Tu lo dici #118

La «Guerra fredda» è finita. Però non si è conclusa con un raggiungimento di «pace», con degli accordi comprensibili e trasparenti sul rispetto delle regole e degli standard oppure sulle loro elaborazione. Par di capire che i cosiddetti vincitori della «Guerra fredda» abbiano deciso di «sfruttare» fino in fondo la situazione per ritagliare il mondo intero a misura dei propri interessi.

(Putin V.)

Pensieri della sera #17

A volte mi domando cosa sia la vita. O meglio, dove sia la vita in tutta la sua essenza. Sono quei bagliori saltuari nei quali non è la morte a riempire le mie riflessioni. Faccio fatica a trovare quelle scintille che vado cercando, quegli istanti di respiro che riesco ad apprezzare come fondamentali nell’arco di un’esistenza. Eppure oggi ne ho avuti due… uno dietro l’altro, un’esperienza straordinaria.

Un ragazzo con disabilità motoria e mentale, accompagnato dal padre o almeno da quello che ho pensato dovesse essere il padre, camminava per strada stringendo un pupazzino di topolino, lo teneva come se fosse la cosa più preziosa al mondo… e lo era. In quel piccolo angolo di universo c’era tutto quello che è realmente importante. E’ stato un qualcosa in grado di far recuperare un barlume di tenerezza anche ad un misantropo come me.

Poco dopo una badante seduta su di una panchina, impegnata a parlare in ucraino con qualcuno al di là di un telefonino. Accanto a lei, su una sedia a rotelle, una donna anziana che si guardava intorno spaesata. Sorridendo ancora per il ragazzo di prima il mio sorriso ha incrociato quello dell’anziana, la quale mi ha sorriso a sua volta. Abbiamo trovato tutti un senso alla giornata. Ecco quello che conta al di là di tutti gli inutili affanni a cui ci sottoponiamo.

Pensieri della sera #15

Che mondo è quello in cui la realtà viene messa in secondo piano dalla propaganda? O meglio ancora… Che esseri senzienti siamo se lasciamo che i propagandisti ci avvelenino la mente in questo modo? Non siamo forse come quegli esseri che tanto disprezziamo?

Ed a queste domande non vi è risposta. Ovunque è un vociare di differenti versioni delle stesse menzogne! Il mondo è la fuori, ma non siamo più in grado di vederlo, no, noi vediamo altro. Vediamo quello che ci dicono di vedere, siamo delle scimmiette ammaestrate pronte a ripetere che il colore del cielo è sempre stato viola e non blu… Perché questo vogliono i padroni.

Ma i padroni non sono mai il vero problema, i padroni fanno solo ciò che è nella loro natura. Sono i ciechi e stolti schiavi sorridenti, sono i felici eunuchi festanti, sono i docili belanti apostoli del nuovo pensiero ad essere il problema. Coloro che non dicono quello che pensano, coloro che dicono ciò che gli altri pensano che debbano dire. Eunuchi.

Sturm und Drang: Insonnia

Al culmine della notte insonne, laddove i pensieri si accavallano e si mischiano al buio della stanza, compare il sogno ad occhi aperti… quello che fai senza accorgertene, quello che ti porta in un mondo diverso mentre tu stai ancora osservando quello reale. O che reputi tale. Viaggi nel mondo delle ombre ed il tuo spirito è libero di dialogare con il Zeitgeist in santa pace.

I più fortunati riescono ad avere una visione nitida del proprio corpo disteso sul letto, vigile ed immobile. Il respiro teso e ritmato, costante come il battere di un orologio. Poi tutto si ferma e rallenta. Tic, tic, tic… tic… tic… alt. Ed è lì che la tua natura, quella vera, quella che non vorresti mai lasciar trapelare, esce allo scoperto. E ti guida dove vuole lei, laddove vorresti essere, laddove dovresti essere, là dove dovresti compiere il tuo destino di animale a due zampe.

E nulla. Al risveglio, non risveglio, non resta che il sapore amore di una notte insonne, coi suoi profumi, con le sue ansie e le sue speranze… che non appartengono al mondo dei sogni, al mondo delle ombre, ma a quello dei vivi.

