TOI 674b è un esopianeta, ossia un corpo celeste che orbita intorno a una stella, inserito in un sistema simile a quello solare. Si tratta dunque di un pianeta extrasolare.
TOI 674b non è un esopianeta come le migliaia di altri che conosciamo all’interno della nostra galassia… questo perché la combinazione della sua dimensione e della sua distanza dalla stella di riferimento è assai rara. Egli rientra in quello che viene definito “deserto nettuniano”… ossia la distanza dalla stella entro il cui raggio è quasi impossibile trovare pianeti delle dimensioni del “nostro” Nettuno.


Ma questa non è l’unica particolarità di TOI 674b! Questo esopianeta è stato scoperto un anno fa grazie ad un satellite della NASA (Tess – Transiting Exoplanet Survey Satellite), la sua posizione “relativamente vicina” alla terra ed la particolare luminosità l’hanno fatto diventare un oggetto di studio ideale! Per questo motivo si è impiegato il telescopio spaziale Hubble per osservarlo meglio. Ed ecco dunque trovata l’altra grande particolarità di TOI 674b: nella sua atmosfera c’è del vapore acqueo!

Telescopio Spaziale James Webb

Questo ha subito catapultato TOI 674b nella lista dei pianeti prioritari da studiare nel prossimo futuro, utilizzando tutti i più recenti ritrovati della tecnica, a partire dal nuovo telescopio spaziale James Webb, mandato in orbita il 25 Dicembre 2021. La priorità sarà capire l’effettiva quantità di vapore acqueo presente in quell’atmosfera e comprendere a pieno i meccanismi che hanno portato a questa straordinaria unicità.

Deep Space 19: Kepler 1625 b I

Come abbiamo già sottolineato in precedenza una delle tappe fondamentali della colonizzazione dello spazio passerà attraverso l’individuazione di oggetti celesti idonei ad ospitare delle stazioni spaziali. In realtà questo è il fondamento di qualsiasi esplorazione, così come facevano gli Europei quando creavano i primi insediamenti sulle coste dell’Africa o nel Mar dei Carabi.

E’ il caso delle esolune, ossia satelliti naturali che orbitano attorno ai pianeti di sistemi diversi da quello solare. Il termine esoluna è in realtà un neologismo e deriva dall’Inglese “exomoon”. La loro rilevazione è molto difficile in quanto si tratta di oggetti molto piccoli rispetto al pianeta di riferimento e le enormi distanze non aiutano tale rilevazione. La loro esistenza è più che ipotetica… nel senso che il ragionamento di base parte da una semplice domanda: se nel nostro sistema esistono i satelliti intorno ai pianeti perché questo non dovrebbe accadere anche negli altri sistemi?

Diciamo ad onor del vero che ad oggi nessuna esoluna è stata confermata come tale, ma abbiamo almeno una candidata plausibile. A circa 8.000 anni luce dal nostro sistema solare, nella costellazione del Cigno, c’è una stella simile al sole chiamata Kepler-1625, nel 2016 è stato scoperto un pianeta gigante gassoso (10 volte più massiccio di Giove) battezzato Kepler-1625 b. Due anni fa (Luglio 2017) è stato rilevato un oggetto, della dimensione di Nettuno, orbitante intorno a tale pianeta a sua volta battezzato Kepler-1625 b I.

In futuro, con tecniche sempre più avanzate di osservazione, potremo avere maggiori conferme in merito. Non ci resta che attendere….