Storia: Agosto 1916

Il 28 Luglio 1914 iniziava la Prima Guerra Mondiale. Iniziava nella tormentata terra dei Balcani. Due anni dopo la guerra continuava senza sosta presentando un conto sempre più caro in termini di vite umane. Nel frattempo la guerra si era allargata ad ogni fronte possibile immaginabile, ma due anni dopo i Balcani erano pronti a tornare protagonisti degli eventi bellici. La Romania aveva deciso di schierarsi con le potenze alleate contro gli Imperi Centrali e questa scelta avrebbe incendiato ancora una volta l’intera regione. La Bulgaria, che già aveva capito qualcosa, cominciò ad assumere un atteggiamento aggressivo nei confronti della neutrale Grecia, il cui re Costantino I in realtà era favorevole agli Imperi Centrali. La Grecia però ruotava troppo nell’ottica della Gran Bretagna e della Francia e poteva rappresentare un pericoloso punto di partenza di una poderosa campagna alleata verso nord.

Truppe Rumene 1916

Sul fronte della Macedonia tra  il 9 e il 18 Agosto 1916 si combatté la prima Battaglia di Doiran che vide trionfare le truppe di Sofia. Nel frattempo la Romania si stava accordando per entrare in guerra al fianco della Francia e della Gran Bretagna, con la promessa di ottenere a fine guerra la Transilvania, il Maramureș, la Crișana, il Banato (in mano al Regno di Ungheria, ma abitate principalmente da Rumeni) e la Bucovina. Gli accordi vennero firmati il 17 Agosto 1916 con il Trattato di Bucarest. Il 18 Agosto 1916, dopo la Battaglia dello Struma, le truppe bulgare invasero la Tracia e la occuparono tutta entro il 23 dello stesso mese. La reazione dell’opinione pubblica greca fu enorme e alla fine le truppe di stanza a Salonicco diedero il via ad una ribellione che in poche ore portò alla formazione di un nuovo governo provvisorio vicino agli interessi di Londra. Infine il 27 Agosto 1916 la Romania dichiarò guerra all’Austria-Ungheria e cominciò ad invadere il lato ungherese della Transilvania. La reazione a catena non si fece attendere: il 28 Agosto 1916 la Germania dichiarò guerra alla Romania, seguita il 30 Agosto 1916 dall’Impero Ottomano e il 1 Settembre 1916 dalla Bulgaria.

La Campagna di Anatolia tra Russi e Ottomani continuava ad infiammare le remote regioni vicine al Caucaso e l’ennesimo contro, la Battaglia di Bitlis del 25 Agosto 1916, vide i Russi ormai vittoriosi nonostante la strenue resistenza ottomana. Insieme alle truppe russe combatterono diversi gruppi di volontari armeni. Le truppe ottomane subivano ripetute sconfitte sia su questo fronte che su quello egiziano dove le truppe Inglesi si imposero nella Battaglia di Romani, del 3 Agosto 1916, nel Sinai.

L’estate del 1916 vedeva una fervente attività bellica su tutti i fronti. A occidente imperversavano i mattatoi di Verdun e della Somme, con i Francesi impegnati in una serie di contrattacchi a partire dal 4 Agosto 1916 nel tentativo di recuperare porzioni di terra perdute durante le offensive germaniche.

Sul fronte italiano le truppe austriache vennero sconfitte nella sesta Battaglia dell’Isonzo (4-17 Agosto 1916). Gli Italiani, seppur con gravissime perdite, riuscirono a conquistare Gorizia, ma si dimostrarono impreparati ad affrontare con prontezza gli attacchi coi gas. Il 27 Agosto 1916 l’Italia dichiarò guerra alla Germania, mentre due giorni dopo ci fu un cambio ai vertici dell’esercito tedesco con il generale von Falkenhayn che venne sostituito da von Hindenburg (che poi sarebbe stato l’ultimo presidente della Repubblica di Weimar durante l’ascesa di Hitler).

Gorizia 1916

Sehnsucht: Curaçao

Curaçao è un’ isola al largo delle coste del Venezuela, ma non appartiene allo stato sudamericano bensì è ancora oggi una dipendenza dell’Olanda. Tra l’altro sino ad un anno e mezzo fa faceva parte della dipendenza conosciuta come Antille Olandesi, oggi scorporata in tre dipendenze differenti. Ma cosa ci fanno dei possedimenti olandesi al largo del Venezuela?

Presto detto: gli Olandesi arrivarono sull’isola nel 1634 e vi fondarono l’attuale capitale Willemstad, i nuovi coloni non vi trovarono tribù ostili ad accoglierli poiché gli spagnoli avevano già provveduto alla fine del ‘400 a sterminarvi i nativi, ma non vi avevano costruito città poiché in tutta l’ isola non si trovavano minerali interessanti. Gli Olandesi però ne fecero un centro economico di primaria importanza per la tratta degli schiavi, da lì infatti venivano smistati gli schiavi destinati alla maggior parte dei Caraibi e del Sud America.

