Storia: Ottobre 1914 – parte seconda

La “corsa al mare” al suo culmine. Le armate tedesche continuavano a cercare un varco decisivo per mandare in frantumi l’asse difensivo formato dagli Anglo-francesi, ma per quanto si sforzassero non sembrava arrivare mai il successo decisivo, la battaglia finale. Allo stesso modo gli Alleati cercavano una vittoria decisiva per ricacciare indietro la marea tedesca. Di battaglia in battaglia il teatro decisivo sembrava essersi spostato dall’Alsazia-Lorena alle Fiandre. Nella giornata del 12 Ottobre 1914 cominciò la Battaglia di Messines alla quale presero parte truppe provenienti dall’India Britannica. Fu l’ennesima battaglia dall’esito inconcludente combattuta nei pressi di Mesen che oggi è famosa per essere la città più piccola del Belgio, con appena un migliaio di abitanti. Questa battaglia poteva essere una vittoria Alleata, ma lo scontro cominciato a Ypres il 21 Ottobre 1914 convogliò lì tutte le energie degli schieramenti coinvolti.

Mentre gli Inglesi fronteggiavano i Tedeschi anche i Francesi e i Belgi non erano da meno respingendo un’offensiva germanica nella Battaglia dell’Yser cominciata il 17 Ottobre 1914. Le truppe del Kaiser assaltarono le posizioni dell’ormai sparuto esercito belga (6 divisioni in tutto) spalleggiate dai Francesi. Gli Alleati in questo caso condussero una battaglia difensiva magistrale, ritirandosi progressivamente senza mai concedere una netta vittoria agli invasori. Fecero saltare i ponti sull’Yser (l’ultimo il 23 Ottobre) costringendo i Tedeschi ad un rallentamento dell’avanzata. Poi allagarono tutta la zona che portava alla ferrovia Nieuwpoort a Diksmuide per creare un’ulteriore rallentamento ai Tedeschi. Tra il 25 e il 30 ottobre gli allagamenti diedero il tempo ai Francesi di inviare un buon numero di truppe di difesa in maniera tale da respingere l’attacco tedesco del giorno 31. I Tedeschi a questo punto si ritirarono al di là dell’Yser, anche in questo caso fu importante l’inizio dello scontro a Ypres.

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Truppe Sikh a Ypres

La Battaglia di Ypres (21 ottobre – 22 Novembre) iniziò con un attacco alleato con obiettivo Bruges guidato dal generale Haig. Questo scontro è da sempre considerato una vittoria degli Alleati, ma in realtà si trattò dell’ennesimo scontro finito in sostanziale parità con gli eserciti che si fronteggiarono per interminabili giorni senza mai giungere ad uno sfondamento decisivo. La situazione di stallo portò gli eserciti a trincerarsi e a rendere sempre più stabili le loro linee difensive. I Tedeschi si dimostrarono più abili dei Francesi nell’uso delle artiglierie e questa sarebbe stata una costante per quasi tutto il resto del conflitto. La fine della Battaglia di Ypres ha un’importanza storica fondamentale perché segna la fine della prima parte del conflitto (la guerra di movimento) per giungere alla seconda fase (la guerra di trincea). Parlando di numeri i Tedeschi lasciarono sul campo 20.000 morti, mentre gli Alleati nel loro complesso quasi 70.000!

Nel frattempo il 20 Ottobre 1914 il sommergibile tedesco U-17 affondò il piroscafo inglese Glitra, realizzando così il primo affondamento di un mercantile della guerra. Questo importante fatto marittimo avvenne davanti alle coste della Norvegia.

Il 29 Ottobre 1914 navi dell’Impero Ottomano insieme a navi tedesche bombardarono i porti russi sul Mar Nero, questo atto non venne preceduto da nessuna dichiarazione di guerra da parte del Sultano!

Il 31 Ottobre 1914 ha ufficialmente termine la Battaglia della Vistola dopo un mese di violenti combattimenti tra i Russi e gli Austro-tedeschi. La vittoria delle truppe dello Zar non cambiò molto l’assetto del fronte orientale dove i generali del Kaiser erano comunque decisi a conquistare Varsavia, ci sarebbero stati altri sanguinosi tentativi nei mesi successivi.

