Tu lo dici #179

Sono poche le persone che amo veramente e ancora meno quelle di cui penso bene. Più conosco il mondo, più ne sono scontenta; ogni giorno conferma la mia opinione sull’incoerenza degli esseri umani e sull’impossibilità di fare affidamento su ciò che sembra meritevole o sensato.

(Jane Austen)

Tagebuch: 26 Luglio 2021

Il pesce puzza sempre dalla testa, è un dato di fatto ineludibile. Se non si taglia per prima questa la pulizia delle interiora potrebbe non portare al risultato sperato.

Quante volte si fanno cose giuste per la motivazione errata e cose sbagliata con la motivazione corretta?

Ecco una domanda su cui spendere il tempo della meditazione.

ETSSSFG

Il Grimorio di Odenwald #76

La storia del mondo è una ruota che gira, riproducendo nei millenni quello che accade nella vita di ogni singolo animale e pianta del pianeta. L’età dell’oro, dei primordi, dei paradisi universali, dell’infanzia, dell’apprendimento e della scoperta… che poi diventa maturità, disincanto se non disinteresse, allontanamento dal mondo, dalla natura, dalle cose buone… sacrificate sull’altare di esigenze aleatorie. Cosa rimane della bellezza del primordio quando si è sulla strada del tramonto?

Si decade…  il corpo, la società, le cose umane, i vizi e le virtù, le idee e le innovazioni, tutto decade un giorno dopo l’altro.  Non si migliora col tempo, non è nella natura delle cose, la natura delle cose è progredire sino a spegnersi, arrivare sino al culmine per morire. E’ la morte la natura delle cose e quanto più ci avviciniamo alla fine tanto più il progresso ha il sapore della morte… della carne e dello spirito.

L’eterno ritorno delle nostre anime in questo mondo, senza alcuna memoria delle ere passate, è la condanna inflitta ad ogni generazione per la presunzione di essersi voluti innalzare ben oltre al lecito. Divenire è marcire… e non necessariamente è un male.

Tu lo dici #118

La «Guerra fredda» è finita. Però non si è conclusa con un raggiungimento di «pace», con degli accordi comprensibili e trasparenti sul rispetto delle regole e degli standard oppure sulle loro elaborazione. Par di capire che i cosiddetti vincitori della «Guerra fredda» abbiano deciso di «sfruttare» fino in fondo la situazione per ritagliare il mondo intero a misura dei propri interessi.

(Putin V.)

Pensieri della sera #17

A volte mi domando cosa sia la vita. O meglio, dove sia la vita in tutta la sua essenza. Sono quei bagliori saltuari nei quali non è la morte a riempire le mie riflessioni. Faccio fatica a trovare quelle scintille che vado cercando, quegli istanti di respiro che riesco ad apprezzare come fondamentali nell’arco di un’esistenza. Eppure oggi ne ho avuti due… uno dietro l’altro, un’esperienza straordinaria.

Un ragazzo con disabilità motoria e mentale, accompagnato dal padre o almeno da quello che ho pensato dovesse essere il padre, camminava per strada stringendo un pupazzino di topolino, lo teneva come se fosse la cosa più preziosa al mondo… e lo era. In quel piccolo angolo di universo c’era tutto quello che è realmente importante. E’ stato un qualcosa in grado di far recuperare un barlume di tenerezza anche ad un misantropo come me.

Poco dopo una badante seduta su di una panchina, impegnata a parlare in ucraino con qualcuno al di là di un telefonino. Accanto a lei, su una sedia a rotelle, una donna anziana che si guardava intorno spaesata. Sorridendo ancora per il ragazzo di prima il mio sorriso ha incrociato quello dell’anziana, la quale mi ha sorriso a sua volta. Abbiamo trovato tutti un senso alla giornata. Ecco quello che conta al di là di tutti gli inutili affanni a cui ci sottoponiamo.

Pensieri della sera #15

Che mondo è quello in cui la realtà viene messa in secondo piano dalla propaganda? O meglio ancora… Che esseri senzienti siamo se lasciamo che i propagandisti ci avvelenino la mente in questo modo? Non siamo forse come quegli esseri che tanto disprezziamo?

Ed a queste domande non vi è risposta. Ovunque è un vociare di differenti versioni delle stesse menzogne! Il mondo è la fuori, ma non siamo più in grado di vederlo, no, noi vediamo altro. Vediamo quello che ci dicono di vedere, siamo delle scimmiette ammaestrate pronte a ripetere che il colore del cielo è sempre stato viola e non blu… Perché questo vogliono i padroni.

Ma i padroni non sono mai il vero problema, i padroni fanno solo ciò che è nella loro natura. Sono i ciechi e stolti schiavi sorridenti, sono i felici eunuchi festanti, sono i docili belanti apostoli del nuovo pensiero ad essere il problema. Coloro che non dicono quello che pensano, coloro che dicono ciò che gli altri pensano che debbano dire. Eunuchi.

Sturm und Drang: Insonnia

Al culmine della notte insonne, laddove i pensieri si accavallano e si mischiano al buio della stanza, compare il sogno ad occhi aperti… quello che fai senza accorgertene, quello che ti porta in un mondo diverso mentre tu stai ancora osservando quello reale. O che reputi tale. Viaggi nel mondo delle ombre ed il tuo spirito è libero di dialogare con il Zeitgeist in santa pace.

I più fortunati riescono ad avere una visione nitida del proprio corpo disteso sul letto, vigile ed immobile. Il respiro teso e ritmato, costante come il battere di un orologio. Poi tutto si ferma e rallenta. Tic, tic, tic… tic… tic… alt. Ed è lì che la tua natura, quella vera, quella che non vorresti mai lasciar trapelare, esce allo scoperto. E ti guida dove vuole lei, laddove vorresti essere, laddove dovresti essere, là dove dovresti compiere il tuo destino di animale a due zampe.

E nulla. Al risveglio, non risveglio, non resta che il sapore amore di una notte insonne, coi suoi profumi, con le sue ansie e le sue speranze… che non appartengono al mondo dei sogni, al mondo delle ombre, ma a quello dei vivi.

Sturm und Drang: Marcovaldo

Ci sono quelle giornate in cui, osservando la pazzia del mondo, mi domando cosa farebbe Marcovaldo in mezzo a questo improbabile susseguirsi di eventi.

Un tempo leggendo Marcovaldo lo consideravo un buffo omino al di fuori del mondo, qualcuno di lontano, appartenente ad un’Italia che sentivo lontana. Ad un mondo che sentivo lontano.

Ora so che era il mondo ad essere lontano da Marcovaldo, come da tutti noi.

Siamo tutti dipendenti della Sbav, i più fortunati ne sono felici e contenti… i più non potrebbero chiedere di meglio.

Io continuo a guardare il mondo con aria malinconica, come faceva Marcovaldo, con la consapevolezza che la verità sia altrove… lontano da qui.

La verità è lontana da tutti voi.

La verità non appartiene mai agli schiavi.