Guerra Civile Americana: Aprile 1861

Ad inizio Aprile era ormai chiaro che la priorità del governo federale non poteva che essere quella di rafforzare i forti presenti nei vari stati ribelli, sia che avessero già dichiarato la secessione sia che fossero ancora in fase decisionale. Tanti arsenali erano già caduti in mano ai ribelli, quasi senza colpo ferire, e per questo ogni azione andava impostata ed eseguita nel minor tempo possibile. Tra questi ne abbiamo già nominato uno destinato a passare alla storia: Forte Sumter, nelle vicinanze del porto di Charleston nella Carolina del Sud, il primo tra gli stati ribelli.

de Beauregard

Il forte, secondo i rapporti, era decisamente sguarnito e lo stesso Lincoln decise per un approvvigionamento immediato da effettuarsi mediante l’inno di un convoglio navale nel porto di Charleston, questa decisione venne presa il 4 Aprile 1861. Venuto a conoscenza di questo imminente rifornimento il governo confederato, riunito a Montgomery (Alabama) decise per la linea dura: attaccare il forte prima dell’arrivo della flotta di soccorso.

Era chiaro a tutti che quell’azione avrebbe avuto gravi conseguenze, mettendo il governo confederato in una posizione scomoda e criticabile, sarebbe stato meglio per loro se ad aprire il fuoco fossero state le truppe federali, ma in quel frangente parve essere l’unica cosa da fare.

Anderson

Il comandante delle truppe confederate, il generale Pierre Gustave Toutant de Beauregard, inviò emissari a trattare col comandante del forte, Robert Anderson, ma questi rifiutò seccamente i termini dell’ultimatum. Il giorno dopo, alle 3:20 del mattino del 12 Aprile 1861, Anderson venne informato dai confederati che questi avrebbero aperto il fuoco entro un’ora. Cosa che puntualmente avvenne ad opera di ben 43 mortai. Il bombardamento durò circa 36 ore, causando molti danni ed appena 2 morti tra gli 80 a disposizione di Anderson, il quale dovette consegnare il forte ottenendo di non essere fatto prigioniero né lui né i suoi uomini. Saputa questa notizia Lincoln cominciò a preparare i piani per una vera e propria guerra.

Qualche giorno dopo, il 17 Aprile 1861, la Virginia uscì formalmente dall’Unione. In tutta risposta due giorni dopo il governo federale dichiarò il blocco navale su tutte le coste degli Stati meridionali, blocco che sarebbe durato per tutto il conflitto.

Il 29 Aprile 1861 il congresso del Maryland decise di respingere l’ipotesi di secessione avanzata da parte della sua classe politica.

Bombardamento di Forte Sumter

Guerra Civile Americana: Gennaio – Marzo 1861

Come abbiamo visto nel precedente articolo la situazione politica nell’Unione era precipitata al seguito dell’elezione di Abraham Lincoln e l’inerzia (più o meno voluta) del Presidente uscente Buchanan non aveva fatto altro che peggiorare la situazione. Ecco cosa accadde nei primi tre mesi del 1861, ossia il trimestre che precedette lo scoppio delle ostilità.

Gennaio 1861

2 Le truppe della Carolina del Sud prendono il controllo del Fort Jackson, nei pressi di Charleston.

4-5 Truppe ribelli dell’Alabama cominciano a prendere il controllo degli arsenali federali nella zona di Mobile. La stessa cosa avviene dal 6 al 12 di gennaio in Florida, ad opera della milizia locale, con l’arsenale di Saint Augustine.

9 Il Mississippi esce formalmente dall’Unione.

10 La Florida esce formalmente dall’Unione.

11 L’Alabama esce formalmente dall’Unione.

19 La Georgia esce formalmente dall’Unione.

21 I senatori Clement Claiborne Clay e Benjamin Fitzpatrick dell’Alabama, David Levy Yulee e Stephen Russell Mallory della Florida ed infine Jefferson Davis del Mississippi si ritirano dal Senato Federale.

26 La Louisiana esce formalmente dall’Unione.

29 Il Kansas viene ammesso all’Unione come “Stato libero”, sarebbe dunque il 34° Stato. [Liberi 19 –  Schiavisti 15]

Febbraio 1861

Prima Bandiera Confederata

1 Il Texas esce formalmente dall’Unione.

4 Si riunisci a Montgomery (Alabama) la prima assemblea del Congresso Provvisorio Confederato, partecipano anche delegati della Virginia, anche se lo stato rimane per il momento nell’Unione. Nel frattempo la stessa Virginia indice una “Conferenza di pace” nel tentativo di impedire lo scoppio delle ostilità.

7 La “Nazione Choctaw” presente nel Territorio indiano si allinea alle posizioni espresse dai Sudisti.

8 Nascono gli Stati Confederati d’America, i quali non ricevono il riconoscimento da alcun paese estero oltre a non essere riconosciuti dall’Unione.

9 Viene eletto presidente della Confederazioni Jefferson Davis del Mississippi, uno dei politici che si era speso nei vani tentativi di evitare la secessione.

