Storia: Giugno 1918

La situazione nel Caucaso continuò ad essere molto delicata anche nel Giugno del 1918. La Repubblica Democratica di Armenia raggiunse un accordo di pace con l’Impero Ottomano, passato alla storia come Trattato di Batumi del 4 Giugno 1918, ma fu costretta a cedere una vasta fetta di territorio. Questa soluzione scontentò parte dell’esercito armeno che si ribellò costituendo la Repubblica dell’Armenia montanara. Nel frattempo la Germania ne approfittò per espandere la sua influenza in quella zona, andando a supportare militarmente la Repubblica Democratica di Georgia, la quale divenne protettorato tedesco (8 Giugno 1918).

Sul fronte occidentale, tra il 1 Giugno ed il 26 Giugno 1918 si combatté la Battaglia di Bosco Belleau, una manovra congiunta delle truppe francesi, britanniche e statunitensi contro i tedeschi attestati sulla Marna; l’azione fu un successo e bloccò l’offensiva tedesca e vide inoltre distinguersi i Marines degli Stati Uniti. Più a nord tra il 9 ed il 12 Giugno 1918 iniziava la Battaglia di Montdidier-Noyon, un attacco tedesco contro le linee francesi a Compiègne, ma l’esito fu favorevole alla Francia.

Battaglia di Bosco Belleau

Sul fronte italiano si combatté tra il 15 ed il 22 Giugno 1918 la Seconda Battaglia del Piave, poi ribattezzata da Gabriele D’Annunzio col nome di Battaglia del solstizio. Le truppe austro-ungariche si lanciarono all’offensiva, riuscendo anche a superare il Piave. La reazione italiana trasformò l’operazione in una sanguinosa disfatta per le truppe di Vienna. Nel complesso vi furono 20.000 ed oltre 200.000 perdite complessive tra entrambi gli schieramenti.

Nel frattempo, il 10 Giugno 1918, Luigi Rizzo a bordo di MAS affondò la nave da battaglia austro-ungarica SMS Szent István nelle vicinanze di Premuda, l’azione passerà alla storia come “Impresa di Premuda“.

Storia: Maggio 1918

Il progressivo disimpegno della Russia dal conflitto, causato dalla Rivoluzione di stampo comunista, diede l’occasione all’Impero Ottomano di mettere a segno alcuni colpi di mano nel Caucaso: gli ultimi guizzi di un colosso morente! Il 21 Maggio 1918 l’Impero Ottomano invase i territori armeni della neonata Repubblica Federale Democratica Transcaucasica, perdendo però i primi due scontri contro gli Armeni nella Battaglia di Sardarapat e nella Battaglia di Abaran. Gli Ottomani colsero una vittoria pirrica qualche giorno dopo (27 Maggio 1918) nella Battaglia di Kara Killisse. Sotto le pressioni dell’invasione la giovane repubblica non riuscì a mantenere la sua integrità, andandosi a dividere, il 28 Maggio 1918, in tre diversi stati: la Repubblica Democratica di Armenia, la Repubblica Democratica di Georgia e la Repubblica Democratica di Azerbaigian. Proprio in questi giorni si sta consumando un conflitto sanguinoso tra Armenia ed Azerbaigian… con lo zampino della Turchia, a dimostrazione di come la storia sia una delle materia più importanti da studiare, poiché non ci dice solo da dove veniamo, ma anche dove stiamo andando. 

Nel frattempo sul fronte orientale i ribelli polacchi cercavano di cacciare dal loro territorio e da quello dell’Ucraina le truppe dell’Impero Tedesco, risultando però sconfitti il 11 Maggio 1918 nella Battaglia di Kaniów.

A sud, nel fronte dei Balcani, la Romania era costretta a concedere parte dei suoi territori a Bulgaria e Austria-Ungheria, trovandosi inoltre sottomessa economicamente alla Germania. Il trattato di pace con gli Imperi Centrali venne firmato il 7 Maggio 1918.

Firma del Trattato di Bucarest

Sul fronte occidentale continuavano le offensive tedesche nel vano tentativo di piegare una volta per tutte le difese avversarie. Il 27 Maggio 1918 iniziò così la Terza Battaglia dell’Aisne, nel settore di Reims e Soissons. I Tedeschi inizialmente guadagnarono molto terreno, raggiungendo nuovamente la Marna, ma vennero bloccati definitamente il 6 Giugno. Nel frattempo, il 28 Maggio 1918, veniva effettuata la prima operazione offensiva delle forze statunitensi con la Battaglia di Cantigny, gli Yankees riconquistarono alcuni villaggi precedentemente in mano ai tedeschi.

