Il Grimorio di Odenwald #41

L’animale gira nel bosco talvolta in solitaria talvolta in branco. Annusa l’aria, cerca tracce ed odori, va a caccia di cibo e di acqua. Procura nutrimento a se e ai suoi simili. Soddisfa bisogni primari, fondamentali al mantenimento della vita.

Non conosce il superfluo e l’inutile. Gode della bellezza del creato e non vi apporta modifiche devastanti, rispetta quello che ha intorno in modo istintivo, senza bisogno di insegnamenti, scuole, scioperi, dibattiti ed inutili trattati. Sa già tutto perchè fa parte del tutto. Non ha scordato le cose importanti.

L’uomo invece dimentica tutto! Non è più in grado di badare neppure ai propri bisogni primari, tutto preso dalla realizzazione del superfluo, del commerciale, del materiale, dell’anarchia edonistica moderna. L’uomo è spacciato, finito, anche se è ancora dominante. Il tempo non è mai galantuomo e presto o tardi i conti saranno da saldare. Forse già da domani…

Pensieri della sera #17

A volte mi domando cosa sia la vita. O meglio, dove sia la vita in tutta la sua essenza. Sono quei bagliori saltuari nei quali non è la morte a riempire le mie riflessioni. Faccio fatica a trovare quelle scintille che vado cercando, quegli istanti di respiro che riesco ad apprezzare come fondamentali nell’arco di un’esistenza. Eppure oggi ne ho avuti due… uno dietro l’altro, un’esperienza straordinaria.

Un ragazzo con disabilità motoria e mentale, accompagnato dal padre o almeno da quello che ho pensato dovesse essere il padre, camminava per strada stringendo un pupazzino di topolino, lo teneva come se fosse la cosa più preziosa al mondo… e lo era. In quel piccolo angolo di universo c’era tutto quello che è realmente importante. E’ stato un qualcosa in grado di far recuperare un barlume di tenerezza anche ad un misantropo come me.

Poco dopo una badante seduta su di una panchina, impegnata a parlare in ucraino con qualcuno al di là di un telefonino. Accanto a lei, su una sedia a rotelle, una donna anziana che si guardava intorno spaesata. Sorridendo ancora per il ragazzo di prima il mio sorriso ha incrociato quello dell’anziana, la quale mi ha sorriso a sua volta. Abbiamo trovato tutti un senso alla giornata. Ecco quello che conta al di là di tutti gli inutili affanni a cui ci sottoponiamo.

Dal Mondo: Pulite l’Everest!

L’uomo del 2000 è una costante fonte di inquinamento: sporca, rovina e imbratta ogni luogo in cui mette piede. Ogni essere umano produce almeno un sacco di rifiuti, di diverso tipo, al giorno. Imballaggi, scatole, bottiglie, carte, fogli, rifiuti organici, ecc… . Sembra una situazione senza via d’uscita. Il mondo moderno è così pieno di rifiuti che siamo arrivati al punto di averli trasformati in arte. I muri sporcati dalle scritte sono arte, le strade sporche delle nostre città saranno presto arte, gli escrementi in barattolo sono arte, intere cacofonie sono giudicate arte. No, non c’è via d’uscita.

Eppure si potrebbe pensare che da qualche parte esistano ancora posti incontaminati, talmente inaccessibili da tenere lontana la mano sporca dell’uomo. Giungle, montagne, oceani e deserti. Illusioni… sono tutte illusioni. Lo sapete che sul monte Everest, la vetta più alta del nostro pianeta (8.848 metri sul livello del mare) ci sono 35.000 chili di rifiuti prodotti dall’uomo? No, non è uno scherzo. E per fortuna si tratta di un luogo difficile da raggiungere, spesso fatale per chi tenta la salita (11 decessi nel solo 2019).

Everest Mountain Peak – the top of the world (8848 m)

Gli alpinisti che salgono in vetta producono, come tutti, dei rifiuti (tende da campo, lattine, cibo, bombole di gas, vestiti, oggetti di plastica, ecc…), ma quel che è peggio è che a quelle altezze diventa quasi impossibile raccoglierli, portarseli dietro o riportarli a valle. Paradossalmente può diventare una questione di vita o di morte. A tal proposito il governo del Nepal ha deciso di intervenire in maniera decisa, creando delle squadre di netturbini (presi dall’esercito) da spedire sulla cima per ripulire completamente questo scempio. La scelta di utilizzare i militari a suscitato diverse polemiche: in molti sostengono che i militari non siano in grado di arrivare in cima alla montagna, al contrario degli sherpa, e per questo la pulizia potrebbe avvenire solo ai livelli più bassi dell’Everest.

Come sia, e comunque andrà a finire, viviamo in mondo assurdo.

Sturm und Drang: La paura

Se sarà la paura a muovere i nostri passi allora non saremo mai degli esseri liberi.

La paura non deve essere un freno alla costante ricerca della verità.

Quella verità che viene frenata in migliaia di modi diversi dal mondo che ci circonda.

Incatenati da catene invisibili, che imbrigliano la nostra mente e stritolano la nostra anima.

Ci insegnano ad aver paura, ci insegnano a temere, ci insegnano auto flagellazioni talmente subdole da sembrare necessarie.

Se non apriremo gli occhi davanti al mondo che ci circonda cosa resterà di noi?

La verità è come un immenso oceano: blu di giorno e nera di notte.

Respirate la libertà e non abbiate paura delle verità che ancora non conoscete.

Senza paura, da esseri liberi.

Pensieri della sera #13

Tra 5 miliardi di anni il sole diventerà una gigante rossa, la terra per come la conosciamo verrà spazzata via. In realtà è un non problema dal momento che potremmo anche non essere più presenti sul pianeta già da tempo immemore.

Non è consolante, ma è così. Tutto quello che abbiamo costruito, fatto, detto, scritto, potrebbe già essere scomparso prima di quella data. Forse già tra 10.000 anni. Ecco. Tra 10.000 gli esseri umani potrebbero non essere più la razza dominante del pianeta. Soppiantati da qualche animale più evoluto. Perché questo siamo… Animali.

Ma è ancora troppo in grande. A 100 anni da oggi nessuno ricorderà quello che abbiamo fatto, detto, costruito in questo sabato di febbraio. Solo 1 su 7 miliardi, forse, farà qualcosa di rilevante. Gli altri no. Questa è la realtà. Per cui non illudetevi di essere unici e speciali. Non lo siamo.

Pensieri della sera #6

Gli ultimi saranno i primi, ma non è una considerazione religiosa. I primi in effetti erano gli ultimi, ma noi, poveri ciechi, li vediamo come i primi. Voi folli!

In una scala temporale i pronipoti venivano prima degli antenati, ma in mezzo alle sabbie del deserto e sotto le acque degli oceani abbiamo scordato tutto. Non siamo pronti, non siamo pronti per sapere. Per capire. Come può guardare indietro chi non sa guardare neppure davanti?

Nothing beside remains. Round the decay
Of that colossal wreck, boundless and bare,
The lone and level sands stretch far away.

Pensieri della sera #5

Non sono forse beati gli ignoranti? Non vivono forse meglio coloro che accettano l’immagine davanti ai loro occhi senza cercare la verità dietro di essa? L’ignoranza come virtù.

E se tutto quello che sai fosse una falso? Se la Gioconda fosse un falso? Se ogni cosa che leggi non fosse reale? Allora cosa lo sarebbe? Tu sei reale? Domande.

Abisso. Quello che esiste tra colui che crede e colui che sa. Ed è passando in mezzo a quel mondo oscuro che diveniamo ciò che siamo nati per essere. Un buco nero nella storia del mondo.