L’annuncio dell’elezione di Davis

Da quel momento in poi in tutti gli stati meridionali rimasti nell’unione e in tutti gli stati di confine, come il Missouri e l’Arkansas, iniziano dei feroci dibattiti sulla linea politica da seguire.

Marzo 1861

2 Il Senato dell’Unione respinge le proposte della “Conferenza di pace” indetta dalla Virginia.

4 Insediamento del Presidente Lincoln. Nel suo discorso inaugurale ribadisce le proprie intenzioni di non voler interferire con la pratica schiavista là ove essa ancora esiste, ma anche sottolinea con fermezza di essere pronto a preservare l’integrità dell’Unione con ogni mezzo disponibile.

Jefferson Davis

Dal 8 al 13 di marzo i commissari confederati presentano le loro condizioni per evitare la guerra. Il Presidente Lincoln non vorrà incontrare i commissari confederati in quanto ciò avrebbe potuto sembrare un riconoscimento di fatto dell’avvenuta separazione degli Stati secessionisti dall’Unione.

11 Il Congresso Confederato adotta la Costituzione degli Stati confederati, ratificata poi da tutti gli stati membri.

21 Parlando a Savannah (Georgia) il Vicepresidente confederato Alexander Hamilton Stephens pronuncia un discorso in cui dichiara che lo schiavismo negriero è la “pietra angolare” del governo secessionista: è il discorso della pietra angolare.

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – L’arrivo di Lincoln

Sul finire della Presidenza Buchanan la situazione politica federale era ben più che incandescente. Il Partito Democratico si presentò diviso alle elezioni del 1860, da un lato c’erano i Democratici del Nord fedeli all’Unione, mentre dall’altra c’erano i Democratici del Sud con tendenza secessioniste: i primi candidarono Stephen A. Douglas ed i secondi John Cabell Breckinridge, che era il Vicepresidente di Buchanan. Il Partito Repubblicano aveva già trovato il suo candidato in Abraham Lincoln. E come quarto contendente c’era John Bell espressione del Constitutional Union Party (simile agli scomparsi Whig).

La tornata elettorale vide una spaccatura netta tra nord e sud. Lincoln prese il 39,8% dei voti (vincendo in tutto il nord e sulla costa del Pacifico), Douglas il 29,5% (che vinse però nel solo Missouri), Breckinridge il 18,1% (vincendo in tutto il sud) e Bell il 12,6% (quest’ultimo vincendo in quegli stati di confine tra nord e sud dove erano già esplose delle violenze). In termini di grandi elettori Lincoln ne ottenne 180, praticamente il 60%, risultando il Presidente Eletto.

Visto il risultato delle elezioni gli stati del sud cominciarono ad adottare delle politiche di rottura con Washington ed a questo proposito vale la pena ricordare la cronologia di quegli eventi fino alla fine del 1860, mentre nel prossimo articolo vedremo quella dei primi mesi del 1861.

6 Novembre: Lincoln vince le elezioni, nel suo programma vi è l’abolizione della schiavitù per i nuovi stati federali e per i territori del West. Nel suo programma non c’era dunque l’abolizione della schiavitù a 360° come verrà poi propagandato in seguito…

10 Novembre: il governo della Carolina del Sud chiede che vengano indette elezioni per valutare se lo stato debba ritirarsi dall’Unione. Nel frattempo i suoi senatori (James Chesnut e James Henry Hammond) si dimettono dal Senato federale.

14 Novembre: in Alabama il Governatore decide di muoversi nella stessa direzione intrapresa dalla Carolina del Sud e lo stesso da il Governatore del Mississippi.

15 Novembre: l’esercito federale comincia a rafforzare al sua presenza nei forti del sud per prevenire la possibile confisca di armamenti da parte di eventuali ribelli.

18 Novembre: la Georgia decide di indire una consultazione elettorale con le medesime finalità della Carolina del Sud.

20 Novembre: Lincoln rilascia una dichiarazione ufficiale distensiva nella quale rassicura di non aver intenzione di intervenire negli affari interni dei singoli stati.

22 Novembre: il Governatore della Louisiana chiede che il parlamento locale si riunisca per valutare l’uscita dall’Unione.

4 Dicembre: il Presidente uscente Buchanan condanna le indebite interferenze messe in atto dal Nord nei riguardi delle politiche schiaviste adottate dagli Stati Sudisti, ma afferma anche con chiarezza che i singoli Stati non posseggono il diritto di separarsi dall’Unione.

8 Dicembre: a partire da questa data, e nel giro di un mese, tutti i membri sudisti dell’amministrazione Buchanan si dimettono.

20 Dicembre: la Convention secessionista della Carolina del Sud dichiara concluso il suo rapporto con l’Unione, producendo un documento che diventerà pubblico e definitivo dopo quattro giorni. E’ primo stato secessionista. Per quella data la Carolina del Sud ha ritirato tutti i suoi rappresentanti dalle istituzioni federali.

28 Dicembre: i dirigenti della Carolina del Sud incontrano Buchanan chiedendogli di rimuovere le truppe federali dal loro territorio, ma il presidente uscente tergiversa nel tentativo di prendere tempo per trovare una soluzione alternativa. 