Battaglia di Cantigny

A livello di diplomazia internazionale il 8 Maggio 1918 il Nicaragua dichiarava guerra alla Germania e all’Austria-Ungheria, mentre il 23 Maggio 1918 la Costa Rica dichiarava guerra alla Germania.

Storia: Nouvelle-France

In ogni epoca storica ci sono alcuni eventi che hanno segnato dei veri e propri punti di svolta destinati a cambiare per sempre la storia dell’umanità. Se analizziamo gli ultimi tre secoli di storia il vero punto di svolta è collocato il 10 febbraio 1763 quando la Francia dovette cedere il Canada alla Gran Bretagna, segnando per sempre la fine della Nuova Francia, ossia del colonialismo francese in Nord America. Senza questo passo fondamentale, epilogo della Guerra dei Sette Anni, molte cose non sarebbero accadute. In primo luogo la Rivoluzione Americana del 1776 difficilmente avrebbe avuto corso. La stessa Rivoluzione Francese, figlia della crisi economica patita dopo la sconfitta nel predetto conflitto, non ci sarebbe stata. Il ruolo della Prussia nei territori tedeschi sarebbe rimasto più controllato ancora per qualche decennio, il tutto a favore della corona di Vienna. Il signor Washington sarebbe rimasto un colonnello sconfitto di un esercito sconfitto, rintanato nelle “Tredici Colonie” nella speranza di non essere spazzato via da un esercito francese vittorioso. Qualche decennio dopo il signor Bonaparte sarebbe probabilmente diventato un ufficiale di successo di un esercito francese fedele al re e impegnato in chissà quale fronte coloniale (magari nell’India Francese). Una conclusione differente della Guerra dei Sette Anni avrebbe visto la Gran Bretagna allontanata dall’India e forse il signor Kipling sarebbe nato in Australia e avrebbe scritto pagine memorabili sugli Aborigeni. La volontà di potenza della Prussia sarebbe rimasta esorcizzata ancora per diverso tempo rendendo una unificazione tedesca ai danni di Vienna realizzabile con almeno 50 anni di ritardo. L’Ottocento non sarebbe mai diventato il secolo del Risorgimento e forse ancora oggi ci sarebbero molte più “teste coronate” in giro per l’Europa.

La Nuova Francia fu un’esperienza coloniale molto diversa rispetto a quella delle altre potenze nello stesso periodo. L’assalto al Nuovo Mondo vide la Spagna e il Portogallo misurarsi con i grandi imperi dell’America centro-meridionale, mentre la Francia, la Gran Bretagna e l’Olanda (in misura significativamente minore) si impegnarono nell’America settentrionale. Al Nord non esistevano né grandi imperi né popolazioni coese e culturalmente complesse, gli Indiani vivevano una vita molto semplice, ma ben radicata nel territorio. La Gran Bretagna insediò subito lungo la costa delle colonie di popolamento entrando in aspro conflitto con le popolazioni locali di cui si cercava di espropriare la terra. La Francia, partendo dal Canada a Nord e da Biloxi nel sud, strutturò invece una grande colonia di sfruttamento commerciale basata su una serie di forti costruiti in mezzo a territori sterminati. La presenza di coloni francesi era limitata e gli scontri con le popolazioni locali erano sensibilmente meno frequenti rispetto a quanto accadeva con gli Inglesi; il governo francese sapeva che per controllare una colonia così vasta non poteva fare a meno dell’apporto delle popolazioni locali, le quali vennero integrate nella struttura sociale della colonia. All’apice della colonizzazione francese più di metà degli attuali Canada e Stati Uniti era sotto il controllo della Francia e dei loro alleati Indiani e molte grandi città del continente furono fondate proprio come forti e stazioni commerciali francesi. Alcuni esempi? Montreal e Quebec, Detroit e Pittsburgh (allora Fort Duquesne), St. Louis e New Orleans, Jacksonville (allora Fort Caroline) e Mobile, Baton-Rouge e Memphis (allora Fort de l’Assimption), Kansas City (allora Fort Cavagnial) e Chicago.

