Storia: Aprile 1915

Ad Aprile 1915 il governo Italiano intensificò la sua trattativa diplomatica a Londra con gli Alleati giungendo alla firma del “segreto” Patto di Londra del 26 Aprile 1915, con la quale l’Italia si assicurava l’Istria e la Dalmazia in caso di vittoria del conflitto… questo patto sarebbe poi rimasto in parte disatteso generando la questione fiumana ad esempio.

A Gallipoli continuava il sanguinoso braccio di ferro tra l’Impero Ottomano e gli Alleati. Il 25 Aprile 1915 ebbe luogo un massiccio sbarco di truppe Inglesi, Francesi, Australiane e Neozelandesi per cercare di conquistare le fortezze dei Dardanelli. Sbarcarono e si organizzarono per creare una serie di offensive la prima delle quali culminò con la Prima Battaglia di Krithia del 28 Aprile 1915 nella quale i Turchi uscirono vittoriosi. Nel frattempo gli Ottomani si videro messi in difficoltà ad oriente da una insurrezione di separatisti armeni che occuparono la città di Van nell’Anatolia orientale. La questione Armena era già deflagrata nell’ancora dibattutissimo Genocidio Armeno. La resistenza di Van durò dal 19 Aprile all’inizio del mese di Maggio 1915.

Marce della morte – Genocidio Armeno

Gli Ottomani erano sotto forte pressione e cercavano di contrastare il nemico sui diversi fronti in cui erano impegnati. Ad esempio tra il 12 ed il 14 Aprile 1915 si svolse la Battaglia di Shaiba, a sud-ovest di Bassora. Questo scontro permise agli Inglesi di mantenere saldo il controllo sulla zona da poco conquistata riuscendo a resistere coraggiosamente alle soverchianti forze nemiche. Conseguenza diretta di questo scontro fu che le popolazioni arabe cominciarono a ripensare il loro appoggio nei confronti degli Ottomani dando via presto a numerose rivolte che facilitarono il compito degli Alleati.

Sul fronte occidentale il 22 Aprile 1915 iniziò la Seconda Battaglia di Ypres nella quale i Tedeschi fecero un largo uso dei gas tossici nel loro attacco contro le truppe francesi ed algerine. La battaglia durò a più fasi per circa un mese e vide gli Alleati riuscire nella disperata impresa di mantenere la maggior parte delle postazioni difensive. Dopo questa battaglia tutti gli eserciti iniziarono a sviluppare e preparare grandi arsenali di armi chimiche. Il volto della guerra stava cambiando in una sempre più crudele maschera insanguinata.

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Storia: Marzo 1915

All’inizio del Marzo 1915 si facevano sempre più insistenti le voci di un possibile ingresso dell’Italia nella guerra in corso e sembrava sempre più evidente che il giovane regno sabaudo avrebbe ricusato la sua alleanza con la Germania e l’Impero Austro-Ungarico per schierarsi al fianco degli Alleati. L’ottica italiana era quella di liberare i territori irredenti ancora in mano al vecchio nemico viennese. L’apertura di un nuovo fronte meridionale sarebbe stato un grosso problema per gli Imperi Centrali e per questo motivo l’8 Marzo 1915 l’Impero Austro-Ungarico si disse dispoto (su spinta tedesca) a discutere con l’Italia una serie di compensi territoriali legati alla sua neutralità. L’Italia, che aveva già preso una strada ben diversa, prese tempo. Gli eventi erano già in moto.

Nel frattempo sul fronte occidentale  i Britannici vincevano la Battaglia di Neuve-Chapelle (10-13 Marzo 1915), rivelatasi una vittoria inutile e tatticamente insignificante, un bilancio complessivo di 20.000 perdite per pochi metri di terreno guadagnato. Il comando inglese lamentò un scarso apporto dell’artiglieria come causa di un mancato reale sfondamento del fronte nemico. Le polemiche politiche dei gironi successivi portarono alla crisi del governo Asquith e la nomina di Lloyd George come Ministro delle munizioni. L’Impero Britannico era avvisato: tutti gli sforzi dovevano essere concentrati sulla vittoria della guerra.