30 Dicembre: a Charleston (Carolina del Sud) i miliziani secessionisti prendono il controllo di diversi arsenali senza colpo ferire. Anche in questo caso Buchanan prende tempo non supportando di fatto le truppe federali che già da settimane chiedevano rinforzi. 

31 Dicembre: la Carolina del Sud elegge dei commissari da inviare negli altri stati del sud che stanno prendendo in considerazione la secessione.

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Buchanan

Alla fine della presidenza Pierce si tennero le elezioni del 1856. A questa tornata si sfidarono principalmente James Buchanan per il Partito Democratico, John Charles Frémont per il Partito Repubblicano e l’ex presidente Millard Fillmore per il partito anti immigrazione American Party (Know Nothing). Alla fine risultò vincitore il candidato democratico col 45,8% dei voti popolari e ben 174 grandi elettori, contro i 122 dei restanti due candidati (di cui 114 al Partito Repubblicano). Questo fu l’ultimo successo elettorale del Partito Democratico fino alle elezioni del 1884. L’insediamento avvenne il 4 marzo 1857.

1857 Inizia la guerra dello Utah tra il governo federale e la comunità dei Mormoni, in questo ambito si segnalerà il massacro di Mountain Meadows (120 coloni uccisi dai Mormoni e dai loro alleati indiani).

Lincoln 1857

1858 Abraham Lincoln diventa senatore per l’Illinois come membro del Partito Repubblicano, tra i più contrari alla possibilità di estendere la schiavitù ai territori dell’ovest non ancora statalizzati. Il Minnesota viene ammesso nell’Unione come “Stato libero”. [Liberi 17 –  Schiavisti 15]

1959 A seguito delle ripetute violenze viene arrestato e poi giustiziato l’abolizionista John Brown. L’Oregon viene ammesso nell’Unione come “Stato libero”. [Liberi 18 –  Schiavisti 15]

1860 Avviene il nuovo Censimento, negli Stati Uniti ci sono 31.443.321 abitanti (35,4% in più rispetto al 1850) di cui quasi 4 milioni di schiavi, 3.953.761. La situazione federale precipita rapidamente con la corsa alle elezioni presidenziali di quell’anno: la nomination Repubblicana all’intransigente Lincoln spinge gli stati del sud a prendere in considerazione l’ipotesi di uscita dall’Unione, mentre alcuni politici meridionali (tra cui il futuro Presidente confederato Jefferson Davis) cercano di far approvare risoluzioni che impediscano il tracollo dell’Unione.

Nel prossimo articolo: le elezioni del 1860 e le ultime fasi della Presidenza Buchanan.

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Pierce

Franklin Pierce

Alla fine della presidenza Taylor/Fillmore si tennero le elezioni del 1852. La vittoria andò al candidato del Partito Democratico, Franklin Pierce, il quale si impose con il 50,8% dei voti popolari, ma con ben 254 grandi elettori contro i 42 dello sfidante del Partito Whig, Winfield Scott. In buona parte l’esito della tornata elettorale venne determinato dall’avversione degli stati del sud per Scott, noto abolizionista. Poco prima dell’insediamento a presidente Pierce venne colpito da una tremenda tragedia famigliare: il 6 gennaio del 1853 la famiglia del presidente eletto viaggiava da Boston in treno quando il loro convoglio deragliò precipitando lungo una scarpata, lui e la moglie si salvarono, ma per il loro unico figlio di undici anni non ci fu nulla da fare (il corpo era quasi completamente decapitato). Questa tragedia influì enormemente su tutta la sua gestione presidenziale, dal momento che sia lui che la moglie caddero in un profondo stato depressivo. L’insediamento avvenne il 4 marzo 1853.

1853: Vengo stabilite le prime relazioni commerciali con l’Impero del Giappone, fino a quel momento estremamente isolazionista.

1854: Viene approvato il Kansas-Nebraska Act, per la creazione dei due nuovi territori divisi dal 40° parallelo. La questione spinosa fu da subito quelle dalla possibilità di schiavitù nei due territori, da decidere se regolare secondo il Compromesso del Missouri (quindi no schiavismo) o mediante il Compromesso del 1950 (rimandando quindi al voto popolare). Il voto di questa legge spaccò in due il Partito Whig, portando di fatto alla sua fine ed alla strutturazione del Partito Repubblicano (nel quale già si faceva notare la figura di Abraham Lincoln). La situazione in Kansas divenne esplosiva e i coloni pro o contro la schiavitù cominciarono a scontrarsi in modo sistematico, dando il via al periodo conosciuto come Bleeding Kansas, di fatto il preludio della guerra civile.

1856: L’abolizionista John Brown guida il massacro di Pottawatomie in Kansas contro coloni schiavisti in risposta ai soprusi di quest’ultimi. L’episodio fu uno dei più incisivi del Bleeding Kansas.

