Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Van Buren

Alla fine della presidenza Jackson si tennero le elezioni del 1836. A queste elezioni partecipò per la prima volta il Partito Whig (parte del futuro Partito Repubblicano) contro il Partito Democratico, fu comunque il candidato di quest’ultimo a vincere le elezioni: Martin Van Buren, con il 50,8% devi voti popolari e 170 grandi elettori. Un risultato certamente non straripante contro il candidato William Henry Harrison, che sfiderà Van Buren anche nel 1840. L’elezione del 1836 è storicamente importante poichè fu quella che sancì in via definitiva il sistema bipartitico statunitense. Il nuovo presidente si insediò il 4 marzo 1837. Si ripresentò anche alle elezioni del 1840, ma non venne rieletto.

1837: prima grande crisi economica degli Stati Uniti al seguito dello scoppio di una bolla speculativa il 10 maggio a New York, ci furono fallimenti bancari a catena e un picco spaventoso del tasso di disoccupazione. Nel frattempo in Illinois viene linciato il redattore abolizionista (e presbiteriano) Elijah Parish Lovejoy, il suo giornale aveva attaccato gli schiavisti del Sud, ma anche gli immigrati cattolici irlandesi.

1838: deportazione forzata dei Cherokee lungo il tristemente famoso “sentiero delle lacrime”. In Missouri viene promulgato contro i Mormoni il Missouri Executive Order 44 (ordine di espulsione e sterminio), il quale porta alla fuga della comunità religiosa dallo stato.

1839: Avviene il famoso episodio della ribellione dell’Amistad ed il relativo processo della durata di tre anni, alla fine dei quali gli schiavi saranno tutti liberati.

1840: dal nuovo censimento della popolazione degli Stati Uniti risultano 17.069.453 (quasi il 33% in più rispetto a quello del 1830) di cui 2.487.355 e 6.000 afroamericani liberi.

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Monroe

Alla fine della seconda presidenza di James Madison si tennero le elezioni del 1816. Il partito del presidente uscente (Partito Democratico-Repubblicano) candidò il Virginiano James Monroe, il quale sconfisse il candidato del Partito Federalista Rufus King. La vittoria venne ottenuta col 68,2% dei voti e 183 grandi elettori contro i 34 dello sfidante. Il nuovo presidente si insediò il 4 marzo 1817. Monroe verrà rieletto in modo plebiscitario anche alle elezioni del 1820, con 80,61% dei voti e ben 228 grandi elettori su 229!

Monroe era un Massone sin dall’età di 18 anni. Da lui prende il nome la teoria secondo la quale gli Stati Uniti debbano avere la supremazia su tutto il continente americano ed essere isolati dalle faccende politiche europee, detta appunto “Dottrina Monroe“, anche se tale teoria venne elaborata da John Quincy Adams… Monroe ebbe il merito di enunciarla pubblicamente al Congresso il 2 Dicembre 1823.

1817: Il Mississippi viene ammesso nell’Unione come “Stato schiavista”. [Liberi 10 –  Schiavisti 10]

1818: L’Illinois viene ammesso nell’Unione come “Stato libero”. Inizia un lungo dibattito per concedere l’ingresso al Missouri come “Stato schiavista”. [Liberi 11 –  Schiavisti 10]

1819: L’Alabama entra nell’Unione come “Stato schiavista”. I Senatori del Sud rallentano il processo istituzionale per far entrare nell’Unione un nuovo “Stato libero”, il Maine, come ritorsione per i ritardi ed i contrasti sull’ammissione del Missouri (un deputato della Georgia minaccia addirittura la secessione del suo stato). [Liberi 11 –  Schiavisti 11]

1820: Gli schiavi sono 1.538.000. Il Missouri viene accolto nell’Unione come “Stato schiavista” ed il Maine come “Stato libero”, questo avviene tramite il “Compromesso Missouri” che viete l’introduzione della Schiavitù in tutto il West al di sopra del confine proprio del nuovo stato. [Liberi 12 –  Schiavisti 12]

1821: Viene fondata Monrovia, capitale dello stato africano della Liberia, da parte di un gruppo di ex schiavi afroamericani, mediante incentivi statali di Washington.

1823: enunciazione della Dottrina Monroe.

1824: creazione del Bureau of Indian Affairs, l’agenzia federale demandata ad occuparsi della gestione delle popolazioni native assoggettate dagli Stati Uniti.