Sturm und Drang: Marcovaldo

Ci sono quelle giornate in cui, osservando la pazzia del mondo, mi domando cosa farebbe Marcovaldo in mezzo a questo improbabile susseguirsi di eventi.

Un tempo leggendo Marcovaldo lo consideravo un buffo omino al di fuori del mondo, qualcuno di lontano, appartenente ad un’Italia che sentivo lontana. Ad un mondo che sentivo lontano.

Ora so che era il mondo ad essere lontano da Marcovaldo, come da tutti noi.

Siamo tutti dipendenti della Sbav, i più fortunati ne sono felici e contenti… i più non potrebbero chiedere di meglio.

Io continuo a guardare il mondo con aria malinconica, come faceva Marcovaldo, con la consapevolezza che la verità sia altrove… lontano da qui.

La verità è lontana da tutti voi.

La verità non appartiene mai agli schiavi.

Dal Mondo: Pulite l’Everest!

L’uomo del 2000 è una costante fonte di inquinamento: sporca, rovina e imbratta ogni luogo in cui mette piede. Ogni essere umano produce almeno un sacco di rifiuti, di diverso tipo, al giorno. Imballaggi, scatole, bottiglie, carte, fogli, rifiuti organici, ecc… . Sembra una situazione senza via d’uscita. Il mondo moderno è così pieno di rifiuti che siamo arrivati al punto di averli trasformati in arte. I muri sporcati dalle scritte sono arte, le strade sporche delle nostre città saranno presto arte, gli escrementi in barattolo sono arte, intere cacofonie sono giudicate arte. No, non c’è via d’uscita.

Eppure si potrebbe pensare che da qualche parte esistano ancora posti incontaminati, talmente inaccessibili da tenere lontana la mano sporca dell’uomo. Giungle, montagne, oceani e deserti. Illusioni… sono tutte illusioni. Lo sapete che sul monte Everest, la vetta più alta del nostro pianeta (8.848 metri sul livello del mare) ci sono 35.000 chili di rifiuti prodotti dall’uomo? No, non è uno scherzo. E per fortuna si tratta di un luogo difficile da raggiungere, spesso fatale per chi tenta la salita (11 decessi nel solo 2019).

Everest Mountain Peak – the top of the world (8848 m)

Gli alpinisti che salgono in vetta producono, come tutti, dei rifiuti (tende da campo, lattine, cibo, bombole di gas, vestiti, oggetti di plastica, ecc…), ma quel che è peggio è che a quelle altezze diventa quasi impossibile raccoglierli, portarseli dietro o riportarli a valle. Paradossalmente può diventare una questione di vita o di morte. A tal proposito il governo del Nepal ha deciso di intervenire in maniera decisa, creando delle squadre di netturbini (presi dall’esercito) da spedire sulla cima per ripulire completamente questo scempio. La scelta di utilizzare i militari a suscitato diverse polemiche: in molti sostengono che i militari non siano in grado di arrivare in cima alla montagna, al contrario degli sherpa, e per questo la pulizia potrebbe avvenire solo ai livelli più bassi dell’Everest.

Come sia, e comunque andrà a finire, viviamo in mondo assurdo.

Pensieri della sera #13

Tra 5 miliardi di anni il sole diventerà una gigante rossa, la terra per come la conosciamo verrà spazzata via. In realtà è un non problema dal momento che potremmo anche non essere più presenti sul pianeta già da tempo immemore.

Non è consolante, ma è così. Tutto quello che abbiamo costruito, fatto, detto, scritto, potrebbe già essere scomparso prima di quella data. Forse già tra 10.000 anni. Ecco. Tra 10.000 gli esseri umani potrebbero non essere più la razza dominante del pianeta. Soppiantati da qualche animale più evoluto. Perché questo siamo… Animali.

Ma è ancora troppo in grande. A 100 anni da oggi nessuno ricorderà quello che abbiamo fatto, detto, costruito in questo sabato di febbraio. Solo 1 su 7 miliardi, forse, farà qualcosa di rilevante. Gli altri no. Questa è la realtà. Per cui non illudetevi di essere unici e speciali. Non lo siamo.