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Taylor/Fillmore

Zachary Taylor

Alla fine della presidenza Polk si tennero le elezioni del 1848. Il Partito Whig candidò l’eroe di guerra (in riferimento agli eventi bellici intercorsi col Messico) Zachary Taylor, il quale ottenne la vittoria col 47,3% dei voti e 163 grandi elettori, contro i 127 dello sfidante Lewis Cass del Partito Democratico. A questa tornata elettorale, nonché alla seguente, partecipò anche il Free Soil Party, qui guidato dall’ex presidente Martin Van Buren, che si prefiggeva di limitare la schiavitù nei territori dell’Ovest; Van Buren ottenne il 10% dei voti. Il Free Soil Party confluì quasi interamente nel Partito Repubblicano nel 1854. Il nuovo presidente si insediò il 4 marzo 1849. Il nuovo presidente rimase in carica un anno, prima di ammalarsi e morire quasi certamente di colera, gli succedette il vicepresidente Millard Fillmore. Curiosità: il figlio di Zachary Taylor, Richard, diventerà Luogotenente Generale dell’esercito confederato, mentre sua figlia Sarah Knox Taylor sposerà Jefferson Davis, presidente della Confederazione. 

Millard Fillmore

1849: Viene fondata Pfizer, che diventerà la più grande casa farmacologica mondiale.

1850: Viene fondata la società di servizi finanziari American Express nonché di Lehman Brothers. Entra il vigore il Compromesso del 1850, una serie di leggi volte a stabilizzare la questione della schiavitù nei territori del ovest presi al Messico. Lo stesso anno entra in vigore anche la Fugitive Slave Law, che stabiliva l’obbligo di cattura da parte delle autorità di tutti gli schiavi fuggitivi. Viene fatto il Censimento dal quale risultano 23.191.876 (un incremento di quasi il 40% rispetto a quello del 1840) di cui 3.204.313 schiavi. La California viene ammessa nell’Unione come “Stato libero”. [Liberi 16 –  Schiavisti 15]

1851: Viene fondato The New York Times e la Western Union.

1852: Viene pubblicato “La capanna dello zio Tom” di Harriet Beecher Stowe, una dei principali romanzi abolizionisti.

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Polk

Alla fine della presidenza Tyler si tennero le elezioni del 1844. Quasi tutta la competizione ruotò attorno al controverso tema dell’abolizione della schiavitù e dell’imminente ingresso del Texas nell’Unione come stato schiavista. Il dibattito creò non poche spaccature in seno agli stessi partiti in competizione. Il Partito Whig candidò Henry Clay, il quale basò il suo programma sulla contrarietà dell’ingresso del Texas con la scusa di non creare troppa instabilità tra stati liberi e stati schiavisti (13 a 14 in quel momento), anche se il motivo principale era quello di evitare una guerra aperta col Messico che rivendicava i territori texani. Queste posizioni gli alienarono l’elettorato del sud e dell’ovest.  Il Partito Democratico, dopo un lungo dibattito, candidò James Knox Polk, il quale riuscì a riunire la nazione con promesse di annessione a sud (Texas in chiave anti-messicana) e a nord (Oregon in chiave anti-britannica). Fu proprio quest’ultimo a spuntarla con il 49,5 % dei voti popolari contro il 48,1% del suo sfidante e 170 grandi elettori contro 105. Il nuovo presidente si insediò il 4 marzo 1845.

1845: Viene di fatto istituzionalizzato il concetto di Destino Manifesto, una applicazione rigorosa della Dottrina Monroe volta a giustificare l’espansionismo statunitense verso ovest. Il Texas viene ammesso nell’Unione come “Stato schiavista”. [Liberi 13 –  Schiavisti 15]

1846: Inizia la guerra Messico-Stati Uniti, contestualmente avviene la dichiarazione d’indipendenza da parte della Repubblica della California, filo statunitense. Passa al Congresso la legge nota come “Tariffa Walzer”, che riduce i dazi portando ad un periodo di libero scambio, durato sino al 1860. Il neonato Partito Repubblicano sarà tra i primi ad attaccare questa legge. Nel frattempo nel Sud viene fondata “De Bow’s Review” rivista di James DeBow che invita apertamente gli Stati del Sud alla secessione per sfuggire alla dipendenza economica dal Nord. Lo stesso anno vengono fondati il Smithsonian Institution e l’Associated Press. Inoltre Stati Uniti e Gran Bretagna firmano il Trattato dell’Oregon che fissa il confine col Canada lungo il 49° parallelo Nord. L’Iowa viene ammesso nell’Unione come “Stato libero”. [Liberi 14 –  Schiavisti 15]

1847: La città di Yerda Buena  in California cambia il suo nome in San Francisco e i mormoni fondano Salt Lake City (Utah).