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Storia: Settembre 1914 – parte terza

Nel panorama della “corsa al mare”, della quale abbiamo già parlato in precedenza, si consumò tra il 25 ed il 29 Settembre 1914 la Battaglia di Albert che terminò con un nulla di fatto. Tutte le offensive di quei giorni sul fronte occidentale ebbero praticamente il medesimo risultato. L’unico evento di una certa nota in quei giorni fu l’inizio dell‘assedio di Anversa (28 Settembre 1914) da parte delle truppe tedesche. Anversa era una città di primaria importanza per il suo porto ed era difesa da una serie di fortificazioni imponenti, per questo motivo i Tedeschi avevano preferito accerchiarla e continuare l’avanzata verso ovest prima di attaccarla. L’assedio sarebbe durato un paio di settimane e avrebbe visto la vittoria degli assedianti, anche se pagata a caro prezzo, mentre una grossa parte dell’esercito belga riuscì a ritirarsi dalla città prima di cadere in una eventuale trappola.

Sull’altalenante fronte orientale cominciò la Battaglia della Vistola tra gli Austro-ungarici (ai quali poi si aggiunsero i Tedeschi) ed i Russi. Fu una lunga battaglia per il controllo della regione di Varsavia. A questa battaglia prese parte un uomo del quale parleremo molto presto: August von Mackensen. La battaglia non ebbe esito positivo per gli Imperi Centrali e fu solo la prima di una lunga serie di azioni volte alla conquista di Varsavia.

Nel frattempo qualcosa di estremamente importante accadeva a sud. Il 27 Settembre 1914 l’Impero Ottomano chiudeva l’accesso ai Dardanelli alle navi alleate. Sino a quel momento il Sultano non aveva preso parte attiva agli eventi bellici dei suoi alleati tedeschi, ma questa era una netta presa di posizione che non sarebbe di certo stata ignorata da Inglesi e Francesi, tanto più che era a netto svantaggio dei Russi.

In Africa continuava l’assalto alle colonie tedesche. Il 26 Settembre cominciò la Campagna dell’Africa Tedesca del Sud-Ovest (Namibia) da parte delle truppe del Sudafrica, originando una serie di scontri etnici che si sono protratti di fatto sino al 1990 quando finalmente il Sudafrica rinunciò al controllo ufficiale sull’ex colonia tedesca. Il 27 Settembre le truppe francesi completarono l’occupazione di tutta la fascia costiera del Camerun isolando così il resto della colonia.

Storia: Settembre 1914 – parte seconda

Coma abbiamo già visto, sul fronte orientale,  la situazione per le forze degli Imperi Centrali era altalenante. Nella zona sud si fronteggiavano gli “eserciti di disperati” di Russia e Austria e al nord invece i Tedeschi continuavano a dimostrare tutta la loro forza e preparazione tattica. Tra il 7 e il 14 Settembre venne combattuta la Prima Battaglia dei Laghi Masuri che vide trionfare i Tedeschi sui Russi, fu una battaglia vecchio stile, vinta proprio da un tipo di formazione destinata pian piano a sparire nei decenni successivi: la cavalleria. A fronte di quasi 40.000 perdite tedesche se ne contarono oltre 125.000 tra le fila russe. Mentre le truppe del Kaiser trionfavano le truppe di Vienna continuavano la loro progressiva ritirata in Galizia, che sarebbe terminata il 24 Settembre nel momento in cui i Russi posero l’assedio alla fortezza di Przemyśl (sarebbe durato sino alla fine del Marzo 1915, con una “vittoria di Pirro” per i Russi).

