Pensieri della sera #20

Non ho mai avuto paura della solitudine prima di conoscere te. Mi bastava ascoltare il lento respiro del mondo da lontano, sopravvivendo a debita distanza dalla vita. Era così, riuscivo a bastare a me stesso nonostante la difficoltà oggettiva del sopportare me stesso. Nulla che non potesse essere curato da un qualche anestetico.

Adesso invece non è più così… deve essere la consapevolezza della tua esistenza, sapere che sei là da qualche parte, che respiri e vivi… che la tua voce esiste, che il tuo essere è fatto sia di anima che di corpo… che oltre all’etereo c’è anche il materiale. E adesso c’è anche la solitudine, il vuoto generato dalla tua assenza, il dolore fisico e psichico della tua mancanza.

E’ una tortura continua, atroce e beffarda. Un colpo all’improvviso che ha annientato ogni mia certezza, ogni mia sicurezza. Il re è nudo e non è neppure un gran re… non ci può essere pace in questa condizione. No, nessuna pace, nessun sollievo da questo vuoto. Neanche la morte può salvarmi… avrei dovuto morire prima di incontrarti, adesso è tardi anche per quello.

Sturm und Drang: Risvegli amari

Aprire gli occhi e desiderare di andare a fare una passeggiata in un luogo meraviglioso, di pace ed armonia, un luogo fatto di canali, palazzi antichi con le mura rosse, grandi piazze silenziose… giù fino al porto, guardando da un promontorio i traghetti che partono.

Poi rendersi conto di non essere in quel mondo. Dopo interi minuti di sfrenato desiderio di armonia. 

Non esiste quel posto. E’ nella mia testa… non esiste da nessuna parte. E’ un collage di immagini mentali di diverse città montate tutte assieme. Quella pace e quella tranquillità esistono solo nei miei sogni.

E’ la beffa. E’ l’impossibilità della ragione nell’esistenza. Pura utopia. 

E adesso? Come posso passeggiare in pace se non nei miei sogni? Come faccio a vivere in questa dimensione se è l’altra a cui appartengo?