Storia: Gennaio 1915

AFRICA… Terra di conquista delle principali potenze europee per diversi secoli. L’Africa aveva tutte le condizioni basilari per diventare una terra di conquista: aveva risorse naturali inutilizzate, ottimi punti in cui creare porti e stazioni commerciali, ma soprattutto aveva popolazioni divise in tribù spesso in conflitto tra loro, disorganizzate e senza un idea unitaria di stato e benessere… e in più queste tribù erano spesso alla mercé dell’avidità dei loro capi. In realtà questa descrizione calza a pennello anche con l’Africa del 2019, anche se in questi 100 anni di storia la colonizzazione di questa terra è cambiata molto nella forma e per niente nella sostanza.

18-19 Gennaio 1915, nei pressi del villaggio di Jassin, nell’Africa Orientale Tedesca, si combatté una battaglia tra i Tedeschi e gli Inglesi (per buona parte truppe Indiane). Fu uno scontro tra piccoli contingenti e si risolse con la vittoria tedesca. Fu molto importante perchè dopo quel fatto d’arme il comandante tedesco von Lettow-Vorbeck decise di rinunciare alle battaglie campali per optare alle tattiche di guerriglia… per quale motivo? Semplice, i Tedeschi non potevano rimpiazzare gli ufficiali nazionali con la stessa facilità con cui potevano farlo gli Inglesi, per cui non potevano rischiare di perderli in azioni a tutto campo come era accaduto a Jassin. Se non c’era modo di salvare la colonia almeno che gli Alleati subissero il massimo numero di perdite possibili durante la conquista.

Nel frattempo in Europa la notte del 19 Gennaio 1915 ci fu un primo raid degli Zeppelin in Inghilterra con il bombardamento di Great Yarmouth nel Norfolk. Durante l’azione persero la vita 5 civili, ma la risonanza sull’opinione pubblica britannica fu enorme.

Nel Mare del Nord continuavano le schermagli tra le squadre navali tedesche e quelle inglesi, con la fortuna che continuava a sorridere a quest’ultime. Il 24 Gennaio 1915 a Dogger Bankci fu uno scontro molto violento deciso principalmente dagli episodi più che dalla forza schierata in campo. I Tedeschi ne uscirono sconfitti e si ritirarono interrompendo per un certo periodo le incursioni sulle coste inglesi.

In quei primi giorni del 1915 l’esigenza primaria degli Imperi Centrali era quella di distrarre gli Alleati dallo scacchiere europeo per ottenere sul medesimo una vittoria determinante. Questo obiettivo non poteva essere raggiunto nei teatri coloniali, dove la Germania poteva limitarsi a mantenere delle posizioni difensive, per cui bisognava guardare ad altri teatri operativi [Anche se in questo contesto in Sudafrica i Boeri (coloni di origine olandese) fomentati dai Tedeschi diedero vita ad una ribellione anti-britannica che però venne repressa nel sangue]. L’ideale era impegnare a fondo l’Impero Ottomano contro i Russi e gli Inglesi, cercando di aprire più fronti possibili. In quest’ottica tra il 26 Gennaio e il 4 Febbraio i Turchi tentarono di impossessarsi del canale di Suez ai danni degli Inglesi, ma vennero respinti. la conseguenza diretta però fu l’inizio della campagna britannica di Palestina che si sarebbe conclusa solo nell’Ottobre 1918 e nella quale vennero impiegati oltre mezzo milione di soldati Alleati… la Germania aveva ottenuto ciò che desiderava! In questa campagna si distinguerà Lawrence d’Arabia (di cui parleremo presto).