Ad occidente la situazione invece iniziava a diventare problematica per la Germania. Il piano di invasione rapida della Francia stava fallendo e la rapida successione di battaglie di quel Settembre 1914 stava rendendo evidente a tutti che le vecchi battaglie campali non sarebbero state in grado di risolvere il conflitto. Cominciò una serie di manovre di accerchiamento da parte di tutti gli eserciti coinvolti che portò a quella che è passata alla storia come “corsa al mare”. Di fatto di manovra in manovra e di battaglia in battaglia si giunse a creare due linee parallele di trincee e fortificazioni che si estendevano dalla neutrale Svizzera sino al Mare del Nord (anche se in alcuni punti il fronte resterà discontinuo sino alla primavera del 1915). Fu così che dopo la Prima Battaglia della Marna si giunse alla Prima Battaglia dell’Aisne alla Battaglia di Flirey e al conseguente avvicinamento dei Tedeschi alla fortezza francese di Verdun. ma per quante battaglie venissero combattute e per quanti uomini morissero la situazione era quasi sempre di stallo; certo le truppe di Berlino erano riuscite a conquistare alcuni avamposti di una certa importanza, ma gli Anglo-francesi resistevano con coraggio e spirito di sacrificio. Il fallimento dell’offensiva lampo in Francia (piano Schlieffen) portò alla destituzione del generale tedesco Helmuth von Moltke in favore del generale Erich von Falkenhayn alla guida delle truppe del Kaiser.

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La “corsa al mare” del 1914

Il 17 Settembre la Germania perdeva completamente la sua colonia della Nuova Guinea Tedesca, conquistata dalle truppe australiane per conto dell’Impero Britannico.

Storia: Settembre 1914 – parte prima

Con la rovinosa ritirata verso Carpazi l’unica speranza su questo fronte era riposta al nord dalle truppe tedesche. La prima conseguenza della battaglia fu l’ingresso delle truppe russe a Leopoli il 3 Settembre. Nel fronte sud le cose non andavano meglio con le forze armate della Serbia che tenevano in scacco gli eserciti di Vienna anche nei territori della Bosnia; la situazione non era drammatica come in Galizia, ma occorreva dare al più presto un colpo mortale a Belgrado per poter agire tranquillamente contro i Russi.

La spinta tedesca verso la Marna portò gli eserciti dei contendenti a scontrarsi duramente tra il 5 e il 12 Settembre nella Prima Battaglia della Marna, combattuta a non molta distanza da Parigi. I Tedeschi speravano di infliggere un colpo mortale alle difese nemiche, ma invece si ritrovarono impantanati in quella che stava per trasformarsi in una tremenda guerra di posizione. Attacchi e contrattacchi, l’uso smodato dell’assalto frontale, l’impiego di oltre 6.000 cannoni e di 1.800.000 soldati (tra entrambe le parti chiaramente) la resero la più grande battaglia sino ad allora combattuta, mai si erano visti tanti uomini affrontarsi in uno scontro di pochi giorni. La vittoria tattica fu per gli Anglo-francesi, ma sul campo rimasero oltre 150.000 morti. Nel corso dei decenni gli storici sono riusciti ad analizzare a pieno le cause dell’insuccesso tedesco e molta della colpa è da attribuire alla confusione dell’alto comando del fronte occidentale e ad alcune inutili rivalità tra i generali del Kaiser.

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Prima Battaglia della Marna

Storia: Agosto 1914 – parte terza

Il 24 Agosto il successo tedesco sul fronte occidentale era chiaro a tutti e cominciava la“grande ritirata” delle truppe anglo-francesi dai territori del Belgio e della Francia settentrionale. Questo progressivo arretramento del fronte portò i combattimenti sino alla Marna a pochi chilometri da Parigi. Nell’insieme la manovra tedesca stava causando grosse perdite agli avversari sia in termini di uomini che di materiale bellico. Il primo risultato di questa situazione fu che le truppe del Kaiser posero l’assedio alla fortezza francese di Maubeuge, questa piazzaforte cadde il 7 Settembre consegnando ai Tedeschi 40.000 prigionieri e oltre 350 pezzi di artiglieria. Maubeuge rimarrà in mano tedesca sino al 9 Novembre 1918!

Il 25 Agosto si muoveva di nuovo il Giappone che dichiarava guerra anche all’Austria-ungheria e due giorni dopo poneva il blocco al porto cinese di Tsingtao, da tempo colonia tedesca. Sempre lo stesso giorno truppe britanniche invasero il Camerun tedesco passando dalla Nigeria. Come già accennato in precedenza nei territori coloniali la Germania non fu mai in grado di opporre una resistenza continuativa contro gli attacchi dei suoi avversari. Sempre in tema di colonie africane il 26 Agosto cadde definitivamente la colonia del Togoland dopo venti giorni di combattimenti.

