Sturm und Drang: Al momento opportuno

Quando non ci sarà altra scelta tra la capitolazione e la morte l’unica scelta plausibile sarà la seconda, per non dover vivere nel nuovo mondo con la sua meschina tirannide dal volto umano. Solo quando i vivi moriranno ed i morti vivranno allora tutto sarà compiuto.

Se lo spirito è pronto il corpo lo seguirà.

Il Grimorio di Odenwald #71

I viaggi sono principalmente di tre tipi: quelli programmati, quelli obbligati e quelli inaspettati.

Il viaggio programmato ci porta a percorrere una strada scelta da noi, il che non esclude la possibilità di trovarvi delle sorprese o di fare incontri casuali. E’ in ogni caso un sentiero che noi abbiamo scelto e quindi il nostro animo è ben predisposto a seguirlo. 

Il viaggio obbligato è un qualcosa a cui siamo costretti da qualcuno o da qualcosa… è un atto di violenza più o meno marcata, è qualcosa che ci obbliga a percorrere un sentiero che forse non avremmo scelto di seguire. Ma non possiamo esimerci… non possiamo dire di no!

Il viaggio inaspettato arriva come un fulmine a ciel sereno, può avere il gusto dell’avventura così come può avere il sapore amaro della disgrazia. Non sappiamo dove ci porterà, non sappiamo che strade seguiremo… eppure arriveremo da qualche parte e scopriremo cose che già sappiamo o cose che ancora non avevamo compreso. 

Sapete voi dunque scegliere quale viaggio sia il migliore? 

Il Grimorio di Odenwald #66

Nei tempi bui dell’era contemporanea non dobbiamo smarrire la retta via, non dobbiamo lasciarci fagocitare dagli ingannevoli messaggi che ci vengono propinati giornalmente. L’uomo ha il dovere di resistere di fronte alla marea immonda dei figli della Bestia.

La Bestia è scaltra, si maschera abilmente e si nasconde laddove si è meno portati ad immaginarla. Facce rassicuranti, parole belle, idee e modi gentili, progresso e miglioramento, il nuovo che avanza soppiantando il vecchio, giudicato ignobile. E’ una cosa che abbiamo già visto, è un sopruso che abbiamo subito già 2000 anni fa.

E’ in momenti come questi che dobbiamo stringerci attorno ai punti fermi del nostro mondo, preservando la natura delle cose senza cedere di un passo verso i Demoni che vogliono convincerci della verità delle loro menzogne. Stringendoci intorno al nostro albero sacro non cederemo terreno. Non questa volta.

Il Grimorio di Odenwald #61

Nel sangue e nelle radici troviamo l’armonia della nostra natura, nel rinnovato legame col mondo antico rinasciamo e diventiamo portatori di luce eterna. Illuminiamo il cammino con la nostra luce interiore, cantando le canzoni dei nostri avi e dei popoli che furono.

Custodi eterni dell’antica sapienza e dell’antica storia, raccogliamo le testimonianze divenute leggende e tracciamo su bianche pagine segni a perpetua memoria. Informare, testimoniare, trasmettere… questi i nostri compiti, affinché si recuperi l’autentica essenza dell’umanità.

La verità è lontana dagli affanni di questi tempi meccanici, bisogna saper osservare, saper ascoltare, avere il cuore pronto a grandi balzi e la mente aperta, non al progresso bensì alla conservazione. Anzi… al recupero. Nella forza della tradizione e con l’aiuto degli antichi Dei.

Volksgeist: 22 Ottobre 1895

Il treno SNCF proveniente da Granville entra nella stazione di Parigi Montparnasse senza frenare, causando uno dei più spettacolari incidenti ferroviari della storia. Le cause dell’incidente sono ancora ignote, ma il fatto passerà alla storia come “Incidente ferroviario della stazione di Parigi Montparnasse“.

Lemuria Dixit: Il tramonto dell’Occidente

Oswald Spengler. Filosofo, storico, visionario, pioniere. In soli 56 anni di vita è riuscito a cogliere non solo l’essenza decadente della sua epoca, ma anche di quella immediatamente successiva (i tempi nostri, per intenderci). Lo ricordiamo principalmente per la sua opera massima “Der Untergang des Abendlandes. Umrisse einer Morphologie der Weltgeschichte“(Il tramonto dell’Occidente). Le tesi di Spengler sono semplici e non richiedono particolari fondamenti di filosofia per essere capite, non parla un linguaggio per pochi eletti, ma esprime concetti che allora parevano visionari, ma che oggi sono tristemente attuali.

L’uscita del primo volume è datata 1918, il secondo volume uscì solo nel 1922.

L’analisi di Spengler parte dal presupposto che ogni civiltà della storia abbia attraversato un normale ciclo vitale di nascita, crescita, maturità ed infine decadenza, come un qualsiasi organismo vivente. In lui è molto forte il rifiuto per la modernità e per il materialismo della società Europea del suo tempo, così come dimostra un certo sospetto nei confronti delle nuove forme politiche di quegli anni anche se più nei conforti della democrazia che del socialismo. La sua preoccupazione riguarda principalmente la caduta dei valori spirituali dell’Occidente, senza i quali il futuro dell’ Europa sarebbe stato preda di politiche insensate e sarebbe giunto all’auto-annientamento. Inutile dire che già a suo tempo egli venne profondamente criticato per le sue tesi, ma vale la pena affrontare ed approfondire la natura del suo lavoro, partendo magari da una citazione alquanto stimolante tratta dalla sua opera:

“Di tali tramonti, quello dai tratti più distinti, il «tramonto del mondo antico», lo abbiamo dinanzi agli occhi, mentre già oggi cominciamo a sentire in noi e intorno a noi i primi sintomi di un fenomeno del tutto simile quanto a decorso e a durata, il quale si manifesterà nei primi secoli del prossimo millennio, il «tramonto dell’Occidente.”

In un epoca di materialismo, di profonda crisi, di mancanza di spiritualismo varrebbe la pena rileggere Spengler e poi andarsi a leggere la lista dei suoi detrattori, scoprendo nome per nome alcuni pilastri su cui abbiamo costruito il nostro Occidente moderno, oggi così in crisi, oggi così fragile.