Il Grimorio ritorna a Settembre

La sezione “Il Grimorio di Odenwald” tornerà a partire dal 3 Settembre 2021.

The section “The Grimoire of Odenwald” will return from 3 September 2021.

Die Sektion “The Grimoire of Odenwald” kehrt ab 3. September 2021 zurück.

La section “Le Grimoire d’Odenwald” sera de retour à partir du 3 septembre 2021.

La sección “El Grimorio de Odenwald” regresará a partir del 3 de septiembre de 2021.

Secțiunea „Grimoire din Odenwald” va reveni din 3 septembrie 2021.

GRIMORIO 90

GRIMORIO 91

GRIMORIO 92

Il Grimorio di Odenwald #87

Apocalisse 7,9-17

9 Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani.

10 E gridavano a gran voce:

“La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all’Agnello”.

11 Allora tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri viventi, si inchinarono profondamente con la faccia davanti al trono e adorarono Dio dicendo:

12 “Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen”.

13 Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: “Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?”.

14 Gli risposi: “Signore mio, tu lo sai”. E lui: “Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello.

15 Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo santuario; e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro.

16 Non avranno più fame,
né avranno più sete,
né li colpirà il sole,
né arsura di sorta,

17 perché l’Agnello che sta in mezzo al trono
sarà il loro pastore
e li guiderà alle fonti delle acque della vita.
E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi”.

Il Grimorio di Odenwald #76

La storia del mondo è una ruota che gira, riproducendo nei millenni quello che accade nella vita di ogni singolo animale e pianta del pianeta. L’età dell’oro, dei primordi, dei paradisi universali, dell’infanzia, dell’apprendimento e della scoperta… che poi diventa maturità, disincanto se non disinteresse, allontanamento dal mondo, dalla natura, dalle cose buone… sacrificate sull’altare di esigenze aleatorie. Cosa rimane della bellezza del primordio quando si è sulla strada del tramonto?

Si decade…  il corpo, la società, le cose umane, i vizi e le virtù, le idee e le innovazioni, tutto decade un giorno dopo l’altro.  Non si migliora col tempo, non è nella natura delle cose, la natura delle cose è progredire sino a spegnersi, arrivare sino al culmine per morire. E’ la morte la natura delle cose e quanto più ci avviciniamo alla fine tanto più il progresso ha il sapore della morte… della carne e dello spirito.

L’eterno ritorno delle nostre anime in questo mondo, senza alcuna memoria delle ere passate, è la condanna inflitta ad ogni generazione per la presunzione di essersi voluti innalzare ben oltre al lecito. Divenire è marcire… e non necessariamente è un male.

Il Grimorio di Odenwald #71

I viaggi sono principalmente di tre tipi: quelli programmati, quelli obbligati e quelli inaspettati.

Il viaggio programmato ci porta a percorrere una strada scelta da noi, il che non esclude la possibilità di trovarvi delle sorprese o di fare incontri casuali. E’ in ogni caso un sentiero che noi abbiamo scelto e quindi il nostro animo è ben predisposto a seguirlo. 

Il viaggio obbligato è un qualcosa a cui siamo costretti da qualcuno o da qualcosa… è un atto di violenza più o meno marcata, è qualcosa che ci obbliga a percorrere un sentiero che forse non avremmo scelto di seguire. Ma non possiamo esimerci… non possiamo dire di no!

Il viaggio inaspettato arriva come un fulmine a ciel sereno, può avere il gusto dell’avventura così come può avere il sapore amaro della disgrazia. Non sappiamo dove ci porterà, non sappiamo che strade seguiremo… eppure arriveremo da qualche parte e scopriremo cose che già sappiamo o cose che ancora non avevamo compreso. 

Sapete voi dunque scegliere quale viaggio sia il migliore? 

Il Grimorio di Odenwald #66

Nei tempi bui dell’era contemporanea non dobbiamo smarrire la retta via, non dobbiamo lasciarci fagocitare dagli ingannevoli messaggi che ci vengono propinati giornalmente. L’uomo ha il dovere di resistere di fronte alla marea immonda dei figli della Bestia.