Il 26 Agosto fu una delle giornate più “piene” di quel primo mese di furiosi combattimenti, infatti vennero combattute ben tre battaglie importanti e vittoriose per gli Imperi Centrali. Nel complesso della “grande ritirata” venne combattuta la Battaglia di Le Cateau dove gli Inglesi soffrirono pesanti perdite dovendo ritirarsi ulteriormente, ma nonostante questo inflissero gravi danni alle truppe tedesche grazie alluso dei cannoni campali a fuoco rapido che sparavano shrapnel! Sul fronte orientale gli Austriaci sconfissero i Russi nella Battaglia di Komarów (26 Agosto – 2 Settembre) in Galizia, mentre i Tedeschi li battevano nella Battaglia di Tannenberg (26 Agosto – 1 Settembre). Tutte le debolezze dell’esercito dello Zar furono evidenziate in quelle drammatiche giornate dove si persero 70.ooo mila uomini tra morti e feriti e dove ci furono più di 100.000 prigionieri. I piani del comando congiunto degli Imperi Centrali puntava a costringere i Russi alla ritirata per poter poi marciare rapidamente verso Varsavia.

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Prigionieri Russi a Tannenberg

Il 28 Agosto ci fu anche un primo significativo scontro navale tra le forze britanniche e quelle tedesche. La superiorità marittima di Londra fu un punto focale durante tutta la guerra e che portò la Germania a sviluppare mezzi diversi per la guerra navale, fu enorme lo sviluppo dei sommergibili. La Battaglia di Helgoland, una baia al largo dello Schleswig-Holstein segno le prime perdite per la Kaiserliche Marine: ben 3 incrociatori leggeri affondati insieme a 2 torpediniere, mentre gli Inglesi non subirono affondamenti e solo 3 navi messe fuori uso! Senza la supremazia navale la Germania sarebbe rimasta chiusa in un sostanziale embargo economico senza la possibilità di collegarsi con continuità con le proprie colonie.

Il 30 Agosto 1914 per la prima volta un aereo tedesco bombardò Parigi: era un ulteriore segnale di un latente cambiamento nell’arte della guerra dovuto al progresso tecnologico di quegli anni; certo le incursioni aeree su zone civili nella Grande Guerra non ebbero lo stesso peso tremendo del 1939-45. Nel frattempo sul fronte occidentale i tedeschi ottenevano un’altra importante vittoria a San Quintino costringendo i Francesi e gli Inglesi a continuare la ritirata verso l’entroterra, sempre più spinti verso la Marna e verso Parigi. Nelle colonie le notizie per Berlino non erano altrettanto buone dal momento che i Neozelandesi (sotto il controllo britannico) avevano invaso le colonie del Kaiser in Samoa.

Sul fronte orientale l’impreparazione bellica austriaca portò alla sconfitta nella Battaglia di Gnila Lipa il 30 Agosto e alla rovinosa ritirata verso i Carpazi durante la quale l’armata di Vienna rischiò addirittura di essere annientata.

Storia: Agosto 1914 – parte seconda

L’infuriare delle prime battaglie teneva col fiato sospeso le popolazioni del Vecchio Continente, a completare il quadro dell’intreccio bellico il giorno 11 Agosto la Francia dichiarò guerra all’Austria-Ungheria e il giorno seguente la Gran Bretagna faceva la stessa cosa.

L’unico fronte realmente attivo in questi primi giorni d’Agosto era quello occidentale dove Francesi e Tedeschi si affrontavano nelle battaglie che sarebbero passate alla storia col nome di Battaglia delle frontiere e di cui abbiamo già visto un primo episodio rilevante riguardante la regione dell’Alsazia. Ebbene, il 14 Agosto 1914 le truppe francesi cominciarono ad invadere la Lorena, altra regione di lunga contesa con gli odiati vicini. Iniziava così una lunga e sanguinosa battaglia che si sarebbe conclusa solo il 25 Agosto con la vittoria tedesca. Sin da subito i Francesi dimostrarono tutti i loro limiti tattici e la loro invasione divenne immediatamente un grave insuccesso. Già nei primi giorni di battaglia i soldati di Parigi furono costretti a ripiegare su Nancy. A fronteggiare le truppe francesi furono schierati gli ottimi reparti bavaresi.

