Il Grimorio di Odenwald #55

XXXIII – CONCIONATOR PATEREUS (Il predicatore di Patara) Benedetto XI (1303 – 1304), nato a Treviso col nome Niccolò di Boccassio, apparteneva all’ordine domenicano ed era un frate predicatore. Fu Cardinale Vescovo di Ostia e di Velletri, oltre che legato pontificio in Ungheria.

E’ stato il 194° Papa ed il suo pontificato durò nove mesi.

Ebbe sempre un occhio di riguardo per la sua città natale, Treviso, che contribuì molto ad abbellire tanto che si deve a lui la costruzione della chiesa monumentale domenicana di San Nicolò. Nel dicembre 1303 assolse i cardinali della famiglia romana dei Colonna ed i loro parenti dalla scomunica a suo tempo comminata da Bonifacio VIII, ma per alterne vicende questa scelta gli si ritorse contro costringendolo ad abbandonare Roma per riparare temporaneamente a Perugia. Qui morì improvvisamente a causa di una banale indigestione di fichi, anche se per lungo tempo girarono voci su di un possibile avvelenamento.

Durante il suo pontificato ha creato 2 cardinali nel corso di 2 concistori.

Il Grimorio di Odenwald #49

XXIX – EX ROSA LEONINA (Dalla rosa del leone) Onorio IV (1285 – 1287), nato a Roma col nome di Giacomo Savelli, il cui stemma di famiglia rappresentava appunto una rosa portata da due leoni. Studiò teologia a Parigi e fu rettore alla chiesa di Berton, nella diocesi di Norwich.

E’ stato il 190° Papa ed il suo pontificato durò quasi due anni.

Le relazione del Papato col Sacro Romano Impero erano decisamente migliorate con la caduta degli Hohenstaufen, per questo motivo il Papa mantenne una politica di vicinanza a Rodolfo I d’Asburgo il quale, dal canto suo, riconobbe ufficialmente l’autorità di Onorio IV su tutto il territorio pontificio. Invece la situazione in Sicilia, dopo la rivolta dei Vespri, era molto più complessa ed esplosiva, nonostante il Papa cercasse una pacificazione, pur continuando a sostenere le pretese della Casa d’Angiò sulla corona siciliana; ad ogni modo a fasi alterne si cercò ora la pace ora la guerra, la situazione siciliana si sarebbe normalizzata solo dopo il 1300 (nel 1302 con Papa Bonifacio VIII). Nel governo interno della Chiesa il 11 marzo 1286 Onorio condannò come eretici, con la bolla Olim felicis recordationis, i “Fratelli Apostolici”, una setta che predicava idee estremiste sulla povertà evangelica, fondata da Gherardo Segarelli a Parma nel 1260.

Durante il suo pontificato ha creato 1 cardinale nel corso di 1 unico concistoro.

Il Grimorio di Odenwald #47

Apocalisse 3,7-13

VI. Filadelfia

7 All’angelo della Chiesa di Filadelfia scrivi:

Così parla il Santo, il Verace,
Colui che ha la chiave di Davide:
quando egli apre nessuno chiude,
e quando chiude nessuno apre.

8 Conosco le tue opere. Ho aperto davanti a te una porta che nessuno può chiudere. Per quanto tu abbia poca forza, pure hai osservato la mia parola e non hai rinnegato il mio nome.

9 Ebbene, ti faccio dono di alcuni della sinagoga di satana – di quelli che si dicono Giudei, ma mentiscono perché non lo sono -: li farò venire perché si prostrino ai tuoi piedi e sappiano che io ti ho amato.

10 Poiché hai osservato con costanza la mia parola, anch’io ti preserverò nell’ora della tentazione che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra.

11 Verrò presto. Tieni saldo quello che hai, perché nessuno ti tolga la corona.

12 Il vincitore lo porrò come una colonna nel tempio del mio Dio e non ne uscirà mai più. Inciderò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, della nuova Gerusalemme che discende dal cielo, da presso il mio Dio, insieme con il mio nome nuovo.

13 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.

Prossima Fermata: San Lazzaro degli Armeni

Sono passati un paio di mesi dall’ultimo racconto di viaggio, due mesi in cui mi sono dedicato maggiormente alla storia non c’è dubbio. Chi mi segue già da un pò avrà notato che ci sono alcuni “temi” ricorrenti nelle mie dissertazioni… o forse dovrei dire che ci sono dei popoli e culture ricorrenti. Il mio grande amore resta indubbiamente il Sud America con tutta la sua storia e la sua magia, ma ho sempre avuto una forte attrazione verso l’Europa dell’est ed in particolare verso la Romania ed il suo popolo, a prescindere dalle problematiche di questo ultimo decennio dovute all’immigrazione ed al confronto forzato tra culture: tematiche troppo lunghe e complesse da affrontare qui adesso. Un altro popolo che mi ha sempre affascinato è quello Armeno, una simpatia spontanea che ho sin da piccolo!