Thomas Edward Lawrence
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Storia: Dicembre 1914 – parte seconda

LA TREGUA DI NATALE

” Il Signore è il mio pastore, non mi fa mancare nulla. Su prati verdi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Il Signore mi dona nuova forza, mi consola, mi rinfranca. Su sentieri diritti mi guida, per amore del suo nome. Anche se andassi per una valle oscura non temerei alcun male perché tu sei con me.” (Salmo 23)

Questo passo del salmo 23 citato proprio sotto Natale evoca nella memoria degli appassionati di storia un unico grande evento del lontano 1914: la tregua di Natale. Era da poco iniziato uno dei più sanguinosi conflitti dell’intera storia dell’umanità, interi eserciti si fronteggiavano dentro delle acquitrinose trincee vivendo giorno e notte in attesa… in attesa di un attacco, di un colpo di artiglieria, di un proiettile sparato da un cecchino, della morte insomma. Sul fronte occidentale si fronteggiavano spietatamente Francesi, Belgi e Britannici da un parte e Tedeschi dall’altra, motivazioni diverse, intenti diversi e sogni diversi. Accomunati solo dalla paura e dal fango, eppure erano ancora i primi mesi di guerra, nulla a che vedere col tremendo 1916 ad esempio. La guerra doveva durare poco, ma in breve tempo si era modificata da guerra di movimento a guerra di trincea, statica, immobile, disperata ed alienante.

Nei giorni sotto Natale gli uomini nelle trincee iniziarono a sentire l’aria del Natale e decorarono quei pochi alberi intorno alle trincee, spesso si sentivano intonare canti gioiosi e da un lato all’altro del fronte ci si alternava nel cantare, tedeschi rispondevano ai francesi, inglesi rispondevano ai tedeschi e così via. Non si sparava più, c’era solo voglia di fermarsi e di pensare ad altro, di festeggiare anche in mezzo a tutta quella morte. Fu così che in molte zone del fronte occidentale cessarono le ostilità e gli eserciti rivali si ritrovarono a fraternizzare nella terra di nessuno scambiandosi oggetti, cibo, alcol, sigarette, facendo giochi tutti insieme, diventando amici per qualche giorno.

Per alcuni giorni fu la pace. Gli alti comandi non gradirono tutta quella fratellanza e molti comandanti locali vennero rimossi dal loro posto, interi reparti vennero spostati in altre località per allontanarli dai “nuovi” amici, i leader non potevano permettere che la macchina bellica appena messa in moto si potesse inceppare così banalmente per un semplice Natale. Il 1915, il 1916 e il 1917 avrebbero trovato le truppe in trincea con uno spirito molto diverso. La pace aveva perso. Il Natale aveva perso. La fratellanza aveva perso. Del Salmo 23 con cui gli eserciti avevano pianto insieme i propri morti era solo un lontano ricordo.

 

Storia: Dicembre 1914 – parte prima

Sul fronte sud-orientale invece si registrarono degli importanti progressi da parte degli Imperi Centrali. Il 6 Dicembre 1914, con la fine della Battaglia di Lodz, l’offensiva russa in Slesia veniva bloccata. Nel frattempo il 2 Dicembre 1914 le truppe austriache entravano vittoriose a Belgrado, capitale della Serbia.

Truppe tedesche per le strade di Lodz

Il giorno 8 Dicembre 1914 ci fu un importante scontro navale alle isole Malvinas tra una squadra navale inglese, comandata dal vice ammiraglio Sturdee, e la squadra navale tedesca di Maximilian Graf von Spee che si era imposta nello scontro di Coronel il 1 Novembre. La battaglia si risolse con l’annientamento della forza navale tedesca che perse 4 navi su 5.

Sul fronte orientale si registrò la Battaglia di Limanowa terminata il 13 Dicembre 1914 con la vittoria degli Austro-ungarici contro i Russi. Questo importante scontro fu un successo importantissimo per gli Imperi Centrali che allontanarono la minaccia zarista dalla pianura ungherese e dalla città di Cracovia. Il 1914 in questo settore si chiudeva quindi con un discreto vantaggio di Tedeschi e Austriaci.

