Il Grimorio di Odenwald #36

Hai amato le notti silenziose, trascorse ad ascoltare i torrenti e gli animali, sperduto nelle vallate della tua infanzia? Hai carpito i segreti del bosco e dei suoi abitanti? Hai riflettuto sulla vacuità della vita moderna? Si.

In fondo lo sai da sempre, le strade che portano alla vita vera viaggiano lontano dal cemento, si inerpicano su impervie colline dritto sino alle montagne più alte. Esulano dagli altri uomini e ti portano all’isolamento più totale.

Ed è lì, immerso nei profumi della natura, circondato dal muschio, che ti devi chiedere: sono pronto a questo grado di solitudine? Sono pronto a diventare ciò a cui ero destinato?

Il Grimorio di Odenwald #31

Elevandosi laddove nessun altro può elevarsi, lasciando il proprio spirito libero nelle spire del vento. Ondeggia placidamente nel triste canto di questo mondo morente, sognando dell’antichità e dei popoli che furono. Sogna piccolo angelo lontano.

Giacché tu mai sarai, se non nei pensieri di chi ti ha sognato, di chi ti ha sperato, di chi ti ha desiderato. Sparito all’improvviso come un’ombra sulla sabbia a mezzogiorno. Un ricordo flebile di ciò che poteva essere. Un pensiero fisso e silenzioso, lancinante e straziante

Si muore un poco a poco, distesi sotto a questo albero sperando di trasformare il proprio corpo in nutrimento, la propria manchevolezza in forza, la propria disperazione in elevazione. Puntando al cielo… guardando qualcuno che ci guarda. 

Il Grimorio di Odenwald #26

Un’immagine nitida nella mente del viaggiatore: la mano che affonda nel terreno, che cerca tra le foglie cadute e trova infine le radici dell’albero. E l’albero che aiuta il viaggiatore a rialzarsi, a fare un tratto di strada in più. Fino all’albero successivo.

Un’azione di mutuo soccorso può avvenire solo laddove il cuore puro venga riconosciuto dalla natura circostante. Per il malvagio, per l’infido non vi è possibilità di salvezza alcuna. La natura stessa, nella sua brutale semplicità, mette a posto i torti di coloro che camminano per il mondo.

Per questo gli uomini temono la natura, la demonizzano, la vedono come qualcosa di esterno, primitivo ed incomprensibile. L’uomo si rifugia nella velleità delle scienze umane, ma è la natura ad essere perfetta. E’ la natura ad avere sempre e solo l’ultima parola

Il Grimorio di Odenwald #16

La perfezione tutta risiede nella quiete programmata e silente della vegetazione  selvaggia, laddove ogni movimento non possa far altro che provocare una cascata di rumori.

Ed è là che ogni animale è costretto a fermare i propri movimenti nell’ansia di non essere scoperto. E zitto, immobile, ascolta il mondo, scoprendolo realmente per la prima volta.

Infine riesce a sentire qualcosa nell’immensa pace: un battito. Il battito del proprio cuore. Ed allora, solo allora, impara a conoscere se stesso. Ci vuole silenzio per potersi capire.

Sturm und Drang: Insonnia

Al culmine della notte insonne, laddove i pensieri si accavallano e si mischiano al buio della stanza, compare il sogno ad occhi aperti… quello che fai senza accorgertene, quello che ti porta in un mondo diverso mentre tu stai ancora osservando quello reale. O che reputi tale. Viaggi nel mondo delle ombre ed il tuo spirito è libero di dialogare con il Zeitgeist in santa pace.

I più fortunati riescono ad avere una visione nitida del proprio corpo disteso sul letto, vigile ed immobile. Il respiro teso e ritmato, costante come il battere di un orologio. Poi tutto si ferma e rallenta. Tic, tic, tic… tic… tic… alt. Ed è lì che la tua natura, quella vera, quella che non vorresti mai lasciar trapelare, esce allo scoperto. E ti guida dove vuole lei, laddove vorresti essere, laddove dovresti essere, là dove dovresti compiere il tuo destino di animale a due zampe.

E nulla. Al risveglio, non risveglio, non resta che il sapore amore di una notte insonne, coi suoi profumi, con le sue ansie e le sue speranze… che non appartengono al mondo dei sogni, al mondo delle ombre, ma a quello dei vivi.

Il Grimorio di Odenwald #11

E’ lontano dal mondo degli uomini che possiamo ritrovare la vera natura delle cose, ascoltando le voci tra gli alberi.

Non c’è verità nella modernità delle cose, negli oggetti, nel possesso, nella frenesia del consumo e nell’isteria compulsiva dell’apparire.

L’uomo moderno è un cieco che vaga in mezzo agli inferi, non saprebbe mai attribuire importanza al muschio se non fosse in grado di determinarne il prezzo. Stolto.

Il Grimorio di Odenwald #6

Ho camminato per le foreste ascoltando il richiamo degli spiriti del passato.

Ho sentito sussurrare le storie degli antichi popoli, dei continenti dimenticati e delle perdute.

Tutto attorno a me si sono fatti gli spiriti di morti e l’eco dei loro racconti a riempito le pagine della mia anima.

Il Grimorio di Odenwald #2

Odenwald.

Piccola catena montuosa al confine tra la Baviera, l’Assia ed il Baden–Württemberg.

Antico confine dell’Impero Romano.

Luogo di tranquillità, pace, poesia ed armonia.

Natura e Spirito dei Tempi.

Nei suoi boschi le forze di questo mondo si manifestano, nel bene e nel male, sotto varie forme.

Colui che sa vedere troverà di che vedere.

Colui che sa udire troverà di che ascoltare.

Colui che sa pensare troverà di che riflettere.

Non fatevi ingannare dal male palese e dal bene palese, poiché essi si intrecciano molto più di quanto possiate mai pensare.

Conoscete i Papi? Tutti conoscono i Papi. In pochi conoscono la Profezia di Malachia (Malachia O’Morgair, arcivescovo di Armagh, 1095 – 1148), anche se molti di quelli che la conoscono la reputano un falso di fine ‘500.

E l’Apocalisse di San Giovanni?

Non abbiate fretta nel giudicare ciò che ancora non avete soppesato.