1848: Termina la guerra Messico-Stati Uniti con la vittoria di Washington ed il successivo trattato di Guadalupe Hidalgo (il Messico dovette cedere parte di quelli che oggi sono gli Stati del Colorado, Arizona, Nuovo Messico e Wyoming, oltre che la parte meridionale di California, Nevada e Utah). Il Wisconsin viene ammesso nell’Unione come “Stato libero”. [Liberi 15 –  Schiavisti 15]

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Jackson

Alla fine della presidenza Quincy Adams si tennero le elezioni del 1828. Furono le prime elezioni in cui i due ex tronconi del Partito Democratico-Repubblicano si scontrarono nella loro nuova veste. Il Partito Democratico candidò Andrew Jackson (protagonista delle precedenti elezioni) il quale ottenne la vittoria col 56% dei voti e 178 grandi elettori, contro gli 83 dello sfidante e presidente uscente John Quincy Adams, in rappresentanza del Partito Repubblicano Nazionale. Jackson verrà rieletto alle elezioni del 1832 col 55,4% dei voti 219 grandi elettori… in quel caso a sfidarlo ci furono ben 3 partiti di cui 2 con chiare aspirazioni anti-massoniche! Il nuovo presidente si insediò il 4 marzo 1829.

La sua presidenza fu caratterizzata da una politica molto attiva nella stipula di trattati bilaterali coi Nativi, i quali vennero sistematicamente rimossi dalle proprie terre e spostati in altri territori, spesso in maniera forzata, i trattati in quel periodo furono oltre 70.

Deportazione di Nativi

1829: David Walker residente a Boston, ma ex schiavo della Carolina del Nord, pubblica un appello in cui invita tutti gli schiavi alla rivolta nel Sud.

1830: viene promulgato il Indian Removal Act, dando il via alle deportazioni dei Nativi. Nello stesso viene effettuato il censimento dal quale risultano 12.866.020 persone residenti di cui 2.009.043 schiavi.

1831: William Lloyd Garrison inizia la pubblicazione di un periodico abolizionista “The Liberator”. Il movimento abolizionista diventa sempre più forte nella società del Nord. Nello stesso anno una violenta rivolta di schiavi in Virginia, guidati da Nat Turner, viene sedata nel sangue, in tutto il Sud si inizia a sospettare che dietro questo atto vi sia l’appoggio diretto degli abolizionisti del Nord, per questo motivo nei vari Stati ci si prepara ad affrontare nuove insurrezioni.

1832: Il Congresso  promulga la “Tariffa del 1832” la quale esacerba ulteriormente gli animi tra le esigenze economiche del Sud e quelle del Nord, pare ormai evidente che l’interesse primario del governo sia lo sviluppo industriale del Nord. La risposta della Carolina del Sud non si fa attendere e il suo parlamento statale dichiara invalida la nuova tariffa, poiché minaccia gli interessi dello Stato. Gli Stati Uniti, pur se guidati da un uomo del Sud (e proprietario di schiavi), decidono per la linea dura verso la Carolina del Sud, arrivando ad approvare il “Force Bill”, che autorizza il Presidente ad usare liberamente l’esercito e la marina per far rispettare la legge federale. Al contempo il Presidente fa modificare la “Tariffa del 1832” al Congresso… un colpo al cerchio ed uno alla botte insomma.

1833: Il Congresso promulga la “Tariffa del 1833”, si chiude la crisi dell’anno prima.

1835: La pressione della propaganda anti-schiavista del Nord inizia a farsi sentire e la Georgia emette una legge che prevede la pena di morte per chi contribuisca a diffondere e pubblicare materiale che possa indurre gli schiavi alla ribellione.

1836: Il Texas diventa indipendente dal Messico e nel mentre l’Arkansas entra nell’Unione come “Stato schiavista”. Nel frattempo inizia una forte opera di propaganda anti-schiavista ad opera delle sorelle Grimké, trasferitesi a Philadelphia da Charleston. [Liberi 12 –  Schiavisti 13]

1837: Il Michigan viene ammessa nell’Unione come “Stato libero”. [Liberi 13 –  Schiavisti 13]

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Monroe

Alla fine della seconda presidenza di James Madison si tennero le elezioni del 1816. Il partito del presidente uscente (Partito Democratico-Repubblicano) candidò il Virginiano James Monroe, il quale sconfisse il candidato del Partito Federalista Rufus King. La vittoria venne ottenuta col 68,2% dei voti e 183 grandi elettori contro i 34 dello sfidante. Il nuovo presidente si insediò il 4 marzo 1817. Monroe verrà rieletto in modo plebiscitario anche alle elezioni del 1820, con 80,61% dei voti e ben 228 grandi elettori su 229!

Monroe era un Massone sin dall’età di 18 anni. Da lui prende il nome la teoria secondo la quale gli Stati Uniti debbano avere la supremazia su tutto il continente americano ed essere isolati dalle faccende politiche europee, detta appunto “Dottrina Monroe“, anche se tale teoria venne elaborata da John Quincy Adams… Monroe ebbe il merito di enunciarla pubblicamente al Congresso il 2 Dicembre 1823.

