Il Grimorio di Odenwald #36

Hai amato le notti silenziose, trascorse ad ascoltare i torrenti e gli animali, sperduto nelle vallate della tua infanzia? Hai carpito i segreti del bosco e dei suoi abitanti? Hai riflettuto sulla vacuità della vita moderna? Si.

In fondo lo sai da sempre, le strade che portano alla vita vera viaggiano lontano dal cemento, si inerpicano su impervie colline dritto sino alle montagne più alte. Esulano dagli altri uomini e ti portano all’isolamento più totale.

Ed è lì, immerso nei profumi della natura, circondato dal muschio, che ti devi chiedere: sono pronto a questo grado di solitudine? Sono pronto a diventare ciò a cui ero destinato?

Sehnsucht: Fiume Dâmbovița

La condizione più importante, per la fondazione di una comunità umana, è da sempre la presenza nelle vicinanze di una fonte di acqua fruibile. Senza l’acqua non ci può essere vita, senza l’acqua non si può bere, senza l’acqua non si possono irrigare i campi, ecc… . Per questo motivo l’acqua è da sempre la risorsa più preziosa di ogni comunità, sia essa un villaggio o una città. A Roma c’è il Tevere, a Londra il Tamigi, a Parigi la Senna… e a Bucarest c’è il Dâmbovița.

Dambovita River, Bucharest, Romania
Il fiume in mezzo a Bucarest

Il nome del fiume, che nasce dai Monti Făgăraș, pare derivi da quello della moglie del pastore Bucur, il mitico fondatore della città di Bucarest (che in Rumeno si chiama appunto București). Come nome femminile rumeno oggi è caduto in disuso, ma il nome del fiume resta fortemente legato alla cultura popolare rumena. Il fiume è sempre stato famoso per la dolcezza delle sue acque. Chiaramente con l’aumentare della popolazione le acque del fiume sono diventate sempre più inquinate tanto da richiedere la costruzione di diversi acquedotti per ripulirlo; il primo acquedotto venne costruito da Alèxandros Ypsilantis, vassallo dell’Impero Ottomano a fine ‘700. Il fiume, un tempo pieno di mulini, ha esondato diverse volte procurando gravi danni alla città, per questo motivo è vietato per legge costruire a ridosso del fiume… cosa che oggi potremmo dare per scontata, ma che nell’antichità non era proprio all’ordine del giorno.

dambovita-1869
Quadro del 1869

Prima dell’avvento del regime comunista era teatro di una manifestazione religiosa tradizionale nel giorno dell’Epifania. Il Metropolita di Bucarest gettava nell’acqua gelida una croce che i penitenti dovevano riportare a galla sfidando il gelo. Questo avveniva nella zona di Calea Victoriei (Viale della Vittoria) nel centro della città. Nel 1934 iniziarono inoltre i lavori simultanei di copertura del fiume e di creazione della metropolitana… l’impresa chiaramente richiese anni e fu molto complicata. Talmente complicata da diventare oggetto di barzellette un pò come succede oggi con la Linea C della metro a Roma. Famosa la battuta:

<< Dove si getta il Danubio?>>

<< Nel Mar Nero! >>

<< E dove si getta il Dâmbovița? >>

<< Nella metropolitana! >>