Il Grimorio di Odenwald #86

Il pesce lontano dall’acqua muore. E’ un fatto indiscutibile, certo fuori da ogni ragionevole dubbio. Si può magari discutere del tempo necessario affinché spiri, ma niente di più. Questo perché fuori dall’acqua non è più nel l’ambiente per il quale è fatto, per il quale è predisposto. 

Così come pesci fuori dall’acqua sono arrivate le false credenze. Si sono moltiplicate nonostante la mancanza del loro elemento e si sono fatte massa… ma alla fine non potranno fare altro che seguire il loro destino e soccombere.  

Infine marciranno sotto il sole e concimeranno la nostra terra… e da essa rinasceranno i nostri alberi, finalmente liberi di levarsi al cielo, senza che nessun pesce possa tagliarli.

Sehnsucht: Externsteine

Abbiamo già avuto modo di parlare dell’Axis Mundi e nel farlo abbiamo citato rapidamente Irminsul, l’albero sacro dei Sassoni, il cui nome deriva da “Irmin” (ispirato/grande) uno dei nomi di Wotan. L’albero sacro era rappresentato in molti luoghi sacri sassoni, i quali purtroppo vennero distrutti dalla furia cristiana portata da Carlo Magno. Ricordo che quando avevo 12 anni c’era uno sceneggiato europeo sulla vita dell’imperatore carolingio… la scena della distruzione dell’Irminsul e la sottomissione violenta dei Sassoni al nuovo Dio mi diede un senso di disgusto unico. Per fortuna distruggere gli alberi e le rappresentazioni dell’Irminsul non bastarono a cancellarne il culto ed ancora oggi resta radicato nella cultura tedesca, così come altri aspetti pagani. Ma il vero Irminsul dove si trovava? Dove sorgeva il grande albero sacro?

A questa domanda non è per niente facile rispondere, quale dei tanti alberi sacri fatti distruggere da Carlo Magno era quello originale? Sappiamo che la maggior parte dei luoghi sacri dei pagani vennero sostituiti con luoghi sacri della nuova religione imposta (poi magari un giorno parleremo anche del perchè veniva fatto in maniera sistematica), ma non tutti. Poteva capitare infatti che le energie pagane del luogo fossero tali da scoraggiare la costruzione di chiese e luoghi del nuovo culto.

Il particolare della deposizione

A tal proposito esiste un luogo in cui venne abbattuto un Irminsul da Carlo Magno, ma poi egli stesso vietò che vi si potessero praticare dei culti, se ne ha notizia certa e la si data nell’anno 772. Il luogo comunque venne “sanificato” mediante alcune scene cristiane scolpite in diversi punti sulla roccia. Una in particolare è molto suggestiva! Rappresenta la deposizione di Gesù Cristo dalla Croce… e fin qui nulla di strano, ma sotto la croce vi è un albero piegato, come se fosse stato abbattuto: un chiaro segno del trionfo della Cristianità su un culto sconfitto ed umiliato.

Il luogo di cui stiamo parlando si trova nei pressi della cittadina di Horn-Bad Meinberg, nella regione tedesca della Renania Settentrionale-Vestfalia, più precisamente nella famosa foresta di Teutoburgo. Il sito si chiama Externsteine ed è un com plesso megalitico comprendente anche un cerchio di 80 metri di diametro, un fossato, un tumolo e due palizzate di legno con tre porte (rivolte a nord, sue-est e sud-ovest). Secondo recenti studi pare che il luogo fosse utilizzato principalmente per il culto del sole e per la sua osservazione.

La presenza dell’Irminsul originale in questo sito venne ipotizzata da Wilhelm Teudt negli anni ’20. Abbiamo di recente visto il fermento creato dagli studi di Guido von List agli inizi del ‘900 e in quest’ottica è più facile comprendere come Teudt, entrato a far parte nel 1933 del NSDAP, sia riuscito a far dichiarare questo bosco come sacro in commemorazione degli antenati germanici. In un certo qual modo fu come assegnare al sito un certificato di “qualità” rendendolo un punto di riferimento per i pagani tedeschi (e non solo loro) ancora oggi.

Era dunque lì il vero grande Irminsul?

Lemuria Dixit: Axis Mundi

Axis Mundi. L’asse del mondo. Cos’è? E’ il centro dell’universo, il punto di collegamento tra i piani fondamentali della nostra esistenza: il Cielo, la Terra e gli Inferi. Ogni cultura, ogni società, ogni religione della storia ha individuato il proprio Axis Mundi. Paradossalmente anche l’ateissima società moderna ha un suo Axis Mundi, codificato nei rigidi dogmi della propria nevrosi iconoclasta. Il centro dell’universo può essere ritrovato in un monte, in un albero, in un palazzo o in una città, questo a seconda della cultura. E’ interessante vedere come ogni società umana abbia sviluppato lo stesso identico sistema, rispondendo ad una evidente connessione universale delle menti. O più semplicemente veniamo tutti dallo stesso posto, dallo stesso nucleo, dallo stesso piccolo punto nello spazio infinito. Siamo infinita ripetizione di noi stessi.

Nascono così gli Alberi Sacri, gli Alberi della Vita, nelle credenze dei popoli nordici, sia altaici che germanici e centro-asiatici. Basti pensare al sacro Yggdrasil degli Scandinavi o al Irminsul dei Sassoni, ma non solo: i Tartari Abakan narrano di una betulla che cresce su una montagna di ferro. Persino i Cinesi parlano dell’albero cosmico, che si troverebbe presso della “Capitale perfetta” al centro del mondo: da lì esso collegherebbe le None Sorgenti ai Noni Cieli. Con tutta probabilità l’origine di queste figure è da ricercarsi in Mesopotamia. E dove se no? Infatti l’albero sacro è presente nella tradizione assira come rappresentazione del sovrano assiro in qualità “Axis Mundi”, ovvero di unione tra cielo e terra in quanto rappresentante del cielo sulla terra.

Irminsul

Attraversando l’Oceano Atlantico, oppure l’Oceano Pacifico a secondo del nostro punto di partenza, troviamo i medesimi concetti espressi sia dai Maya che da alcune tribù nordamericane. I Maya in particolare ci parlano del “primo albero” la cui collocazione indicherebbe il centro di tutte le direzioni e di tutti i colori dell’universo; il “primo albero” era Yaxche. Alcune tribù dell’America settentrionale consideravano come centro dell’universo il palo posto al centro del loro villaggio, intorno al quale si svolgevano tutte le attività principali… in questo caso il palo era visto come il sostegno del cielo, punto di contatto diretto con la divinità celeste.

Albero della vita nella Qabbaláh

In tutte queste visioni è centrale l’idea che la comunicazione con la parte più spirituale dell’universo possa avvenire solo attorno all’albero sacro, al palo rituale, al palazzo o alla montagna sacra. Da qui l’importanza del Axis Mundi. E’ in questo luogo che gli esseri umani (ma non solo loro) possono passare da un piano all’altro entrando in comunicazione con elementi che altrimenti rimarrebbero irraggiungibili.

Guai a chi distrugge un Axis Mundi di un altra cultura o religione poiché considerata inferiore, errata o demoniaca. Nei secoli si sono persi sin troppi punti di comunicazione universale per colpa della furia demente di chi pensava di possedere l’unica verità. Vedi quando successo al Irminsul…