I Russi erano impegnati anche sul fronte Ottomano in una duplice posizione. Nel Caucaso dovevano difendersi dalle incursioni turche culminate nella Battaglia di Sarıkamış svoltasi tra il 22 Dicembre 1914 e il 17 Gennaio 1915 nei territori confinanti con l’odierna Armenia, quindi in un territorio impervio e principalmente montuoso. Lo scontro vide uscire i Russi vittoriosi, ma fu un vero e proprio massacro dovuto soprattutto alle pessime condizione climatiche in cui dovevano svolgersi i combattimenti. Le truppe turche al comando di Enver Pascià lasciarono sul campo 60.000 uomini, ossia oltre il 50% degli effettivi ad inizio offensiva. In Persia i Russi si trovarono ad affrontare congiuntamente agli Inglesi una invasione turca; questa campagna, volta a sollevare le popolazioni dell’odierno Iran contro i Britannici, si sarebbe conclusa solo alla fine della guerra, nel 1918.

Sul fronte meridionale continuava il braccio di ferro tra la piccola Serbia e l’Impero Austro-ungarico. L’ennesimo bagno di sangue tra i due contendenti si risolse in favore dei Serbi, che scongiurarono per l’ennesima volta l’invasione del paese da parte del nemico, pagando però un prezzo altissimo nella Battaglia di Kolubara terminata il 15 Dicembre 1914.

Sul fronte occidentale cominciarono due grandi battaglie che sarebbero terminate solo l’anno successivo. Nella regione dell’Artois i Francesi cercarono di sfondare le linee tedesche tra il 17 Dicembre 1914 e il 4 Gennaio 1915. L’offensiva portò ad un nulla di fatto e venne interrotta a causa delle pessime condizioni climatiche. In contemporanea (20 Dicembre 1914) le truppe francesi passarono all’offensiva nella regione dello Champagne, ma anche in questo caso si giunse ad un nulla di fatto, anche se le operazioni terminarono solo il 17 Marzo 1915. Quest’ultima battaglia fu un’importante dimostrazione di come il ruolo della cavalleria in una guerra moderna fosse ormai in fase di decadimento.

In mare non si svolsero grosse operazioni sotto Natale, anche se il 16 Dicembre una squadra navale tedesca bombardò alcuni porti inglesi tra i quali Scarborough, Hartlepool e Whitby.

Sehnsucht: Isola di Tortuga

Chi non ha mai sentito nominare almeno una volta Tortuga? Chi non ha mai visto un film sui pirati o letto un libro a riguardo? Difficile non essersi mai imbattuti in questo nome, quasi impossibile. Tortuga è una piccola a isola a Nord dell’isola di Hispaniola ed attualmente fa parte dello sfortunato stato di Haiti.

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Tortuga nel 17esimo Secolo

Nasce come colonia spagnola nel 1629, ma gli iberici non si occuparono mai seriamente dell’isola che finì ripetutamente per essere occupata dagli Inglesi e dai Francesi i quali, oltre ad ampliarne gli insediamenti e sfruttarne (con esito incerto) le piantagioni, permisero ai filibustieri di farne una base operativa permanete. Da qui la fama di Tortuga come isola dei pirati. Nel 1640 nascono i celebri “fratelli della costa” in qualità di gruppo pirata appartenente a Tortuga e l’isola andò sempre di più a ricadere sotto l’influenza coloniale francese. Sappiamo che questo periodo di larga autonomia dei filibustieri sull’isola non durò molto a lungo in quanto già alla fine del secolo l’avventura dei pirati caraibici stava giungendo al termine a causa degli accordi sempre più stretti tra le varie nazioni interessate a mantenere un controllo pacifico e fruttuoso di quella parte di pianeta.

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L’epopea pirata fece posto al commercio del legno e della canna da zucchero, ma non si arrivò mai ad un vero sfruttamento intensivo, tanto che l’isola non fu mai densamente popolata di schiavi come accadeva invece in altre zone limitrofe. Del resto anche il dominio francese non durò nel tempo e con la guerra di indipendenza di Haiti anche Tortuga si affrancò dall’occupazione coloniale: era il 1804.

