Sehnsucht: Suriname

Tutto potrebbe cominciare con un indovinello: ci sono un Olandese, un Indiano ed un Indonesiano, in che stato ci troviamo? La risposta più semplice di tutte potrebbe essere l’Indonesia, ossia le ex Indie Orientali Olandesi, ma sarebbe la risposta sbagliata. Siamo in Suriname, un piccolo stato del Sud America tra quelli meno noti, ma con la varietà più curiosa in termini etnico-culturali grazie al fatto di essere stata una colonia olandese sino al 1975.

Il piccolo stato intorno al 1600 era oggetto di desiderio sia da parte degli Inglesi che degli Olandesi, ma furono questi ultimi ad ottenerne il possesso barattandolo con un insediamento nel Nord America conosciuto come Nuova Amsterdam… oggi New York! L’importanza del Suriname era dovuta principalmente alla presenza di piantagioni molto redditizie di caffè, canna da zucchero e cotone; tali risorse richiedevano l’impiego di un numero molto copioso di schiavi provenienti dall’Africa. Come già abbiamo raccontato, in un precedente articolo, nel 1863 la pratica della schiavitù venne abolita dall’Olanda e questo determinò l’arrivo di manodopera a basso costo proveniente in parte da un’altra colonia dei tulipani (l’Indonesia appunto), in parte da una colonia britannica (India) e in minima parte dalla Cina.  Da queste variegate presenze etniche nasce il moderno Suriname.

Paramaribo

Giusto per avere un’idea basta pensare che la religione più diffusa è l’Induismo e che circa il 20% della popolazione è di religione musulmana; la lingua ufficiale è l’Olandese, ma vi si parlano anche tutte le lingue delle zone di origine degli abitanti. Questo comporta che girando per la capitale Paramaribo possiate imbattervi in una moschea e sentire persone parlare nel dialetto dell’ isola di Giava!

Ad oggi la risorsa principale del paese sono le miniere di bauxite, seguite dalle colture precedentemente citate e in parte ancora limitata dal turismo. In realtà la popolazione del piccolo stato conta circa 500.000 persona, ma ci sono oltre 300.000 persone nate in Suriname che vivono attualmente in Olanda.

Dal Mondo: novità per le donne dell’Arabia Saudita

Pare che il progresso sia inarrestabile anche in Arabia Saudita! Dopo che è stato concesso alle donne di poter assistere alle partite di calcio maschili pare che verrà concesso loro anche il diritto di poter viaggiare senza la supervisione di un uomo della famiglia. La possibile riforma sembra nascere più da esigenze economiche (attirare nuovi investitori occidentali) che fa una reale apertura nei confronti delle donne e in molti restano scettici sulla reale portata di provvedimenti come questo.

L’Arabia Saudita è da sempre uno degli attori più complessi e controversi dell’intera penisola arabica, alleata degli Stati Uniti e finanziatrice del terrorismo, conduce una politica di ingerenza politica ed economica verso gli altri paesi dell’area, basti pensare alle guerre in Iraq, Siria e Yemen, nonché alla grande rivalità (in primis religiosa) con l’Iran.

Giusto un anno fa alle donne è stato concesso anche il diritto di guidare. Non male per un paese in cui la schiavitù è ancora praticata alla luce del sole. In questo, almeno, non si può tacciare l’Arabia Saudita di ipocrisia.