La Bestia è scaltra, si maschera abilmente e si nasconde laddove si è meno portati ad immaginarla. Facce rassicuranti, parole belle, idee e modi gentili, progresso e miglioramento, il nuovo che avanza soppiantando il vecchio, giudicato ignobile. E’ una cosa che abbiamo già visto, è un sopruso che abbiamo subito già 2000 anni fa.

E’ in momenti come questi che dobbiamo stringerci attorno ai punti fermi del nostro mondo, preservando la natura delle cose senza cedere di un passo verso i Demoni che vogliono convincerci della verità delle loro menzogne. Stringendoci intorno al nostro albero sacro non cederemo terreno. Non questa volta.

Il Grimorio di Odenwald #61

Nel sangue e nelle radici troviamo l’armonia della nostra natura, nel rinnovato legame col mondo antico rinasciamo e diventiamo portatori di luce eterna. Illuminiamo il cammino con la nostra luce interiore, cantando le canzoni dei nostri avi e dei popoli che furono.

Custodi eterni dell’antica sapienza e dell’antica storia, raccogliamo le testimonianze divenute leggende e tracciamo su bianche pagine segni a perpetua memoria. Informare, testimoniare, trasmettere… questi i nostri compiti, affinché si recuperi l’autentica essenza dell’umanità.

La verità è lontana dagli affanni di questi tempi meccanici, bisogna saper osservare, saper ascoltare, avere il cuore pronto a grandi balzi e la mente aperta, non al progresso bensì alla conservazione. Anzi… al recupero. Nella forza della tradizione e con l’aiuto degli antichi Dei.

Il Grimorio di Odenwald #56

Nel deserto del mondo moderno che cosa ci spaventa di più? La proliferazione dei falsi idoli importati dalle terre del vicino oriente? La proliferazione dei falsi idoli importati dalle terre del lontano oriente? L’ateismo fomentato dagli adoratori del grande occhio? Il disegno elitario dei divoratori di anime? Il falso misticismo da due soldi di certi circoli paganeggianti? Le farneticazioni delle menti deboli affascinate da culti che non sanno comprendere a pieno?

Difficile rispondere ad una domanda come questa. Soprattutto in un mondo così mendace…

La retta via è indicata sempre e solo dall’antico sapere, da ciò che custodiamo dentro di noi tramandatoci da coloro che vissero su questo pianeta prima di questa immensa follia. Nella lunga notte degli adoratori dell’occhio l’unico modo per mantenere la rotta è guardare la stella polare.

Il Grimorio di Odenwald #51

Levate le odi agli antichi Dei delle nostre tradizioni, rigettando la mistica straniera dei deserti del mondo e delle vette innevate. Ritorniamo nei boschi rifuggendo gli abbattitori di alberi, figli dell’uomo e dell’antropocentrismo, le bestie marchiate dello scientismo e la progenie infetta dell’ateismo. Danziamo intorno agli alberi ed alla natura, accarezziamo la vita del mondo che fu e preserviamo la vita del mondo che verrà.

Non tutti gli alberi furono abbattuti dai nemici dei antichi Dei, molto sono ancora intatti, fanno sentire la loro voce a coloro che sono in grado di ascoltare. Il marcio del mondo striscia sul cemento e parla linguaggi suadenti, ma tra queste fronde noi saremo al sicuro, protetti dalle nostre antiche arti.

Feconderemo col sangue la terra ai piedi degli antichi Dei e da essa nasceranno nuovi virgulti, pronti a levarsi al cielo in una preghiera alle altissime sfere celesti, danzando nella notte di Norimberga e nel mattino di Praga. Noi viviamo nonostante i morti.

Il Grimorio di Odenwald #27

Apocalisse 2,8-11

II. Smirne

8 All’angelo della Chiesa di Smirne scrivi:

Così parla il Primo e l’Ultimo, che era morto ed è tornato alla vita:

9 Conosco la tua tribolazione, la tua povertà – tuttavia sei ricco – e la calunnia da parte di quelli che si proclamano Giudei e non lo sono, ma appartengono alla sinagoga di satana.

10 Non temere ciò che stai per soffrire: ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in carcere, per mettervi alla prova e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita.

11 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Il vincitore non sarà colpito dalla seconda morte.