Storia: Novembre 1914 – parte prima

In quei giorni si stava muovendo il fronte meridionale dove gli Austriaci il 5 Novembre si cimentavano nella terza invasione della Serbia dall’inizio del conflitto. Ma la situazione era molto calda ancora più a sud. L’Impero Ottomano si era reso responsabile di alcuni atti di guerra contro i Russi pur non avendo dichiarato nessuna ostilità a livello diplomatico. La tensione causata da questi attacchi “a tradimento” portarono la Russia a dichiarare guerra al Sultano il 1 Novembre 1914, seguita dal Montenegro il 3 Novembre e da Francia e Impero Britannico il 5 Novembre. Si trattava di un epilogo inevitabile. Le forza russe passarono immediatamente all’offensiva nella zona del Caucaso  con l’offensiva Bergmann iniziata il 2 Novembre e terminata dopo due settimane con la sostanziale vittoria ottomana.

Nelle colonie tedesche la situazione diventava sempre più drammatica con la perdita della colonia di Tsingtao ad opera dei Giapponesi. In compenso nell’attuale Tanzania venne combattuta la Battaglia di Tanga tra il 2 e il 5 Novembre risoltasi con una vittoria dei Tedeschi contro gli Inglesi… anche se sarebbe più corretto parlare di vittoria degli Ascari tedeschi contro i soldati Indiani dell’Impero Britannico.

Nel frattempo ci furono due scontri navali di una certa importanza. La Battaglia di Coronel (1 Novembre 1914) al largo delle coste cilene che vide le navi tedesche battere quelle inglesi. A comandare la squadra navale tedesca era il celebre Maximilian Graf von Spee. Inoltre il 3 Novembre 1914 ci fu una prima, inconcludente, incursione tedesca lungo le coste britanniche con il bombardamento di Yarmouth.

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Truppe Ottomane 1914

L’Impero Ottomano era in fase decadente già da oltre un secolo e la sua alleanza con gli Imperi Centrali non fece altro che precipitarlo dalla padella alla brace. Il bombardamento dei porti Russi non poteva certamente passare sotto il silenzio degli Alleati e del resto era ben noto l’interesse delle potenze occidentali per i ricchi (nel sottosuolo) territori dell’impero del Sultano. Gli Inglesi, sempre avidi di terre e risorse, non si fecero scappare l’occasione e studiarono subito un piano per attaccare la parte più vulnerabile e potenzialmente ricca dell’Impero Ottomano: la Mesopotamia. Il 6 Novembre 1914 gli Inglesi sbarcarono a Fao (Al-Faw) nell’odierno Iraq e, grazie ai rinforzi ottenuti due giorni dopo, ebbero la meglio sulla guarnigione ottomana. Iniziava in questo modo la campagna di Mesopotamia che sarebbe terminata solo con la fine del conflitto.

Nel frattempo il giorno 11 Novembre 1914 i Russi si lanciavano in una importante e presuntuosa offensiva in Slesia nel tentativo di destabilizzare gli Austriaci ed i Tedeschi. La chiave di volta era l’importantissimo settore di Lodz! Ancora una volta su questo fronte si distinse in uomo di cui presto avremo modo di parlare in maniera più diffusa: August von Mackensen.

E mentre attaccavano da terra a nord tentavano anche di imporsi a sud nel Mar Nero fronteggiando le congiunte marine tedesca ed ottomana ottenendo un primo successo nella Battaglia di Capo Sarych al largo della penisola di Crimea del 18 Novembre 1914.

Storia: Ottobre 1914 – parte seconda

La “corsa al mare” al suo culmine. Le armate tedesche continuavano a cercare un varco decisivo per mandare in frantumi l’asse difensivo formato dagli Anglo-francesi, ma per quanto si sforzassero non sembrava arrivare mai il successo decisivo, la battaglia finale. Allo stesso modo gli Alleati cercavano una vittoria decisiva per ricacciare indietro la marea tedesca. Di battaglia in battaglia il teatro decisivo sembrava essersi spostato dall’Alsazia-Lorena alle Fiandre. Nella giornata del 12 Ottobre 1914 cominciò la Battaglia di Messines alla quale presero parte truppe provenienti dall’India Britannica. Fu l’ennesima battaglia dall’esito inconcludente combattuta nei pressi di Mesen che oggi è famosa per essere la città più piccola del Belgio, con appena un migliaio di abitanti. Questa battaglia poteva essere una vittoria Alleata, ma lo scontro cominciato a Ypres il 21 Ottobre 1914 convogliò lì tutte le energie degli schieramenti coinvolti.

