Volksgeist: 7 Novembre 1665

Prima uscita della London Gazette, il più vecchio quotidiano inglese ancora oggi pubblicato.

Storia: Novembre 1915

L’entrata in guerra della Bulgaria spostò momentaneamente le sorti in favore degli Imperi Centrali su tutto il fronte balcanico, questo nonostante la forte mobilitazioni da parte di tutte le potenze Alleate.

Soldati bulgari sul fronte macedone

L’attacco italiano durò sino al 4 Novembre e riprese con la Quarta Battaglia dell’Isonzo tra il 10 Novembre e il 5 Dicembre 1915, senza però raggiungere mai obiettivi significanti. Nel frattempo anche l’esercito francese, sbarcato a Salonicco, impegnava militarmente l’esercito bulgaro con risultati tutt’altro che incoraggianti… al punto di doversi ritirare già a partire dal 21 Novembre 1915. I Bulgari dal canto loro continuavano a stordire i Serbi con offensive incalzanti, sconfiggendoli il 9 Novembre 1915 nella Battaglia della Morava e il 15 Novembre 1915  nella Battaglia della Ovche Pole.

Sul fronte occidentale e su quello orientale la situazione restava statica.

Sul fronte della Mesopotamia le truppe Ottomane resistevano a quelle Inglesi nella Battaglia di Ctesifonte svoltasi tra il 22 e il 25 Novembre nel tentativo britannico di raggiungere al più presto Baghdad.

Storia: Settembre 1915

Il settembre 1915 cominciò con una pessima notizia per le forze degli Alleati: il Regno di Bulgaria siglò un trattato di alleanza con la Germania il giorno 6, questo non poteva che avere ripercussioni negative sull’instabile fronte dei Balcani. Questo fu uno dei motivi per cui i Francesi e gli Inglesi cominciarono ad interessarsi più da vicino a quel settore. Di fatto la Serbia era circondata su tre lati (anche se restava esclusa dalla contesa la Romania). Iniziò una rapida manovra per portare aiuto alla Serbia. Le truppe Alleate sbarcarono a Salonicco in Grecia, in quel momento neutrale, puntando a condurre una campagna di conquiste in Macedonia per cercare di arrivare il prima possibile in Serbia. A questa offensiva parteciparono anche forze militari italiane. Lo sbarco avvenne il 22 Settembre 1915, ma la campagna durò sino alla fine della guerra, assumendo i tratti tipici degli altri fronti europei.

Sul fronte orientale la situazione non era delle migliori per i Russi. Già il giorno 8 Settembre 1915 lo Zar aveva rimosso il comandante in capo dell’esercito per i pessimi risultati conseguiti nel corso degli ultimi mesi di guerra. La direzione passò nelle mani dello stesso Zar, che però di lì a pochi giorni registrò l’ennesima grande delusione militare con la perdita della città di Vilnius ad opera dei Tedeschi. La situazione sul fronte orientale sembrava compromessa e questo avrebbe iniziato a minare il morale dell’intero popolo russo… con effetti sempre più evidenti a partire dal 1916.

Soldati Inglesi in azione a Loos

Sul fronte occidentale continuò l’inesorabile scontro senza apparenti risultati tra le forze in campo, come nel caso della Terza Battaglia di Artois combattuta tra il 15 Settembre e il 4 Novembre 1915 (oltre 160.000 perdite complessive) o della Seconda Battaglia dello Champagne combattuta tra il 25 Settembre e il 6 Novembre 1915 (quasi 250.000 perdite complessive) o della Battaglia di Loos combattuta tra il 25 Settembre e il 19 Ottobre 1915 (con il primo impiego dei gas tossici da parte degli Inglesi e oltre 75.000 perdite complessive). A Loos tra gli altri morì anche John Kipling figlio del noto scrittore Rudyard.

