Storia: Settembre 1917

Aleksandr Kerensky

A tener banco nel difficile mese di Settembre 1917 era la situazione della Russia. Tutti i governi coinvolti nel conflitto guardavano ad est con una certa, motivata, ansia. Per gli Imperi Centrali un progressivo disimpegno della Russia avrebbe significato una più ampia libertà di manovra sugli altri fronti… questa stessa considerazione era causa di malumori e preoccupazione in casa degli Alleati. L’opinione pubblica russa era ormai schierata compattamente contro il prosieguo di uno scontro che si era rivelato fin lì un inutile bagno di sangue. La classe politico-militare era invece divisa. Diversi uomini di potere temevano che il paese piombasse nel caos non appena fossero cessate le ostilità contro gli Imperi Centrali e milioni di soldati fossero rientrati verso il cuore pulsante della Russia. A dar voce a questi timori ci pensò in maniera decisamente poco delicata il comandante in capo dell’esercito, generale Lavr Georgievič Kornilov. Egli chiese al governo di introdurre una serie di norme volte ad irrigidire il trattamento dei soldati al fronte con la speranza di eliminare una volta per tutte il sistema delle assemblee “sindacali” dei soldati e ridare il potere agli ufficiali. Il dibattito che ne scaturì passo in breve tempo dal verbale al fisico. L‘opposizione delle forze di sinistra e lo scarso potere effettivo di Kerenskij portarono in breve Kornilov a tentare di prendere il potere con la forza. Inevitabilmente la reazione popolare fu violentissima e netta, e il tentato golpe durò appena dal 8 al 14 Settembre 1917, dopo di che Kornilov fu costretto a fuggire. In tutto questo desolante panorama di un paese sull’orlo della guerra civile gli Imperi Centrali non restavano fermi a guardare. Continuavano grandi offensive volte a strappare quanta più terra possibile alle ex regioni dello Zar. Il 3 Settembre 1917 ad esempio i Russi furono costretti ad abbandonare Riga, città chiave della regione baltica e il 29 Settembre 1917 la marina tedesca condusse importanti incursioni nel baltico ai danni di una marina russa ormai allo sfacelo.

Nel frattempo in Iraq proseguiva l’avanzata Inglese in Mesopotamia. Il 28-29 Settembre 1917 si svolse la Battaglia di Ramadi sostenuta quasi per intero da truppe indiane, l’Impero Ottomano era l’altro grande malato della Grande Guerra, un impero che settimana dopo settimana perdeva inesorabilmente dei pezzi del suo glorioso passato, aprendo la strada alle bieche mire coloniali degli Inglesi e dei Francesi, spianando la strada a problemi che ancora oggi il mondo deve affrontare.

Storia: Luglio e Agosto 1917

Nell’estate 1917 la Grande Guerra sembrava aver raggiunto un nuovo livello di intensità, dopo le grandi manovre del 1914, dopo la guerra di posizione del 1915, dopo gli inutili bagni di sangue del 1916, nella mente di tutte le nazioni in causa il 1917 doveva diventare un anno risolutivo per le sorti del conflitto… e in buona parte questa aspettativa venne rispettata.

Sul fronte orientale iniziava il 1 Luglio 1917 l’ultima grande offensiva russa: l’offensiva Kerenskij, il gigante russo era in crisi totale per le grandi ondate rivoluzionarie che lo scuotevano dall’interno. l’offensiva prese piede in Galizia. Le nuove disposizioni dei Soviet politici della capitale prevedevano che ogni azione bellica fosse preceduta da un’assemblea dei soldati stessi che ne valutassero l’opportunità, esautorando di fatto il potere degli alti ufficiali di impianto zarista. I primi giorni dell’offensiva furono travolgenti più per le mancanze dell’esercito austro-ungarico che per le reali capacità dei Russi… di fatto si stavano scontrando due imperi di carta destinati a crollare. L’intervento tedesco (19 Luglio 1917) fu determinate per interrompere l’offensiva e per passare al furioso contrattacco che mandò totalmente in rotta l’esercito russo, costretto a ritirarsi per oltre 240 km. Il governo di Kerenskij ne uscì esausto, ormai ovunque si susseguivano le voci di una imminente rivoluzione guidata dai Bolscevichi.

