Storia: Agosto 1918

In piena estate iniziò il 8 Agosto 1918, sul fronte occidentale, il contrattacco degli Alleati, passato alla storia come Offensiva dei cento giorni. Questa si sarebbe rivelata essere lo scontro definitivo in grado di porre fine una volta per tutte alle ostilità. Il primo episodio importante in questa offensiva fu la Battaglia di Amiens, combattuta dal 8 al 16 Agosto 1918la prima giornata di scontri venne definita dal generale tedesco Erich Ludendorff “il giorno più nero per l’esercito tedesco” (Schwarzer Tag des deutschen Heeres). Alla fine di questo primo scontro le truppe Alleate avevano distrutto completamente il saliente tedesco creato davanti ad Amiens e le truppe del Kaiser avevano iniziato una manovra di lento ripiegamento. Alcuni giorni dopo, il 21 Agosto 1918, cominciò la Seconda Battaglia della Somme ad opera delle truppe anglo-statunitensi, la quale avrebbe portato allo sfondamento della linea difensiva nota come linea Hindenburg. Nell’ambito di questi scontri le truppe australiane si distinsero nella Battaglia di Mont Saint-Quentin, strappando ai Tedeschi importanti postazioni nella zona di Péronne.

Prigionieri tedeschi nella Battaglia di Amiens

Sul fronte italiano Gabriele d’Annunzio compì il famoso volo su Vienna (9 Agosto 1918) lanciando volantini con stampato il tricolore, dimostrando la totale inefficacia delle difese aeree dell’aviazione austro-ungarica. Lo smacco propagandistico fu molto forte per quello che era stato uno dei colossi della storia europea degli ultimi secoli.

Nel Caucaso continuava il caos dovuto alla Rivoluzione Russa, il 26 Agosto 1918 cominciò la Battaglia di Baku, che vide contrapposte le truppe ottomane e della Repubblica Democratica di Azerbaigian avverse a quelle britanniche e della Dittatura Centrocaspiana. Lo scontro si risolse il mese dopo a favore degli Ottomani.

Storia: Febbraio 1916

21 Febbraio 1431 – Inizia formalmente il processo a Giovanna d’Arco

21 Febbraio 1440 – Nasce la Confederazione Prussiana

21 Febbraio 1804 – Primo viaggio di una locomotiva a vapore

21 Febbraio 1848 – Marx e Engels pubblicano il Manifesto del Partito Comunista

21 Febbraio 1916 – Inizia la Battaglia di Verdun ad opera dei Tedeschi

Verdun. Ore 8:12 del mattino del 21 Febbraio 1916. L’artiglieria tedesca comincia un intenso fuoco contro le posizioni francesi e contro la città e i forti che la difendono (60 in tutto). Verdun era considerata la fortezza inespugnabile del Fronte Occidentale, difesa da una fitta rete di trincee e fortilizi; strategicamente impostata in maniera perfetta, difesa da pesanti artiglierie e dalle truppe migliori dell’esercito di Francia. O almeno così sarebbe dovuto essere. Verdun l’inespugnabile era più che altro un pensiero di riflesso legato ai primi mesi di guerra del 1914, quando la “Corsa al mare” stava per cominciare e le truppe del Kaiser pensavano ancora di riuscire a sfondare sulla Marna. Allora un assalto a Verdun era risultato impossibile da sostenere. All’inizio del 1915 la posizione era stata notevolmente rafforzata, ma poi nella seconda metà dell’anno era successo qualcosa: le difese erano state notevolmente indebolite per spostare uomini e cannoni in altri settori del fronte dove la guerra era entrata nel vivo. La Verdun del 1916 era solo apparenza. Ma era pur sempre un simbolo dell’orgoglio nazionale francese e questo avrebbe fatto di questa battaglia una delle pagine più sanguinose di tutta la storia dell’umanità. Il 21 Febbraio 1916 l’offensiva tedesca ebbe inizio e già dopo quattro giorni era stato raggiunto uno dei primi obiettivi dell’attacco: Fort Douaumont, occupato dai Tedeschi il 25 Febbraio 1916. Lo smacco di Fort Douaumont fu amplificato dal fatto che con un’azione rocambolesca erano bastati 10 soldati tedeschi a conquistarlo… 10 soldati per catturarne quasi 500 e praticamente senza sparare un colpo!