Ma veniamo al dunque. Io adoro la città di Venezia. In Italia è indubbiamente la città che preferisco e che sento più vicina alla mia personalità. La metto in cima alla lista delle preferenze, ben al di sopra della mia città natale Bologna (che sarebbe bella se solo non fosse diventata un gabinetto a cielo aperto) e della città in cui vivo da 6 anni, Roma. Non chiedetemi di Firenze, a me non è mai piaciuta, non mi ci trovo mai a mio agio… uno le città se le deve sentire dentro, io Firenze non me la sento. Venezia si.

Venezia è piena di luoghi stupendi da vedere, ogni volta che la giro non faccio altro che scoprire angoli sempre nuovi che non avevo mai notato in precedenza. Il modo migliore di girare per le città è senza la piantina, perchè è giusto perdersi in un agglomerato urbano per coglierne a pieno le sfumature. Troppo semplice seguire i classici itinerari per turisti: alla fine si vedono tre cose in croce (belle per carità) e poco di più. E poi non amo eccessivamente la calca urlante. Avete mai fatto caso a quanto sono chiassosi in genere i turisti? Badate bene: di tutte le nazioni! Non è forse meglio cercare posti meno affollati e più tranquilli. Ci sono angoli di Venezia talmente silenziosi e talmente belli da non sembrare reali. Stai lì fermo e non capisci. Sei fuori dal tempo e dallo spazio e ti trovi perfettamente a tuo agio.

Ma io sto divagando di nuovo. San Lazzaro degli Armeni è un isolotto molto vicino al Lido di Venezia ed un tempo era utilizzato come lebbrosario cittadino, stiamo parlando dei secoli in cui Venezia era una gloriosa repubblica marinara con porti commerciali disseminati lungo tutto l’Adriatico e con diverse interessi in ballo in Grecia e nei possedimenti dell’Impero Ottomano. Nel 1717 l’isola venne donata a dei monaci armeni guidati dal monaco Mechitar (fondatore dell’ordine mechitarista) e ben presto questi ristrutturarono completamente gli ambienti del vecchio lazzaretto e la vecchia chiesetta dando vita al monastero attuale. Nel giro di pochi decenni questo luogo divenne meta sia dei giovani monaci armeni sia delle personalità di tutto europa che potessero vantare origini armene: divenne così un grande ed importante centro culturale in mezzo alla laguna veneziana.

Sapevo sin da piccolo dell’esistenza di questo posto, ne avevo letto in diversi libri che parlano del popolo armeno, ma non vi ero mai stato. Così un bel pomeriggio d’estate 2013, mentre soggiornavo qualche giorno a Venezia, decisi di andare a visitarlo. Arrivai casualmente all’approdo di partenza in uno degli unici orari che in seguito scoprii essere utili per visitare il monastero. Si vede che era destino! Se adoro Venezia è anche perchè mi piace fare i giri sui traghetti, a volte prendo e ci passo delle ore intere senza scendere, girando intorno alla città. Non ero assolutamente preparato allo spettacolo che mi si parò di fronte all’arrivo: il luogo era tanto bello quanto silenzioso e rilassante, gli unici esseri umani in giro sembravamo essere io e gli altri turisti con cui stavo sul traghetto. Senza indugiare mi diressi verso l’entrata e presi il biglietto per fare la visita con la guida in italiano-inglese, l’alternativa era in armeno!

All’interno del monastero ci sono bellissimi giardini e un museo colmo di oggetti antichi di inestimabile valore, senza contare una collezione di manoscritti unica al mondo. I monaci armeni sono di una gentilezza e di una disponibilità unica e si fermano volentieri a parlare con i turisti. Il luogo è chiaramente un luogo sacro e vi si respira una sostanziale pace totale molto bella. Il metodo di visita è anche intelligente perchè prima ti fanno vedere tutte le bellezze interne del monastero raccontandoti tutta la storia di Mechitar e in parte anche del popolo Armeno, poi ti lasciano libero di godere del giardino esterno, della sua bellezza e dei suoi profumi. Diventano tre ore spese davvero bene e alla fine l’unico rimpianto è dover ripartire per tornare alla città. Sembra incredibile detto così. Ma all’interno di Venezia esiste un’isola che pare fuori dal mondo e che ti fa rimpiangere di dover tornare a Venezia stessa. Ma se ve lo dico io che amo quella città mi potete credere.

Se vi capita di fare una vacanza a Venezia andateci, tanto è facile da raggiungere. Andateci e quando siete lì chiudete gli occhi e respirate i profumi di quei giardini incantati. Penserete di essere giunti nel paradiso terrestre.

Il Grimorio di Odenwald #28

XVI – CANONICUS DE LATERE (Il canonico a latere) – Onorio III (1216 – 1227), nato ad Albano Laziale, ma di lui si sa ben poco della sua vita prima di diventare Pontefice, anche se pare abbia ricoperto alcune cariche importanti, tra cui quella di tesoriere sotto Clemente III e Celestino III.