Il grande errore dei generali francesi era quello di usare tattiche ormai superate fatte di attacchi frontali di fanteria, che però dovevano scontrarsi contro le più moderne artiglierie e il grande uso di mitragliatrici… il risultato fu un massacro immane di soldati. Molti reparti si sfaldarono completamente in seguito alla controffensiva tedesca del 20 Agosto e questo portò la stampa a scagliarsi con veemenza contro il comportamento dei soldati (non sarebbe stata l’ultima volta durante il corso della guerra… forse avrebbero dovuto spedire gli scribacchini in prima linea). Un dato rilevante: in questa battaglia i Tedeschi persero 66.500 uomini, mentre le perdite dei Francesi sono rimaste sconosciute, ma di certo altissime.

Sino al 15 Agosto 1914 la guerra si era sviluppata principalmente sul fronte occidentale con le battaglie tra Tedeschi, Francesi e Belgi. Il 16 Agosto, mentre cadeva la determinante fortezza belga di Liegi, gli Austriaci assaltarono la Serbia restando però sconfitti nella tre giorni di Battaglia del Cer dimostrando tutti i limiti dell’esercito di Vienna.

Il giorno 17 Agosto iniziavano le ostilità anche sul fronte orientale con l’invasione russa della Prussia Orientale. I soldati dello Zar vennero sconfitti nella Battaglia di Stallupönen, ma continuarono ad avanzare in territorio tedesco e pochi giorni dopo sconfissero i Tedeschi nella Battaglia di Gumbinnen. Come vedremo più avanti questa campagna si concluderà il mese successivo con la sconfitta dei Russi. Mentre i cannoni tuonavano in Prussia il 23 Agosto iniziarono le operazioni militari in Galizia tra gli Austriaci e i Russi con la prima vittoria di Vienna nella Battaglia di Kraśnik.

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Il Fronte Orientale nel 1914

Come ho accennato prima il 16 Agosto cadde la piazzaforte di Liegi. Il Belgio a questo punto aveva i giorni contati e per questo motivo sia i Francesi che gli Inglesi decisero di intervenire direttamente nel piccolo paese. I Francesi erano già in difficoltà dopo le due fallimentari battaglie in Alsazia e Lorena e tra il 21 e il 23 Agosto persero due importanti Battaglie a Charleroi e nelle Ardenne. Tutto questo mentre gli Inglesi affrontavano per la prima volta i Tedeschi nella Battaglia di Mons mettendo in seria difficoltà i soldati del Kaiser. In questa occasione si verificò per la prima volta una situazione imbarazzante che sarebbe stata un pò la costante della guerra: le truppe britanniche erano meglio organizzate e meglio comandate di quelle francesi e spesso e volentieri questa disparità portò ad uno sfasamento del fronte, in questo caso specifico gli Inglesi si comportarono egregiamente a Mons, ma furono costretti a ritirarsi per non disassare la linea con i Francesi che invece stavano perdendo a Charleroi. Questa situazione avrebbe causato non pochi guai e dissensi sul fronte occidentale. Avremo modo di parlare meglio nei prossimi giorni di questa ritirata passata alla storia come la“grande ritirata”.

Nel frattempo il 22 Agosto l’Austria-Ungheria aveva dichiarato guerra al Belgio e il 23 Agosto il Giappone dichiarava guerra alla Germania, nella speranza di acquistare influenza e colonie nel Pacifico.

Storia: Agosto 1914 – parte prima

Il risultato degli ultimatum fu evidente il 1 Agosto: sia la Francia che la Germania dichiararono la mobilitazione generale. Era il disastro della diplomazia. Quello stesso giorno verso sera l’ambasciatore tedesco a San Pietroburgo consegnò (in lacrime) la dichiarazione di guerra al ministro degli esteri russo Sazonov.

