Storia: Carl von Clausewitz

Tra la fine del ‘700 e l’inizio del ‘800 il volto dell’Europa cominciava a mutare sotto tutti gli aspetti possibili: cambiavano le idee, cambiavano i governi, cambiavano le nazioni, cambiavano le persone e cambiavano persino gli dei. C’era una nuova Francia che aveva decapitato il proprio re e si stava imponendo come forza riformatrice in un continente ancorato a vecchie teorie e a vecchi modi di concepire lo stato, ma chi erano i Francesi per dover imporre il loro volere agli altri? Gli interessi in ballo erano altissimi a tutti i livelli e Inghilterra, Russia, Spagna, Austria e tanti altri non erano certo intenzionati a guardare i loro sudditi contaminati dal virus rivoluzionario e i loro territori cadere sotto il dubbio stivale dei “mangiarane”. Tra gli stati che si opposero a questo nuovo corso c’era una nazione abbastanza giovane, ma estremamente determinata, che occupava un posto di grande importanza strategica: la Prussia.

Carl von Clausewitz non era un nobile. Era un convinto militarista, talmente convinto da arruolarsi nell’esercito all’età di 12 anni, diventando ufficiale solo due anni dopo, era un militare dotato, ma dovette aspettare le guerre napoleoniche per dimostrare tutto il suo valore ed il suo acume tattico: dal 1806 al 1815 combatté quasi senza sosta contro le armate napoleoniche e contro le idee della rivoluzione, militando anche per un anno (1812) nell’esercito russo. Finito Napoleone finita la gloria sul campo. Nominato generale nel 1818 divenne l’amministratore della scuola militare di Berlino e cominciò a lavorare ad una raccolta di scritti che lo avrebbero reso famoso anche nei decenni a venire. Non riuscì a terminare del tutto l’opera perchè morì di colera durante le operazioni militari per contrastare l’insurrezione polacca del 1831.

Il suo lavoro venne pubblicato postumo a partire dal 1832 col titolo di: Vom Kriege (della guerra), una raccolta di otto libri con analisi sociologiche, filosofiche e politiche sulla guerra e sulle sue implicazioni. Egli non si limitò ad analizzare la guerra come un semplice evento a se stante, ma ne tracciò l’origine in primo luogo politica e cominciò ad interessarsi al “sentimento bellico” e del suo impatto sui comandanti, sui soldati e sui civili. Intere generazioni di militari studiarono la guerra partendo proprio da questa raccolta di scritti, in primo luogo furono ovviamente i militari tedeschi, ma anche nelle scuole militari inglesi e in addirittura in quelle della Russia Sovietica rimase a lungo uno dei principali testi di riferimento. Sicuramente per diversi aspetti si tratta di un’opera datata, ma la sua importanza storica è fuori discussione, così come la validità di molti concetti espressi lì per la prima volta.

Volksgeist: 24 Agosto 1572

Su ordine del re Carlo IX di Francia gli Ugonotti sono massacrati in quella che è passata alla storia come la Notte di San BartolomeoAncora oggi non è certo il numero delle vittime che vanno da un minimo di 5.000 ad un massimo di 30.000.

 

Volksgeist: 24 Agosto 1456

 

Volksgeist: 28 Luglio 1914

Scoppia la Prima guerra mondiale: l’Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia, dopo che questa non è riuscita a rispettare tutte le condizioni dell’ultimatum del 23 luglio, posto dall’Austria-Ungheria a seguito dell’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando per mano del nazionalista serbo Gavrilo Princip.

Volksgeist: 29 Maggio 1982

Muore a Parigi Rosemarie Magdalena Albach-Retty, meglio conosciuta come Romy Schneider, attrice austriaca nota per aver interpretato più volte il ruolo dell’Imperatrice Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach, detta Sissi.