Tu lo dici #84

L’origine dei nostri atti sta nella propensione inconscia a ritenerci il centro, la ragione e l’esito del tempo. I nostri riflessi e il nostro orgoglio trasformano in pianeta la briciola di carne e di coscienza che noi siamo. Se avessimo il giusto senso della nostra posizione nel mondo, se confrontare fosse inseparabile dal vivere, la rivelazione della nostra infima presenza ci schiaccerebbe. Ma vivere significa ingannarsi sulle proprie dimensioni…

(Cioran E.)

Pensieri della sera #12

La moderna umanità rigurgita dalle più infide fogne della Grande Babilonia, spargendo sulla terra il fetore mortale degli antri infernali. Laddove regna l’apparenza dominano coloro che ignorano. SCHIAVI

Abbondano le parole in bocca a scarsamente abili parolai. La parola a tutti equivale alla parola a nessuno poiché nella moltitudine si disperde il seme dell’animo umano. DUE VOLTE SCHIAVI

Solidali con i soldi degli altri. Umani con le catene degli altri. Ecologisti con i capitali degli altri. Eccoli i figli di Babilonia la grande… si sentono liberi e grandi pensatori. TRE VOLTE SCHIAVI nella loro idiozia

Il Grimorio di Odenwald #1

Il Grimorio è un libro arcano, un libro dove si può apprendere la magia, quella vera, quella che plasma il mondo attraverso il controllo delle mutevoli energie.

Non si gioca col Grimorio poiché esso non contiene giochi. Non vi è posto tra le sue pagine per coloro dotati di scarso intelletto, per gli individui privi di fantasia e per coloro la cui spiritualità sia sia stata sepolta sotto la mole del materialismo moderno.

Chi apre consapevolmente un Grimorio non lo fa per “credere” bensì per “sapere“.

Non vi è cieca fede nelle sue pagine. Se cercate il dogma lo troverete altrove.

Qui troverete solo la consapevolezza che viene dalla comprensione del mondo, dalla lettura e dalla comprensione di ciò che altri hanno lasciato scritto prima di noi.

Nel Grimorio troverete testi sacri di particolare rilevanza, opere letterarie che vale la pena leggere, immagini poetiche da gustare in silenzio e accenni profetici dai tempi antichi.

Leggendo ed apprendendo il neofita percorre il lungo cammino verso il piano superiore, assaporando i profumi della vita ed imparando a conoscere i segreti degli angoli bui dei nostri mondi.

A molti non resterà nulla. 

A parecchi resterà qualcosa.

A pochi, felici od infelici che siano, resterà tutto. 

[G.H.D.C.]

Pensieri della sera #7

L’individualismo è una pia illusione che avvelena la nostra anima sino a mandarla in coma. Un coma profondo dal quale non possiamo più destarci. Quello che ci culla è il suono delle nostre stesse parole ripetute nel tempo. Dormi!

È il cancro del nostro tempo, è la ballata degli schiavi, è la scelta insita nel non averne alcuna. Inseguiamo sogni inutili e continuiamo a fare una scelta sbagliata dopo l’altra… Come piccoli mattoncini Lego costruiamo la nostra casa fredda. Fermati!

Nel migliore dei mondi possibili siamo solo le utili marionette del diavolo, mosse dalle sapienti mani dei suoi figli. Ci cullano nel fuoco della passione e ci allattano col fiele della realizzazione. Inutili da vivi meno che da morti. Concime!

Pensieri della sera #5

Non sono forse beati gli ignoranti? Non vivono forse meglio coloro che accettano l’immagine davanti ai loro occhi senza cercare la verità dietro di essa? L’ignoranza come virtù.

E se tutto quello che sai fosse una falso? Se la Gioconda fosse un falso? Se ogni cosa che leggi non fosse reale? Allora cosa lo sarebbe? Tu sei reale? Domande.

Abisso. Quello che esiste tra colui che crede e colui che sa. Ed è passando in mezzo a quel mondo oscuro che diveniamo ciò che siamo nati per essere. Un buco nero nella storia del mondo.