Mentre la Germania muoveva i primi passi occupando militarmente il Lussemburgo il 2 Agosto e contestualmente inviando un ultimatum al Belgio chiedendo di concedere alle proprie truppe di passare attraverso i suoi territori, gli Inglesi non restavano a guardare. E neppure i Turchi. Gli Inglesi rassicurarono i Francesi su un loro sicuro intervento in chiave anti-tedesca in caso di conflitto e dichiararono la mobilitazione generale della loro imponente flotta. I Turchi invece strinsero una solida alleanza segreta con gli Imperi Centrali.

Il 3 Agosto la Germania dichiarò guerra alla Francia e il Belgio rigettò l’ultimatum di Berlino preparandosi quindi allo scontro con le truppe del Kaiser. Nel frattempo l’Italia dichiarò la sua neutralità violando così parte dei patti stretti in precedenza con la Germania e con l’Austria.

Il 4 Agosto la Germania invase il Belgio, dopo che il piccolo stato aveva rifiutato il suo ultimatum il giorno precedente. Iniziò così la prima seria campagna della guerra. Tra il 4 ed il 21 Agosto le truppe del Kaiser furono impegnate nella conquista di questo territorio. I Belgi si difesero molto più duramente di quanto i Tedeschi avessero mai ipotizzato e questo comportò un rallentamento nei piani di guerra dell’alto comando germanico. La presenza delle grandi fortezze di Namur e Liegi fu uno dei principali ostacoli da superare! La battaglia per la determinante piazzaforte di Liegi durò dal 5 al 16 Agosto e vide anche il primo bombardamento strategico del conflitto ad opera si un dirigibile Zeppelin tedesco.

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Soldati Tedeschi in partenza per il fronte

Nella stessa giornata del 4 Agosto la Gran Bretagna chiese alla Germania di rispettare la neutralità del Belgio e di ritirare le sue truppe, ma i Tedeschi rifiutarono. La risposta inglese fu immediata e si arrivò alla dichiarazione di guerra alla Germania.

Il 5 Agosto il piccolo Regno del Montenegro (da cui veniva la Regina d’Italia, Elena) dichiarò guerra all’Austria-ungheria in alleanza e solidarietà coi vicini Serbi.

Il 6 Agosto la reazione a catena continuava e la Serbia dichiarò guerra alla Germania, mentre il governo di Vienna dichiarava guerra alla Russia. Ormai tutte le grandi potenze erano coinvolte a doppio filo nel conflitto! Lo stesso giorno le truppe francesi invasero le colonie tedesche del Togoland… le colonie tedesche erano ben difese, ma non c’era molta possibilità di ottenere rifornimenti dalla madrepatria, questa portò la Germania a perdere progressivamente tutte le sue colonie nel corso della guerra. E avremo modo anche di analizzare anche alcune campagne più avanti.

Il 7 Agosto i primi reparti inglesi del BEF (British Expeditionary Force) sbarcarono in Francia e contestualmente le truppe di Parigi tentarono una prima offensiva dando inizio alla Battaglia delle Frontiere (che sarebbe durata sino al 24 Agosto).

Il 9 Agosto il Regno del Montenegro dichiarò guerra alla Germania.

Ma vediamo nel dettaglio la prima offensiva francese della Battaglia delle frontiere. Tra il 7 e il 10 Agosto si combatté la Battaglia di Mulhouse, in Alsazia… territorio allora in mano alla Germania. L’obiettivo del generale Louis Bonneau era di riconquistare le due provincie perdute con la guerra del 1870, nonché di frenare una possibile avanzata dei tedeschi che già stavano divorando importanti lembi di territorio belga. Le prime fasi dell’offensiva francese furono caratterizzate dalla scarsità dei combattimenti e dalla facilità (troppa) di avanzata. Lo stesso giorno 7 la città di Mulhouse era di nuovo in mano francese e tutta la nazione era in un clima di festa. Bonneau temendo di rimanere accerchiato decise però di frenare l’avanzata e di mettersi sulla difensiva, non sapendo la reale consistenza delle forze nemiche. Il generale tedesco che comandava il settore, von Heeringen, aspettò che arrivassero le truppe di riserva stanziate a Strasburgo e preparò un contrattacco per il giorno 9.  Quello che Bonneau non aveva erano le truppe di riserva e per questo fu costretto ad abbandonare i territori conquistati il giorno 10, segnando così la prima sconfitta per la Francia.

