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21 APRILE 75321 APRILE 2019

BUON COMPLEANNO ROMA!

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Tu lo dici #17

In una conferenza stampa a Nuova Delhi, Henry Kissinger ha dichiarato che verrà a Roma e andrà a pranzo dal presidente Leone, ma non parlerà di politica perché quella italiana è, per lui, troppo difficile da capire. È la prima volta che Kissinger riconosce i limiti della propria intelligenza. Ma vogliamo rassicurarlo. A non capire la politica italiana ci sono anche cinquantacinque milioni di italiani, compresi coloro che la fanno. 

(Montanelli I.)

Storia: Luglio 1914 – parte seconda

Come abbiamo visto la settimana scorsa il governo di Vienna aveva inviato un ultimatum alla Serbia. Le richieste erano molto pesanti. Le reazioni internazionali furono le più disparate. Le alte cariche del governo francese erano di ritorno da un viaggio diplomatico in Russia e non poterono dare una risposta adeguata. Gli Inglesi contattarono i Tedeschi chiedendo che facessero pressione per rinviare i termini dell’ultimatum proponendo che Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia facessero da mediatori della crisi (l’Italia in quel momento era ancora alleata di Germania ed Austria). Il governo serbo si rivolse alla Russia che però si dimostrò tiepida nel condannare l’azione austriaca. Cosa poteva fare la piccola Serbia? Il 25 Luglio era già chiaro ai Tedeschi che una risposta negativa alle richieste austriache avrebbe comportato lo scoppio di una guerra.

La risposta di Belgrado non tardò a venire. Nel precedente articolo vi ho riportato il testo dell’ultimatum austriaco, la Serbia accettò senza remore alcuni punti (8 e 10) ed altri solo parzialmente(1, 2 e 3)… ma cercò di eluderne altri (4, 5, 7 e 9). Un secco rifiuto venne invece dato al punto 6: “Adottare misure giudiziarie contro i complici del complotto del 28 giugno che si trovano sul territorio serbo; delegati del governo austro-ungarico prenderanno parte all’indagine a ciò attinente”. La Serbia ordinò la mobilitazione generale nel primo pomeriggio del 25 Luglio e poco prima delle ore 18 dello stesso giorno (poco prima quindi che scadesse l’ultimatum) consegnò la propria risposta all’ambasciatore austriaco. La risposta non soddisfaceva le richieste austriache e per questo tutto il personale diplomatico imperiale abbandonò la sera stessa Belgrado, comportando la rottura diplomatica tra le due nazioni. La guerra era più vicina.

Il 26 luglio gli Inglesi invitarono tutte le potenze a ritrovarsi per trovare una soluzione diplomatica, ma gli unici a rispondere con favore a questa proposta furono gli Italiani, tutti gli altri o declinarono l’offerta (come la Germania) o presero tempo (come la Francia e la Russia). Quello che le diplomazie di molti paesi non sapevano era che la Germania spingeva sull’alleato austriaco affinché risolvesse militarmente la diatriba con la Serbia il più in fretta possibile, onde scongiurare la mobilitazione diplomatica (o militare) degli altri paesi… ma Vienna tentennava, l’esercito non era pronto a scendere in campo prima del 10 Agosto e questo per i Tedeschi era inammissibile. In realtà in Germania c’erano due voci contrastanti: da un lato il governo premeva per la guerra, mentre il Kaiser Guglielmo II riteneva soddisfacente la risposta serba all’ultimatum e spingeva per una soluzione diplomatica.

Il 28 Luglio alle ore 12 l’Austria dichiarò guerra alla Serbia.

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Quello che sarebbe successo nei giorni successivi avrebbe portato alla più grande guerra mai combattuta sino ad allora.