Storia: François-Paul Brueys D’Aigalliers

Ogni volta che mi metto a pensare alla profonda decadenza della società occidentale la riflessione ai muove su un concetto semplice ed al contempo tremendamente complesso: non sappiamo più vivere e non sappiamo più morire. Il nostro solo scopo è un’insensato individualismo giocato sull’apparenza, siamo diventati pagliacci di un circo enorme, tristi marionette colpe di piagnistei. Inutili nel vivere e patetici nel morire. E quando penso a questo mi immagino sempre le ultime ore di vita di François-Paul Brueys D’Aigalliers, viceammiraglio della marina da guerra francese durante le Guerre Napoleoniche.

François-Paul-Gèrard Joseph de Lorient et Saint-Louis Brueys d’Aigalliers, conte di Brueys non ebbe di certo una vita noiosa, nonostante la morte ad appena 45 anni. Veniva dalla Linguadoca ed era nato nella Francia pre-rivoluzionaria, entrando volontario all’età di 13 anni nella Marine Royale. Prese parte a diverse campagne minori, prima di distinguersi come ufficiale durante la Guerra d’indipendenza americana tra il 1780 ed il 1783. Pur avendo origini nobili allo scoppio della Rivoluzione Francese riuscì a proseguire la sua carriera in marina, divenendo capitano di vascello e partecipando alla Campagna d’Italia. Nel 1793 partecipò ad una insurrezione controrivoluzionaria a Tolone, venendo incarcerato e perdendo ogni titolo e grado, venendo però riabilitato nel 1795. Un anno dopo venne promosso contrammiraglio diventando il comandante della squadra navale del Mediterraneo e durante questo incarico ebbe modo di incontrare direttamente Napoleone, il quale lo ebbe in grande stima.

Nel 1798 divenne viceammiraglio e venne messo al comando dell’Armata d’Oriente, la forza navale che dove scortare i 368 trasporti di truppe per la conquista dell’Egitto. Dalla sua ammiraglia, L’Orient, comandava un complesso di13 vascelli di linea, sei fregate, sei brigantini, ed alcune navi minori. Una volta sbarcate le truppe Bruyes, come concordato con Napoleone, rimase lungo le coste egiziane, in attesa della caduta de Il Cairo, avvenuta poi il 23 Luglio 1798. Il corriere che trasportava tale notizia venne ucciso lungo la strada e quindi il comandante decise di restare all’ancora nel punto in cui si trovava, la baia di Aboukir. Non avendo abbastanza marinai ai suoi ordini si era deciso, in caso di battaglia, di combattere all’ancora, in modo da non dover effettuare manovre che avrebbero distolto gli uomini dai cannoni. Il suo errore principale fu quello di non disporre un servizio di avvistamenti al largo per individuare per tempo le flotte nemiche. Fu così che nel pomeriggio del 2 Agosto 1798 la squadra navale di Nelson gli piombò addosso nella baia. Con le abili mosse tattiche di Nelson, un genio della marina, lo scontro volse rapidamente in favore degli Inglesi, diventando sempre più violento e cruento.

L’Orient, che disponeva di 120 cannoni, venne attaccata contemporaneamente da cinque navi inglesi. Bruyes venne prima ferito ad una mano, poi una palla di cannone lo colpì in pieno amputandogli di netto entrambe le gambe, in pratica tagliandolo in due. Ancora deciso a combattere si fece mettere due lacci emostatici ai moncherini dicendo: “un ammiraglio francese ha il dovere di morire sul cassero di poppa”. E li si fece mettere, seduto su di una poltrona, a dirigere lo scontro… finché, come prevedibile, non morì dissanguato. L’Orient praticamente era in pezzi quando un grosso incendio raggiunse la santabarbara intorno alle 22.00… la nave esplose in una palla di fuoco nella quale morirono quasi mille uomini, tra cui il figlio dodicenne di Bruyes. L’esplosione venne udita fino a Il Cairo. La battaglia fu una decisiva vittoria degli Inglesi e in primis di Nelson.

L’esplosione de L’Orient

Il nome di Bruyes figura a Parigi sull’Arco di trionfo (pilone sud, 23ª colonna), dove decisamente merita di stare.