Il Grimorio di Odenwald #113

Apocalisse 15,5-8

5 Dopo ciò vidi aprirsi nel cielo il tempio che contiene la Tenda della Testimonianza;

6 dal tempio uscirono i sette angeli che avevano i sette flagelli, vestiti di lino puro, splendente, e cinti al petto di cinture d’oro.

7 Uno dei quattro esseri viventi diede ai sette angeli sette coppe d’oro colme dell’ira di Dio che vive nei secoli dei secoli.

8 Il tempio si riempì del fumo che usciva dalla gloria di Dio e dalla sua potenza: nessuno poteva entrare nel tempio finché non avessero termine i sette flagelli dei sette angeli.

Il Grimorio di Odenwald #112

Apocalisse 15,1-4

1 Poi vidi nel cielo un altro segno grande e meraviglioso: sette angeli che avevano sette flagelli; gli ultimi, poiché con essi si deve compiere l’ira di Dio.

2 Vidi pure come un mare di cristallo misto a fuoco e coloro che avevano vinto la bestia e la sua immagine e il numero del suo nome, stavano ritti sul mare di cristallo. Accompagnando il canto con le arpe divine,

3 cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio, e il cantico dell’Agnello:

“Grandi e mirabili sono le tue opere,
o Signore Dio onnipotente;
giuste e veraci le tue vie,
o Re delle genti!


4 Chi non temerà, o Signore,
e non glorificherà il tuo nome?
Poiché tu solo sei santo.
Tutte le genti verranno
e si prostreranno davanti a te,
perché i tuoi giusti giudizi si sono manifestati”.

Il Grimorio di Odenwald #110

Apocalisse 14,14-20

14 Io guardai ancora ed ecco una nube bianca e sulla nube uno stava seduto, simile a un Figlio d’uomo; aveva sul capo una corona d’oro e in mano una falce affilata.

15 Un altro angelo uscì dal tempio, gridando a gran voce a colui che era seduto sulla nube: “Getta la tua falce e mieti; è giunta l’ora di mietere, perché la messe della terra è matura”.

16 Allora colui che era seduto sulla nuvola gettò la sua falce sulla terra e la terra fu mietuta.

17 Allora un altro angelo uscì dal tempio che è nel cielo, anch’egli tenendo una falce affilata.

18 Un altro angelo, che ha potere sul fuoco, uscì dall’altare e gridò a gran voce a quello che aveva la falce affilata: “Getta la tua falce affilata e vendemmia i grappoli della vigna della terra, perché le sue uve sono mature”.

19 L’angelo gettò la sua falce sulla terra, vendemmiò la vigna della terra e gettò l’uva nel grande tino dell’ira di Dio.

20 Il tino fu pigiato fuori della città e dal tino uscì sangue fino al morso dei cavalli, per una distanza di duecento miglia.

Il Grimorio di Odenwald #108

Apocalisse 14,1-5

1 Poi guardai ed ecco l’Agnello ritto sul monte Sion e insieme centoquarantaquattromila persone che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo.

2 Udii una voce che veniva dal cielo, come un fragore di grandi acque e come un rimbombo di forte tuono. La voce che udii era come quella di suonatori di arpa che si accompagnano nel canto con le loro arpe.

3 Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono e davanti ai quattro esseri viventi e ai vegliardi. E nessuno poteva comprendere quel cantico se non i centoquarantaquattromila, i redenti della terra.

4 Questi non si sono contaminati con donne, sono infatti vergini e seguono l’Agnello dovunque va. Essi sono stati redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l’Agnello.

5 Non fu trovata menzogna sulla loro bocca; sono senza macchia.

Il Grimorio di Odenwald #107

Apocalisse 13,11-18

11 Vidi poi salire dalla terra un’altra bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago.

12 Essa esercita tutto il potere della prima bestia in sua presenza e costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare la prima bestia, la cui ferita mortale era guarita.

13 Operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini.

14 Per mezzo di questi prodigi, che le era permesso di compiere in presenza della bestia, sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla bestia che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta.

15 Le fu anche concesso di animare la statua della bestia sicché quella statua perfino parlasse e potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della bestia.

16 Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte;

17 e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome.