Nel frattempo nei Dardanelli infuriava la battaglia. La flotta navale combinata anglo-francese tentò un attacco contro le postazioni ottomane il 18 Marzo 1915, ma il tutto si risolse in un disastro anche a causa delle numerosissime mine navali disseminate nel canale.

Il 22 Marzo 1915 terminò l’assedio di Przemyśl con la costosissima vittoria russa. Per le forze di Vienna fu un durissimo colpo morale e per un certo periodo tutti gli occhi dell’Impero rimasero puntati sull’Ungheria ormai data come certo teatro di una successiva offensiva degli uomini dello Zar… ma quella offensiva non arrivò mai, la vittoria dei Russi fu una vittoria di Pirro. Troppo costosa per permettere un seguito vittorioso.

Storia: Febbraio 1915

Sul fronte orientale i Tedeschi impiegarono per la prima volta le armi chimiche ai danni dei Russi nella Battaglia di Bolimów combattuta tra il 31 Gennaio 1915 e il 5 Febbraio 1915. Il primo gas impiegato (con effetti quasi nulli a causa della bassissima temperatura ambientale) fu un tipo di lacrimogeno. L’insuccesso nell’utilizzo di questa arma da parte dei Tedeschi fece si che i Russi non ritennero necessario informare i loro alleati dell’accaduto… qualche tempo dopo in molti ebbero modo di rimpiangere questa mancata comunicazione.

Il 4 Febbraio 1915 la Germania dichiarò le acque territoriali britanniche teatro di guerra sottomarina indiscriminata dando il via all’epopea degli U-Boot.

Sul fronte orientale tra il 7 e il 22 Febbraio 1915 si combatté una battaglia estremamente sanguinosa tra le forze russe e quelle tedesche nel complesso di una offensiva ad ampio raggio che coinvolgeva l’intero fronte. Il generale von Hindenburg pensava di sferrare un attacco su vasta scala per penetrare le difese russe, ma all’alto comando il generale von Falkenhayn era convinto che le sorti della guerra fossero legate soprattutto all’andamento del fronte francese per cui esitava a sostenere nella dovuta maniera le strategie del collega. Per questo motivo tutte le grandi offensive del 1914-15 sul fronte orientale non produssero mai gli effetti sperati, pur riuscendo ad arrecare perdite enormi all’esercito zarista. In questo scontro, passato alla storia come Seconda Battaglia dei Laghi Masuri, i Tedeschi uscirono vittoriosi contro i  Russi pur non riuscendo a penetrare a fondo nel territorio nemico. Ancora una volta fu evidente la disparità della preparazione dei due eserciti resa ancora più palese dalle perdite affrontate dai due eserciti: I Tedeschi soffrirono appena un quarto delle perdite rispetto ai Russi, i quali ebbero anche 100.000 prigionieri.

A sud nel frattempo l’alto comando inglese era deciso a dare l’assalto all’Impero Ottomano nel cuore dei suoi possedimenti cercando di prendere il controllo dell’importantissimo stretto dei Dardanelli. Se gli Alleati avessero occupato la penisola di Gallipoli avrebbero avuto la strada spianata verso Istanbul e se avessero preso la capitale ottomana i Tedeschi avrebbero perso un prezioso alleato. Il primo tentativo in questo senso venne fatto il 19 Febbraio 1915 quando una flotta navale anglo-francese cominciò a bombardare le postazioni difensive turche sullo stretto… la campagna dei Dardanelli sarebbe durata oltre un anno. Drammaticamente.

Il settore dei Dardanelli

Storia: Gennaio 1915

AFRICA… Terra di conquista delle principali potenze europee per diversi secoli. L’Africa aveva tutte le condizioni basilari per diventare una terra di conquista: aveva risorse naturali inutilizzate, ottimi punti in cui creare porti e stazioni commerciali, ma soprattutto aveva popolazioni divise in tribù spesso in conflitto tra loro, disorganizzate e senza un idea unitaria di stato e benessere… e in più queste tribù erano spesso alla mercé dell’avidità dei loro capi. In realtà questa descrizione calza a pennello anche con l’Africa del 2019, anche se in questi 100 anni di storia la colonizzazione di questa terra è cambiata molto nella forma e per niente nella sostanza.

