Storia: Nepal, qualche cenno interessante

Ci sono nazioni della terra che racchiudono al loro interno enormi varietà sia che si parli di gruppi etnici sia che si parli di aspetti prettamente morfologici del territorio. La zona del “sub continente indiano” è già di per se un insieme variegato di situazioni diverse che la natura è venuta a costruire nel corso di millenni di trasformazioni e cambiamenti, in questo panorama le zone di confine tra la Cina e l’India risultano essere tra quelle di maggior fascino ed impatto.

Pensiamo per esempio ad un piccolo stato come può essere il Nepal, il primo impatto ci porta ad affrontare la varietà della sua natura e la maestosità delle sue montagne, si tratta infatti del paese che ospita molte delle montagne più alte della terra, prima tra tutte l’Everest con i suoi 8848 metri di altezza. Si tratta chiaramente di una zona ricca di corsi d’acqua riconducibili in toto al bacino del Gange. Partendo da sud (quindi dal confine indiano) si incontrano pianure, giungle tropicali, colline coltivate ed infine gigantesche montagne. Questo porta il paese ad avere climi diversissimi da una zona all’altra, inoltre la varietà etnica umana che vi si incontra va di pari passo con la varietà morfologica e climatica: si parla di oltre cento gruppi etnici differenti dei quali i maggiori comunque non raggiungono il 20% della popolazione totale del paese.  Di pari passo le lingue parlate nel paese sono oltre venti diverse delle quali con valore ufficiale.

Il Nepal è stato una monarchia sino al 2008 dopo di che si è trasformato in una repubblica federale dove uno dei partiti più importanti risulta essere quello Maoista.

Dal Mondo: Pulite l’Everest!

L’uomo del 2000 è una costante fonte di inquinamento: sporca, rovina e imbratta ogni luogo in cui mette piede. Ogni essere umano produce almeno un sacco di rifiuti, di diverso tipo, al giorno. Imballaggi, scatole, bottiglie, carte, fogli, rifiuti organici, ecc… . Sembra una situazione senza via d’uscita. Il mondo moderno è così pieno di rifiuti che siamo arrivati al punto di averli trasformati in arte. I muri sporcati dalle scritte sono arte, le strade sporche delle nostre città saranno presto arte, gli escrementi in barattolo sono arte, intere cacofonie sono giudicate arte. No, non c’è via d’uscita.

Eppure si potrebbe pensare che da qualche parte esistano ancora posti incontaminati, talmente inaccessibili da tenere lontana la mano sporca dell’uomo. Giungle, montagne, oceani e deserti. Illusioni… sono tutte illusioni. Lo sapete che sul monte Everest, la vetta più alta del nostro pianeta (8.848 metri sul livello del mare) ci sono 35.000 chili di rifiuti prodotti dall’uomo? No, non è uno scherzo. E per fortuna si tratta di un luogo difficile da raggiungere, spesso fatale per chi tenta la salita (11 decessi nel solo 2019).

Everest Mountain Peak – the top of the world (8848 m)

Gli alpinisti che salgono in vetta producono, come tutti, dei rifiuti (tende da campo, lattine, cibo, bombole di gas, vestiti, oggetti di plastica, ecc…), ma quel che è peggio è che a quelle altezze diventa quasi impossibile raccoglierli, portarseli dietro o riportarli a valle. Paradossalmente può diventare una questione di vita o di morte. A tal proposito il governo del Nepal ha deciso di intervenire in maniera decisa, creando delle squadre di netturbini (presi dall’esercito) da spedire sulla cima per ripulire completamente questo scempio. La scelta di utilizzare i militari a suscitato diverse polemiche: in molti sostengono che i militari non siano in grado di arrivare in cima alla montagna, al contrario degli sherpa, e per questo la pulizia potrebbe avvenire solo ai livelli più bassi dell’Everest.

Come sia, e comunque andrà a finire, viviamo in mondo assurdo.