Storia: la fine di Costantinopoli

Nel 1453 non restava molto del glorioso Impero Bizantino nonostante la vetusta età di oltre 1000 anni. Qualche manciata di territorio greco restava in possesso dell’imperatore Costantino XI e la capitale Costantinopoli era una città isolata, ma ancora molto attiva nel commercio navale con i Veneziani ed i Genovesi. A due passi dalla città si ergeva la minaccia dell’Impero Ottomano che di anno in anno era diventato sempre più vasto e potente, conquistando territori e sottomettendo città e popolazioni… mancava Costantinopoli, mancava soprattutto per la sua posizione strategica di controllo sullo stretto dei Dardanelli.

Mehmet II, da poco diventato sultano e con grande ambizione, decise di risolvere la questione a suo favore lavorando in modo strategico per isolare ancora di più la città avversaria. Con una serie di forti , costruiti di sull’altro lato della costa rispetto a Costantinopoli, ne rese impossibile il rifornimento navale grazie alla precisione ed alla potenza dei suoi cannoni. Le richieste di aiuto da parte di Costantino XI nei confronti del mondo cristiano rimasero per lo più inascoltate. Gli unici a prestare aiuto furono proprio i Veneziani ed i Genovesi, ma le loro forze non potevano certo essere comparate a quelle dell’Impero Ottomano.

L’assedio di terra iniziò il 6 Aprile del 1453 e durò quasi due mesi. Quasi 200.000 soldati ottomani contro appena 7.000 difensori, 200 navi da guerra ottomane contro 26 bizantine. I Veneziani e i Genovesi messi insieme non superavano i 1.400 uomini… questo tutto l’aiuto dell’occidente. La vera battaglia si consumò nella notte tra il 28 e il 29 Maggio, quando Mehmet II decise di affondare una volta per tutte il colpo e di fare sua la città: per ore egli continuò a riversare truppe verso le mura della città esautorando i difensori e costringendo alla fuga i Genovesi e i Veneziani, quello che restava delle truppe bizantine si riversò nella battaglia e lo stesso Costantino XI vi perse la vita.

Mehmet II entra in Costantinopoli

La città, caduta in mano all’esercito ottomano, venne saccheggiata e la maggior parte della popolazione venne stuprata, uccisa o ridotta in schiavitù. Mehmet II aveva promesso alle sue truppe tre giorni per poter fare ciò che volevano della città, ma vista la distruzione arrecata già nelle prime 24 ore di orrori revocò il suo ordine.

Resta ad oggi sconosciuto il numero reale di vittime in entrambi gli schieramenti.

Storia: Marzo 1915

All’inizio del Marzo 1915 si facevano sempre più insistenti le voci di un possibile ingresso dell’Italia nella guerra in corso e sembrava sempre più evidente che il giovane regno sabaudo avrebbe ricusato la sua alleanza con la Germania e l’Impero Austro-Ungarico per schierarsi al fianco degli Alleati. L’ottica italiana era quella di liberare i territori irredenti ancora in mano al vecchio nemico viennese. L’apertura di un nuovo fronte meridionale sarebbe stato un grosso problema per gli Imperi Centrali e per questo motivo l’8 Marzo 1915 l’Impero Austro-Ungarico si disse dispoto (su spinta tedesca) a discutere con l’Italia una serie di compensi territoriali legati alla sua neutralità. L’Italia, che aveva già preso una strada ben diversa, prese tempo. Gli eventi erano già in moto.

Nel frattempo sul fronte occidentale  i Britannici vincevano la Battaglia di Neuve-Chapelle (10-13 Marzo 1915), rivelatasi una vittoria inutile e tatticamente insignificante, un bilancio complessivo di 20.000 perdite per pochi metri di terreno guadagnato. Il comando inglese lamentò un scarso apporto dell’artiglieria come causa di un mancato reale sfondamento del fronte nemico. Le polemiche politiche dei gironi successivi portarono alla crisi del governo Asquith e la nomina di Lloyd George come Ministro delle munizioni. L’Impero Britannico era avvisato: tutti gli sforzi dovevano essere concentrati sulla vittoria della guerra.

Nel frattempo nei Dardanelli infuriava la battaglia. La flotta navale combinata anglo-francese tentò un attacco contro le postazioni ottomane il 18 Marzo 1915, ma il tutto si risolse in un disastro anche a causa delle numerosissime mine navali disseminate nel canale.

Il 22 Marzo 1915 terminò l’assedio di Przemyśl con la costosissima vittoria russa. Per le forze di Vienna fu un durissimo colpo morale e per un certo periodo tutti gli occhi dell’Impero rimasero puntati sull’Ungheria ormai data come certo teatro di una successiva offensiva degli uomini dello Zar… ma quella offensiva non arrivò mai, la vittoria dei Russi fu una vittoria di Pirro. Troppo costosa per permettere un seguito vittorioso.

Storia: Febbraio 1915

Sul fronte orientale i Tedeschi impiegarono per la prima volta le armi chimiche ai danni dei Russi nella Battaglia di Bolimów combattuta tra il 31 Gennaio 1915 e il 5 Febbraio 1915. Il primo gas impiegato (con effetti quasi nulli a causa della bassissima temperatura ambientale) fu un tipo di lacrimogeno. L’insuccesso nell’utilizzo di questa arma da parte dei Tedeschi fece si che i Russi non ritennero necessario informare i loro alleati dell’accaduto… qualche tempo dopo in molti ebbero modo di rimpiangere questa mancata comunicazione.

Il 4 Febbraio 1915 la Germania dichiarò le acque territoriali britanniche teatro di guerra sottomarina indiscriminata dando il via all’epopea degli U-Boot.

Sul fronte orientale tra il 7 e il 22 Febbraio 1915 si combatté una battaglia estremamente sanguinosa tra le forze russe e quelle tedesche nel complesso di una offensiva ad ampio raggio che coinvolgeva l’intero fronte. Il generale von Hindenburg pensava di sferrare un attacco su vasta scala per penetrare le difese russe, ma all’alto comando il generale von Falkenhayn era convinto che le sorti della guerra fossero legate soprattutto all’andamento del fronte francese per cui esitava a sostenere nella dovuta maniera le strategie del collega. Per questo motivo tutte le grandi offensive del 1914-15 sul fronte orientale non produssero mai gli effetti sperati, pur riuscendo ad arrecare perdite enormi all’esercito zarista. In questo scontro, passato alla storia come Seconda Battaglia dei Laghi Masuri, i Tedeschi uscirono vittoriosi contro i  Russi pur non riuscendo a penetrare a fondo nel territorio nemico. Ancora una volta fu evidente la disparità della preparazione dei due eserciti resa ancora più palese dalle perdite affrontate dai due eserciti: I Tedeschi soffrirono appena un quarto delle perdite rispetto ai Russi, i quali ebbero anche 100.000 prigionieri.

A sud nel frattempo l’alto comando inglese era deciso a dare l’assalto all’Impero Ottomano nel cuore dei suoi possedimenti cercando di prendere il controllo dell’importantissimo stretto dei Dardanelli. Se gli Alleati avessero occupato la penisola di Gallipoli avrebbero avuto la strada spianata verso Istanbul e se avessero preso la capitale ottomana i Tedeschi avrebbero perso un prezioso alleato. Il primo tentativo in questo senso venne fatto il 19 Febbraio 1915 quando una flotta navale anglo-francese cominciò a bombardare le postazioni difensive turche sullo stretto… la campagna dei Dardanelli sarebbe durata oltre un anno. Drammaticamente.

Il settore dei Dardanelli