18-19 Gennaio 1915, nei pressi del villaggio di Jassin, nell’Africa Orientale Tedesca, si combatté una battaglia tra i Tedeschi e gli Inglesi (per buona parte truppe Indiane). Fu uno scontro tra piccoli contingenti e si risolse con la vittoria tedesca. Fu molto importante perchè dopo quel fatto d’arme il comandante tedesco von Lettow-Vorbeck decise di rinunciare alle battaglie campali per optare alle tattiche di guerriglia… per quale motivo? Semplice, i Tedeschi non potevano rimpiazzare gli ufficiali nazionali con la stessa facilità con cui potevano farlo gli Inglesi, per cui non potevano rischiare di perderli in azioni a tutto campo come era accaduto a Jassin. Se non c’era modo di salvare la colonia almeno che gli Alleati subissero il massimo numero di perdite possibili durante la conquista.

Nel frattempo in Europa la notte del 19 Gennaio 1915 ci fu un primo raid degli Zeppelin in Inghilterra con il bombardamento di Great Yarmouth nel Norfolk. Durante l’azione persero la vita 5 civili, ma la risonanza sull’opinione pubblica britannica fu enorme.

Nel Mare del Nord continuavano le schermagli tra le squadre navali tedesche e quelle inglesi, con la fortuna che continuava a sorridere a quest’ultime. Il 24 Gennaio 1915 a Dogger Bankci fu uno scontro molto violento deciso principalmente dagli episodi più che dalla forza schierata in campo. I Tedeschi ne uscirono sconfitti e si ritirarono interrompendo per un certo periodo le incursioni sulle coste inglesi.

In quei primi giorni del 1915 l’esigenza primaria degli Imperi Centrali era quella di distrarre gli Alleati dallo scacchiere europeo per ottenere sul medesimo una vittoria determinante. Questo obiettivo non poteva essere raggiunto nei teatri coloniali, dove la Germania poteva limitarsi a mantenere delle posizioni difensive, per cui bisognava guardare ad altri teatri operativi [Anche se in questo contesto in Sudafrica i Boeri (coloni di origine olandese) fomentati dai Tedeschi diedero vita ad una ribellione anti-britannica che però venne repressa nel sangue]. L’ideale era impegnare a fondo l’Impero Ottomano contro i Russi e gli Inglesi, cercando di aprire più fronti possibili. In quest’ottica tra il 26 Gennaio e il 4 Febbraio i Turchi tentarono di impossessarsi del canale di Suez ai danni degli Inglesi, ma vennero respinti. la conseguenza diretta però fu l’inizio della campagna britannica di Palestina che si sarebbe conclusa solo nell’Ottobre 1918 e nella quale vennero impiegati oltre mezzo milione di soldati Alleati… la Germania aveva ottenuto ciò che desiderava! In questa campagna si distinguerà Lawrence d’Arabia (di cui parleremo presto).

Thomas Edward Lawrence

Storia: Dicembre 1914 – parte prima

Sul fronte sud-orientale invece si registrarono degli importanti progressi da parte degli Imperi Centrali. Il 6 Dicembre 1914, con la fine della Battaglia di Lodz, l’offensiva russa in Slesia veniva bloccata. Nel frattempo il 2 Dicembre 1914 le truppe austriache entravano vittoriose a Belgrado, capitale della Serbia.

Truppe tedesche per le strade di Lodz

Il giorno 8 Dicembre 1914 ci fu un importante scontro navale alle isole Malvinas tra una squadra navale inglese, comandata dal vice ammiraglio Sturdee, e la squadra navale tedesca di Maximilian Graf von Spee che si era imposta nello scontro di Coronel il 1 Novembre. La battaglia si risolse con l’annientamento della forza navale tedesca che perse 4 navi su 5.