prigionieri Russi 1917

Sul fronte dei Balcani la Grecia fu indotta a dichiarare guerra agli Imperi Centrali, soprattutto in chiave anti-bulgara. Nel frattempo un “Comitato Jugoslavo” formatosi sotto l’ala protettrice anglo-francese prese l’impegno politico di formare un futuro Regno dei Serbi, Croati e Sloveni in funzione anti-austriaca, per questo fu approvata il 20 Luglio 1917 la dichiarazione di Corfù. Bosniaci e Montenegrini non furono chiamati in causa su questa questione che li riguardava direttamente. Sul fronte rumeno le disavventure russe in Galizia produssero un forte reazione dell’esercito rumeno che cercò di scacciare gli austro-ungarici dalla Moldavia e di resistere disperatamente alle continue incursioni nemiche, il particolare la Battaglia di Mărășești (6 Agosto – 8 Settembre 1917) fu l’ultima grande vittoria rumena della guerra.

Sul fronte italiano andò in scena l’Undicesima Battaglia dell’Isonzo (17 – 31 Agosto 1917), intrapresa in parte per la paura di una imminente offensiva austro-ungarica (che sarebbe arrivata qualche mese dopo) e in parte per le forti pressioni degli Alleati che volevano disperdere l’attenzione degli Imperi Centrali su più fronti caldi. Nonostante le scarse conquiste territoriali lo scontro dimostrò che le truppe di Vienna erano ormai vicine ad un crollo psico-fisico totale, l’unico fattore in grado di far reggere questo fronte (come quello orientale del resto) poteva essere l’arrivo di truppe tedesche… cosa che poi effettivamente avvenne.

Sul fronte occidentale cominciò il 31 Luglio 1917 la grande offensiva britannica nelle Fiandre che sarebbe passata alla storica come Battaglia di Passchendaele. L’offensiva si svolse a più ondate e di fatto interessò anche altri settori, come quello di Verdun.

Soldati Britannici 1917

Sul fronte prossimo alla Palestina le truppe arabe guidate da Lawrence d’Arabia e Awda Abu Tayi sconfissero gli Ottomani nella Battaglia di Aqaba il 6 Luglio 1917.

Altri paesi si unirono agli Alleati contro le forze degli Imperi Centrali: Cina (14 Agosto 1917), Siam (22 luglio 1917) e Liberia (4 Agosto 1917).

Storia: Giugno 1916 – parte prima

La più grande vittoria alleata durante la Prima Guerra Mondiale? Con tutta probabilità l’offensiva Brusilov cominciata il 4 Giugno 1916 e terminata il 24 Settembre dello stesso anno. L’attacco delle forze dello Zar aveva il duplice obiettivo di distogliere l’attenzione tedesca dal settore di Verdun e quella austriaca dalla Battaglia degli Altipiani. L’attacco investì un fronte di quasi 500km e cominciò nel lato compreso tra l’area paludosa di Pryp’jat’ (nei pressi della tristemente famosa Černobyl’) e la Bucovina. Il successo fu in larga parte dovuto ad una nuova tecnica di guerra che prevedeva l’utilizzo di piccole unità specializzate che si infiltravano facilmente tra le linee nemiche e colpivano specifici obiettivi, limitando l’inutile spreco di soldati degli assalti di fanteria.

Cavalleria Russa 1916

L’esercito dello Zar era in realtà al suo canto del cigno… il paese era già sull’orlo della rivoluzione a causa dell’immenso costo di una guerra che ai più sembrava ormai inutile, la Russia tra il 1914 e il Giugno 1916 aveva già perso 5.000.000 di uomini e il malcontento era sempre più evidente anche tra le truppe. Nonostante questo per tre mesi interi l’esercito russo inflisse una dura lezione ai propri rivali causando perdite complessive di oltre 780.000 uomini tra Austriaci e Tedeschi (ai quali vanno aggiunti anche 400.000 prigionieri) e raggiungendo l’obiettivo di alleggerire gli altri due fronti alleati. Inoltre l’efficacia dell’attacco convinse il Regno di Romania ad entrare in guerra la fianco degli Alleati. Il prezzo della vittoria fu comunque alto. La Russia ebbe perdite complessive per oltre 1.400.000 uomini e non sarebbe più stata in grado di realizzare grosse offensive.