1817: Il Mississippi viene ammesso nell’Unione come “Stato schiavista”. [Liberi 10 –  Schiavisti 10]

1818: L’Illinois viene ammesso nell’Unione come “Stato libero”. Inizia un lungo dibattito per concedere l’ingresso al Missouri come “Stato schiavista”. [Liberi 11 –  Schiavisti 10]

1819: L’Alabama entra nell’Unione come “Stato schiavista”. I Senatori del Sud rallentano il processo istituzionale per far entrare nell’Unione un nuovo “Stato libero”, il Maine, come ritorsione per i ritardi ed i contrasti sull’ammissione del Missouri (un deputato della Georgia minaccia addirittura la secessione del suo stato). [Liberi 11 –  Schiavisti 11]

1820: Gli schiavi sono 1.538.000. Il Missouri viene accolto nell’Unione come “Stato schiavista” ed il Maine come “Stato libero”, questo avviene tramite il “Compromesso Missouri” che viete l’introduzione della Schiavitù in tutto il West al di sopra del confine proprio del nuovo stato. [Liberi 12 –  Schiavisti 12]

1821: Viene fondata Monrovia, capitale dello stato africano della Liberia, da parte di un gruppo di ex schiavi afroamericani, mediante incentivi statali di Washington.

1823: enunciazione della Dottrina Monroe.

1824: creazione del Bureau of Indian Affairs, l’agenzia federale demandata ad occuparsi della gestione delle popolazioni native assoggettate dagli Stati Uniti.

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Madison

Alla fine della seconda presidenza di Thomas Jefferson si tennero le elezioni del 1808. Il partito del presidente (Partito Democratico-Repubblicano) uscente candidò James Madison il quale sconfisse il candidato del Partito Federalista Charles C. Pinckney, già uscito sconfitto dalle elezioni del 1804. La vittoria fu raggiunta col 64,7% dei voti 3 122 grandi elettori contro i 47 dello sfidante. Il nuovo presidente si insediò il 4 marzo 1809. Madison verrà rieletto anche alle elezioni del 1812, battendo DeWitt Clinton, candidato per un ramo dissidente (rappresentante alcuni Stati del nord) dello stesso partito del presidente. In questo caso particolare la vittoria fu decisamente meno netta ed arrivò con il 50,4% dei voti e con 128 grandi elettori a 89.

L’evento più importante della sua presidenza fu indubbiamente la guerra anglo-americana (o guerra del 1812) che durò ben 3 anni e che vide fronteggiarsi la giovane nazione e l’ex madrepatria. La guerra nasceva da una serie di dispute economiche legate alla situazione bellica europea delle guerre napoleoniche. La guerra si concluse con il mantenimento dello status quo precedente al conflitto. Nel corso degli scontri la stessa Washington venne occupata dai britannici e la Casa Bianca data a fuoco.

La Battaglia di New Orleans – 1815

1812: La Louisiana, territorio acquistato nel 1803, viene ammessa nell’Unione come “Stato schiavista”. [Liberi 9 –  Schiavisti 9]

1816: L’Indiana viene ammessa nell’Unione come “Stato libero”. [Liberi 10 –  Schiavisti 9]

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Jefferson

Thomas Jefferson

Alla fine della presidenza di John Adams si tennero le elezioni del 1800, le quali videro il trionfo di Thomas Jefferson per il Partito Democratico-Repubblicano proprio contro il presidente uscente, sempre a rappresentare il Partito Federalista. Jefferson si aggiudicò il 61,4% dei voti e 73 grandi elettori contro i 65 dello sfidante. Il nuovo presidente si insediò il 4 marzo 1801. Jefferson verrà rieletto anche alle elezioni del 1804, battendo lo sfidante Charles C. Pinckney col 72,8% dei voti e 162 grandi elettori contro i 14 dello sfidante.

La sua presidenza fu molto importante poichè vide una grande espansione territoriale degli Stati Uniti, unita ad una crescente deriva dei rapporti con la Gran Bretagna.

1801: Scoppia la Prima Guerra Barbaresca , tra gli Stati Uniti ed i pirati della Libia Ottomana, sarà la prima guerra che la neonata nazione condurrà al di fuori dei propri confini. La prima di una interminabile serie.

1803: Gli Stati Uniti acquistano la Lousiana dalla Francia. Su questo territorio esisteva già la schiavitù e non si riuscì a limitarla. Nel frattempo l’Ohio entrò nell’Unione come stato senza schiavi, pur limitando l’ingresso sul suo territorio degli afroamericani. [Liberi 8 –  Schiavisti 9]

1804: Il New Jersey adotta una legge per una graduale abolizione della schiavitù. A questo punto della storia tutti gli Stati situati a nord della “Linea Mason-Dixon” (il confine tra Maryland e Pennsylvania) sono abolizionisti o sulla strada per l’abolizione. Si riunisce per la prima volta la “American Convention of Abolition Societies”, ma ovviamente vi presero parte solo delegati del Nord. [Liberi 9 –  Schiavisti 8]

1807: Il Congresso dichiara fuorilegge il commercio internazionale di schiavi, per cui importare ed esportare schiavi diventa così un crimine federale. Da quel momento inizia un commercio clandestino di schiavi (mentre prima arrivavano circa 14.000 unità all’anno si scese ad almeno 1.000). La messa al bando di tale commercio inizia a preoccupare tutti gli stati del Sud che basano la propria economia sull’utilizzo di schiavi. Nello stesso anno con il cosiddetto “embargo del 1807” gli Stati Uniti dichiarano di non voler prendere parte attiva alle Guerre Napoleoniche.