18 Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei.

Il Grimorio di Odenwald #106

Apocalisse 13,1-10

1 Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo.

2 La bestia che io vidi era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e la sua potestà grande.

3 Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita.

Allora la terra intera presa d’ammirazione, andò dietro alla bestia

4 e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia dicendo: “Chi è simile alla bestia e chi può combattere con essa?”.

5 Alla bestia fu data una bocca per proferire parole d’orgoglio e bestemmie, con il potere di agire per quarantadue mesi.

6 Essa aprì la bocca per proferire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, contro tutti quelli che abitano in cielo.

7 Le fu permesso di far guerra contro i santi e di vincerli; le fu dato potere sopra ogni stirpe, popolo, lingua e nazione.

8 L’adorarono tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello immolato.

9 Chi ha orecchi, ascolti:
10 Colui che deve andare in prigionia,
andrà in prigionia;
colui che deve essere ucciso di spada
di spada sia ucciso.

In questo sta la costanza e la fede dei santi.

Il Grimorio di Odenwald #103

Apocalisse 12,1-6

7 Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli,

8 ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo.

9 Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli.

10 Allora udii una gran voce nel cielo che diceva:

“Ora si è compiuta
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo,
poiché è stato precipitato
l’accusatore dei nostri fratelli,
colui che li accusava davanti al nostro Dio
giorno e notte.


11 Ma essi lo hanno vinto
per mezzo del sangue dell’Agnello
e grazie alla testimonianza del loro martirio;
poiché hanno disprezzato la vita
fino a morire.


12 Esultate, dunque, o cieli,
e voi che abitate in essi.
Ma guai a voi, terra e mare,
perché il diavolo è precipitato sopra di voi
pieno di grande furore,
sapendo che gli resta poco tempo”.

Il Grimorio di Odenwald #102

Apocalisse 12,1-6

1 Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle.

2 Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto.

3 Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi;

4 la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato.

5 Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono.

6 La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.

Il Grimorio di Odenwald #100

Il momento è giunto, dopo la spasmodica attesa di questi secoli di infernale buio. Il momento del ritorno alle origini, del ritorno alla natura, del rifiuto compatto dell’epoca moderna con le sue aberrazioni. Ora, qui, adesso. Ritrovare la purezza e la bellezza perdute a causa dell’opera contaminatrice degli uomini servi della Bestia.

Abbandonate per sempre questa società, questo mondo di finzioni, questa agonizzante società di guitti e di meschini servitori avidi.

Tornare in mezzo agli alberi e comunicare con loro, innalzare a loro le grandi preghiere dimenticate dal tempo, ricostruire con cuore puro un mondo nuovo, nel quale non trovino più spazio le loro parole d’ordine infami.

Il Grimorio di Odenwald #99

Apocalisse 11,1-13

1 Poi mi fu data una canna simile a una verga e mi fu detto: “Alzati e misura il santuario di Dio e l’altare e il numero di quelli che vi stanno adorando.

2 Ma l’atrio che è fuori del santuario, lascialo da parte e non lo misurare, perché è stato dato in balìa dei pagani, i quali calpesteranno la città santa per quarantadue mesi.

3 Ma farò in modo che i miei due Testimoni, vestiti di sacco, compiano la loro missione di profeti per milleduecentosessanta giorni”.

4 Questi sono i due olivi e le due lampade che stanno davanti al Signore della terra.

5 Se qualcuno pensasse di far loro del male, uscirà dalla loro bocca un fuoco che divorerà i loro nemici. Così deve perire chiunque pensi di far loro del male.

6 Essi hanno il potere di chiudere il cielo, perché non cada pioggia nei giorni del loro ministero profetico. Essi hanno anche potere di cambiar l’acqua in sangue e di colpire la terra con ogni sorta di flagelli tutte le volte che lo vorranno.

7 E quando poi avranno compiuto la loro testimonianza, la bestia che sale dall’Abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà.

8 I loro cadaveri rimarranno esposti sulla piazza della grande città, che simbolicamente si chiama Sòdoma ed Egitto, dove appunto il loro Signore fu crocifisso.

9 Uomini di ogni popolo, tribù, lingua e nazione vedranno i loro cadaveri per tre giorni e mezzo e non permetteranno che i loro cadaveri vengano deposti in un sepolcro.