E’ stato il 177° Papa ed il suo pontificato durò quasi 11 anni.

Come Papa si impegnò a fondo nella Crociata albigese, iniziata dal suo predecessore, riuscendo nell’intento di catturare Avignone dopo un lungo assedio. Diede molta importanza alla formazione culturale dei membri della Chiesa contribuendo attivamente allo sviluppo delle Università di Bologna e Parigi. Sotto di lui si svolse la fallimentare Quinta Crociata e si fecero i preparativi per quella successiva, ma Onorio III morì prima che finissero.

Durante il suo pontificato ha creato 9 cardinali nel corso di 6 distinti concistori.

Storia: la fine di Costantinopoli

Nel 1453 non restava molto del glorioso Impero Bizantino nonostante la vetusta età di oltre 1000 anni. Qualche manciata di territorio greco restava in possesso dell’imperatore Costantino XI e la capitale Costantinopoli era una città isolata, ma ancora molto attiva nel commercio navale con i Veneziani ed i Genovesi. A due passi dalla città si ergeva la minaccia dell’Impero Ottomano che di anno in anno era diventato sempre più vasto e potente, conquistando territori e sottomettendo città e popolazioni… mancava Costantinopoli, mancava soprattutto per la sua posizione strategica di controllo sullo stretto dei Dardanelli.

Mehmet II, da poco diventato sultano e con grande ambizione, decise di risolvere la questione a suo favore lavorando in modo strategico per isolare ancora di più la città avversaria. Con una serie di forti , costruiti di sull’altro lato della costa rispetto a Costantinopoli, ne rese impossibile il rifornimento navale grazie alla precisione ed alla potenza dei suoi cannoni. Le richieste di aiuto da parte di Costantino XI nei confronti del mondo cristiano rimasero per lo più inascoltate. Gli unici a prestare aiuto furono proprio i Veneziani ed i Genovesi, ma le loro forze non potevano certo essere comparate a quelle dell’Impero Ottomano.

L’assedio di terra iniziò il 6 Aprile del 1453 e durò quasi due mesi. Quasi 200.000 soldati ottomani contro appena 7.000 difensori, 200 navi da guerra ottomane contro 26 bizantine. I Veneziani e i Genovesi messi insieme non superavano i 1.400 uomini… questo tutto l’aiuto dell’occidente. La vera battaglia si consumò nella notte tra il 28 e il 29 Maggio, quando Mehmet II decise di affondare una volta per tutte il colpo e di fare sua la città: per ore egli continuò a riversare truppe verso le mura della città esautorando i difensori e costringendo alla fuga i Genovesi e i Veneziani, quello che restava delle truppe bizantine si riversò nella battaglia e lo stesso Costantino XI vi perse la vita.

Mehmet II entra in Costantinopoli

La città, caduta in mano all’esercito ottomano, venne saccheggiata e la maggior parte della popolazione venne stuprata, uccisa o ridotta in schiavitù. Mehmet II aveva promesso alle sue truppe tre giorni per poter fare ciò che volevano della città, ma vista la distruzione arrecata già nelle prime 24 ore di orrori revocò il suo ordine.

Resta ad oggi sconosciuto il numero reale di vittime in entrambi gli schieramenti.

Il Grimorio di Odenwald #15

IX – EX ANSERE CUSTODE (Dall’Oca Guardiana) – Alessandro III (1159 – 1181), nato a Siena col nome di Rolando Bandinelli, fu Cardinale della Basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio, da qui il riferimento di Malachia alle oche guardiane.

E’ stato il 170° Papa ed il suo pontificato durò quasi ventidue anni.

Alla sua elezione la fazione filo-imperiale della Chiesa nominò un antipapa Vittore IV (seguito da Pasquale III e Callisto III) e cacciò il vero Papa da Roma. Alessandro III venne consacrato a Ninfa , sotto il Regno di Sicilia e poi si trasferì in Francia. Nel 1176, dopo la Battaglia di Legnano e la conseguente Pace di Venezia, dell’anno successivo, l’imperatore Federico II Barbarossa si riconciliò col Papa. Nel 1179 tenne il Terzo Concilio Laterano (undicesimo concilio ecumenico della Chiesa)  nel quale umiliò il Re d’Inghilterra Enrico II sul caso di Thomas Becket e confermò il diritto alla corona del Portogallo da parte di Alfonso I (primo re del Portogallo). Infine nel 1181 pose fuorilegge gli Albigesi.

Durante il suo pontificato ha creato 68 cardinali nel corso di 15 distinti concistori.

Il Grimorio di Odenwald #8

IV – ABBAS SUBURRANUS (Abate suburrano)Anastasio IV (1153 – 1154), nato a Roma col nome di Corrado della Suburra.

E’ stato il 168° Papa ed il suo pontificato durò un anno e mezzo.

Durante il suo pontificato si impegno a far restaurare il Pantheon ed accordò speciali privilegi all’Ordine di Malta.

Durante il suo pontificato ha creato 3 cardinali nel corso di 1 solo concistoro.