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Parte 2

In origine furono le 13 Colonie divise nel seguente modo dall’amministrazione britannica (anche se fino al 1730 l’organizzazione mutò più volte):

Colonie della Nuova Inghilterra: Provincia del New Hampshire, Provincia della Massachusetts Bay, Colonia di Rhode Island e delle Piantagioni di Providence, Colonia del Connecticut.

Colonie di mezzo: Provincia di New York, Provincia del New Jersey, Provincia di Pennsylvania, Colonia del Delaware

Colonie del sud: Provincia del Maryland, Colonia della Virginia, Provincia della Carolina del Nord, Provincia della Carolina del Sud, Provincia della Georgia.

Lo sviluppo della nazione americana a partire da questi territori sarà determinante per gli eventi che porteranno allo scoppio del conflitto. Vedremo oggi i primi eventi importanti avvenuti prima dell’istituzione della carica di Presidente degli Stati Uniti d’America.

1619: i primi schiavi africani (20) vengono sbarcati nella Colonia della Virginia da una nave olandese. Gli Olandesi ed i Portoghesi erano i principali commercianti di schiavi. Da quel momento nel Nord America Britannico viene introdotta la schiavitù. Nei decenni successivi l’autorità coloniale cercherà di legiferare più volte sulla schiavitù per regolamentarla in modo chiaro. Vale la pena ricordare che in quel momento si poteva anche essere condannati alla schiavitù da un giudice, non era infatti raro che vi fossero persone europee condannate ad anni  di schiavitù, se non a vita (la prima condanna di questo tipo si ebbe nel 1654 al virginiano John Casor).

1719: dopo un secolo la presenza degli schiavi inizia a diventare un problema economico, soprattutto per le imprese agricole che non ne fanno uso e che quindi hanno costi più alti di produzione. La diatriba nasce in Virginia e, non riuscendo ad ottenere il divieto di schiavismo, gli agricoltori ottengono che siano alzate le tariffe sugli schiavi, come compensazione economica. Nel corso degli anni ci saranno comunque diverse rivolte di schiavi soffocate nel sangue come ad esempio in Carolina del Sud (1739) o a New York (1712 e 1741).

1774: nasce la prima società antischiavista militante delle colonie, a Philadelphia, ad opera di un gruppo di Quaccheri guidato da James Pemberton.

19 Aprile 1775: inizia la guerra d’indipendenza americana.

4 Luglio 1776: viene siglata la dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America.

[Con l’indipendenza degli Stati Uniti e con l’adozione della Dichiarazione di Indipendenza si cominciarono ad avere delle modifiche di condotta molto forti nei confronti non tanto dello schiavismo bensì del commercio di schiavi… e questa differenza è molto importante, dal momento che si andò progressivamente vietando l’arrivo di nuovi schiavi pur mantenendo gli schiavi già presenti in quella condizione. Nella nuova nazione federale furono gli stati del Nord a muoversi per primi in questa direzione, procedendo poi a legislazioni che portassero ad una progressiva emancipazione degli schiavi. Il Vermont, che allora era ancora uno stato indipendente (e lo sarà fino al 1791), già nel 1777 proibì la schiavitù nella propria costituzione.]

1778: La Virginia è il primo stato a vietare l’importazione degli schiavi. [Liberi 0 –  Schiavisti 13]

1780: La Pennsylvania approva una legislazione per una graduale emancipazione degli schiavi, nel frattempo il Massachusetts vieta la schiavitù sul proprio territorio. [Liberi 2 –  Schiavisti 11]

3 Settembre 1783: termina la guerra d’indipendenza americana.

1783: Il New Hampshire vieta la schiavitù per nascita, ma fino al 1840 permetterà alcune forme di schiavitù. [Liberi 3 –  Schiavisti 10]

1784: Il Rhode Island ed il Connecticut adottano una legislazione di emancipazione simile a quella della Pennsylvania. Ma nello stesso anno il Congresso Continentale rigetta la proposta di Thomas Jefferson di proibire la schiavitù in tutti i territori, compresi i nuovi stati nascenti (Alabama, Kentucky, Mississippi e Tennessee). [Liberi 5 –  Schiavisti 8]

1787: Il Congresso Continentale vieta la schiavitù nel nuovo “Territorio del nord-ovest”, ossia i futuri Illinois, Indiana, Michigan, Ohio, Wisconsin e Minnesota.

Siamo quindi giunti alla soglia dell’elezione del Primo Presidente degli Stati Uniti. A questo punto della storia abbiamo visto come il Congresso si sia già espresso per proseguire una politica di sfruttamento degli schiavi nel sud del paese al contrario di quanto scelto per i territori del nord. La situazione in quel momento era ancora a favore di quei territori che basavano la loro economia sullo sfruttamento degli schiavi nelle piantagioni. Del resto il Nord non aveva ancora iniziato la sua fase di grande sviluppo industriale, la quale porterà con se grosse problematiche…

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Parte 1

Quando stavo finendo di occuparmi della Grande Guerra vi ho anticipato che l’argomento storico successivo sarebbe stato la Guerra Civile Americana, o Guerra di Secessione, e quindi eccomi qui a raccontare gli eventi che portarono a quel sanguinoso conflitto. Per forza di cose e per la complessità dell’argomento queste origini saranno analizzate in una serie di articoli ad impronta crono-grafica.