Ora questa battaglia non fu numericamente nulla di impressionante, rispetto alle altre della guerra, ma ci fa già capire quella che sarà l’antifona di tutto il conflitto ci saranno sempre una serie di offensive che porteranno alla conquista di un pò di territorio, poi seguirà la controffensiva che rispedirà indietro gli attaccanti… e così via. L’importanza in queste campagne militari stava tutta nella freschezza delle truppe di riserva e nell’apporto dell’artiglieria (che Bonneau non seppe sfruttare a pieno). Il generale Bonneau dimostrò un tratto caratteristico di molti generali dell’epoca, che spesso fermarono le avanzate nel momento migliore per paura di restare accerchiati, dando così al nemico il fatale tempo per riorganizzarsi. A Mulhouse persero la vita 4.000 Francesi e 3.000 Tedeschi, i numeri degli anni successivi sarebbero stati ben più terrificanti.

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Soldati Belgi 1914

Storia: Luglio 1914 – parte terza

Dopo la dichiarazione di guerra dell’Austria-Ungheria contro la Serbia la prima nazione a reagire fu la Russia zarista. Nicola II decise di mobilitare l’esercito nelle regioni confinanti con l’impero viennese (29 Luglio 1914) senza però dichiarare ufficialmente guerra. Una mossa come questa avrebbe quasi certamente comportato la mobilitazione della Germania in difesa dell’alleato… e a Berlino alcuni funzionari del governo cominciarono ad intuire la pericolosità della situazione che si stava generando, ma sembrava impossibile arrestare la macchina bellica che già si era messa in moto. Del resto il 29 luglio l’Austria aveva già iniziato a cannoneggiare Belgrado con l’artiglieria.

La risposta tedesca fu la dichiarazione di “stato di pericolo di guerra”… che non era proprio una mobilitazione generale, ma quasi. La Russia di tutta risposta dichiarò la mobilitazione generale di tutto il paese, su grande spinta dei militari, mentre lo Zar era titubante. A questo punto la Germania iniziò a pensare sia a mobilitare completamente il proprio esercito sia a inviare ingenti somme all’alleato italiano per farlo entrare in guerra (cosa che poi non accadde).

I Tedeschi sapevano benissimo che la Russia era alleata della Francia ed una guerra contro lo Zar avrebbe comportato inevitabilmente una guerra anche contro Parigi: una guerra su due fronti poteva essere molto pericolosa. Bisognava rendere inoffensiva la Francia o con la diplomazia o con l’arte militare (invadendola sia dai confini diretti sia attraverso il neutrale Belgio, stringendola con una rapida manovra a tenaglia). In questo clima di fermento il 31 Luglio la Germania inviò due ultimatum. Il primo era diretto alla Russia e accusava il governo dello Zar di aver mobilitato l’esercito con l’idea di attaccare la Germania, si chiedeva quindi di interrompere la mobilitazione entro 12 ore, pena la guerra. Il secondo ultimatum era diretto alla Francia e riguardava la sua eventuale neutralità in uno scontro tra Russi e Tedeschi: i Francesi però fecero orecchie da mercante dichiarando addirittura di non aver notizia della mobilitazione generale russa. Nel frattempo l’Austria sentendosi in pericolo dichiarò la mobilitazione generale.

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Storia: Giugno 1914

La Belle Époque, ossia l’inizio dell’era capitalista in tutto il suo consumismo. Per decenni quest’epoca è stata decantata come una sognate Babilonia di felicità e di fermento culturale, ma a ben guardarla oggi non appare se non per quella che è stata in realtà: la prima società di consumatori della storia. L’inizio della fine di quanto ci poteva essere di buono nell’umanità. L’inizio della litania nasci-produci-consuma-crepa. La Belle Époque ha cambiato per sempre il mondo e non lo ha reso un posto migliore. Venne ricordata con nostalgia dai contemporanei solo per un unico grande motivo: terminò con la Grande Guerra, une delle più grandi tragedie della storia dell’umanità. In fondo la Belle Époque era stata un periodo relativamente pacifico nella storia dell’Europa, ma non era destinata a durare. Ho già avuto modo in un precedente articolo di affrontare la situazione internazionale dei paesi che poi sarebbero stati coinvolti nel conflitto per cui mi limiterò a parlare di come si arrivò all’attentato di Sarajevo del 28 Giugno 1914.