Soldati francesi avanzano sotto il fuoco dell’artiglieria nemica

Fu l’inizio vero e proprio di una tragedia che si sarebbe protratta per 10 mesi, e che sarebbe costata la vita ad almeno 300.000 soldati, considerando le perdite complessive in oltre 750.000 soldati (morti, feriti e dispersi).

Verdun 1916 – Terra di Nessuno

La continua pressione sull’Impero Ottomano nei premi mesi del 1916 ebbe il culmine soprattutto nella zona di attacco delle forze dello Zar di Russia: il Caucaso e di rimando l’Anatolia Orientale. Mentre in tutti gli altri settori i Turchi resistevano e talvolta ricacciavano gli Alleati, in quell’angolo di Asia le problematiche da affrontare erano innumerevoli. La Campagna di Trebisonda cominciata il 5 Febbraio 1916 (e terminata il 15 Aprile dello stesso anno) fu una devastante sinergia di sbarchi e manovre di terra che misero in ginocchio le difese del Sultano.

Nelle colonie il 18 Febbraio 1916 le poche truppe tedesche rimaste si arresero nel Camerun. La Germania aveva ormai perso ogni possedimento coloniale.

Storia: Dicembre 1914 – parte seconda

LA TREGUA DI NATALE

” Il Signore è il mio pastore, non mi fa mancare nulla. Su prati verdi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Il Signore mi dona nuova forza, mi consola, mi rinfranca. Su sentieri diritti mi guida, per amore del suo nome. Anche se andassi per una valle oscura non temerei alcun male perché tu sei con me.” (Salmo 23)

Questo passo del salmo 23 citato proprio sotto Natale evoca nella memoria degli appassionati di storia un unico grande evento del lontano 1914: la tregua di Natale. Era da poco iniziato uno dei più sanguinosi conflitti dell’intera storia dell’umanità, interi eserciti si fronteggiavano dentro delle acquitrinose trincee vivendo giorno e notte in attesa… in attesa di un attacco, di un colpo di artiglieria, di un proiettile sparato da un cecchino, della morte insomma. Sul fronte occidentale si fronteggiavano spietatamente Francesi, Belgi e Britannici da un parte e Tedeschi dall’altra, motivazioni diverse, intenti diversi e sogni diversi. Accomunati solo dalla paura e dal fango, eppure erano ancora i primi mesi di guerra, nulla a che vedere col tremendo 1916 ad esempio. La guerra doveva durare poco, ma in breve tempo si era modificata da guerra di movimento a guerra di trincea, statica, immobile, disperata ed alienante.

Nei giorni sotto Natale gli uomini nelle trincee iniziarono a sentire l’aria del Natale e decorarono quei pochi alberi intorno alle trincee, spesso si sentivano intonare canti gioiosi e da un lato all’altro del fronte ci si alternava nel cantare, tedeschi rispondevano ai francesi, inglesi rispondevano ai tedeschi e così via. Non si sparava più, c’era solo voglia di fermarsi e di pensare ad altro, di festeggiare anche in mezzo a tutta quella morte. Fu così che in molte zone del fronte occidentale cessarono le ostilità e gli eserciti rivali si ritrovarono a fraternizzare nella terra di nessuno scambiandosi oggetti, cibo, alcol, sigarette, facendo giochi tutti insieme, diventando amici per qualche giorno.

Per alcuni giorni fu la pace. Gli alti comandi non gradirono tutta quella fratellanza e molti comandanti locali vennero rimossi dal loro posto, interi reparti vennero spostati in altre località per allontanarli dai “nuovi” amici, i leader non potevano permettere che la macchina bellica appena messa in moto si potesse inceppare così banalmente per un semplice Natale. Il 1915, il 1916 e il 1917 avrebbero trovato le truppe in trincea con uno spirito molto diverso. La pace aveva perso. Il Natale aveva perso. La fratellanza aveva perso. Del Salmo 23 con cui gli eserciti avevano pianto insieme i propri morti era solo un lontano ricordo.