Bisogna innanzitutto pensare alla complessità del mondo “Stati Uniti”. Cosa intendo? Gli Stati Uniti sono nati dalla Rivoluzione Americana, quando le 13 colonie britanniche si ribellarono alle madrepatria, appoggiate dai Francesi, riuscendo a conquistare la propria indipendenza, questa guerra durò fino al 3 Settembre 1783. Da quel momento la nuova nazione cominciò pian piano ad espandere i propri territori, ora in modo diplomatico (acquistando terre da Francia e Spagna) ora in modo violento (a discapito dei Nativi o negli scontri col Messico). In questo modo dalle 13 colonie si passò pian piano ad una serie di Stati federati. L’espansione territoriale si dirigeva principalmente ad ovest (il famoso West).

Già le 13 colonie alla loro origine erano composte da genti molto diverse, come accadeva in qualsiasi colonia di qualsiasi nazione. Gente della stessa regione e della stessa religione tendeva a trasferirsi laddove c’erano già dei propri “simili” per andare a costruire comunità coese e saldate da principi e valori condivisi. A questo si aggiunse la diversificazione del territorio che negli stati meridionali favoriva la nascita di piantagioni per lo sfruttamento intensivo del suolo, mentre a settentrione il clima più rigido favoriva uno sviluppo economico diverso. Gli Stati Uniti erano dunque già divisi tra gente settentrionale e gente meridionale.

Il Nord era il territorio in cui si erano stabiliti i puritani dando inizio al loro nuovo “Regno dei Cieli”. Avevano sviluppato un’economia fiorente, incentrata sull’imprenditoria, gettando le basi per il moderno capitalismo e richiamando un numero sempre maggiore di immigrati richiamati dall’eco di tale prosperità. Avevano fondato grandi istituzioni scolastiche sostenute economicamente dalla comunità, come ad esempio Harvard! Il Nord era la terra dei mercanti, degli imprenditori e dei banchieri. Ed inizialmente era anche il terreno dell’intransigente morale calvinista: c’era la pena di morte per l’ateismo manifesto ed erano severamente puniti l’adulterio, la bestemmia, l’ubriachezza, era vietato l’uso del tabacco, ecc…. Proprio nel Nord si sviluppò il movimento politico che dopo diversi sviluppi e passaggi sarebbe diventato il Partito Repubblicano odierno.

Il Sud era una terra agricola, come abbiamo spiegato poco sopra. I suoi coloni provenivano da esperienze religiose diversificate e questo aveva portato ad una concezione dello Stato ben diviso dalla Fede onde evitare fanatismi che erano già costati tante vite nelle guerre di religione in Europa. Fu per la spinta di Thomas Jefferson, originario della Virginia, che nella costituzione degli Stati Uniti fu da subito inserite “libertà religiosa, libertà di pensiero e libertà di stampa” (I° Emendamento). La società che si era sviluppata nel Sud non aveva portato alla nascita di città molto grandi ed era stata forgiata su un forte individualismo e sulla richiesta di un’impostazione statale fortemente decentrata, al contrario dei loro connazionali del Nord. I prodotti del Sud erano Cotone, Tabacco, Riso ed Indaco. Nel Sud si sviluppò invece il movimento politico che sarebbe diventato nel corso della storia il Partito Democratico che conosciamo oggi.

E qui già molti di voi saranno sorpresi dal aver appreso le radici originarie dei due partiti principali dello scenario politico statunitense.

Dopo la Prima Guerra Mondiale

Soldati Tedeschi – Giugno 1916

Siamo giunti quasi alla fine della narrazione della Prima Guerra Mondiale, nella rubrica dedicata alla Storia non restano che poche settimane per concludere questo ciclo. Una volta chiusa questa opera sarà tempo di affrontare un ulteriore ciclo… ma quale?

L’idea che mi è venuta è quella di raccontare la Guerra Civile Americana, allo stesso modo con cui ho raccontato la Prima Guerra Mondiale! Sarà un altro percorso lungo, ma non meno interessante, ed in questo caso partiremo dalle origini del conflitto. Quasi certamente si comincerà a Dicembre.

Restate sintonizzati!

We are almost at the end of the story of the First World War, in the column dedicated to History … there are only a few weeks left to conclude this cycle. Once this work has been completed, it will be time to face another cycle … but which one?

The idea that came to me is to tell the American Civil War, the same way I told the First World War! It will be another long path, but no less interesting, and also in this case we will start from the origins of the conflict. It will almost certainly begin in December.

Stay tuned!

Volksgeist: 16 Dicembre 1773

A Boston un gruppo di giovani americani, travestiti da indiani Mohawk, si imbarcano a bordo di alcune navi da carico inglesi per gettarne a mare il carico, consistente in casse di tè. Questo atto di protesta, contro il continuo innalzamento delle tasse da parte dell’Inghilterra, passerà alla storia come Boston Tea Party.