I Francesi lasciano Fort Detroit agli Inglesi

Nonostante l’economia fiorente della Nuova Francia, la disparità di popolamento rispetto alle colonie britanniche avrebbe giocato un ruolo fondamentale durante la Guerra dei Sette Anni. I Francesi e i loro alleati (gli Abenachi e i Mi’kmaq) inizialmente ottennero una serie di vittorie sulle impreparate truppe britanniche, ma dal 1758 il governo di Londra intensificò gli sforzi armati nelle colonie spazzando via un forte dopo l’altro e conquistando le principali città francesi. Nel 1763 tutta la Nuova Francia era caduta sotto il controllo “relativo” della Gran Bretagna. Ancora oggi persistono tracce del passaggio francese in terra americana. Oltre alle città che abbiamo citato prima resta una forte identità francofona in Quebec e nel Nuovo Brunswick,entrambe regioni dell’attuale Canada. Ci sono luoghi e cose che devono il proprio nome ai grandi che servirono in queste terre per conto dei sovrani di Francia, ad esempio:

Tontitown in Arkansas prende il nome da Enrico Tonti, Italiano al soldo dei Francesi che fu tra i fondatori di Detroit, morto a Mobile in Alabama nel 1704.
-il lago Champlain negli stati del Vermont e di New York prende il nome da Samuel de Champlain che lo scoprì nel 1609.
-la casa automobilistica Cadillac prende il nome dal celebre esploratore Antoine Laumet de La Mothe signore di Cadillac, che fu governatore della Louisiana.

Scena tratta dal film “L’ultimo dei Mohicani”

Prossima Fermata: Orleans

Le cose che ci colpiscono durante un viaggio possono essere le più disparate, si può passare dal grande monumento conosciuto in tutto il mondo al piccolo e semplice particolare che attira la nostra attenzione senza particolari meriti di sorta, quello che conta il più delle volte è il tempo, il momento della giornata o magari la particolare luce di un luogo in una determinata ora… diciamo quindi l’immagine impressa che ci resta nella memoria come un’eterna cartolina, questa fotografia destinata a non sbiadire può nascere col primo impatto, ma può anche vedere la luce durante una successiva visita del posto. La Francia è un paese con moltissime cose da vedere, ma quale paese non lo è? E come ogni nazione ha dei luoghi capaci di richiamare un numero maggiore di turisti per la loro bellezza o semplicemente per un richiamo storico ed artistico di qualche tipo.

Orleans non è una cittadina con dei grandi meriti appariscenti, ma resta una città di fondamentale importanza per tutta la Francia dal momento che è la città il cui nome è legato alle gesta di Giovanna d’ Arco, santa patrona e liberatrice del paese dalle mani degli Inglesi e dei loro alleati. La città sorge nel dipartimento Loiret, attraversato dal fiume Loira e disseminato di tutti quei famosissimi “castelli della Loira” che attraggono ogni anno un sacco di turisti da tutto il mondo. E’ grande un quinto di Bologna e ospita neanche un terzo degli abitanti della medesima; non ci vuole molto a girarla tutta, ma in poco tempo è in grado di rapire la mente con la sua architettura squisitamente francese e il suo essere un borgo legato al passato con tutte le comodità della vita moderna. E’ una città a misura d’uomo in tutto e per tutto.

Personalmente ciò che amo di più di Orleans è la sua cattedrale gotica, la chiesa originaria era del III secolo, ma nel corso dei secoli venne più volte distrutta. Quella che vediamo oggi è una ricostruzione terminata nel XVIII secolo, dopo gli atti distruttivi del 1568 ad opera dei Protestanti. E’ un edificio che spicca molto all’interno della piccola città, dal momento che ha due alte torri di 80 metri e raggiunge il punto più alto oltre i 110 metri! Ci si arriva da una serie di strade di case abbastanza basse che raramente superano il secondo piano, ma dal momento che si tratta di strade non troppo grandi non ci si accorge immediatamente dell’imponenza della cattedrale, anzi il più delle volte ce la si ritrova davanti senza neppure sapere il come ed il perché. Il primo gesto spontaneo è quello di guardare in alto, di cercare di capire fin dove arrivano quelle torri (le torri di Notre Dame a Parigi per esempio sono più basse di almeno 10 metri) e non è così facile staccare lo sguardo anche se è per proseguire nella visita all’interno… c’è un qualcosa di estremamente potente in quella visione dal basso, un qualcosa che ti fa sentire estremamente e volutamente piccolo rispetto a tutto quello che sta al di sopra, quasi a ricordarti che la grandezza vera non è di questo mondo.