Sul fronte orientale si registrò la Battaglia di Limanowa terminata il 13 Dicembre 1914 con la vittoria degli Austro-ungarici contro i Russi. Questo importante scontro fu un successo importantissimo per gli Imperi Centrali che allontanarono la minaccia zarista dalla pianura ungherese e dalla città di Cracovia. Il 1914 in questo settore si chiudeva quindi con un discreto vantaggio di Tedeschi e Austriaci.

I Russi erano impegnati anche sul fronte Ottomano in una duplice posizione. Nel Caucaso dovevano difendersi dalle incursioni turche culminate nella Battaglia di Sarıkamış svoltasi tra il 22 Dicembre 1914 e il 17 Gennaio 1915 nei territori confinanti con l’odierna Armenia, quindi in un territorio impervio e principalmente montuoso. Lo scontro vide uscire i Russi vittoriosi, ma fu un vero e proprio massacro dovuto soprattutto alle pessime condizione climatiche in cui dovevano svolgersi i combattimenti. Le truppe turche al comando di Enver Pascià lasciarono sul campo 60.000 uomini, ossia oltre il 50% degli effettivi ad inizio offensiva. In Persia i Russi si trovarono ad affrontare congiuntamente agli Inglesi una invasione turca; questa campagna, volta a sollevare le popolazioni dell’odierno Iran contro i Britannici, si sarebbe conclusa solo alla fine della guerra, nel 1918.

Sul fronte meridionale continuava il braccio di ferro tra la piccola Serbia e l’Impero Austro-ungarico. L’ennesimo bagno di sangue tra i due contendenti si risolse in favore dei Serbi, che scongiurarono per l’ennesima volta l’invasione del paese da parte del nemico, pagando però un prezzo altissimo nella Battaglia di Kolubara terminata il 15 Dicembre 1914.

Sul fronte occidentale cominciarono due grandi battaglie che sarebbero terminate solo l’anno successivo. Nella regione dell’Artois i Francesi cercarono di sfondare le linee tedesche tra il 17 Dicembre 1914 e il 4 Gennaio 1915. L’offensiva portò ad un nulla di fatto e venne interrotta a causa delle pessime condizioni climatiche. In contemporanea (20 Dicembre 1914) le truppe francesi passarono all’offensiva nella regione dello Champagne, ma anche in questo caso si giunse ad un nulla di fatto, anche se le operazioni terminarono solo il 17 Marzo 1915. Quest’ultima battaglia fu un’importante dimostrazione di come il ruolo della cavalleria in una guerra moderna fosse ormai in fase di decadimento.

In mare non si svolsero grosse operazioni sotto Natale, anche se il 16 Dicembre una squadra navale tedesca bombardò alcuni porti inglesi tra i quali Scarborough, Hartlepool e Whitby.

Storia: Novembre 1914 – parte seconda

Con l’avanzamento dell’autunno sui campi di battaglia europei rallentò l’intensità dei combattimenti. Non c’è da stupirsi. Pensate un attimo a queste lunghe distese di territorio, in parte collinare, straziate dalla durezza dei combattimenti: buche, cadaveri, alberi distrutti, campi rovinati e case diroccate. E poi le piogge… lente, incessanti e fredde. Alla fine di Novembre 1914 non c’era ancora quel sistema complessissimo di trincee tipico già dell’anno successivo e oggi possiamo solo immaginare quanto fosse difficile scavare le buche difensive in quelle condizioni atmosferiche. Eppure si faceva!

Proprio in questo panorama il 22 Novembre terminava la Battaglia di Ypres con la sconfitta tedesca e contestualmente terminava anche il processo noto come “corsa al mare”. La guerra di movimento diventa ufficialmente guerra di posizione, si comincia a ragionare sul sistema di trincee per articolarlo in maniera più complessa di una semplice prima linea opposta ad una prima linea di avversari.