10 Gli abitanti della terra faranno festa su di loro, si rallegreranno e si scambieranno doni, perché questi due profeti erano il tormento degli abitanti della terra.

11 Ma dopo tre giorni e mezzo, un soffio di vita procedente da Dio entrò in essi e si alzarono in piedi, con grande terrore di quelli che stavano a guardarli.

12 Allora udirono un grido possente dal cielo: “Salite quassù” e salirono al cielo in una nube sotto gli sguardi dei loro nemici.

13 In quello stesso momento ci fu un grande terremoto che fece crollare un decimo della città: perirono in quel terremoto settemila persone; i superstiti presi da terrore davano gloria al Dio del cielo.

Il Grimorio di Odenwald #96

Apocalisse 9,13-21

13 Il sesto angelo suonò la tromba. Allora udii una voce dai lati dell’altare d’oro che si trova dinanzi a Dio.

14 E diceva al sesto angelo che aveva la tromba: “Sciogli i quattro angeli incatenati sul gran fiume Eufràte”.

15 Furono sciolti i quattro angeli pronti per l’ora, il giorno, il mese e l’anno per sterminare un terzo dell’umanità.

16 Il numero delle truppe di cavalleria era duecento milioni; ne intesi il numero.

17 Così mi apparvero i cavalli e i cavalieri: questi avevano corazze di fuoco, di giacinto, di zolfo. Le teste dei cavalli erano come le teste dei leoni e dalla loro bocca usciva fuoco, fumo e zolfo.

18 Da questo triplice flagello, dal fuoco, dal fumo e dallo zolfo che usciva dalla loro bocca, fu ucciso un terzo dell’umanità.

19 La potenza dei cavalli infatti sta nella loro bocca e nelle loro code; le loro code sono simili a serpenti, hanno teste e con esse nuociono.

20 Il resto dell’umanità che non perì a causa di questi flagelli, non rinunziò alle opere delle sue mani; non cessò di prestar culto ai demòni e agli idoli d’oro, d’argento, di bronzo, di pietra e di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare;

21 non rinunziò nemmeno agli omicidi, né alle stregonerie, né alla fornicazione, né alle ruberie.

Il Grimorio di Odenwald #95

Apocalisse 9,7-12

7 Queste cavallette avevano l’aspetto di cavalli pronti per la guerra. Sulla testa avevano corone che sembravano d’oro e il loro aspetto era come quello degli uomini. 

8 Avevano capelli, come capelli di donne, ma i loro denti erano come quelli dei leoni. 

9 Avevano il ventre simile a corazze di ferro e il rombo delle loro ali come rombo di carri trainati da molti cavalli lanciati all’assalto. 

10 Avevano code come gli scorpioni, e aculei. Nelle loro code il potere di far soffrire gli uomini per cinque mesi. 

11 Il loro re era l’angelo dell’Abisso, che in ebraico si chiama Perdizione, in greco Sterminatore.

12 Il primo “guai” è passato. Rimangono ancora due “guai” dopo queste cose.

Il Grimorio di Odenwald #94

Apocalisse 9,1-6

1 Il quinto angelo suonò la tromba e vidi un astro caduto dal cielo sulla terra. Gli fu data la chiave del pozzo dell’Abisso; 

2 egli aprì il pozzo dell’Abisso e salì dal pozzo un fumo come il fumo di una grande fornace, che oscurò il sole e l’atmosfera. 

3 Dal fumo uscirono cavallette che si sparsero sulla terra e fu dato loro un potere pari a quello degli scorpioni della terra. 

4 E fu detto loro di non danneggiare né erba né arbusti né alberi, ma soltanto gli uomini che non avessero il sigillo di Dio sulla fronte. 

5 Però non fu concesso loro di ucciderli, ma di tormentarli per cinque mesi, e il tormento è come il tormento dello scorpione quando punge un uomo. 