Nel settore di Verdun, nel frattempo, il 7 Giugno 1916 Fort Vaux cadde in mano dei Tedeschi dopo una settimana di micidiali combattimenti quasi sempre corpo a corpo negli infiniti cunicoli del forte. Le truppe francesi, ai comandi dell’eroico Maggiore Sylvain Eugène Raynal, si dovettero arrendere a causa della scarsità di acqua potabile e di munizioni.

Nel Mare del Nord il 1 Giugno 1916 si consumava la Battaglia dello Jutland. La marina tedesca si scontrava con quella britannica nel tentativo di spezzare il blocco navale creato dagli Inglesi. Nonostante i gravi danni inflitti alla marina di Sua Maestà i Tedeschi non riuscirono nel loro intento e nei mesi successivi si limitarono principalmente a condurre la guerra marina coi sommergibili. Prima illustre vittima della guerra sottomarina fu il ministro della guerra britannico Horatio Kitchener che perse la vita il 5 Giugno 1916, mentre si trovava in viaggio verso la Russia a bordo dell’incrociatore HMS Hampshire. La nave centrò in pieno una mina posata proprio da un sommergibile tedesco. Solo 12 dei 655 uomini a bordo si salvarono.

Sul fronte meridionale dell’Impero Ottomano l’8 Giugno 1916 lo Sceriffo della Mecca (al-Ḥusayn ibn ʿAlī) siglò l’alleanza con gli Inglesi ed i Francesi dando vita alla Rivolta Araba che avrebbe visto tra i suoi grandi protagonisti Thomas Edward Lawrence.

Storia: Febbraio 1916

21 Febbraio 1431 – Inizia formalmente il processo a Giovanna d’Arco

21 Febbraio 1440 – Nasce la Confederazione Prussiana

21 Febbraio 1804 – Primo viaggio di una locomotiva a vapore

21 Febbraio 1848 – Marx e Engels pubblicano il Manifesto del Partito Comunista

21 Febbraio 1916 – Inizia la Battaglia di Verdun ad opera dei Tedeschi

Verdun. Ore 8:12 del mattino del 21 Febbraio 1916. L’artiglieria tedesca comincia un intenso fuoco contro le posizioni francesi e contro la città e i forti che la difendono (60 in tutto). Verdun era considerata la fortezza inespugnabile del Fronte Occidentale, difesa da una fitta rete di trincee e fortilizi; strategicamente impostata in maniera perfetta, difesa da pesanti artiglierie e dalle truppe migliori dell’esercito di Francia. O almeno così sarebbe dovuto essere. Verdun l’inespugnabile era più che altro un pensiero di riflesso legato ai primi mesi di guerra del 1914, quando la “Corsa al mare” stava per cominciare e le truppe del Kaiser pensavano ancora di riuscire a sfondare sulla Marna. Allora un assalto a Verdun era risultato impossibile da sostenere. All’inizio del 1915 la posizione era stata notevolmente rafforzata, ma poi nella seconda metà dell’anno era successo qualcosa: le difese erano state notevolmente indebolite per spostare uomini e cannoni in altri settori del fronte dove la guerra era entrata nel vivo. La Verdun del 1916 era solo apparenza. Ma era pur sempre un simbolo dell’orgoglio nazionale francese e questo avrebbe fatto di questa battaglia una delle pagine più sanguinose di tutta la storia dell’umanità. Il 21 Febbraio 1916 l’offensiva tedesca ebbe inizio e già dopo quattro giorni era stato raggiunto uno dei primi obiettivi dell’attacco: Fort Douaumont, occupato dai Tedeschi il 25 Febbraio 1916. Lo smacco di Fort Douaumont fu amplificato dal fatto che con un’azione rocambolesca erano bastati 10 soldati tedeschi a conquistarlo… 10 soldati per catturarne quasi 500 e praticamente senza sparare un colpo!

