Storia: Le mummie del Tarim

La storia è una materia estremamente complessa, molto più di quello che potrebbe sembrare ad una rapida occhiata profana… non si tratta semplicemente di mettere in fila un elenco di eventi, di ricordare delle date e dei nomi… si tratta invece di ricostruire il percorso fatto dall’umanità dagli albori sino ai giorni nostri, andando alla ricerca di tutti i tasselli del puzzle. E quando i pezzi non si trovano, quando mancano dei mattoncini, non ci si può limitare all’improvvisazione… non basta avanzare delle ipotesi o mantenere in piedi delle teorie… prima o poi bisogna giungere alla verità. Compresa quella che ancora non conosciamo, compresa quella che teniamo nascosta, compresa quella imprevista!

E’ il caso delle origini della razza umana e degli spostamenti della medesima nei continenti agli albori della nostra specie. Siamo comparsi in più posti contemporaneamente? Ci siamo evoluti in un luogo per poi colonizzarne altri? L’unico modo per trovare risposte a questi interrogativi è la ricerca sul campo… la ricerca dei reperti.

Ad esempio è capitato qualcosa di molto interessante nella valle del fiume Tarim, il principale corso d’acqua della regione autonoma uigura dello Xinjiang, nella cina occidentale a nord del Tibet. In questa regione, dove sono predominanti le popolazioni di origine mongola, sono state ritrovate una serie di antiche mummie dai tratti decisamente insoliti, conservatesi grazie al clima desertico della regione. Le mummie sono databili dal 2.000 a.C. sino a circa il 1.000 a.C. ed hanno caratteristiche caucasiche, come i capelli biondi o tendenti al rossiccio, nonchè il tipo di tessitura dei vestiti ed un certo uso dei tatuaggi… tutte tracce che lasciano presupporre un’origine europea dei defunti. Considerando che le popolazioni mongole arrivarono in quella zona intorno all’anno 842 d.C. si tratterebbe dei primi abitanti di quell’area, arrivate con tuta probabilità intorno al 5.000 a.C. attraverso le montagne del Pamir.

Sia in antichi testi cinesi, un tempo considerati semplici leggende, si parla di popolazioni con questi tratti somatici diffuse in certe aree occidentali della Cina, come testimoniato anche dagli scritti di Zhang Qian del 126 a.C. … ma anche dalle testimonianze di Plinio il Vecchio.

Lo studio più approfondito è stato quello fatto sul DNA delle mummie, dal quale risulterebbe una certa mescolanza all’origine di questa popolazione: un mix tra Europa, Mesopotamia e valle dell’Indo. Pare che questa mescolanza sia comune ad altri ritrovamenti avvenuti nella valle del Volga, la quale potrebbe essere l’origine prima di questa popolazione. Un mistero che di certo sarà chiarito dopo altri anni di studio ed analisi.

Una cosa è certa… tanto di quello che l’uomo contemporaneo ha bollato come “leggenda” un giorno potrebbe dimostrare più di un fondo di verità….

Il Grimorio di Odenwald #26

Un’immagine nitida nella mente del viaggiatore: la mano che affonda nel terreno, che cerca tra le foglie cadute e trova infine le radici dell’albero. E l’albero che aiuta il viaggiatore a rialzarsi, a fare un tratto di strada in più. Fino all’albero successivo.

Un’azione di mutuo soccorso può avvenire solo laddove il cuore puro venga riconosciuto dalla natura circostante. Per il malvagio, per l’infido non vi è possibilità di salvezza alcuna. La natura stessa, nella sua brutale semplicità, mette a posto i torti di coloro che camminano per il mondo.

Per questo gli uomini temono la natura, la demonizzano, la vedono come qualcosa di esterno, primitivo ed incomprensibile. L’uomo si rifugia nella velleità delle scienze umane, ma è la natura ad essere perfetta. E’ la natura ad avere sempre e solo l’ultima parola

La voce di R’lyeh: che cos’è?

La nostra natura è composta di anima e corpo, entrambe queste parti del nostro essere hanno bisogno di nutrimento per prosperare ed evolversi verso forme via via superiori. Eppure nel mondo vi sono da sempre forze che cospirano per imbrigliare le nostre energie ed  impedirci di raggiungere il piano superiore dell’esistenza. Ci tengono schiavi. Schiavi nello spirito, nella mente e nel corpo. Usano catene di tutti i tipi per impedirci di volare e spesso sono i volti più suadenti, i sorrisi più rassicuranti, a tenderci le trappole più insidiose. Attraverso Il Grimorio di Odenwald mi sono prefissato di mettere a terra alcune briciole per rigenerare la vostra sete spirituale, per farvi assaggiare la consapevolezza che nell’universo non esiste solo la materia, non esiste solo il tangibile, lo scibile… lo spirito e l’anima non possono essere imbrigliate nelle draconiane catene della scienza. La scienza non risponde alle vostre domande, risponde solo alle domande dei grandi inquisitori del nostro tempo. Risponde solo a coloro che gongolano sulle vostre catene e martoriano il vostro spirito assetato di verità.

Ora voglio aggiungere un tassello nuovo. Voglio passare un piccolo panno bagnato sui vostri occhi resi secchi dalla troppa luce dell’egocentrismo imperante, rovinati dall’auto-realizzazione onanistica e dalla mercificazione del vostro inconscio. La verità è la fuori, come dicevano in un noto telefilm degli anni ’90 che quasi tutti avrete presente (stiamo parlando di X-Files)… ed è davvero là fuori, è talmente sotto i nostri occhi che spesso non riusciamo a coglierne tutte le sfumature. Ma dove si nascondo meglio le cose se non mettendole in bella vista? Badate bene, qui non si fanno complotti e complottismi e tante altre baggianate che vanno tanto di moda di questi tempi. Qui si mettono si congiungono i puntini uno dietro all’altro e poi si guarda la figura che ne esce, come nella Settimana Enigmistica. Quello che ne esce starà a voi decifrarlo, ritenerlo rilevante o inutile… siete voi che dovete ragionare con la vostra testa.

Ed ecco come nasce questa mia seconda rubrica, che chiamerò “La voce di R’lyeh“.

Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn

 

[G.H.D.C.]

Pensieri della sera #8

Non discutere col feudatario, poiché la sua mente non comprende i rovesci di una vita normale. Egli vede il mondo dall’altezzosa prospettiva del suo castello, dove tutto gli è concesso con un battito di mani. Egli non conosce leggi che non siano le sue. Classista!

Non discutere col folle, poiché la sua mente è un turbine di idee linearmente confuse che non può essere arrestato. Non ti ascolterà, non ti farà parlare, non ti comprenderà. Ed è giusto che sia così, dal momento che la sua mente non può che essere tutta presa dal proprio, sterile, moto ondoso. Vanità!

Non discutere con chi ti dileggia, con chi ti disprezza, con chi gioca a farti sentire inferiore, con chi vuole abbassarti l’autostima, con chi si sente eternamente migliore, con chi giudica senza permetterti di giudicare a tua volta, con chi amministra giustizia senza averne il senso, con chi riduce il tuo valore allo 0 per sentirsi grande dall’alto del suo 1. Spreco!