Mentre gli Inglesi fronteggiavano i Tedeschi anche i Francesi e i Belgi non erano da meno respingendo un’offensiva germanica nella Battaglia dell’Yser cominciata il 17 Ottobre 1914. Le truppe del Kaiser assaltarono le posizioni dell’ormai sparuto esercito belga (6 divisioni in tutto) spalleggiate dai Francesi. Gli Alleati in questo caso condussero una battaglia difensiva magistrale, ritirandosi progressivamente senza mai concedere una netta vittoria agli invasori. Fecero saltare i ponti sull’Yser (l’ultimo il 23 Ottobre) costringendo i Tedeschi ad un rallentamento dell’avanzata. Poi allagarono tutta la zona che portava alla ferrovia Nieuwpoort a Diksmuide per creare un’ulteriore rallentamento ai Tedeschi. Tra il 25 e il 30 ottobre gli allagamenti diedero il tempo ai Francesi di inviare un buon numero di truppe di difesa in maniera tale da respingere l’attacco tedesco del giorno 31. I Tedeschi a questo punto si ritirarono al di là dell’Yser, anche in questo caso fu importante l’inizio dello scontro a Ypres.

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Truppe Sikh a Ypres

La Battaglia di Ypres (21 ottobre – 22 Novembre) iniziò con un attacco alleato con obiettivo Bruges guidato dal generale Haig. Questo scontro è da sempre considerato una vittoria degli Alleati, ma in realtà si trattò dell’ennesimo scontro finito in sostanziale parità con gli eserciti che si fronteggiarono per interminabili giorni senza mai giungere ad uno sfondamento decisivo. La situazione di stallo portò gli eserciti a trincerarsi e a rendere sempre più stabili le loro linee difensive. I Tedeschi si dimostrarono più abili dei Francesi nell’uso delle artiglierie e questa sarebbe stata una costante per quasi tutto il resto del conflitto. La fine della Battaglia di Ypres ha un’importanza storica fondamentale perché segna la fine della prima parte del conflitto (la guerra di movimento) per giungere alla seconda fase (la guerra di trincea). Parlando di numeri i Tedeschi lasciarono sul campo 20.000 morti, mentre gli Alleati nel loro complesso quasi 70.000!

Nel frattempo il 20 Ottobre 1914 il sommergibile tedesco U-17 affondò il piroscafo inglese Glitra, realizzando così il primo affondamento di un mercantile della guerra. Questo importante fatto marittimo avvenne davanti alle coste della Norvegia.

Il 29 Ottobre 1914 navi dell’Impero Ottomano insieme a navi tedesche bombardarono i porti russi sul Mar Nero, questo atto non venne preceduto da nessuna dichiarazione di guerra da parte del Sultano!

Il 31 Ottobre 1914 ha ufficialmente termine la Battaglia della Vistola dopo un mese di violenti combattimenti tra i Russi e gli Austro-tedeschi. La vittoria delle truppe dello Zar non cambiò molto l’assetto del fronte orientale dove i generali del Kaiser erano comunque decisi a conquistare Varsavia, ci sarebbero stati altri sanguinosi tentativi nei mesi successivi.

