Deep Space 19: Vyommitra e il futuro degli automi

Il futuro è nello spazio, sia per quello che riguarda le risorse e l’economia che per quello che riguarda lo sviluppo tecnologico. L’uomo guarda la cielo con ammirazione e speranza ed è pronto a solcare l’infinito per carpirne i segreti. Ma ci vorrà pazienza per un compito così “modesto”. Cominciamo dalle cose semplici, dal conoscere lo spazio più prossimo al nostro pianeta, cercando di capire il funzionamento di ogni singolo pianeta. Scopriremo, studieremo e poi, infine, colonizzeremo. E per questa ultima fase ci faremo aiutare anche dall’ingegneria robotica. Non solo mezzi, rover, sonde e navi… no! Ci serviranno anche gli automi. Simili a noi ed in grado di sostituirci nei compiti più gravosi e/o pericolosi.

Fantascienza?

Mica tanto… l’Agenzia di ricerca spaziale indiana (ISRO –  Indian Space Research Organization) ha appena presentato un prototipo di automa che dovrebbe diventare operativo già a partire dalle missioni spaziali previste per la fine del 2021 e l’inizio del 2022. Questo automa in realtà è una “lei”, ha le fattezze femminili di una ragazza indiana e le è stato dato il nome di Vyommitra. Il nome è tutto un programma dal momento che si tratta dell’unione di due parole sanscrite: Vyom (spazio) e Mitra (amico). Il risultato è “amica dello spazio“. Questo automa è in grado di parlare correttamente l’hindi e l’inglese, non ha gli arti inferiori e dovrà svolgere alcuni controlli importanti per quello che riguarda il corretto funzionamento delle strumentazioni all’interno delle cabine che in futuro ospiteranno gli astronauti indiani.

Vyommitra

E gli altri? Di sicuro non resteranno a guardare…

Film: L’uomo che volle farsi re (1975, John Huston)

E’ strano come certe storie ci rimangano in testa più di altre. Evidentemente ognuno di noi, con la propria sensibilità differente, apprezza racconti in grado di comunicare direttamente con la propria anima. C’è un qualcosa in questa storia che mi ha sempre affascinato, qualcosa che non sono in grado di individuare con certezza… quello che so è che ogni tanto sento il bisogno di rivederlo, di calarmi in questa atmosfera lontana, di rivivere quest’avventura fuori dal comune e forse totalmente priva di senso. Ma cos’ha senso in fondo nella nostra esistenza? Siamo ciò che facciamo. Siamo ciò che vorremmo essere. Siamo ciò che non riusciamo ad essere. Siamo?

Il film di cui vi sto parlando è del 1975, firmato da John Houston (regista di film magnifici come “L’anima e la carne” o “La regina d’Africa”) con attori del calibro di Sean Connery, Michael Caine e Christopher Plummer. Tutte ottime premesse. E’ un’avventura. Un’avventura pulita, senza turpiloquio, senza fiumi di sangue da guadare, senza gli eccessi della moderna volgarità. Qui non conta il sesso, la violenza esasperata, l’effetto speciale computerizzato… qui conta solo la storia. E’ vera arte.

La storia si svolge nel secolo scorso tra l’India britannica e l’odierno Afghanistan e narra di due avventurieri inglesi (due autentici intrallazzatori) che decidono di partire per una remota regione abitata da popolazioni molto arretrate. Il loro scopo? Quello di imporsi come sovrani di quelle popolazioni grazie all’aiuto di qualche fucile e di alcuni stratagemmi imparati al servizio dell’esercito di Sua Maestà. Il classico disegno coloniale e civilizzatore che per secoli ha mosso la politica dell’Impero Britannico. Ovviamente non posso dirvi altro, perchè rovinerei la visione di questo piccolo capolavoro.

Fa da sottofondo al racconto la storia di Alessandro Magno, unico conquistatore europeo a prendere possesso di quelle terre, unita a diversi rimandi alla Massoneria di cui i protagonisti sono membri attivi. Resta da corollario la figura di Kipling, reale autore della storia nel 1888, Massone a tutti gli effetti e gran conoscitore del subcontinente indiano.

Un film per tutti quelli che hanno bisogno di rammentarsi che “chi troppo vuole nulla stringe”.

Statistiche 2018

Nei 3 mesi e mezzo di attività del 2018 il blog ha avuto 2.180 visite. Escludendo l’Italia (con 1.367 visite) i paesi da cui sono provenuti più visitatori sono: Spagna (143), Stati Uniti (141) ed India (103).

2018

Gli articoli che sono stati letti maggiormente sono:

TAMERLANO 

GENOCIDIO ARMENO

CITAZIONE di Luc de Clapiers

Grazie a tutti per il supporto!

Lemuria Dixit: Nāga

Il mondo antico e della mitologia è popolato da creature misteriose e da interi popoli le cui caratteristiche psico-fisiche non sono assimilabili a quelle dell’umanità moderna. Intere leggende narrano di esseri dal corpo per metà umano e per metà di animale, di esseri in grado di mutare forma a piacimento, di razze antiche scomparse dopo intensi e drammatici eventi. Alcune di queste razze ritornano ciclicamente nei racconti umani, rinnovando la leggenda ed aggiornandola ai tempi nostri. Talvolta il mito non muore e perpetua i suoi frutti nei sotterranei del complottismo più ridicolo e talvolta negli alti piani dell’occultismo. Tra le creature più ricorrenti nella storia dell’uomo troviamo gli Uomini Serpente, una razza con caratteristiche semidivine che compare più volte nelle mitologie di popoli della terra distanti tra loro. Senza stare ad analizzare l’attuale dissertazione su Nuovi Ordini Mondiali, Uomini Rettile che governano il mondo e similari… volevo soffermarmi semplicemente sulla rappresentazione asiatica di questo antica e potente razza: i nāga.

