Guerra Civile Americana: Gennaio – Marzo 1861

Come abbiamo visto nel precedente articolo la situazione politica nell’Unione era precipitata al seguito dell’elezione di Abraham Lincoln e l’inerzia (più o meno voluta) del Presidente uscente Buchanan non aveva fatto altro che peggiorare la situazione. Ecco cosa accadde nei primi tre mesi del 1861, ossia il trimestre che precedette lo scoppio delle ostilità.

Gennaio 1861

2 Le truppe della Carolina del Sud prendono il controllo del Fort Jackson, nei pressi di Charleston.

4-5 Truppe ribelli dell’Alabama cominciano a prendere il controllo degli arsenali federali nella zona di Mobile. La stessa cosa avviene dal 6 al 12 di gennaio in Florida, ad opera della milizia locale, con l’arsenale di Saint Augustine.

9 Il Mississippi esce formalmente dall’Unione.

10 La Florida esce formalmente dall’Unione.

11 L’Alabama esce formalmente dall’Unione.

19 La Georgia esce formalmente dall’Unione.

21 I senatori Clement Claiborne Clay e Benjamin Fitzpatrick dell’Alabama, David Levy Yulee e Stephen Russell Mallory della Florida ed infine Jefferson Davis del Mississippi si ritirano dal Senato Federale.

26 La Louisiana esce formalmente dall’Unione.

29 Il Kansas viene ammesso all’Unione come “Stato libero”, sarebbe dunque il 34° Stato. [Liberi 19 –  Schiavisti 15]

Febbraio 1861

Prima Bandiera Confederata

1 Il Texas esce formalmente dall’Unione.

4 Si riunisci a Montgomery (Alabama) la prima assemblea del Congresso Provvisorio Confederato, partecipano anche delegati della Virginia, anche se lo stato rimane per il momento nell’Unione. Nel frattempo la stessa Virginia indice una “Conferenza di pace” nel tentativo di impedire lo scoppio delle ostilità.

7 La “Nazione Choctaw” presente nel Territorio indiano si allinea alle posizioni espresse dai Sudisti.

8 Nascono gli Stati Confederati d’America, i quali non ricevono il riconoscimento da alcun paese estero oltre a non essere riconosciuti dall’Unione.

9 Viene eletto presidente della Confederazioni Jefferson Davis del Mississippi, uno dei politici che si era speso nei vani tentativi di evitare la secessione.

L’annuncio dell’elezione di Davis

Da quel momento in poi in tutti gli stati meridionali rimasti nell’unione e in tutti gli stati di confine, come il Missouri e l’Arkansas, iniziano dei feroci dibattiti sulla linea politica da seguire.

Marzo 1861

2 Il Senato dell’Unione respinge le proposte della “Conferenza di pace” indetta dalla Virginia.

4 Insediamento del Presidente Lincoln. Nel suo discorso inaugurale ribadisce le proprie intenzioni di non voler interferire con la pratica schiavista là ove essa ancora esiste, ma anche sottolinea con fermezza di essere pronto a preservare l’integrità dell’Unione con ogni mezzo disponibile.

Jefferson Davis

Dal 8 al 13 di marzo i commissari confederati presentano le loro condizioni per evitare la guerra. Il Presidente Lincoln non vorrà incontrare i commissari confederati in quanto ciò avrebbe potuto sembrare un riconoscimento di fatto dell’avvenuta separazione degli Stati secessionisti dall’Unione.

11 Il Congresso Confederato adotta la Costituzione degli Stati confederati, ratificata poi da tutti gli stati membri.

21 Parlando a Savannah (Georgia) il Vicepresidente confederato Alexander Hamilton Stephens pronuncia un discorso in cui dichiara che lo schiavismo negriero è la “pietra angolare” del governo secessionista: è il discorso della pietra angolare.

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – L’arrivo di Lincoln

Sul finire della Presidenza Buchanan la situazione politica federale era ben più che incandescente. Il Partito Democratico si presentò diviso alle elezioni del 1860, da un lato c’erano i Democratici del Nord fedeli all’Unione, mentre dall’altra c’erano i Democratici del Sud con tendenza secessioniste: i primi candidarono Stephen A. Douglas ed i secondi John Cabell Breckinridge, che era il Vicepresidente di Buchanan. Il Partito Repubblicano aveva già trovato il suo candidato in Abraham Lincoln. E come quarto contendente c’era John Bell espressione del Constitutional Union Party (simile agli scomparsi Whig).

