Deep Space 19: La formazione di Giove

Personalmente ho sempre trovato estremamente affascinante la natura dei cosiddetti “giganti gassosi“, ossia tutti quei pianeti che non sono composti principalmente da roccia, pur potendo avere un nucleo roccioso… anche se su quest’ultimo punto non abbiamo certezza assoluta ad oggi, nonostante alcuni sostengano che sia indispensabile la sua presenza per la formazione del pianeta. Detto questo un pianeta di questo tipo non ha una superficie ben definita e la sua massa è composta per lo più da gas o da gas in forma liquida. Già l’idea di aver una superficie sulla quale non poter atterrare è qualcosa di davvero stimolante ed affascinante.

Il più grande pianeta di questo tipo nel sistema solare è Giove. Gli altri sono Saturno, Urano e Nettuno. Per quello che riguarda la presenza di materiale roccioso/metallico all’interno di Giove abbiamo ormai certezza. Nel luglio del 2016 la navicella spaziale Juno (Giunone), inviata dalla NASA, ha raggiunto l’orbita di Giove e cominciato ad inviare dati sempre più interessati sul grande pianeta. In particolare la navicella ha a bordo un sofisticato strumento di misurazione del campo gravitazionale, capace di far comprendere agli studiosi qualcosa in più sulla composizione del “gigante gassoso”. Ricordiamo per chi non lo sapesse che Giove è composto per la maggior parte di idrogeno ed elio (ed in misura minore di altri gas composti, quali ammoniaca, metano e acqua).

Juno e Jupiter

Dai dati rilevati emerge dunque che Giove ha una forte presenza di metalli nella sua parte centrale, nel suo nucleo per intenderci, questa massa non è facilmente misurabile, ma va 11 a 30 volte la massa della terra. Si… avete letto bene…

Sappiamo che Giove è il pianeta più vecchio del nostro sistema solare ed è dunque più che plausibile che nel corso del suo sviluppo iniziale abbia fagocitato molte formazioni rocciose minori, ossia molti di quelli che scientificamente sono definiti planetesimi. Questo spiegherebbe la presenza della massa metallica verso il centro del pianeta. Chiaramente per diventare il gigante che è oggi ci sono voluti a Giove diversi milioni di anni. Quanti per l’esattezza? Questa è una domanda alla quale ad oggi non possiamo rispondere, ma è possibile che l’amica Juno ci permetta di saperne molto di più.