Il Grimorio di Odenwald #26

Un’immagine nitida nella mente del viaggiatore: la mano che affonda nel terreno, che cerca tra le foglie cadute e trova infine le radici dell’albero. E l’albero che aiuta il viaggiatore a rialzarsi, a fare un tratto di strada in più. Fino all’albero successivo.

Un’azione di mutuo soccorso può avvenire solo laddove il cuore puro venga riconosciuto dalla natura circostante. Per il malvagio, per l’infido non vi è possibilità di salvezza alcuna. La natura stessa, nella sua brutale semplicità, mette a posto i torti di coloro che camminano per il mondo.

Per questo gli uomini temono la natura, la demonizzano, la vedono come qualcosa di esterno, primitivo ed incomprensibile. L’uomo si rifugia nella velleità delle scienze umane, ma è la natura ad essere perfetta. E’ la natura ad avere sempre e solo l’ultima parola

La voce di R’lyeh: che cos’è?

La nostra natura è composta di anima e corpo, entrambe queste parti del nostro essere hanno bisogno di nutrimento per prosperare ed evolversi verso forme via via superiori. Eppure nel mondo vi sono da sempre forze che cospirano per imbrigliare le nostre energie ed  impedirci di raggiungere il piano superiore dell’esistenza. Ci tengono schiavi. Schiavi nello spirito, nella mente e nel corpo. Usano catene di tutti i tipi per impedirci di volare e spesso sono i volti più suadenti, i sorrisi più rassicuranti, a tenderci le trappole più insidiose. Attraverso Il Grimorio di Odenwald mi sono prefissato di mettere a terra alcune briciole per rigenerare la vostra sete spirituale, per farvi assaggiare la consapevolezza che nell’universo non esiste solo la materia, non esiste solo il tangibile, lo scibile… lo spirito e l’anima non possono essere imbrigliate nelle draconiane catene della scienza. La scienza non risponde alle vostre domande, risponde solo alle domande dei grandi inquisitori del nostro tempo. Risponde solo a coloro che gongolano sulle vostre catene e martoriano il vostro spirito assetato di verità.

Ora voglio aggiungere un tassello nuovo. Voglio passare un piccolo panno bagnato sui vostri occhi resi secchi dalla troppa luce dell’egocentrismo imperante, rovinati dall’auto-realizzazione onanistica e dalla mercificazione del vostro inconscio. La verità è la fuori, come dicevano in un noto telefilm degli anni ’90 che quasi tutti avrete presente (stiamo parlando di X-Files)… ed è davvero là fuori, è talmente sotto i nostri occhi che spesso non riusciamo a coglierne tutte le sfumature. Ma dove si nascondo meglio le cose se non mettendole in bella vista? Badate bene, qui non si fanno complotti e complottismi e tante altre baggianate che vanno tanto di moda di questi tempi. Qui si mettono si congiungono i puntini uno dietro all’altro e poi si guarda la figura che ne esce, come nella Settimana Enigmistica. Quello che ne esce starà a voi decifrarlo, ritenerlo rilevante o inutile… siete voi che dovete ragionare con la vostra testa.

Ed ecco come nasce questa mia seconda rubrica, che chiamerò “La voce di R’lyeh“.

Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn

 

[G.H.D.C.]

Il Grimorio di Odenwald #21

Dell’origine di tutte le cose ci si domanda spesso, più al di fuori della religione che all’interno di essa, questo perché l’uomo senza spiritualità soffra di un vuoto che cerca di colmare con la scienza vanesia. 

Camminando nel mondo, lontano dagli uomini e dai loro abbagli, non ci si pone mai questa domanda poiché essa dimostra tutta la sua inutilità… tutta la sua vanità.

La vera domanda è “come posso preservare?“… solo questo è importante. Preservare il tutto.

Il Grimorio di Odenwald #16

La perfezione tutta risiede nella quiete programmata e silente della vegetazione  selvaggia, laddove ogni movimento non possa far altro che provocare una cascata di rumori.

Ed è là che ogni animale è costretto a fermare i propri movimenti nell’ansia di non essere scoperto. E zitto, immobile, ascolta il mondo, scoprendolo realmente per la prima volta.

Infine riesce a sentire qualcosa nell’immensa pace: un battito. Il battito del proprio cuore. Ed allora, solo allora, impara a conoscere se stesso. Ci vuole silenzio per potersi capire.