Il 21 Novembre in Mesopotamia le truppe anglo-indiane sconfissero gli Ottomani nella Battaglia di Bassora, città che ha visto un’imponente battaglia anche nella recente guerra in Iraq. Su questo fronte l’impreparazione delle truppe del sultano era tangibile e questo primo grande scontro lo dimostrò pienamente.

Storia: Novembre 1914 – parte prima

In quei giorni si stava muovendo il fronte meridionale dove gli Austriaci il 5 Novembre si cimentavano nella terza invasione della Serbia dall’inizio del conflitto. Ma la situazione era molto calda ancora più a sud. L’Impero Ottomano si era reso responsabile di alcuni atti di guerra contro i Russi pur non avendo dichiarato nessuna ostilità a livello diplomatico. La tensione causata da questi attacchi “a tradimento” portarono la Russia a dichiarare guerra al Sultano il 1 Novembre 1914, seguita dal Montenegro il 3 Novembre e da Francia e Impero Britannico il 5 Novembre. Si trattava di un epilogo inevitabile. Le forza russe passarono immediatamente all’offensiva nella zona del Caucaso  con l’offensiva Bergmann iniziata il 2 Novembre e terminata dopo due settimane con la sostanziale vittoria ottomana.

Nelle colonie tedesche la situazione diventava sempre più drammatica con la perdita della colonia di Tsingtao ad opera dei Giapponesi. In compenso nell’attuale Tanzania venne combattuta la Battaglia di Tanga tra il 2 e il 5 Novembre risoltasi con una vittoria dei Tedeschi contro gli Inglesi… anche se sarebbe più corretto parlare di vittoria degli Ascari tedeschi contro i soldati Indiani dell’Impero Britannico.

Nel frattempo ci furono due scontri navali di una certa importanza. La Battaglia di Coronel (1 Novembre 1914) al largo delle coste cilene che vide le navi tedesche battere quelle inglesi. A comandare la squadra navale tedesca era il celebre Maximilian Graf von Spee. Inoltre il 3 Novembre 1914 ci fu una prima, inconcludente, incursione tedesca lungo le coste britanniche con il bombardamento di Yarmouth.

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Truppe Ottomane 1914

L’Impero Ottomano era in fase decadente già da oltre un secolo e la sua alleanza con gli Imperi Centrali non fece altro che precipitarlo dalla padella alla brace. Il bombardamento dei porti Russi non poteva certamente passare sotto il silenzio degli Alleati e del resto era ben noto l’interesse delle potenze occidentali per i ricchi (nel sottosuolo) territori dell’impero del Sultano. Gli Inglesi, sempre avidi di terre e risorse, non si fecero scappare l’occasione e studiarono subito un piano per attaccare la parte più vulnerabile e potenzialmente ricca dell’Impero Ottomano: la Mesopotamia. Il 6 Novembre 1914 gli Inglesi sbarcarono a Fao (Al-Faw) nell’odierno Iraq e, grazie ai rinforzi ottenuti due giorni dopo, ebbero la meglio sulla guarnigione ottomana. Iniziava in questo modo la campagna di Mesopotamia che sarebbe terminata solo con la fine del conflitto.

Nel frattempo il giorno 11 Novembre 1914 i Russi si lanciavano in una importante e presuntuosa offensiva in Slesia nel tentativo di destabilizzare gli Austriaci ed i Tedeschi. La chiave di volta era l’importantissimo settore di Lodz! Ancora una volta su questo fronte si distinse in uomo di cui presto avremo modo di parlare in maniera più diffusa: August von Mackensen.

E mentre attaccavano da terra a nord tentavano anche di imporsi a sud nel Mar Nero fronteggiando le congiunte marine tedesca ed ottomana ottenendo un primo successo nella Battaglia di Capo Sarych al largo della penisola di Crimea del 18 Novembre 1914.

