Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Monroe

Alla fine della seconda presidenza di James Madison si tennero le elezioni del 1816. Il partito del presidente uscente (Partito Democratico-Repubblicano) candidò il Virginiano James Monroe, il quale sconfisse il candidato del Partito Federalista Rufus King. La vittoria venne ottenuta col 68,2% dei voti e 183 grandi elettori contro i 34 dello sfidante. Il nuovo presidente si insediò il 4 marzo 1817. Monroe verrà rieletto in modo plebiscitario anche alle elezioni del 1820, con 80,61% dei voti e ben 228 grandi elettori su 229!

Monroe era un Massone sin dall’età di 18 anni. Da lui prende il nome la teoria secondo la quale gli Stati Uniti debbano avere la supremazia su tutto il continente americano ed essere isolati dalle faccende politiche europee, detta appunto “Dottrina Monroe“, anche se tale teoria venne elaborata da John Quincy Adams… Monroe ebbe il merito di enunciarla pubblicamente al Congresso il 2 Dicembre 1823.

1817: Il Mississippi viene ammesso nell’Unione come “Stato schiavista”. [Liberi 10 –  Schiavisti 10]

1818: L’Illinois viene ammesso nell’Unione come “Stato libero”. Inizia un lungo dibattito per concedere l’ingresso al Missouri come “Stato schiavista”. [Liberi 11 –  Schiavisti 10]

1819: L’Alabama entra nell’Unione come “Stato schiavista”. I Senatori del Sud rallentano il processo istituzionale per far entrare nell’Unione un nuovo “Stato libero”, il Maine, come ritorsione per i ritardi ed i contrasti sull’ammissione del Missouri (un deputato della Georgia minaccia addirittura la secessione del suo stato). [Liberi 11 –  Schiavisti 11]

1820: Gli schiavi sono 1.538.000. Il Missouri viene accolto nell’Unione come “Stato schiavista” ed il Maine come “Stato libero”, questo avviene tramite il “Compromesso Missouri” che viete l’introduzione della Schiavitù in tutto il West al di sopra del confine proprio del nuovo stato. [Liberi 12 –  Schiavisti 12]

1821: Viene fondata Monrovia, capitale dello stato africano della Liberia, da parte di un gruppo di ex schiavi afroamericani, mediante incentivi statali di Washington.

1823: enunciazione della Dottrina Monroe.

1824: creazione del Bureau of Indian Affairs, l’agenzia federale demandata ad occuparsi della gestione delle popolazioni native assoggettate dagli Stati Uniti.

Storia: Luglio e Agosto 1917

Nell’estate 1917 la Grande Guerra sembrava aver raggiunto un nuovo livello di intensità, dopo le grandi manovre del 1914, dopo la guerra di posizione del 1915, dopo gli inutili bagni di sangue del 1916, nella mente di tutte le nazioni in causa il 1917 doveva diventare un anno risolutivo per le sorti del conflitto… e in buona parte questa aspettativa venne rispettata.

Sul fronte orientale iniziava il 1 Luglio 1917 l’ultima grande offensiva russa: l’offensiva Kerenskij, il gigante russo era in crisi totale per le grandi ondate rivoluzionarie che lo scuotevano dall’interno. l’offensiva prese piede in Galizia. Le nuove disposizioni dei Soviet politici della capitale prevedevano che ogni azione bellica fosse preceduta da un’assemblea dei soldati stessi che ne valutassero l’opportunità, esautorando di fatto il potere degli alti ufficiali di impianto zarista. I primi giorni dell’offensiva furono travolgenti più per le mancanze dell’esercito austro-ungarico che per le reali capacità dei Russi… di fatto si stavano scontrando due imperi di carta destinati a crollare. L’intervento tedesco (19 Luglio 1917) fu determinate per interrompere l’offensiva e per passare al furioso contrattacco che mandò totalmente in rotta l’esercito russo, costretto a ritirarsi per oltre 240 km. Il governo di Kerenskij ne uscì esausto, ormai ovunque si susseguivano le voci di una imminente rivoluzione guidata dai Bolscevichi.

prigionieri Russi 1917

Sul fronte dei Balcani la Grecia fu indotta a dichiarare guerra agli Imperi Centrali, soprattutto in chiave anti-bulgara. Nel frattempo un “Comitato Jugoslavo” formatosi sotto l’ala protettrice anglo-francese prese l’impegno politico di formare un futuro Regno dei Serbi, Croati e Sloveni in funzione anti-austriaca, per questo fu approvata il 20 Luglio 1917 la dichiarazione di Corfù. Bosniaci e Montenegrini non furono chiamati in causa su questa questione che li riguardava direttamente. Sul fronte rumeno le disavventure russe in Galizia produssero un forte reazione dell’esercito rumeno che cercò di scacciare gli austro-ungarici dalla Moldavia e di resistere disperatamente alle continue incursioni nemiche, il particolare la Battaglia di Mărășești (6 Agosto – 8 Settembre 1917) fu l’ultima grande vittoria rumena della guerra.

Sul fronte italiano andò in scena l’Undicesima Battaglia dell’Isonzo (17 – 31 Agosto 1917), intrapresa in parte per la paura di una imminente offensiva austro-ungarica (che sarebbe arrivata qualche mese dopo) e in parte per le forti pressioni degli Alleati che volevano disperdere l’attenzione degli Imperi Centrali su più fronti caldi. Nonostante le scarse conquiste territoriali lo scontro dimostrò che le truppe di Vienna erano ormai vicine ad un crollo psico-fisico totale, l’unico fattore in grado di far reggere questo fronte (come quello orientale del resto) poteva essere l’arrivo di truppe tedesche… cosa che poi effettivamente avvenne.

Sul fronte occidentale cominciò il 31 Luglio 1917 la grande offensiva britannica nelle Fiandre che sarebbe passata alla storica come Battaglia di Passchendaele. L’offensiva si svolse a più ondate e di fatto interessò anche altri settori, come quello di Verdun.

Soldati Britannici 1917

Sul fronte prossimo alla Palestina le truppe arabe guidate da Lawrence d’Arabia e Awda Abu Tayi sconfissero gli Ottomani nella Battaglia di Aqaba il 6 Luglio 1917.

Altri paesi si unirono agli Alleati contro le forze degli Imperi Centrali: Cina (14 Agosto 1917), Siam (22 luglio 1917) e Liberia (4 Agosto 1917).