Tagebuch: 8 Dicembre 2021

Che si tratti di premere il grilletto o premere un bottone cambia poco. Se il risultato è il medesimo che differenza vi può mai essere tra i due gesti? Nessuna. Ma questo non è un problema, non siamo qui a discutere delle metodologie… ognuno ha le proprie.

Mi domando cosa farebbe un uomo con una pistola puntata alla tempia, pronta a fare fuoco. Cosa farebbe? Cosa baratterebbe in cambio del proprio restare in vita?

Che sorpresa quando se lo dovranno chiedere tutti insieme, allo stesso tempo. Quanto tempo vorranno per poter dare una risposta? Chissà… io gli consentirei al massimo il tempo di premere un bottone… ironia della sorte.

ETSSSFG

Tagebuch: 26 Ottobre 2021

Le interferenze vanno calando di giorno in giorno, segno che una parte importante del progetto è stata portata avanti con successo. Non siamo stati abbastanza abili da comprendere la portata di queste azioni, pensavamo di avere più tempo quando in realtà ne avevamo meno.

Da un lato non ci si può che rammaricare di tutto il materiale perso… sprecato… ma dall’altro la mancanza delle interferenze rende ogni comunicazione più semplice e completa. Ma forse più facilmente tracciabile. Anche questo è da appurare. I tempi sono sempre più bui.

Tutti noi immaginavamo qualcosa di diverso, ci aspettavamo altro da questo scontro.

ETSSSFG

Tagebuch: 2 Agosto 2021

Manca un pezzo del puzzle, come se aprendo la scatola fosse caduto chissà dove e solo adesso, che si sta per terminare l’opera, appaia evidente. Non si tratta della pietra d’inciampo tanto cara al nemico bensì di un pezzo centrale… qualcosa che potremmo definire il cuore di questo organismo. Bisogna continuare ad analizzare la situazione, continuare ad unire i puntini sul foglio.

Nonostante questo problema c’è una prima certezza su cui poter lavorare: bisogna cercare l’apertura dimenticata da tempo. Quello che le mappe non indicano può essere trovato solo guardando dentro se stessi. Trovato il punto esatto ed il pezzo mancante si potrebbe procedere con un primo tentativo per arrivare alla soluzione del problema.

Il tempo è poco, se calcolato in termini umani, ma bastante se calcolato in quelli terrestri.

ETSSSFG

Sturm und Drang: Risposte

Non esistono risposte…

Risposte poi a cosa?

Hai le risposte?

Risposte a chi?

A quando le risposte?

Non esistono risposte…

Eppure dovevo dare delle risposte…

Ma poi risposte a chi?

Rifletti prima di dare delle risposte.

Dai tutte le risposte.

Sempre che vi siano delle risposte…

Ma risposte per chi?

Non esistono risposte…

Forse un giorno avrò le risposte…

Forse un giorno avrai le risposte…

Risposte…

Non esistono risposte…

Pensieri della sera #20

Non ho mai avuto paura della solitudine prima di conoscere te. Mi bastava ascoltare il lento respiro del mondo da lontano, sopravvivendo a debita distanza dalla vita. Era così, riuscivo a bastare a me stesso nonostante la difficoltà oggettiva del sopportare me stesso. Nulla che non potesse essere curato da un qualche anestetico.

Adesso invece non è più così… deve essere la consapevolezza della tua esistenza, sapere che sei là da qualche parte, che respiri e vivi… che la tua voce esiste, che il tuo essere è fatto sia di anima che di corpo… che oltre all’etereo c’è anche il materiale. E adesso c’è anche la solitudine, il vuoto generato dalla tua assenza, il dolore fisico e psichico della tua mancanza.

E’ una tortura continua, atroce e beffarda. Un colpo all’improvviso che ha annientato ogni mia certezza, ogni mia sicurezza. Il re è nudo e non è neppure un gran re… non ci può essere pace in questa condizione. No, nessuna pace, nessun sollievo da questo vuoto. Neanche la morte può salvarmi… avrei dovuto morire prima di incontrarti, adesso è tardi anche per quello.

Tu lo dici #132

La prima cosa da ricordare sempre è che chi si fa pagare – o accetta generosi regali, che è poi la stessa cosa – per l’opera medianica prestata è non solo una persona priva di moralità, ma anche un impostore, in quanto chi sostiene di avere il dono di comunicare con l’altro mondo non può usarlo per il proprio vantaggio personale. Se lo fa, allora credo che non possegga realmente tale dono.

(Giacobbo R.)

Sturm und Drang: Del divorare e dell’essere divorati…

Il lento masticare della bestia dentro di noi, il rumore… quel rumore, quei denti che ci divorano da dentro, un lembo di carne alla volta, un organo alla volta, un arto dopo l’altro. Ed è lì, nella nostra mente, nelle nostre orecchie, nei nostri neuroni. Ci mangia… sempre e da sempre. Non lo sapremo mai da dove parta, dove si nasconda, dove viva la masticatrice notturna delle nostre anime.

Lei vive. Vive cibandosi di noi, vive in noi, ma non per noi. Forse noi viviamo per lei… siamo cibo, oggi per lei e domani per i vermi. Sempre che ai vermi venga lasciato qualcosa. Tempi duri anche per i vermi. 

Mangiare ed essere mangiati, divorare ed essere divorati, morire ed esser morti o di morte morire morendo morti. E’ nella mia testa e da lì non esce. Mai. Mangia e mai si ferma, mai dorme, mai mi da tregua, mai mi da pace. Lei mangia e io mi lascio mangiare. Anche adesso.