Se capitate da quelle parti (120 km a sud Parigi) vi consiglio di farci un salto, tanto in un giorno si gira tutta tranquillamente e vale la pena restare un pò sotto quella cattedrale a riflettere…

Storia: Aprile 1918

Nei primi giorni dell’Aprile 1918 era già evidente come l’Offensiva Michael si fosse sostanzialmente arenata senza raggiungere alcun risultato strategicamente determinante, al contrario aveva allungato la linea del fronte, creando diverse zone facilmente esposte alle controffensive alleate. Nonostante questo il comando tedesco era deciso a porre fine al conflitto piegando i rivali con ulteriori attacchi. In quest’ottica cominciò la quarta battaglia di Ypres (7 Aprile – 29 Aprile 1918), conosciuta anche come Battaglia del Lys o Operazione Georgette. Il settore era difeso dalle truppe britanniche e da quelle portoghesi. I  Tedeschi riuscirono a sfondare le linee britanniche tra Ypres e Loos, ma  nel giro di pochi giorni l’offensiva cominciò ad affievolirsi, anche a causa dell’intervento delle forze francesi, sino ad arrestarsi definitivamente. I tedeschi non riuscirono a raggiungere gli obiettivi previsti e riuscirono solo a far indietreggiare di pochi chilometri le linee del fronte alleato.

Sempre sul fronte occidentale, nel corso della Seconda battaglia di Villers-Bretonneux, avvenne la prima battaglia tra carri armati della storia. Lo scontro doveva essere un’azione diversiva nei pressi di Amiens e si svolse tra il 24 ed il 25 Aprile 1918.

Villers-Bretonneux dopo la battaglia

Il 1 Aprile 1918 in Inghilterra nacque la RAF, come fusione tra le precedenti Royal Flying Corps e Royal Naval Air Service.

Nel Caucaso, in Azerbaigian, bolscevichi e menscevichi istituiscono la Comune di Baku il 13 Aprile 1918.

Mentre il Guatemala, il 23 Aprile 1918, andava ad aggiungersi alla coalizione alleata, dichiarando guerra alla Germania.

Storia: Marzo 1918

SIAMO TORNATI!!!

Nel Marzo 1918 la Russia uscì definitamente dalla Grande Guerra, firmando la pace il il 3 Marzo 1918: gli Imperi Centrali erano ora liberi di concentrare i propri sforzi negli altri settori del fronte.

Il comando tedesco aveva già preparato da tempo una poderosa offensiva da lanciare sul fronte occidentale per infliggere un colpo mortale alle truppe anglo-francesi prima che la presenza americana divenisse preponderante in Francia. Tra il 21 Marzo 1918 e il 5 Agosto 1918 si consumò l’ultimo vero grande scontro della guerra, che sancì di fatto l’esaurimento delle forze fisico-morali dell’esercito del Kaiser. L’offensiva ebbe inizialmente un buon successo e con la prima azione (l’operazione Michael) i Tedeschi inflissero durissimi colpi agli Inglesi, ma ben presto l’avanzata si arenò. Nel corso delle settimane il comando tedesco si produsse in una serie di errori tattici che pregiudicarono ogni possibilità di vittoria, in sostanza si avanzava per chilometri senza conquistare mai posizioni realmente rilevanti.L’offensiva di primavera costò la vita ad oltre 1.500.000 soldati. Di particolare rilevanza in questo periodo fu il bombardamento tedesco di Parigi, attuato con un gigantesco cannone Krupp (il Parisgeschütz) che colpiva la città da una distanza di 120 Km, avvenuto il 23 marzo 1918. Inoltre il 26 Marzo 1918 Ferdinand Foch venne nominato comandante in capo di tutte le forze degli Alleati sul fronte occidentale al fine di contrastare efficacemente l’offensiva tedesca.

Parisgeschütz

Per quello che concerne l’Italia il 10 Marzo 1918 la marina tedesca bombardò Napoli.