Storia: Ottobre 1914 – parte prima

E’ sempre straordinario pensare ala breve distanza temporale che ci separa da questi eventi, 105 anni non sono tanti se ci pensate. Terminato un sanguinosissimo mese di Settembre, la guerra rapida ideata dagli alti comandi tedeschi si stava trasformando in una lenta e progressiva guerra di trincea. In effetti, col senno di poi, è facile capirne le motivazioni. Pensiamo al livello tecnologico degli eserciti del 1914: chi poteva prevalere sugli altri in maniera netta in Europa? Nessuno. E questo perché a fronte di tecnologie paritarie lo erano anche le impostazioni tattiche degli eserciti. Cosa c’era di nuovo? Forse che l’attaccare la Francia passando dal Belgio fosse un qualcosa di innovativo? Assolutamente no dato che era già stato fatto durante le guerre successive alla Rivoluzione Francese e credo di non dover ricordare a nessuno che Waterloo si trova in Belgio. La verità è che la guerra del 1914 era un ibrido di guerra del ‘800 e di guerra moderna, era un qualcosa in via di sviluppo che si sarebbe determinato solo 25 anni dopo con la Seconda Guerra Mondiale. Normale quindi che Francesi, Inglesi, Russi, Tedeschi ed Austriaci si trovassero impantanati in una serie di scontri campali che non portavano quasi mai a dei risultati concreti. Ci si ammazzava per avanzare di qualche chilometro sul fronte occidentale, mentre su quello orientale si poteva avanzare molto di più, ma in lande prevalentemente desolate. Per le colonie il discorso era diverso, si trattava di una guerra per forza di cose più dinamica e non poteva che volgere a favore degli Inglesi, dato il loro netto dominio dei mari. In Africa ed in Asia l’esito della guerra era scontato e gli alti comandi lo sapevano in partenza… vincere in Europa, quello si che avrebbe cambiato per sempre lo scacchiere internazionale. Una partita difficile, la più difficile di tutte!

Ad inizio Ottobre però l’unico risultato che si stava ottenendo era quello di portare avanti la “corsa al mare” sul fronte occidentale. Tale corsa si sarebbe arrestata solo il 19 Ottobre 1914 davanti al canale della Manica. I Tedeschi erano sempre decisi a tentare di sfondare le linee nemiche per piombare su Parigi, mentre gli Alleati resistevano strenuamente per contrastarli. Ne fu un esempio la Battaglia di Arras scatenata dai Francesi tra il 1 e il 4 Ottobre nel tentativo di sfondare le linee tedesche nel settore di Douai. Risultato? Vittoria dei soldati del Kaiser, perdita della città di Lens e conseguente spostamento a nord delle ostilità. Se la terra delle Fiandre fosse proseguita ininterrottamente sino al Polo Nord gli eserciti si sarebbero spinti sin là? Forse.

Il 10 Ottobre Anversa cadde in mano tedesca dopo un lungo assedio, parte dei difensori riuscirono a ripiegare. Lo stesso giorno inizio una lunga (inconcludente) Battaglia a La Bassée nel nord della Francia, questa si sarebbe conclusa il 2 Novembre con una sostanziale stabilizzazione del fronte.

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Storia: Settembre 1914 – parte terza

Nel panorama della “corsa al mare”, della quale abbiamo già parlato in precedenza, si consumò tra il 25 ed il 29 Settembre 1914 la Battaglia di Albert che terminò con un nulla di fatto. Tutte le offensive di quei giorni sul fronte occidentale ebbero praticamente il medesimo risultato. L’unico evento di una certa nota in quei giorni fu l’inizio dell‘assedio di Anversa (28 Settembre 1914) da parte delle truppe tedesche. Anversa era una città di primaria importanza per il suo porto ed era difesa da una serie di fortificazioni imponenti, per questo motivo i Tedeschi avevano preferito accerchiarla e continuare l’avanzata verso ovest prima di attaccarla. L’assedio sarebbe durato un paio di settimane e avrebbe visto la vittoria degli assedianti, anche se pagata a caro prezzo, mentre una grossa parte dell’esercito belga riuscì a ritirarsi dalla città prima di cadere in una eventuale trappola.

Sull’altalenante fronte orientale cominciò la Battaglia della Vistola tra gli Austro-ungarici (ai quali poi si aggiunsero i Tedeschi) ed i Russi. Fu una lunga battaglia per il controllo della regione di Varsavia. A questa battaglia prese parte un uomo del quale parleremo molto presto: August von Mackensen. La battaglia non ebbe esito positivo per gli Imperi Centrali e fu solo la prima di una lunga serie di azioni volte alla conquista di Varsavia.