La controversa prosperità dell’ isola durò sino a che l’ Olanda non abolì la schiavitù nel 1863 (siamo nel pieno della Guerra di Secessione Americana e solo due anni dopo l’ unità d’Italia, tanto per capirci), da quel momento ci fu una fase di stallo sino al periodo della Grande Guerra quando in quelle zone venne scoperto il petrolio.

Willemstad

Curiosità: a pochi km dall’isola si trova un piccolo isolotto disabitato chiamato “Piccola Curaçao” che fu concessa per breve tempo dagli Olandesi ai Tedeschi in un tentativo di quest’ ultimi di penetrare a livello coloniale nella zona dei Caraibi, essendo anche l’Impero Tedesco nato da poco come il Regno d’Italia la possibilità per questi due paesi di trovare terre da colonizzare era assai scarsa. Il tentativo comunque si risolse con un insuccesso poiché Inglesi e Francesi fecero di tutto per impedire una penetrazione tedesca potenzialmente lesiva dei loro interessi commerciali.

Sturm und Drang: Enrico V

Kenneth Branagh (Enrico V, 1989)

Chi è mai che desidera questo? Mio cugino Westmoreland?

No, mio caro cugino. Se è destino che si muoia, siamo già in numero più che sufficiente; e se viviamo, meno siamo e più grande sarà la nostra parte di gloria. In nome di Dio, ti prego, non desiderare un solo uomo di più. Anzi, fai pure proclamare a tutto l’esercito che chi non si sente l’animo di battersi oggi, se ne vada a casa: gli daremo il lasciapassare e gli metteremo anche in borsa i denari per il viaggio. Non vorremmo morire in compagnia di alcuno che temesse di esserci compagno nella morte.

Oggi è la festa dei Santi Crispino e Crispiano; colui che sopravviverà quest’oggi e tornerà a casa, si leverà sulle punte sentendo nominare questo giorno, e si farà più alto, al nome di Crispiano. Chi vivrà questa giornata e arriverà alla vecchiaia, ogni anno alla vigilia festeggerà dicendo: “Domani è San Crispino”; poi farà vedere a tutti le sue cicatrici, e dirà: “Queste ferite le ho ricevute il giorno di San Crispino”.

Da vecchi si dimentica, e come gli altri, egli dimenticherà tutto il resto, ma ricorderà con grande fierezza le gesta di quel giorno. Allora i nostri nomi, a lui familiari come parole domestiche – Enrico il re, Bedford ed Exeter, Warwick e Talbot, Salisbury e Gloucester – saranno nei suoi brindisi rammentati e rivivranno.

Questa storia ogni brav’uomo racconterà al figlio, e il giorno di Crispino e Crispiano non passerà mai, da quest’oggi, fino alla fine del mondo, senza che noi in esso non saremo menzionati; noi pochi. Noi felici, pochi. Noi manipolo di fratelli: poiché chi oggi verserà il suo sangue con me sarà mio fratello, e per quanto umile la sua condizione, sarà da questo giorno elevata, e tanti gentiluomini ora a letto in patria si sentiranno maledetti per non essersi trovati oggi qui, e menomati nella loro virilità sentendo parlare chi ha combattuto con noi questo giorno di San Crispino!

(Enrico: Atto IV, scena III)

Storia: Ottobre 1915

Il mese di Ottobre del 1915 vide come protagonista bellica la Bulgaria. La sua alleanza con la Germania portò un nuovo assetto sullo scacchiere balcanico e determinò un atteggiamento più aggressivo da parte delle forze Austriache, sempre più determinate a conquistare il piccolo stato. Il 7 Ottobre 1915 partì la quarta invasione della Serbia ad opera di Vienna e con l’appoggio delle forze tedesche riuscirono ad entrare a Belgrado già il 9 Ottobre. La Bulgaria decise quindi di attaccare da est per dare il colpo di grazia al nemico, per questo motivo il 14 ottobre venne presentata la formale dichiarazione di guerra alla quale ovviamente risposero anche le altre nazioni Alleate.

Il 15 Ottobre 1915 l’Inghilterra e il Montenegro dichiararono guerra alla Bulgaria e il 16 Ottobre 1915 la Francia fece lo stesso passo. Abbiamo già visto come le truppe Alleate fossero già sbarcate preventivamente in territorio greco proprio per intervenire in estremo soccorso della Serbia. La guerra nei Balcani era solo momentaneamente favorevole agli Imperi Centrali.

Il 18 Ottobre 1915 le truppe italiane iniziarono la Terza Battaglia dell’Isonzo (l’attacco sarebbe durato sino al 4 Novembre) per cercare di distrarre gli Austriaci distogliendoli dal fronte serbo e il giorno successivo, congiuntamente alla Russia, l’Italia dichiarò guerra alla Bulgaria.