Soldati francesi avanzano sotto il fuoco dell’artiglieria nemica

Fu l’inizio vero e proprio di una tragedia che si sarebbe protratta per 10 mesi, e che sarebbe costata la vita ad almeno 300.000 soldati, considerando le perdite complessive in oltre 750.000 soldati (morti, feriti e dispersi).

Verdun 1916 – Terra di Nessuno

La continua pressione sull’Impero Ottomano nei premi mesi del 1916 ebbe il culmine soprattutto nella zona di attacco delle forze dello Zar di Russia: il Caucaso e di rimando l’Anatolia Orientale. Mentre in tutti gli altri settori i Turchi resistevano e talvolta ricacciavano gli Alleati, in quell’angolo di Asia le problematiche da affrontare erano innumerevoli. La Campagna di Trebisonda cominciata il 5 Febbraio 1916 (e terminata il 15 Aprile dello stesso anno) fu una devastante sinergia di sbarchi e manovre di terra che misero in ginocchio le difese del Sultano.

Nelle colonie il 18 Febbraio 1916 le poche truppe tedesche rimaste si arresero nel Camerun. La Germania aveva ormai perso ogni possedimento coloniale.

Storia: Gennaio 1916

Mentre le grandi battaglie si svolgevano sul fronte dei Balcani nelle terre di Francia si stavano facendo i preparativi per le offensive primaverili. Il 1916 sarebbe stato un anno tremendo sul fronte occidentale, ma in quei freddi giorni di Gennaio ancora nessuno poteva immaginarlo. Nel frattempo la Gran Bretagna il 27 Gennaio 1916 introdusse per la prima volta la coscrizione obbligatoria per gli uomini tra i 18 e i 41 anni (nel 1918 questa età sarebbe salita ai 51 anni), questo per far fronte alla continua carneficina a cui erano state sottoposte le truppe di Sua Maestà nel 1915.

Ad oriente l’Impero Ottomano contrastava con successo gli Inglesi, mantenendo in scacco l’esercito di Sua Maestà nell’assedio di Al-Kut. Ogni tentativo di soccorre e/o disimpegnare tale posizione andò incontro ad un fallimento, come ad esempio la Battaglia di Wadi del 13 Gennaio 1916 e la Battaglia di Hanna del 21 Gennaio 1916… oltre 4.000 morti per i Britannici e nulla di fatto.

Se il Sultano poteva sorridere in Mesopotamia altrettanto non si poteva dire nel Caucaso e nell’Anatolia Orientale dove le truppe russe diedero vita alla vittoriosa Offensiva di Erzurum il 10 Gennaio 1916; conclusasi il mese dopo con la conquista dell’importante cittadina ottomana. In questo caso la netta impreparazione dell’esercito del Sultano fu determinante. Del resto le truppe migliori erano ancora di stanza a Gallipoli.

Soldati Russi nel 1916

Un trieste epilogo lo ebbe anche l’avventura bellica del piccolo Regno del Montenegro che il 19 Gennaio 1916 fu costretto ad arrendersi in quanto completamente occupato dalle truppe di Vienna.

Storia: Settembre 1915

Il settembre 1915 cominciò con una pessima notizia per le forze degli Alleati: il Regno di Bulgaria siglò un trattato di alleanza con la Germania il giorno 6, questo non poteva che avere ripercussioni negative sull’instabile fronte dei Balcani. Questo fu uno dei motivi per cui i Francesi e gli Inglesi cominciarono ad interessarsi più da vicino a quel settore. Di fatto la Serbia era circondata su tre lati (anche se restava esclusa dalla contesa la Romania). Iniziò una rapida manovra per portare aiuto alla Serbia. Le truppe Alleate sbarcarono a Salonicco in Grecia, in quel momento neutrale, puntando a condurre una campagna di conquiste in Macedonia per cercare di arrivare il prima possibile in Serbia. A questa offensiva parteciparono anche forze militari italiane. Lo sbarco avvenne il 22 Settembre 1915, ma la campagna durò sino alla fine della guerra, assumendo i tratti tipici degli altri fronti europei.