Nel frattempo qualcosa di estremamente importante accadeva a sud. Il 27 Settembre 1914 l’Impero Ottomano chiudeva l’accesso ai Dardanelli alle navi alleate. Sino a quel momento il Sultano non aveva preso parte attiva agli eventi bellici dei suoi alleati tedeschi, ma questa era una netta presa di posizione che non sarebbe di certo stata ignorata da Inglesi e Francesi, tanto più che era a netto svantaggio dei Russi.

In Africa continuava l’assalto alle colonie tedesche. Il 26 Settembre cominciò la Campagna dell’Africa Tedesca del Sud-Ovest (Namibia) da parte delle truppe del Sudafrica, originando una serie di scontri etnici che si sono protratti di fatto sino al 1990 quando finalmente il Sudafrica rinunciò al controllo ufficiale sull’ex colonia tedesca. Il 27 Settembre le truppe francesi completarono l’occupazione di tutta la fascia costiera del Camerun isolando così il resto della colonia.

Storia: Settembre 1914 – parte seconda

Coma abbiamo già visto, sul fronte orientale,  la situazione per le forze degli Imperi Centrali era altalenante. Nella zona sud si fronteggiavano gli “eserciti di disperati” di Russia e Austria e al nord invece i Tedeschi continuavano a dimostrare tutta la loro forza e preparazione tattica. Tra il 7 e il 14 Settembre venne combattuta la Prima Battaglia dei Laghi Masuri che vide trionfare i Tedeschi sui Russi, fu una battaglia vecchio stile, vinta proprio da un tipo di formazione destinata pian piano a sparire nei decenni successivi: la cavalleria. A fronte di quasi 40.000 perdite tedesche se ne contarono oltre 125.000 tra le fila russe. Mentre le truppe del Kaiser trionfavano le truppe di Vienna continuavano la loro progressiva ritirata in Galizia, che sarebbe terminata il 24 Settembre nel momento in cui i Russi posero l’assedio alla fortezza di Przemyśl (sarebbe durato sino alla fine del Marzo 1915, con una “vittoria di Pirro” per i Russi).

Ad occidente la situazione invece iniziava a diventare problematica per la Germania. Il piano di invasione rapida della Francia stava fallendo e la rapida successione di battaglie di quel Settembre 1914 stava rendendo evidente a tutti che le vecchi battaglie campali non sarebbero state in grado di risolvere il conflitto. Cominciò una serie di manovre di accerchiamento da parte di tutti gli eserciti coinvolti che portò a quella che è passata alla storia come “corsa al mare”. Di fatto di manovra in manovra e di battaglia in battaglia si giunse a creare due linee parallele di trincee e fortificazioni che si estendevano dalla neutrale Svizzera sino al Mare del Nord (anche se in alcuni punti il fronte resterà discontinuo sino alla primavera del 1915). Fu così che dopo la Prima Battaglia della Marna si giunse alla Prima Battaglia dell’Aisne alla Battaglia di Flirey e al conseguente avvicinamento dei Tedeschi alla fortezza francese di Verdun. ma per quante battaglie venissero combattute e per quanti uomini morissero la situazione era quasi sempre di stallo; certo le truppe di Berlino erano riuscite a conquistare alcuni avamposti di una certa importanza, ma gli Anglo-francesi resistevano con coraggio e spirito di sacrificio. Il fallimento dell’offensiva lampo in Francia (piano Schlieffen) portò alla destituzione del generale tedesco Helmuth von Moltke in favore del generale Erich von Falkenhayn alla guida delle truppe del Kaiser.

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La “corsa al mare” del 1914

Il 17 Settembre la Germania perdeva completamente la sua colonia della Nuova Guinea Tedesca, conquistata dalle truppe australiane per conto dell’Impero Britannico.