La tornata elettorale vide una spaccatura netta tra nord e sud. Lincoln prese il 39,8% dei voti (vincendo in tutto il nord e sulla costa del Pacifico), Douglas il 29,5% (che vinse però nel solo Missouri), Breckinridge il 18,1% (vincendo in tutto il sud) e Bell il 12,6% (quest’ultimo vincendo in quegli stati di confine tra nord e sud dove erano già esplose delle violenze). In termini di grandi elettori Lincoln ne ottenne 180, praticamente il 60%, risultando il Presidente Eletto.

Visto il risultato delle elezioni gli stati del sud cominciarono ad adottare delle politiche di rottura con Washington ed a questo proposito vale la pena ricordare la cronologia di quegli eventi fino alla fine del 1860, mentre nel prossimo articolo vedremo quella dei primi mesi del 1861.

6 Novembre: Lincoln vince le elezioni, nel suo programma vi è l’abolizione della schiavitù per i nuovi stati federali e per i territori del West. Nel suo programma non c’era dunque l’abolizione della schiavitù a 360° come verrà poi propagandato in seguito…

10 Novembre: il governo della Carolina del Sud chiede che vengano indette elezioni per valutare se lo stato debba ritirarsi dall’Unione. Nel frattempo i suoi senatori (James Chesnut e James Henry Hammond) si dimettono dal Senato federale.

14 Novembre: in Alabama il Governatore decide di muoversi nella stessa direzione intrapresa dalla Carolina del Sud e lo stesso da il Governatore del Mississippi.

15 Novembre: l’esercito federale comincia a rafforzare al sua presenza nei forti del sud per prevenire la possibile confisca di armamenti da parte di eventuali ribelli.

18 Novembre: la Georgia decide di indire una consultazione elettorale con le medesime finalità della Carolina del Sud.

20 Novembre: Lincoln rilascia una dichiarazione ufficiale distensiva nella quale rassicura di non aver intenzione di intervenire negli affari interni dei singoli stati.

22 Novembre: il Governatore della Louisiana chiede che il parlamento locale si riunisca per valutare l’uscita dall’Unione.

4 Dicembre: il Presidente uscente Buchanan condanna le indebite interferenze messe in atto dal Nord nei riguardi delle politiche schiaviste adottate dagli Stati Sudisti, ma afferma anche con chiarezza che i singoli Stati non posseggono il diritto di separarsi dall’Unione.

8 Dicembre: a partire da questa data, e nel giro di un mese, tutti i membri sudisti dell’amministrazione Buchanan si dimettono.

20 Dicembre: la Convention secessionista della Carolina del Sud dichiara concluso il suo rapporto con l’Unione, producendo un documento che diventerà pubblico e definitivo dopo quattro giorni. E’ primo stato secessionista. Per quella data la Carolina del Sud ha ritirato tutti i suoi rappresentanti dalle istituzioni federali.

28 Dicembre: i dirigenti della Carolina del Sud incontrano Buchanan chiedendogli di rimuovere le truppe federali dal loro territorio, ma il presidente uscente tergiversa nel tentativo di prendere tempo per trovare una soluzione alternativa. 

30 Dicembre: a Charleston (Carolina del Sud) i miliziani secessionisti prendono il controllo di diversi arsenali senza colpo ferire. Anche in questo caso Buchanan prende tempo non supportando di fatto le truppe federali che già da settimane chiedevano rinforzi. 

31 Dicembre: la Carolina del Sud elegge dei commissari da inviare negli altri stati del sud che stanno prendendo in considerazione la secessione.

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Jackson

Alla fine della presidenza Quincy Adams si tennero le elezioni del 1828. Furono le prime elezioni in cui i due ex tronconi del Partito Democratico-Repubblicano si scontrarono nella loro nuova veste. Il Partito Democratico candidò Andrew Jackson (protagonista delle precedenti elezioni) il quale ottenne la vittoria col 56% dei voti e 178 grandi elettori, contro gli 83 dello sfidante e presidente uscente John Quincy Adams, in rappresentanza del Partito Repubblicano Nazionale. Jackson verrà rieletto alle elezioni del 1832 col 55,4% dei voti 219 grandi elettori… in quel caso a sfidarlo ci furono ben 3 partiti di cui 2 con chiare aspirazioni anti-massoniche! Il nuovo presidente si insediò il 4 marzo 1829.