Sul fronte orientale la situazione non era delle migliori per i Russi. Già il giorno 8 Settembre 1915 lo Zar aveva rimosso il comandante in capo dell’esercito per i pessimi risultati conseguiti nel corso degli ultimi mesi di guerra. La direzione passò nelle mani dello stesso Zar, che però di lì a pochi giorni registrò l’ennesima grande delusione militare con la perdita della città di Vilnius ad opera dei Tedeschi. La situazione sul fronte orientale sembrava compromessa e questo avrebbe iniziato a minare il morale dell’intero popolo russo… con effetti sempre più evidenti a partire dal 1916.

Soldati Inglesi in azione a Loos

Sul fronte occidentale continuò l’inesorabile scontro senza apparenti risultati tra le forze in campo, come nel caso della Terza Battaglia di Artois combattuta tra il 15 Settembre e il 4 Novembre 1915 (oltre 160.000 perdite complessive) o della Seconda Battaglia dello Champagne combattuta tra il 25 Settembre e il 6 Novembre 1915 (quasi 250.000 perdite complessive) o della Battaglia di Loos combattuta tra il 25 Settembre e il 19 Ottobre 1915 (con il primo impiego dei gas tossici da parte degli Inglesi e oltre 75.000 perdite complessive). A Loos tra gli altri morì anche John Kipling figlio del noto scrittore Rudyard.

John Kipling
John Kipling

“Have you news of my boy Jack?”
Not this tide.
“When d’you think that he’ll come back?”
Not with this wind blowing, and this tide.

“Has any one else had word of him?”
Not this tide.
For what is sunk will hardly swim,
Not with this wind blowing, and this tide.

“Oh, dear, what comfort can I find?”
None this tide,
Nor any tide,
Except he did not shame his kind —
Not even with that wind blowing, and that tide.

Then hold your head up all the more,
This tide,
And every tide;
Because he was the son you bore,
And gave to that wind blowing and that tide!

(Rudyard Kipling, 1916)

Storia: Agosto 1915

Varsavia cadde in mano tedesca il 5 Agosto 1915, mentre i Russi si ritiravano in disordine verso la Russia Bianca a partire dal 17 Agosto in quella che la storia ricorderà come la “grande ritirata”… la Polonia e la Galizia erano in mano Austro-Tedesche. La marina dello Zar invece resisteva strenuamente agli avversari per ben 10 giorni di violenti scontri nella Battaglia del golfo di Riga (8-19 Agosto 1915).

Truppe tedesche a Varsavia

I Russi erano più forti solo sul fronte del Caucaso dove affrontavano un altro esercito antiquato: quello Ottomano. Eppure le truppe del Sultano risultavano più ostiche nel tremendo scontro con gli Inglesi e i Francesi nella penisola di Gallipoli, dove continuava l’imponente massacro per eliminare le posizione turche sulla costa. Tra il 6 e il 21 Agosto si combatterono quattro diverse battaglie che permisero agli Alleati di conquistare molto territorio, pur non riuscendo a schiacciare in maniera definitiva gli Ottomani. Inoltre il 21 Agosto 1915 il Regno d’Italia dichiarava guerra all’Impero Ottomano mettendo a disposizione degli Alleati le basi navali del Dodecaneso.

Truppe ANZAC a Gallipoli

Storia: Luglio 1915

Luglio 1915 era già tracciabile un primo bilancio dell’andamento della guerra nel suo primo anno di sanguinoso svolgimento. Gli Imperi Centrali cominciavano a comprendere che l’Impero Zarista era un gigante lento molto vulnerabile, la cui fanteria non era in grado di competere con quelle avversarie se non per i poderosi numeri.

Nelle colonie la Germania continuava a perdere i pezzi. Il 1 Luglio 1915 l’odierna Namibia finiva in mano alle truppe del Sudafrica, generando tutta una serie di dispute e guerre locali che si sarebbero protratte per oltre 80 anni.

Soldato Ascaro Tedesco

Sul fronte italiano tra il 18 Luglio e 3 Agosto 1915 si consumava la Seconda Battaglia dell’Isonzo, con gli Italiani intenti a conquistare il territorio carsico… ma dopo quindici giorni di scontri l’offensiva si spense,  lasciando sul suolo più di 15.000 morti tra entrambe le parti e con nessuno evidente risultato raggiunto. La guerra sarebbe stata lunga e snervante anche in questo settore.

