Sturm und Drang: Inferno e Notte

Urla che nessuno può sentire, lanciate nella notte in direzione del cielo. Dolore… sempre e solo dolore, fisico, mentale, spirituale… sento le belve che mi divorano un pezzo per volta, attente a non farmi morire per poter prolungare ancora di più questa agonia. Quando finirà? Finirà?

E se poi non finisse? Forse è una condanna a cui non posso sottrarmi, un’espiazione eterna per le mie colpe. E allora mi rendo conto di essere già morto da tempo e questo non può che essere il mio angolo di inferno, il mio antro della punizione. Sto pagando e non avrà mai fine.

Ecco allora che tutto si spiega. L’aver voltato le spalle agli angeli nell’ultimo istante in cui ancora mi tendevano la mano. Ed ora il gelido tocco del demonio si appropria di ogni millimetro della mia esistenza, divorando avidamente le mie carni putrefatte, la mia anima marcia, il mio essere immondo. Non c’è fine… ne mai ci sarà

Sturm und Drang: Il sogno e il flusso

Nella nostra padronanza dei sogni come dobbiamo considerare la premonizione? Vediamo in sogno una persona che improvvisamente incontreremo il giorno dopo, o della quale sentiremo parlare… e ci si accenderà una lampadina in testa, ci verrà in mente la notte ed il sogno, ci tornerà in mente la sensazione e risentiremo suoni e odori, tutto come nel sogno. E’ un caso? E’ un buco nel flusso universale di anime? Un modo del mondo esterno di prendere contatto con quello interno? 

La casualità invocata dagli scientisti mal si addice alle antiche arti, la cecità di chi non sa vedere oltre il proprio naso non può essere curata in alcun modo. Occultatori, integralisti, posseduti da deformi demoni interiori che ne hanno già divorato l’anima…

Neppure il sogno può salvarli poichè il sogno è solo per coloro che sanno vedere.