Storia: Settembre 1914 – parte terza

Nel panorama della “corsa al mare”, della quale abbiamo già parlato in precedenza, si consumò tra il 25 ed il 29 Settembre 1914 la Battaglia di Albert che terminò con un nulla di fatto. Tutte le offensive di quei giorni sul fronte occidentale ebbero praticamente il medesimo risultato. L’unico evento di una certa nota in quei giorni fu l’inizio dell‘assedio di Anversa (28 Settembre 1914) da parte delle truppe tedesche. Anversa era una città di primaria importanza per il suo porto ed era difesa da una serie di fortificazioni imponenti, per questo motivo i Tedeschi avevano preferito accerchiarla e continuare l’avanzata verso ovest prima di attaccarla. L’assedio sarebbe durato un paio di settimane e avrebbe visto la vittoria degli assedianti, anche se pagata a caro prezzo, mentre una grossa parte dell’esercito belga riuscì a ritirarsi dalla città prima di cadere in una eventuale trappola.

Sull’altalenante fronte orientale cominciò la Battaglia della Vistola tra gli Austro-ungarici (ai quali poi si aggiunsero i Tedeschi) ed i Russi. Fu una lunga battaglia per il controllo della regione di Varsavia. A questa battaglia prese parte un uomo del quale parleremo molto presto: August von Mackensen. La battaglia non ebbe esito positivo per gli Imperi Centrali e fu solo la prima di una lunga serie di azioni volte alla conquista di Varsavia.

Nel frattempo qualcosa di estremamente importante accadeva a sud. Il 27 Settembre 1914 l’Impero Ottomano chiudeva l’accesso ai Dardanelli alle navi alleate. Sino a quel momento il Sultano non aveva preso parte attiva agli eventi bellici dei suoi alleati tedeschi, ma questa era una netta presa di posizione che non sarebbe di certo stata ignorata da Inglesi e Francesi, tanto più che era a netto svantaggio dei Russi.

In Africa continuava l’assalto alle colonie tedesche. Il 26 Settembre cominciò la Campagna dell’Africa Tedesca del Sud-Ovest (Namibia) da parte delle truppe del Sudafrica, originando una serie di scontri etnici che si sono protratti di fatto sino al 1990 quando finalmente il Sudafrica rinunciò al controllo ufficiale sull’ex colonia tedesca. Il 27 Settembre le truppe francesi completarono l’occupazione di tutta la fascia costiera del Camerun isolando così il resto della colonia.

Storia: Agosto 1914 – parte prima

Il risultato degli ultimatum fu evidente il 1 Agosto: sia la Francia che la Germania dichiararono la mobilitazione generale. Era il disastro della diplomazia. Quello stesso giorno verso sera l’ambasciatore tedesco a San Pietroburgo consegnò (in lacrime) la dichiarazione di guerra al ministro degli esteri russo Sazonov.

Mentre la Germania muoveva i primi passi occupando militarmente il Lussemburgo il 2 Agosto e contestualmente inviando un ultimatum al Belgio chiedendo di concedere alle proprie truppe di passare attraverso i suoi territori, gli Inglesi non restavano a guardare. E neppure i Turchi. Gli Inglesi rassicurarono i Francesi su un loro sicuro intervento in chiave anti-tedesca in caso di conflitto e dichiararono la mobilitazione generale della loro imponente flotta. I Turchi invece strinsero una solida alleanza segreta con gli Imperi Centrali.

Il 3 Agosto la Germania dichiarò guerra alla Francia e il Belgio rigettò l’ultimatum di Berlino preparandosi quindi allo scontro con le truppe del Kaiser. Nel frattempo l’Italia dichiarò la sua neutralità violando così parte dei patti stretti in precedenza con la Germania e con l’Austria.

Il 4 Agosto la Germania invase il Belgio, dopo che il piccolo stato aveva rifiutato il suo ultimatum il giorno precedente. Iniziò così la prima seria campagna della guerra. Tra il 4 ed il 21 Agosto le truppe del Kaiser furono impegnate nella conquista di questo territorio. I Belgi si difesero molto più duramente di quanto i Tedeschi avessero mai ipotizzato e questo comportò un rallentamento nei piani di guerra dell’alto comando germanico. La presenza delle grandi fortezze di Namur e Liegi fu uno dei principali ostacoli da superare! La battaglia per la determinante piazzaforte di Liegi durò dal 5 al 16 Agosto e vide anche il primo bombardamento strategico del conflitto ad opera si un dirigibile Zeppelin tedesco.