I nāga sono creature che vivono in un misterioso, quanto ricco, regno sotterraneo. Hanno la capacità di assumere sia la piena forma umana che la piena forma serpentina e sono associati in genere all’acqua e a tutti gli eventi (positivi e negativi) ad essa correlati. Per accedere alle misteriose città dei nāga si dovrebbe cercare sul fondo dei laghi o dei fiumi più profondi. Sono esseri positivi tranne per coloro che danneggiano deliberatamente l’ambiente. In tutto il mondo asiatico compaiono quindi in associazione al concetto di fertilità, al ciclo di piogge che favorisce abbondanti raccolte, ma anche alle tremende alluvioni di alcuni grandi fiumi.

Burmese_Naga,_Galone,_and_Bilu
Creature mitiche in una rappresentazione Birmana, il primo a sinistra è un Nāga

I nāga talvolta si mischiano agli esseri umani e si riproducono con loro, si narra ad esempio che una principessa dei nāga si sposò con il primo re dell’antica Cambogia, dalla loro unione sarebbe nato il popolo cambogiano. Secondo questa leggenda questo popolo di serpenti abitava una vasta area dell’Oceano pacifico. Se analizziamo leggende similari dell’area asiatico-pacifica si giunge ad associare gli uomini serpente al mitico continente di Mu, un continente perduto nel più classico stile atlantideo. Ma di questo parleremo poi un’altra volta. In ogni caso su molti templi della regione sono rappresentati i nāga, vedasi le interessanti statue del tempio di Angkor Wat che rappresentano nāga a 7 teste (1 per ogni razza della loro società).

nagakanya5
Nāga Kanya

Un’altra leggenda, comune ai nāga e al continente perduto di Mu riguarda il segreto dell’elisir di lunga vita. La leggenda narra che questi mitici esseri rubarono una coppa di pura vita agli dei, mentre questi erano intenti a distribuirla alle creature del mondo. Le divinità recuperarono la coppa, ma una parte del suo contenuto cadde a terra. I nāga si misero a leccare il terreno per bere la pura vita e così facendo si tagliarono la lingua, che rimase per sempre biforcuta.

La visione tutto sommato pacifica, positiva e naturalistica, dei nāga contrasta enormemente con l’immagine quasi terrorizzante dei malvagi uomini serpente che vorrebbero controllare il mondo.

Storia: Tamerlano ed il suo impero

Siete un giovane ragazzo che si diletta a rubare pecore dai greggi altrui finché un giorno un pastore giustamente inferocito vi ferisce ad una gamba con una freccia rendendovi per sempre zoppo (in realtà ci sono versioni contrastanti su questo aneddoto, per molti storici la ferita fu procurata in battaglia). Fin qui può sembrare un’ordinaria storia di delitto e castigo, ma in realtà si tratta dell’inizio di una straordinaria avventura che vi porterà a costruire un vasto impero nel centro dell’Asia. Oggi siete Tamerlano fondatore della dinastia timuride, attiva nell’area per oltre cento anni e diretta progenitrice della dinastia Mogol in India.

Tamerlano nasce poco distante da Samarcanda, in Uzbekistan, figlio di un capo di una tribù turco-mongola di religione musulmana; la sua famiglia è imparentata alla lontana con quella di Gengis Khan. Diventa presto un furbo condottiero in grado di sfruttare le rivalità delle tribù della sua regione a proprio vantaggio, conquistandole e sottomettendole una dopo l’altra diventando a soli trentaquattro anni Emiro di una vasta area tra Uzbekistan e Kazakistan, scegliendo come capitale proprio Samarcanda e sposando una discendente di Gengis Khan per legittimare ulteriormente il proprio dominio.

Tīmūr Barlas
Le conquiste di Tamerlano

Negli anni successivi Tamerlano assesta duri colpi prima all’Orda d’Oro per poi conquistare l’intera area della Persia e dell’Azerbaijan e buona parte dei territori di Afghanistan ed Iraq, giungendo di fatto a controllare gran parte della Via della Seta. Ma la sua sete di conquista non si ferma qui, nel 1398 attacca il signore musulmano di Dehli (in India), approfittando di una guerra civile, e subito dopo quella vittoriosa spedizione attacca prima l’Impero Ottomano poi il sultanato mamelucco dell’Egitto conquistando anche la Siria.

Gli Europei, preoccupati dall’avanzata dell’Impero Ottomano stringono alleanza con Tamerlano nell’intento di preservare quel che resta dell’Impero Bizantino e questa momentanea amicizia ritarderà al caduta di Costantinopoli di quasi cinquantanni. In realtà Tamerlano non è molto interessato alle faccende dell’Europa ed i suoi sogni di gloria guardano con ansia alla Cina, come in una sorta di richiamo naturale della sua stirpe.

tamerlano-samarcanda
Statua di Tamerlano a Samarcanda (Uzbekistan)

Un richiamo fatale. Nel 1404 Tamerlano parte per assaltare la Cina, ma il pessimo clima dell’ Asia Centrale lo fa ammalare e probabilmente gli procura una polmonite. Muore quindi il 19 gennaio del 1405 in territorio kazako, prima ancora che la sua impresa cinese cominciasse. Il suo impero praticamente si dissolse con la sua morte, riposa in un mausoleo a Samarcanda ed è considerato un eroe nazionale da tutta la popolazione uzbeka.

Amir-Temur-Night-1-586x349
Mausoleo di Tamerlano a Samarcanda (Uzbekistan)