Storia: Novembre e Dicembre 1916

Carlo d’Asburgo

Gli ultimi 60 giorni dell’anno 1916 furono sicuramente tra i più intensi di tutto l’intero conflitto, sia sul piano bellico che su quello politico. Il 1917 avrebbe riservato moltissime sorprese che avrebbero pesato non solo sulla storia del conflitto, come ad esempio la Rivoluzione Russa. Ad ogni modo il 21 Novembre 1916 accadde un qualcosa di imprevisto che avrebbe minato definitamente il vacillante Impero Austro-Ungarico: la morte dell’Imperatore Francesco Giuseppe. La forte leadership del sovrano aveva tenuto insieme i brandelli della gloria viennese negli ultimi decenni, nonostante le infinite crisi che si erano susseguite e diverse tragedie famigliari che l’avevano colpito; la figura di Francesco Giuseppe meriterebbe un articolo a parte, che sicuramente prepareremo a breve. La sua morte destabilizzò tutto l’Impero e il successore designato, Carlo d’Asburgo, non sembrava una figura in grado di reggere l’enorme pressione della situazione politica di quei sanguinosi anni. Il nuovo Imperatore avrebbe dato il via a trattati di pace segreti con la Francia e l’Inghilterra, di nascosto dalla Germania, ma con la strenua opposizione dell’Italia; inoltre avrebbe devoluto un’autonomia sempre maggiore alle minoranze etniche in seno all’Impero innescando la miccia finale della sua dissoluzione. Sarebbero stati gli ultimi due anni di una storia iniziata nell’anno 962…

L’instabilità viennese giungeva nel momento più inatteso, proprio quando nei Balcani gli Imperi Centrali conseguivano importanti vittorie ai danni dei Rumeni, sconfitti il 3 Dicembre 1916 nella Battaglia di Bucarest. La “piccola Parigi dell’Est” cadde nelle mani nemiche il 6 Dicembre 1916.

Nel frattempo restava problematica la situazione in Grecia, dove i dissensi tra la monarchia e le forze politiche degenerarono in una sorta di guerra civile al seguito di uno sbarco di truppe anglo-francesi ad Atene, avvenuto tra il 1 e il 3 Dicembre 1916. Il monarca Costantino non voleva più ingerenze degli Alleati sul suo territorio al fine di mantenere la massima neutralità nel conflitto, mentre il navigato politico Venizelos caldeggiava un’ingresso nel conflitto ai danni della Bulgaria e dell’Impero Ottomano. Nei disordini di quei giorni le truppe di Francia e Gran Bretagna si reimbarcarono. Ma la resa dei conti all’interno del Regno di Grecia era solo rimandata all’anno successivo.

Sul fronte del Sinai gli Inglesi riuscirono ad occupare posizione strategicamente rilevanti ai danni delle truppe ottomane  grazie alla vittoria nella Battaglia di Magdhaba del 23 Dicembre 1916. Il 1917 sarebbe stato l’anno buono per puntare all’assalto della Palestina.

Robert Nivelle

Sul fronte occidentale il 1916 era stato un anno estremamente sanguinoso per tutti i contendenti, ma chi aveva patito più di tutti era stato l’esercito francese. Nonostante la conclusione della Battaglia di Verdun, il 19 Dicembre 1916 con la riconquista di molte posizione perse a vantaggio dei Tedeschi, c’era molto fermento delle insanguinate armate francesi. il 13 Dicembre 1916 venne destituito il comandante in capo dell’esercito francese Joseph Joffre, giudicato troppo molle nel comando. Al suo posto venne messo Robert Nivelle, che sarebbe diventato tristemente famoso durante le giornate degli ammutinamenti del 1917.

Nel frattempo gli Inglesi si preparavano a sferrare l’ennesima offensiva nella zona della Somme, che poi sarebbe passata alla storia come l’ultima battaglia decisiva della serie di scontri iniziati il 1 Luglio 1916. Il culmine fu la Battaglia di Ancre, combattuta dal 13 al 18 Novembre 1916. L’intera operazione, durata cinque mesi risultò un importante successo strategico per gli Alleati, che avevano in questo modo allentato la pressione tedesca su Verdun. Nei fatti si trattò di una delle più sanguinose operazioni di tutta la storia bellica mondiale… basti pensare che nei lunghi mesi di scontri si ebbero più di 630.000 perdite per parte, per un totale di oltre 1.200.000 uomini morti, feriti e/o dispersi. Secondo le stime degli storici ogni centimetro di terreno conquistato durante gli scontri costò la vita ad un soldato.

Truppe Inglesi sulla Somme

Storia: Napoleone II

Quando si parla della storia di Francia successiva alla Rivoluzione Francese si sente parlare del famosissimo Napoleone e qualche decennio dopo di Napoleone III (di cui il primo era lo zio), ma raramente si sente parlare di Napoleone II. In effetti la brevità del suo regno (meno di un mese) e la brevità della sua vita (21 anni) non ci hanno lasciato moltissime notizie.

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Napoleone II

Napoleone II secondo nasce da Napoleone e dalla sua seconda moglie, Maria Luisa d’Asburgo-Lorena. Nasce come erede imperiale nel 1811, nella piena espansione dell’impero del padre sul suolo d’Europa. La Francia ha molti nemici e ben presto Napoleone decide di lanciarsi in una folle spedizione contro uno dei suoi principali avversari: lo Zar di Russia. La spedizione del 1812 si rivelerà un vero e proprio disastro e Napoleone sarà costretto a ripiegare in patria perdendo la maggior parte dei suoi uomini.  Seguiranno anni disastrosi. Battaglie perse, l’esilio all’Elba, il ritorno in Francia, i 100 giorni e la battaglia di Waterloo. Napoleone sarà costretto all’esilio a Sant’Elena e abdicando passerà la corona imperiale al figlio di appena tre anni nella speranza che il parlamento nomini un reggente.

E’ il 22 giugno 1815 e il piccolo Napoleone II è imperatore dei Francesi. Il 7 luglio 1815 perderà il titolo.

La sua vita proseguirà in Austria, alla corte del nonno Francesco I, gli verranno assegnate delle terre in Boemia e ne ricaverà una discreta rendita, verrà poi nominato duca di Reichstadt con rendita ancora più alta. La libertà di movimento del giovane era però limitata all’impero asburgico: non poteva andare né in Italia né in Francia, paesi dove potenzialmente potevano esserci sostenitori di una sua candidatura all’alto scranno di Francia.

Il giovane Napoleone II condusse una vita tranquilla, ma morì a soli 21 anni di tisi. Si è vociferato molto di una sua possibile paternità nei confronti del futuro imperatore Francesco Giuseppe a causa di una effettiva somiglianza sia fisica che caratteriale, ma difficilmente si potrebbe dimostrare se non con test del DNA… nel caso sarebbe una bella beffa per la casata Asburgo. Alla morte venne seppellito a Vienna nella cripta imperiale, ma nel 1940 venne traslato per ordine di Hitler e fatto deporre accanto alla tomba del padre agli Invalides di Parigi. Era il 15 dicembre 1940, esattamente un secolo prima il corpo di Napoleone era stato portato in quel luogo dall’isola di Sant’Elena.