In Giordania tra il 27 e il 31 Marzo 1918 si consumò la Prima Battaglia di Amman tra le truppe ottomane e un contingente britannico fiancheggiato dai ribelli arabi, l’attacco però non ebbe successo.

Il Grimorio di Odenwald #40

XXIV – CONCIONATUR GALLUS (Il predicatore francese) – Innocenzo V (1276), nato a Champagny-en-Vanoise in Savoia col nome di Pierre de Tarentaise. Fu un luminare nell’università di Parigi, fu inoltre provinciale dell’Ordine dominicano.

E’ stato il 185° Papa ed il suo pontificato durò appena 5 mesi.

Proseguì l’opera del suo predecessore nel tentativo di creare i presupposti per una Crociata che liberasse la Terrasanta, ma morì all’improvviso prima di poter concretizzare i suoi propositi.

Il Grimorio di Odenwald #38

XXII – DRACO DEPRESSUS (Il drago abbattuto) – Clemente IV (1265 – 1268), nato a Saint-Gilles-du-Gard, in Occitania, col nome di Guy Le Gros Foulquois. Nel suo stemma appare un drago nelle grinfie di un’aquila. Fu fidato consigliere di Luigi IX di Francia e di Papa Urbano IV.

E’ stato il 183° Papa ed il suo pontificato durò tre anni e nove mesi.

Il suo governo fu particolarmente onesto ed avverso alle pratiche di corruzione e nepostismo, fu colui che mise le basi per la creazione della fiscalità pontificia. In termini di politica il suo primo atto  fu la scomunica di Manfredi. Inoltre portò a termine le trattative, iniziate dal suo predecessore con Carlo I d’Angiò, per favorire la discesa in campo delle armi francesi contro gli Svevi, e insediare il sovrano angioino sul trono di Sicilia. Nel 1266 infatti Carlo I sconfisse e uccise Manfredi nella Battaglia di Benevento proprio grazia agli aiuti papali. Creò, grazie ai suoi rapporti con la corona francese, i presupposti per l’Ottava Crociata, rivolta contro i musulmani del Nord Africa.

Durante il suo pontificato non creò cardinali.

Volksgeist: 24 Agosto 1572

Su ordine del re Carlo IX di Francia gli Ugonotti sono massacrati in quella che è passata alla storia come la Notte di San BartolomeoAncora oggi non è certo il numero delle vittime che vanno da un minimo di 5.000 ad un massimo di 30.000.

 

Volksgeist: 24 Agosto 1456

 

Volksgeist: 14 Agosto 1900

Pechino viene occupata da una forza congiunta Europeo-Giapponese-Statunitense, detta Alleanza delle otto nazioni, durante la campagna per porre fine alla Ribellione dei Boxer in Cina. L’Alleanza era composta da: Austria-Ungheria, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia, Regno Unito e Stati Uniti.

 

Volksgeist: 14 Agosto 1896

Il Grimorio di Odenwald #35

XXI – HIERUSALEM CAMPANIAE (Gerusalemme di Champagne) – Urbano IV (1261 – 1264), nato a Troyes nella regione dello Champagne-Ardenne (Francia) col nome di Jacques Pantaléon. Studiò teologia a Parigi.

E’ stato il 182° Papa ed il suo pontificato durò tre anni.

Eletto a sorpresa non riuscì mai a fissare la sede pontificia a Roma, restando a vivere tra Viterbo ed Orvieto. Proseguì la politica anti-imperiale dei suoi predecessori, avvicinando il Papato al Regno di Francia. Morì prematuramente a causa di un malore, mentre attendeva l’arrivo degli aiuti militari francesi. Prima di morire istituì la solennità religiosa del Corpus Domini.

Durante il suo pontificato ha creato 14 cardinali nel corso di 2 distinti concistori.

Forse vi siete persi… in viaggio

A due anni dall’apertura del blog vi riproponiamo alcuni articoli della rubrica Prossima Fermata

1) 28 Novembre 2018: Santuario di Oropa

2) 14 Febbraio 2019: Valli di Comacchio

3) 18 luglio 2019: Digione

4) 19 Novembre 2019: Civita di Bagnoregio

5) 8 Gennaio 2020: Ragusa

La magia del tramonto a Comacchio

BUONA LETTURA