6 In quei giorni gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno; brameranno morire, ma la morte li fuggirà.

Il Grimorio di Odenwald #92

Apocalisse 8,1-5

1 Quando l’Agnello aprì il settimo sigillo, si fece silenzio in cielo per circa mezz’ora.

2 Vidi che ai sette angeli ritti davanti a Dio furono date sette trombe.

Le preghiere dei santi affrettano la venuta del grande giorno

3 Poi venne un altro angelo e si fermò all’altare, reggendo un incensiere d’oro. Gli furono dati molti profumi perché li offrisse insieme con le preghiere di tutti i santi bruciandoli sull’altare d’oro, posto davanti al trono.

4 E dalla mano dell’angelo il fumo degli aromi salì davanti a Dio, insieme con le preghiere dei santi.

5 Poi l’angelo prese l’incensiere, lo riempì del fuoco preso dall’altare e lo gettò sulla terra: ne seguirono scoppi di tuono, clamori, fulmini e scosse di terremoto.

Il Grimorio di Odenwald #91

A volte vengono da noi come bambini, in certa di sapienza e di risposte. Sperduti e ciechi, assuefatti dai lunghi secoli di litanie da schiavi, imposte e ripetute. Guardano in alto, verso cieli incomprensibili, senza neppure sapere che cosa cercare esattamente.

Sentono un vuoto. Ed è comprensibile. Le belle parole do un tempo si sono perdute, le buone intenzioni hanno ceduto il passo alle cattive azioni. E se i maestri si dimostrano cattivi che fine può mai fare il loro messaggio?

Si perde, inevitabilmente. Ed è giusto che si perda e che sparisca da questo mondo allo stesso modo in cui ci fu imposto. Cosicché si possa ricostruire sulle loro macerie, costruite a loro volta sulla nostre. Nei secoli

Il Grimorio di Odenwald #88

LII – LUPA COELESTINA (La lupa celestina) – Eugenio IV (1431 – 1447) nato a Venezia col nome di Gabriele Condulmer, suo zio era Papa Gregorio XII il quale ne agevolò la carriere ecclesiastica. Tra il 1417 e l’anno della sua elezione fu governatore di Bologna e della Marca Anconitana.

E’ stato il 207° Papa ed il suo pontificato durò quasi 16 anni.

Eletto nel 1431 si inimicò immediatamente la potente famiglia romana dei Colonna, perdendo di fatto il controllo di Roma nel 1434, risiedendo poi tra Firenze e Bologna per i successivi dieci anni. Nel frattempo era iniziato il Concilio di Basilea promosso dal predecessore Martino V, ma Eugenio IV provò a spostare la sede dalla Svizzera all’Italia andando così a creare una frattura all’interno della Chiesa, alla quale seguirono scomuniche e contro scomuniche tra il Papa e coloro che non volevano spostarsi da Basilea. Si arrivò perfino alla proclamazione di un antipapa, Felice V, nel 1439. La frattura venne ricomposta nel 1442 e l’anno dopo Eugenio IV riuscì a rientrare anche a Roma. Fu il primo pontefice ad esprimersi contro la pratica dello schiavismo, praticata dagli Spagnoli nelle Canarie. Nel 1444 lanciò anche una Crociata contro gli Ottomani, che nel frattempo avevano cominciato una feroce politica di espansione nei Balcani; inizialmente la coalizione cristiana ottenne molti risultati, ma con la Battaglia di Varna (10 Novembre 1944) vi fu la disfatta dell’esercito crociato, nello scontro perirono anche il Re di Polonia Ladislao III e il cardinale Cesarini, e la spinta offensiva dei cristiani non ebbe seguito. Eugenio IV, morì di morte naturale nel 1447. 

Durante il suo pontificato ha creato 27 cardinali nel corso di 6 concistori.

Il Grimorio di Odenwald #86

Il pesce lontano dall’acqua muore. E’ un fatto indiscutibile, certo fuori da ogni ragionevole dubbio. Si può magari discutere del tempo necessario affinché spiri, ma niente di più. Questo perché fuori dall’acqua non è più nel l’ambiente per il quale è fatto, per il quale è predisposto. 

Così come pesci fuori dall’acqua sono arrivate le false credenze. Si sono moltiplicate nonostante la mancanza del loro elemento e si sono fatte massa… ma alla fine non potranno fare altro che seguire il loro destino e soccombere.  