Storia: Maggio 1915

Il Maggio del 1915 fu un mese estremamente importante per il primo conflitto mondiale. Il 3 Maggio 1915 l’Italia denunciò la Triplice Alleanza e se ne distaccò ufficialmente, per gli Austriaci ed i Tedeschi era chiaro che si stava preparando un colpo ai loro danni. Venti giorni dopo, il 23 Maggio 1915, il Regno d’Italia entrava in guerra al fianco degli Alleati con una dichiarazione di guerra al governo di Vienna. Il giorno successivo le truppe italiane varcarono il confine nemico in Trentino e Friuli, mentre la marina da guerra di Vienna iniziava un’operazione di bombardamento della costa adriatica colpendo particolarmente la città di Ancona.

Sul fronte occidentale iniziava la Seconda Battaglia dell’Artois (9 Maggio – 24 Giugno 1915), condotta in contemporanea alla Seconda Battaglia di Ypres e parimenti inconcludente. Ancora una volta la guerra di posizione dimostrava tutti i suoi limiti tattici proprio nei momenti di successo delle offensive: conquistare il territorio nemico richiedeva una certa elasticità e velocità da parte delle truppe nelle retrovie e dei rifornimenti per raggiungere i combattenti impiegati nelle prime linee; laddove questi ricongiungimenti erano lenti ed impacciati le offensive si bloccavano dando tempo al nemico di riorganizzarsi.

Nel frattempo nell’Oceano Atlantico il 7 Maggio 1915 accadeva un fatto increscioso: il transatlantico Lusitania venne affondato dal sommergibile tedesco U-20. Il Lusitania faceva rotta tra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna trasportando sia passeggeri che ingenti materiali militari in soccorso degli Alleati. Morirono 1201 persone tra cui 123 cittadini degli Stati Uniti… proprio questo fatto suscitò molto sdegno a Washington e cominciò a far crescere un forte sentimento anti-tedesco nella popolazione.

Tra il 6 il 8 Maggio 1915 ci fu un’ulteriore prova di forza tra gli Alleati e le truppe ottomane nel settore di Gallipoli con la Seconda Battaglia di Krithia conclusasi ancora con una vittoria delle truppe del sultano. Anche in questa zona del fronte emergevano tutti i limiti della guerra di posizione con l’aggravante di un terreno estremamente impervio che rendeva difficile creare zone di riparo e riposo per le truppe esauste dai combattimenti.

Sul fronte orientale il 1 Maggio 1915 cominciò la lunga Offensiva di Gorlice–Tarnów che sarebbe terminata solo a Settembre del 1915. L’offensiva mirava a infierire un colpo mortale ai Russi nei territori della Polonia e della Galizia e sarebbe culminata con la grande ritirata russa di agosto-settembre.

Mentre ovunque infuriavano tremende battaglie la notte de 31 Maggio 1915 un dirigibile tedesco riuscì nella temeraria impresa di attraversare la Manica per bombardare la capitale inglese: Londra. I bombardamenti della Grande Guerra furono solo un leggero antipasto di quello che sarebbe accaduto poco più di trent’anni dopo, i mezzi del 1914-18 non permettevano bombardamenti su vasta scala e neppure troppo precisi. Azioni come quella del 31 Maggio 1915 erano più dimostrative e intenzionate a creare terrore psicologico nella popolazione che volte a creare reali danni materiali agli avversari. In fondo se i Tedeschi erano in grado di bombardare Londra chissà dove sarebbero potuti arrivare!? Ben più utili erano gli attacchi alle strutture costiere e alle zone industriali limitrofe al mare. Del resto da 1916 in poi lo sviluppo dell’armata aerea avrebbe rispecchiato maggiormente lo spirito innovativo dei tempi. Gli Zeppelin avrebbero comunque continuato a fare raid su Londra, restando impressi nell’immaginario di un’intera epoca… ne sono testimoni i vari manifesti di allora riguardanti questo terrore dall’aria.