La sua presidenza fu caratterizzata da una politica molto attiva nella stipula di trattati bilaterali coi Nativi, i quali vennero sistematicamente rimossi dalle proprie terre e spostati in altri territori, spesso in maniera forzata, i trattati in quel periodo furono oltre 70.

Deportazione di Nativi

1829: David Walker residente a Boston, ma ex schiavo della Carolina del Nord, pubblica un appello in cui invita tutti gli schiavi alla rivolta nel Sud.

1830: viene promulgato il Indian Removal Act, dando il via alle deportazioni dei Nativi. Nello stesso viene effettuato il censimento dal quale risultano 12.866.020 persone residenti di cui 2.009.043 schiavi.

1831: William Lloyd Garrison inizia la pubblicazione di un periodico abolizionista “The Liberator”. Il movimento abolizionista diventa sempre più forte nella società del Nord. Nello stesso anno una violenta rivolta di schiavi in Virginia, guidati da Nat Turner, viene sedata nel sangue, in tutto il Sud si inizia a sospettare che dietro questo atto vi sia l’appoggio diretto degli abolizionisti del Nord, per questo motivo nei vari Stati ci si prepara ad affrontare nuove insurrezioni.

1832: Il Congresso  promulga la “Tariffa del 1832” la quale esacerba ulteriormente gli animi tra le esigenze economiche del Sud e quelle del Nord, pare ormai evidente che l’interesse primario del governo sia lo sviluppo industriale del Nord. La risposta della Carolina del Sud non si fa attendere e il suo parlamento statale dichiara invalida la nuova tariffa, poiché minaccia gli interessi dello Stato. Gli Stati Uniti, pur se guidati da un uomo del Sud (e proprietario di schiavi), decidono per la linea dura verso la Carolina del Sud, arrivando ad approvare il “Force Bill”, che autorizza il Presidente ad usare liberamente l’esercito e la marina per far rispettare la legge federale. Al contempo il Presidente fa modificare la “Tariffa del 1832” al Congresso… un colpo al cerchio ed uno alla botte insomma.

1833: Il Congresso promulga la “Tariffa del 1833”, si chiude la crisi dell’anno prima.

1835: La pressione della propaganda anti-schiavista del Nord inizia a farsi sentire e la Georgia emette una legge che prevede la pena di morte per chi contribuisca a diffondere e pubblicare materiale che possa indurre gli schiavi alla ribellione.

1836: Il Texas diventa indipendente dal Messico e nel mentre l’Arkansas entra nell’Unione come “Stato schiavista”. Nel frattempo inizia una forte opera di propaganda anti-schiavista ad opera delle sorelle Grimké, trasferitesi a Philadelphia da Charleston. [Liberi 12 –  Schiavisti 13]

1837: Il Michigan viene ammessa nell’Unione come “Stato libero”. [Liberi 13 –  Schiavisti 13]

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Monroe

Alla fine della seconda presidenza di James Madison si tennero le elezioni del 1816. Il partito del presidente uscente (Partito Democratico-Repubblicano) candidò il Virginiano James Monroe, il quale sconfisse il candidato del Partito Federalista Rufus King. La vittoria venne ottenuta col 68,2% dei voti e 183 grandi elettori contro i 34 dello sfidante. Il nuovo presidente si insediò il 4 marzo 1817. Monroe verrà rieletto in modo plebiscitario anche alle elezioni del 1820, con 80,61% dei voti e ben 228 grandi elettori su 229!

Monroe era un Massone sin dall’età di 18 anni. Da lui prende il nome la teoria secondo la quale gli Stati Uniti debbano avere la supremazia su tutto il continente americano ed essere isolati dalle faccende politiche europee, detta appunto “Dottrina Monroe“, anche se tale teoria venne elaborata da John Quincy Adams… Monroe ebbe il merito di enunciarla pubblicamente al Congresso il 2 Dicembre 1823.