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Francesco Ferdinando

Chi era innanzitutto Francesco Ferdinando? Suo zio era l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe di cui era diventato erede al trono dopo la morte del diretto erede Rodolfo per suicidio. Francesco Ferdinando era in personaggio scomodo sotto diversi punti di vista. Sosteneva il suffragio universale maschile e questo gli aveva inimicato la nobiltà ungherese che vedeva minacciato il suo dominio politico (molti degli strati bassi della popolazione non erano infatti di origine ungherese). Sosteneva attivamente le istituzioni cattoliche e questo gli aveva inimicato non solo gli anti-clericali, ma anche tutte le ampie fasce di popolazione protestante dell’impero. Infine era un sostenitore della creazione di una terza corona all’interno dell’impero a favore di un regno degli slavi comprendente Croazia e Bosnia con funzione di contenimento dell’irredentismo serbo. Di base era un sostenitore della diplomazia per risolvere i contenziosi tra nazioni e si era adoperato molto affinché l’Austria non si lanciasse in imprese militari insensate sia durante la crisi bosniaca del 1908-09 (quando l’Austria procedette all’annessione della Bosnia scatenando le ire della Serbia, della Russia e della Gran Bretagna) e durante le guerre balcaniche. Francesco Ferdinando avvertiva che l’Impero non si stava districando con la stessa determinazione delle altre nazioni nella politica estera e sosteneva l’incremento della marina come forza bellica austriaca… ma senza venir ascoltato.

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L’attentato di Sarajevo

Nel Giugno del 1914 Francesco Ferdinando si recò in Bosnia per seguire diverse incombenze governative. Saputa della visita la società segreta serba Crna Ruka (Mano Nera) decise di pianificare un attentato per uccidere l’Arciduca. La Mano Nera era un’organizzazione che professava l’unione di tutti gli slavi sotto la guida della Serbia, ma con una forma di governo di stampo repubblicano… a contrapposizione della Mano Bianca che sosteneva le stesse idee, ma in ottica monarchica. I cospiratori inviati dalla Mano Nera erano sette in tutto, ma erano decisamente inesperti e solo per alcune casualità riuscirono a portare a termine il loro incarico. La mattina del 28 Giugno l’auto dell’Arciduca passò dalla postazione dove c’era il primo attentatore, ma questi non fece fuoco perché non aveva il bersaglio libero. Poco dopo il corteo giunse nei pressi del secondo attentatore che lanciò una bomba mancando il bersaglio ferendo gravemente gli occupanti di una delle auto di scorta. A questo punto alcuni degli altri cospiratori abbandonarono la scena del crimine pensando di aver raggiunto lo scopo. Colpevole fu invece la decisione delle autorità austriache di non schierare a questo punto in difesa dell’Arciduca l’esercito in quanto non avevano le divise da parata. Francesco Ferdinando era chiaramente innervosito dalla situazione, ma non poteva fare molto altro se non constatare con amarezza di trovarsi in pericolo di vita insieme a sua moglie. Il colpo di sfortuna definitivo venne dal fatto che l’autista (un ungherese) dell’Arciduca non era stato avvertito di alcuni cambi di percorso della visita e quindi sbagliò strada nei pressi del Ponte Latino di Sarajevo. Uno degli attentatori resosi conto che Francesco Ferdinando era vivo e vegeto prese coraggio e si avvicinò alla macchina esplodendo due colpi di pistola ferendo a morte sia lui che la moglie. Di lì a poco morirono entrambi. L’attentatore che aveva avuto successo era un giovane bosniaco di nome Gavrilo Princip. Quello che sarebbe successo nei giorni successivi e di cui parleremo più avanti passò alla storia come “crisi di Luglio”.

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Gavrilo Princip