Il Grimorio di Odenwald #72

Apocalisse 6,1-8

1 Quando l’Agnello sciolse il primo dei sette sigilli, vidi e udii il primo dei quattro esseri viventi che gridava come con voce di tuono: “Vieni”.

2 Ed ecco mi apparve un cavallo bianco e colui che lo cavalcava aveva un arco, gli fu data una corona e poi egli uscì vittorioso per vincere ancora.

3 Quando l’Agnello aprì il secondo sigillo, udii il secondo essere vivente che gridava: “Vieni”.

4 Allora uscì un altro cavallo, rosso fuoco. A colui che lo cavalcava fu dato potere di togliere la pace dalla terra perché si sgozzassero a vicenda e gli fu consegnata una grande spada.

5 Quando l’Agnello aprì il terzo sigillo, udii il terzo essere vivente che gridava: “Vieni”. Ed ecco, mi apparve un cavallo nero e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano.

6 E udii gridare una voce in mezzo ai quattro esseri viventi: “Una misura di grano per un danaro e tre misure d’orzo per un danaro! Olio e vino non siano sprecati”.

7 Quando l’Agnello aprì il quarto sigillo, udii la voce del quarto essere vivente che diceva: “Vieni”.

8 Ed ecco, mi apparve un cavallo verdastro. Colui che lo cavalcava si chiamava Morte e gli veniva dietro l’Inferno. Fu dato loro potere sopra la quarta parte della terra per sterminare con la spada, con la fame, con la peste e con le fiere della terra.

Sturm und Drang: Inferno e Notte

Urla che nessuno può sentire, lanciate nella notte in direzione del cielo. Dolore… sempre e solo dolore, fisico, mentale, spirituale… sento le belve che mi divorano un pezzo per volta, attente a non farmi morire per poter prolungare ancora di più questa agonia. Quando finirà? Finirà?

E se poi non finisse? Forse è una condanna a cui non posso sottrarmi, un’espiazione eterna per le mie colpe. E allora mi rendo conto di essere già morto da tempo e questo non può che essere il mio angolo di inferno, il mio antro della punizione. Sto pagando e non avrà mai fine.

Ecco allora che tutto si spiega. L’aver voltato le spalle agli angeli nell’ultimo istante in cui ancora mi tendevano la mano. Ed ora il gelido tocco del demonio si appropria di ogni millimetro della mia esistenza, divorando avidamente le mie carni putrefatte, la mia anima marcia, il mio essere immondo. Non c’è fine… ne mai ci sarà

Sturm und Drang: Non è un sogno?

E’ sempre lì che ti ritrovi, nello stesso posto umido e tenebroso, ma al contempo così famigliare. Un luogo di immense avventure misteriose, di sotterfugi, di scoperte e tesori perduti.

Abitato da esseri usciti da libri di storia o da libri di fantasia, cattivi da romanzo salgariano si alternano a minacciose guardie ottomane o a cadaveri tornati in vita… ma questo luogo della mia anima continua ad essere talmente ricorrente da mantenere viva la mia attenzione anche nelle ore mattutine.

Non si dorme che in maniera apparente quando si ha la consapevolezza di essere dentro ad un sogno. Si sogna… è vero… ma una parte del cervello è completamente accesa. E’ un sonno che non porta riposo, ma che fa desiderare di non svegliarsi.

Non so dire se sia un inferno o un paradiso… non so neppure più dire cosa sia reale e cosa sia sogno…

Sto sognando di scrivere sul blog quella che è la mia vita reale pensando che essa sia un sogno? 

Forse…