Infine marciranno sotto il sole e concimeranno la nostra terra… e da essa rinasceranno i nostri alberi, finalmente liberi di levarsi al cielo, senza che nessun pesce possa tagliarli.

Il Grimorio di Odenwald #82

Apocalisse 7,1-8

1 Dopo ciò, vidi quattro angeli che stavano ai quattro angoli della terra, e trattenevano i quattro venti, perché non soffiassero sulla terra, né sul mare, né su alcuna pianta.

2 Vidi poi un altro angelo che saliva dall’oriente e aveva il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso il potere di devastare la terra e il mare: 

3 “Non devastate né la terra, né il mare, né le piante, finché non abbiamo impresso il sigillo del nostro Dio sulla fronte dei suoi servi”.

4 Poi udii il numero di coloro che furon segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila, segnati da ogni tribù dei figli d’Israele:

5 dalla tribù di Giuda dodicimila;
dalla tribù di Ruben dodicimila;
dalla tribù di Gad dodicimila;

6 dalla tribù di Aser dodicimila;
dalla tribù di Nèftali dodicimila;
dalla tribù di Manàsse dodicimila;

7 dalla tribù di Simeone dodicimila;
dalla tribù di Levi dodicimila;
dalla tribù di Issacar dodicimila;

8 dalla tribù di Zàbulon dodicimila;
dalla tribù di Giuseppe dodicimila;
dalla tribù di Beniamino dodicimila.

Il Grimorio di Odenwald #70

XLII – DE CRUCE APOSTOLICA (Della croce apostolica) – Clemente VII (1378 – 1394), nato ad Annecy col nome di Roberto da Ginevra. Fu antipapa durante il pontificato di Urbano VI ed il primo di quelli legati allo Scisma d’Occidente.

Era un abile e spietato militare più che un uomo di fede. All’inizio accolse bene l’elezione di papa Urbano VI, ma poi rimase contrariato dal comportamento del pontefice e quindi organizzò una rivolta contro di lui. Fu così che un gruppo di cardinali francesi, riuniti a Fondi in opposizione a Urbano, gli offrì il trono pontificio, al che lui accettò, dando il via allo Scisma d’Occidente (che durò 40 anni). Alla morte di Urbano VI (1389) provò a farsi riconoscere come legittimo Papa, ma a Roma venne eletto Bonifacio IX. Col tempo fu costretto a ritirarsi ad Avignone, perdendo anche parte dell’appoggio del mondo culturale francese. Ad ogni modo alla sua morte i cardinali a lui fedeli elessero come suo successore Benedetto XIII.

Il Grimorio di Odenwald #68

XL – GALLUS VICECOMES (Visconte francese) – Urbano V (1362 – 1370), nato a Le Pont-de-Montvert col nome di Guillaume de Grimoard. Fu un grande teologo, monaco benedettino e grande diplomatico per la curia avignonese. Venne eletto Papa senza essere Cardinale.

E’ stato il 200° Papa ed il suo pontificato durò otto anni.

Come Papa introdusse molte riforme nell’amministrazione della giustizia e pose un grande freno al lusso del mondo dei Cardinali. Si adoperò molto per poter riportare la Santa Sede in Italia, nel tentativo di sottrarre il suo magistero alle ingerenze del Re di Francia; i primi cinque anni del suo pontificato vennero spesi tutti per questa impresa, nonostante la grande opposizione della famiglia Visconti nel nord Italia, alla fine il nell’Ottobre 1367 il Papa entrò finalmente a Roma. Nella capitale della cristianità Urbano V si adoperò molto per la ricostruzione delle basiliche, ma a livello politico si mosse in maniera troppo autoritaria andando a calpestare il volere stesso della popolazione e dei nobili romani. La situazione politica internazionale, con le frizione con il Sacro Romano Impero e le difficoltà dell’Impero Bizantino assediato dai Turchi, nonché le rivolte fomentate dai Visconti portarono il Papa a decidere di tornare ad Avignone. A nulla valsero se suppliche di diverse personalità dell’epoca, tra cui il Petrarca e Santa Brigida. Rientrato in Francia il Papa si ammalò e morì nel giro di pochi mesi. 

Durante il suo pontificato ha creato 14 cardinali nel corso di 2 concistori.