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Soldati Tedeschi in partenza per il fronte

Nella stessa giornata del 4 Agosto la Gran Bretagna chiese alla Germania di rispettare la neutralità del Belgio e di ritirare le sue truppe, ma i Tedeschi rifiutarono. La risposta inglese fu immediata e si arrivò alla dichiarazione di guerra alla Germania.

Il 5 Agosto il piccolo Regno del Montenegro (da cui veniva la Regina d’Italia, Elena) dichiarò guerra all’Austria-ungheria in alleanza e solidarietà coi vicini Serbi.

Il 6 Agosto la reazione a catena continuava e la Serbia dichiarò guerra alla Germania, mentre il governo di Vienna dichiarava guerra alla Russia. Ormai tutte le grandi potenze erano coinvolte a doppio filo nel conflitto! Lo stesso giorno le truppe francesi invasero le colonie tedesche del Togoland… le colonie tedesche erano ben difese, ma non c’era molta possibilità di ottenere rifornimenti dalla madrepatria, questa portò la Germania a perdere progressivamente tutte le sue colonie nel corso della guerra. E avremo modo anche di analizzare anche alcune campagne più avanti.

Il 7 Agosto i primi reparti inglesi del BEF (British Expeditionary Force) sbarcarono in Francia e contestualmente le truppe di Parigi tentarono una prima offensiva dando inizio alla Battaglia delle Frontiere (che sarebbe durata sino al 24 Agosto).

Il 9 Agosto il Regno del Montenegro dichiarò guerra alla Germania.

Ma vediamo nel dettaglio la prima offensiva francese della Battaglia delle frontiere. Tra il 7 e il 10 Agosto si combatté la Battaglia di Mulhouse, in Alsazia… territorio allora in mano alla Germania. L’obiettivo del generale Louis Bonneau era di riconquistare le due provincie perdute con la guerra del 1870, nonché di frenare una possibile avanzata dei tedeschi che già stavano divorando importanti lembi di territorio belga. Le prime fasi dell’offensiva francese furono caratterizzate dalla scarsità dei combattimenti e dalla facilità (troppa) di avanzata. Lo stesso giorno 7 la città di Mulhouse era di nuovo in mano francese e tutta la nazione era in un clima di festa. Bonneau temendo di rimanere accerchiato decise però di frenare l’avanzata e di mettersi sulla difensiva, non sapendo la reale consistenza delle forze nemiche. Il generale tedesco che comandava il settore, von Heeringen, aspettò che arrivassero le truppe di riserva stanziate a Strasburgo e preparò un contrattacco per il giorno 9.  Quello che Bonneau non aveva erano le truppe di riserva e per questo fu costretto ad abbandonare i territori conquistati il giorno 10, segnando così la prima sconfitta per la Francia.

Ora questa battaglia non fu numericamente nulla di impressionante, rispetto alle altre della guerra, ma ci fa già capire quella che sarà l’antifona di tutto il conflitto ci saranno sempre una serie di offensive che porteranno alla conquista di un pò di territorio, poi seguirà la controffensiva che rispedirà indietro gli attaccanti… e così via. L’importanza in queste campagne militari stava tutta nella freschezza delle truppe di riserva e nell’apporto dell’artiglieria (che Bonneau non seppe sfruttare a pieno). Il generale Bonneau dimostrò un tratto caratteristico di molti generali dell’epoca, che spesso fermarono le avanzate nel momento migliore per paura di restare accerchiati, dando così al nemico il fatale tempo per riorganizzarsi. A Mulhouse persero la vita 4.000 Francesi e 3.000 Tedeschi, i numeri degli anni successivi sarebbero stati ben più terrificanti.

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Soldati Belgi 1914