1817: Il Mississippi viene ammesso nell’Unione come “Stato schiavista”. [Liberi 10 –  Schiavisti 10]

1818: L’Illinois viene ammesso nell’Unione come “Stato libero”. Inizia un lungo dibattito per concedere l’ingresso al Missouri come “Stato schiavista”. [Liberi 11 –  Schiavisti 10]

1819: L’Alabama entra nell’Unione come “Stato schiavista”. I Senatori del Sud rallentano il processo istituzionale per far entrare nell’Unione un nuovo “Stato libero”, il Maine, come ritorsione per i ritardi ed i contrasti sull’ammissione del Missouri (un deputato della Georgia minaccia addirittura la secessione del suo stato). [Liberi 11 –  Schiavisti 11]

1820: Gli schiavi sono 1.538.000. Il Missouri viene accolto nell’Unione come “Stato schiavista” ed il Maine come “Stato libero”, questo avviene tramite il “Compromesso Missouri” che viete l’introduzione della Schiavitù in tutto il West al di sopra del confine proprio del nuovo stato. [Liberi 12 –  Schiavisti 12]

1821: Viene fondata Monrovia, capitale dello stato africano della Liberia, da parte di un gruppo di ex schiavi afroamericani, mediante incentivi statali di Washington.

1823: enunciazione della Dottrina Monroe.

1824: creazione del Bureau of Indian Affairs, l’agenzia federale demandata ad occuparsi della gestione delle popolazioni native assoggettate dagli Stati Uniti.

Storia: Maggio 1918

Il progressivo disimpegno della Russia dal conflitto, causato dalla Rivoluzione di stampo comunista, diede l’occasione all’Impero Ottomano di mettere a segno alcuni colpi di mano nel Caucaso: gli ultimi guizzi di un colosso morente! Il 21 Maggio 1918 l’Impero Ottomano invase i territori armeni della neonata Repubblica Federale Democratica Transcaucasica, perdendo però i primi due scontri contro gli Armeni nella Battaglia di Sardarapat e nella Battaglia di Abaran. Gli Ottomani colsero una vittoria pirrica qualche giorno dopo (27 Maggio 1918) nella Battaglia di Kara Killisse. Sotto le pressioni dell’invasione la giovane repubblica non riuscì a mantenere la sua integrità, andandosi a dividere, il 28 Maggio 1918, in tre diversi stati: la Repubblica Democratica di Armenia, la Repubblica Democratica di Georgia e la Repubblica Democratica di Azerbaigian. Proprio in questi giorni si sta consumando un conflitto sanguinoso tra Armenia ed Azerbaigian… con lo zampino della Turchia, a dimostrazione di come la storia sia una delle materia più importanti da studiare, poiché non ci dice solo da dove veniamo, ma anche dove stiamo andando. 

Nel frattempo sul fronte orientale i ribelli polacchi cercavano di cacciare dal loro territorio e da quello dell’Ucraina le truppe dell’Impero Tedesco, risultando però sconfitti il 11 Maggio 1918 nella Battaglia di Kaniów.

A sud, nel fronte dei Balcani, la Romania era costretta a concedere parte dei suoi territori a Bulgaria e Austria-Ungheria, trovandosi inoltre sottomessa economicamente alla Germania. Il trattato di pace con gli Imperi Centrali venne firmato il 7 Maggio 1918.

Firma del Trattato di Bucarest

Sul fronte occidentale continuavano le offensive tedesche nel vano tentativo di piegare una volta per tutte le difese avversarie. Il 27 Maggio 1918 iniziò così la Terza Battaglia dell’Aisne, nel settore di Reims e Soissons. I Tedeschi inizialmente guadagnarono molto terreno, raggiungendo nuovamente la Marna, ma vennero bloccati definitamente il 6 Giugno. Nel frattempo, il 28 Maggio 1918, veniva effettuata la prima operazione offensiva delle forze statunitensi con la Battaglia di Cantigny, gli Yankees riconquistarono alcuni villaggi precedentemente in mano ai tedeschi.

Battaglia di Cantigny

A livello di diplomazia internazionale il 8 Maggio 1918 il Nicaragua dichiarava guerra alla Germania e all’Austria-Ungheria, mentre il 23 Maggio 1918 la Costa Rica dichiarava guerra alla Germania.