John Kipling
John Kipling

“Have you news of my boy Jack?”
Not this tide.
“When d’you think that he’ll come back?”
Not with this wind blowing, and this tide.

“Has any one else had word of him?”
Not this tide.
For what is sunk will hardly swim,
Not with this wind blowing, and this tide.

“Oh, dear, what comfort can I find?”
None this tide,
Nor any tide,
Except he did not shame his kind —
Not even with that wind blowing, and that tide.

Then hold your head up all the more,
This tide,
And every tide;
Because he was the son you bore,
And gave to that wind blowing and that tide!

(Rudyard Kipling, 1916)

Storia: James Cook

La storia di James Cook inizia il 7 Giugno del 1755, il giorno in cui si arruolò nella Royal Navy in previsione della Guerra dei Sette Anni, aveva ventisette anni ed una discreta esperienza come comandante di navi mercantili maturata nel Baltico. Dopo i primi incarichi portati a termine con discreto successo si distinse nella guerra vera e propria nel Nord America, dove Francia ed Inghilterra si contendevano le colonie dell’ attuale Canada. Tra una battaglia e l’altra emerse il talento di Cook per la cartografia e la topografia, egli infatti tracciava mappe dettagliate delle zone che attraversava per scopi bellici e questo risultò di particolare aiuto all’esercito inglese. Fu così che a guerra finita venne incaricato di mappare l’Isola di Terranova in maniera dettagliata tra il 1763 e il 1767, un lavoro di indubbio successo.

Ma quello per cui tutti oggi ricordano questo nome riguarda l’ esplorazione del sud del Pacifico. Egli infatti venne incaricato nel 1766 di effettuare un primo viaggio con scopo astronomico (ne era un grande studioso) per osservare il transito del pianeta Venere davanti al sole. Durante questo primo viaggio giunse a Tahiti (1769), fu inoltre il secondo europeo a raggiungere la Nuova Zelanda mappandone le coste, navigando poi verso l’Australia e giungendo infine nelle Indie Orientali Olandesi a Giacarta (1771) dove però un’epidemia di malaria gli decimò l’equipaggio. La pubblicazione del diario redatto durante il viaggio e l’apporto rilevante delle sue scoperte gli portarono grande fama nel mondo scientifico di allora.

Ripartì quindi nel 1772. La Royal Navy già nel primo viaggio gli aveva chiesto di cercare tracce della mitica Terra Australis. In questo viaggio scoprì altre terre tra cui possiamo ricordare la Georgia del Sud e la Nuova Caledonia; fu inoltre il primo europeo a superare il circolo polare antartico. Bisogna tenere presente che la Terra Australis era un ipotetico continente situato nell’emisfero australe la cui esistenza era ipotizzata sin dai tempi di Aristotele. Questo viaggio, che lo portò anche nella Terra del Fuoco, gli permise più folte di avvicinarsi all’Antartide, ma senza mai arrivare a dimostrare l’inesattezza della teoria della Terra Australis come un continente di enormi dimensioni.

Organizzò infine un terzo viaggio con prima tappa a Tahiti, ma il vero scopo della sua spedizione era la ricerca del Passaggio a Nord Ovest! Questo viaggio gli permise di scoprire le Hawaii e di mappare completamente le coste dalla California sino allo stretto di Bering, ma gli fu impossibile andare oltre a causa del ghiaccio. Tornò quindi a sud, nelle Hawaii. Qui la storiografia non è ben chiara nel raccontarci i fatti a causa delle testimonianze discordanti, sembra comunque che dopo un furto di materiale da parte dei nativi sia nato un alterco sfociato in violenza alla fine del quale Cook sarebbe stato accoltellato a morte. Era il 14 Febbraio del 1779.

Di lui resta tantissimo, sia per i reperti conservati in diversi musei, sia per luoghi che portano il suo nome come ad esempio le Isole Cook che sono uno stato dell’ Oceania composto da 15 isole, un posto con paesaggi decisamente mozzafiato.